I didn’t change. You just never knew me.

I didn't change. You just never knew me
Non sono cambiato. Semplicemente non mi avete mai conosciuto

Non è strano, per me, parlare in inglese: ricordo con piacere le tre vacanze-studio trascorse ad Exeter, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, dal 1996 al 1998.

Ecco perchè questa sera, su Facebook, ho scelto la versione originale della frase che leggete

I didn’t change. You just never knew me

La traduzione sarebbe grossomodo

Non sono cambiato. Semplicemente non mi avete mai conosciuto

Pochi hanno voluto conoscermi veramente: forse l’ansia influenza negativamente il mio carattere. Chi riesce ad andare oltre il muro di questo stato psicologico, ha modo di conoscere una persona che si fa in quattro per gli altri e – se non basta – persino in otto. In cambio, questa persona chiede solo un po’ di affetto. Una mia amica di nome Paola questo lo sa bene…

Mi piacerebbe incontrare di nuovo persone che mi hanno conosciuto in passato, magari durante Ragioneria: avrebbero modo di apprezzarmi come persona. Ho sempre avuto un carattere adatto a relazionarsi con le persone più mature, non con gli adolescenti.

Citando una canzone di Ligabue, per me una coppia è già una folla…ma nelle relazioni uno a uno non mi batte nessuno. Basta poco per conoscermi veramente:

  • Non mettermi ansia
  • Non giudicarmi
  • Lasciarmi tempo

 

Chi non dimostra ciò che sente…

DimostrareSentirePerdereAmare
Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

Una strada asfaltata e deserta in mezzo ai boschi nel tardo autunno. Per anni ho visto la mia vita così: un luogo (se possiamo definirlo tale) in cui la vita stava lentamente morendo.

Il motivo per cui stava accadendo è riassunto dalla frase che intitola questo post

Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

In passato, ricordo di aver avuto solo dialoghi razionali, non emotivi

Perchè l’ho fatto? I motivi sono molti:

  • Non sono stato educato ai sentimenti:non sapevo nemmeno cosa fossero
  • Ho messo la razionalità al di sopra di tutto, come fecero gli Illuministi

Risultato: ho avuto una vita povera di amicizie e di una qualsiasi forma d’affetto.

Ora le cose stanno lentamente migliorando: mi sento di percorrere una strada di vita simile a quella di Manzoni. È un percorso in divenire, ovviamente: non so quando finirà.

Già adesso posso dirvi che la questione è molto più semplice di quanto non sembri a prima vista: Anche se ci sentiamo soli, noi non siamo soli. Come dicevo ieri, ogni giorno siamo circondati da altri. Spetta a noi fare in modo che non siano semplici passanti incontrati per caso, ma persone di cui fidarsi e con cui confrontarsi (e, con un po’ più di confidenza, confidarsi).

 

Non serve mica gridare per avere attenzione…

GridareAttenzioneStelle

Per chi non ha studiato Scienze della Comunicazione et similia, la frase di stasera sembrerà un controsenso, visto che – ormai – siamo abituati a pensare che vince chi urla di più

Non serve mica gridare per avere attenzione, le stelle stanno in silenzio eppure c’è chi le guarda per ore

Io, invece, ho studiato proprio Scienze della Comunicazione: qualche trucchetto lo conosco bene. Anche se ho un tono di voce alto, io non grido quasi mai:

  • Grido di gioia
  • Grido di rabbia
  • Grido di tristezza

ma non grido mai per avere ragione…figuriamoci per avere attenzione. Ho un tono di voce alto, ma questo è un altro discorso.

Lo sfondo di questa frase è eloquente:

  • Una montagna innevata
  • Un lago
  • Il cielo stellato

Tutti elementi che se potessero parlare, chissà quante cose avrebbero da dire. Anche molte persone del passato hanno espresso la propria arte in modo muto: pensate a Charlie Chaplin.

Anche io, come le stelle, sto spesso in silenzio pur essendo in compagnia. Non sono una persona molto loquace, preferisco scrivere o fotografare: mi esprimo meglio così.

I miei silenzi non hanno nulla di negativo, anzi: significano che vi sto ascoltando. In quei momenti, avete tutta la mia attenzione: non lo faccio per emettere chissà quale giudizio su di voi. Lo faccio semplicemente perché so che – prima di tutto – siete persone che meritate tutto il mio rispetto.

Permettetemi un gioco di parole: spero starete attenti ai miei silenzi…significano molto di più di quanto non possiate immaginare.

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

 

Frase di Robbins: "Nel momento delle decisioni si plasma il destino"

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

Non sono un seguace di Anthony Robbins e della PNL: preferisco prendere da solo le mie decisioni, ovviamente dopo aver sentito il parere delle persone che mi stanno accanto, se necessario. Oggi ho scelto questa frase per prendere un po’ in giro (nel mio piccolo) questo sedicente guru:

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

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La vita ha un senso solo se…

Vita Senso Desiderio
La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Ogni tanto, anche io sono preso da domande filosofiche:

  • Chi siamo?
  • Dove andiamo?
  • ….? (sostituite i puntini con qualunque domanda vi venga in mente)

Mi accade quando la vita mi appare vuota, senza grosse novità all’orizzonte. La frase di stasera ben riassume il concetto

La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Per lungo tempo, le mie giornate mi sono sembrate tutte uguali: il lavoro, il tempo libero scrivendo o facendo fotografie, i week-end trascorsi in Valtellina dalla mia famiglia. Le giornate divertenti erano come la pubblicità su un film in DVD: praticamente inesistenti. Inutile dire che la domanda che mi tartassava ogni notte era:

Ma che cavolo vivo a fare?

Ora, per fortuna, ho molte cose che mi tengono occupato:

  • La fotografia: proprio un’ora fa sono rientrato a casa da una gita fotografica con il mio amico Fabio
  • La scrittura: se non scrivo un post ogni sera mi sento agitato
  • Le passeggiate: dicono che lo sport fa bene al fisico. Io non sono ancora dimagrito di un grammo, ma di sicuro l’umore è migliorato tanto

Contrariamente a quanto si dice nell’immagine, non posso dire che siano il mio sogno (che, francamente, non ho ancora capito quale sia). Tuttavia, sono un pieno di benzina per affrontare il domani.

Le cose che scrivo qui, quelle che scrivo per Consolata, le fotografie…Prese singolarmente possono sembrare insignificanti, soprattutto se viste dall’esterno. Eppure sono una parte di me stesso….Quella che, spesso, non riesco ad esprimere durante il lavoro o nei miei rapporti con gli altri.

Non so perché accade: c’entra sicuramente la mia timidezza, ma credo ci sia anche altro. Ne parlerò con la mia psicanalista domani.

Credo che la vita sia simile ad un puzzle: per apprezzare l’immagine finale, dobbiamo ricomporre tutti i pezzi.

Questa sera, voglio lasciarvi quest’augurio: che possiate ricomporre la vostra immagine.

Adamo ed Eva furono i primi 

  
Questa mattina su Facebook è stata postata l’immagine che vedete qui sopra. Traducendo letteralmente, il cartello affisso recita

Adamo ed Eva furono i primi a non seguire i termini e le condizioni della mela 


Una traduzione meno letterale strappa più di un sorriso 

Adamo ed Eva furono i primi a non seguire i termini e le condizioni della Apple

Amo i giochi di parole: fanno ridere e riflettere allo stesso tempo. Spesso rido pensando:”Quant’è vera questa frase!”.

Non occorre una gran cultura per conoscere la storia di Adamo ed Eva: basta leggere le prime pagine della Bibbia!

Per chi crede, i nostri progenitori hanno fatto un errore: questo non lo metto in dubbio. Tuttavia, non sempre seguire i termini e le condizioni è vantaggioso.

Il progresso dell’umanità è avvenuto in tre modi:

  1. Casualmente: il fuoco e la penicillina sono stati scoperti così 
  2. Curiosamente: domandandosi perché avvenivano certe cose
  3. Trasgredendo le regole imposte  

Io ho usato molto il primo ed il secondo modo. Il terzo mi faceva molta paura: pensavo che portasse solo a conseguenze negative.

Solo ultimamente mi sto rendendo conto che non é sempre così. Per questo motivo mi sento incompleto.

Sto cercando di recuperare il tempo perso, ma non è sempre facile. Ringrazio tutti quelli che mi stanno aiutando.

Chi vuole il cambiamento? Chi vuole cambiare?

CambiareCambiamento
Chi vuole il cambiamento? Chi vuole cambiare?

Non siamo in campagna elettorale: perché parlare di una vignetta satirica in cui un candidato a chissà quale carica chiede ai suoi sostenitori

Chi vuole il cambiamento?

Ricevendo una generale alzata di mano, il candidato prosegue chiedendo

Chi vuole cambiare?

Gli occhi bassi dei personaggi fanno ben capire come siano demoralizzati dalla proposta.

Cambiare è difficile:

  • Fino a quando è un semplice proposito, siamo ben proposti a farlo
  • Quando passiamo dalle parole ai fatti, dipende quasi esclusivamente dalla nostra forza di volontà

Qualcuno può obiettare che ci sono molti fattori esterni che ci possono ostacolare: non posso negarlo, anche perchè ci sono cascato anch’io molte volte. Accetto anche l’obiezione che – a volte – ci sentiamo soli contro tutti: sono caduto personalmente in questo tranello infinite volte in passato.

Molto dipende dalla forza di volontà: più forza di volontà abbiamo dentro di noi, più è probabile che riusciremo a cambiare. Trovare un alleato o un’alleata che ci aiuti nel nostro obiettivo è un buon carburante e un vaccino contro chi vuole solo succhiarci le energie per costringerci a desistere.

Anche questo, credetemi, lo so per esperienza….

 

 

Essere sinceri significa essere molto coraggiosi

Essere sinceri significa essere molto coraggiosi
Essere sinceri significa essere molto coraggiosi

Come tante frasi che analizzerò in questo blog, queste sei parole provengono da una pagina Facebook: I valori della vita, che sembra dare una definizione quasi da vocabolario sul cosa significa essere sinceri, prendendo spunto da una franse anonima

Sappiamo che su Facebook si può scrivere e condividere ciò che si vuole senza grossi rischi. Tuttavia, non prestiamo attenzione alla profondità di certe frasi. Del resto, Facebook non è nient’altro che una piazza pubblica virtuale: ognuno può dire ciò che vuole ma, una volta spento il computer o l’IPhone, torniamo (si spera) alla vita reale.

Osservate questa fotografia: un comune (per gli standard americani, ovvio) ponte sospeso durante una giornata con il cielo coperto. In lontananza si scorgono alcune persone. Il bianco della scritta quasi si perde sullo sfondo grigio. I cavi che sorreggono il ponte convergono verso il punto di fuga dell’immagine, il centro dei due archi in pietra all’inizio del ponte.

Sembra quasi che l’immagine non abbia nulla a che fare con la frase posta al centro:

Essere sinceri significa essere molto coraggiosi

Un banale punto a segnare la fine del testo: nessun interrogativo, nessuna esclamazione. Solo un semplice, piccolo punto. Tutto estremamente semplice, quasi banale…almeno, in apparenza.

La sincerità e la verità sono le cose più semplici da dire: non è necessario inventarsi nulla per essere credibili. Non servono frasi colorite o parole ad effetto. 

Allora, perché serve coraggio per dire la verità?  La nostra è la vita dell’apparire: ci sentiamo costretti a sembrare importanti, mascheriamo il nostro lavoro comune dietro anglicismi (employee fa più effetto sul curriculum vitae di impiegato). Non accettiamo una cosa molto semplice:

Siamo chi siamo

Per citare una canzone di Ligabue:

ogni persona ha pregi e difetti: dobbiamo accettarla per ciò che è, partendo da noi stessi, ma con la consapevolezza che dobbiamo smussare certe nostre caratteristiche.

Cerchiamo di non dimenticarlo mai….