I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell'umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità.

Frase di Marylin Monroe da https://www.facebook.com/Pensieriscalzi/
I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell’umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità.

Involontariamente, la frase di stasera si concatena a quella di ieri e – perciò, più o meno direttamente – anche a quella del 21 luglio scorso.

I rapporti umani sono spesso un disastro perché gran parte dell’umanità non capisce che entrare nel cuore delle persone non è una conquista ma una straordinaria opportunità.

Firmato: Marylin Monroe, una persona esperta  in rapporti umani disastrati in partenza. La più grande colpa dell’attrice era scegliere persone egoistiche ed egocentriche (storicamente, JFK non poteva certo essere considerato uno zuccherino e pare non lo fosse nemmeno Joe Di Maggio).

Sembrerò retorico, ma i rapporti umani hanno due punti in comune con la caccia la tesoro:

  1. Come i tesori, anche le persone sono difficili da trovare
  2. Una volta trovata la persona giusta, si diventa un po’ possessivi

Ciò mi fa sorgere un dubbio:

Stiamo parlando di persone o di diamanti?

Se trovo giusto amare una persona trovo sbagliato essere possessivi nei confronti di quella persona: significa cercare di interrompere i rapporti fra quella persona ed il resto del mondo.

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

 

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

 

Devo iniziare il post di oggi  scusandomi: ero convinto di trovare su youtube un determinato video di Max Pezzali, ma non è stato così. Perciò, all’ultimo momento, ho deciso di ripiegare ed analizzare la frase

Se non ti cerca, non hai sbagliato qualcosa. Hai sbagliato persona.

che – credo – faccia il paio con ciò che scrissi il 21 luglio scorso.

A tutti sarà capitato di chiedersi

Come mai questa persona non mi cerca da lungo tempo?

Istintivamente, afferriamo il cellulare o accendiamo il computer, per chiamarla ed avere sue notizie. Quando non abbiamo risposta, siamo pronti a giustificare il nostro potenziale interlocutore in vari modi:

  • Magari è occupato
  • Forse è lontano dal computer
  • Potrebbe essergli successo qualcosa

I giorni passano e non abbiamo notizie. In quel momento, realizziamo che il solo amico eravamo noi.

È triste, ma dobbiamo accettarlo. In questi casi, c’è una sola cosa da fare: chiudere la porta e cancellare questa persona dalla lista delle amicizie….Non per cattiveria, ma per fare spazio a nuove conoscenze.

What ever You decide to do make sure it makes you happy

What ever You decide to do make sure it makes you happy
What ever You decide to do make sure it makes you happy

Più che un aforisma, la frase di stasera mi sembra un promemoria

What ever You decide to do make sure it makes you happy

Traducendolo in italiano, il significato è ancor più palese

Qualunque cosa tu decida di fare, sii sicuro che ti renda felice

Non so perchè la mia amica Cristina abbia deciso di condividere questa frase su Facebook: forse l’ha fatto senza riflettere troppo, come facciamo tutti noi quando postiamo qualcosa.

Credo sia questo il bello delle frasi semplici: sono molto più profonde di quanto non sembri a prima vista.

Non è facile trovare la felicità, ma abbiamo lo strumento per trovarlo: noi stessi. Anche se non ce ne rendiamo conto ogni momento, sappiamo cosa ci rende felici. Invece di aspettare domani (che -poi – non arriva mai), non appena sapete cosa potrbbe rendervi felice, attivatevi per farlo.

Non tutti comprenderanno il tuo cammino…

 

Immagine dal sito www.linfavitale.com
Non tutti comprenderanno il tuo cammino. Va bene così. Sei qui per vivere la tua vita, non per dare spiegazioni

Ho anticipato l’immagine di stasera tredici ore fa sul mio profilo Facebook ed ho già ricevuto sei condivisioni e otto mi piace: vi ringrazio della fiducia e spero di non deludervi.

Cos’hanno di tanto speciale la fotografia di una ragazza bionda durante un viaggio in solitaria e la frase

Non tutti comprenderanno il tuo cammino. Va bene così. Sei qui per vivere la tua vita, non per dare spiegazioni

a prima vista, può risultare oscuro.

Se ci fermiamo a riflettere, però, sia l’immagine che la frase trasmettono il concetto di libertà, quello stato d’animo che spesso non sentiamo perchè diamo troppo peso al giudizio altrui.

Dicendolo in questo modo, però, sembra che voglia dividere l’umanità in giudicantigiudicati  e sarebbe troppo comodo scomodare i Vangeli per concludere questo post.

Ciò che mi sembra – invece – meno evidente e più importante è un concetto quasi subliminale: siamo tutti convinti che tutte le scelte umane siano razionali, spiegabili a parole e, in definitiva, comprensibili a tutti.

Basta ricordare molte scelte della nostra vita per capire che non è così. Sinceramente, quando qualcuno mi chiede di dare una spiegazione razionale ad una cosa irrazionale, non so nemmeno io se arrabbiarmi o dispiacermi per il mio interlocutore, perchè percepisco una mancanza d’empatia.

Una buona scuola…

Una buona scuola secondo lo psichiatra Paolo Crepet
Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri. In altre parole: ha iniziato a vivere

Ieri, nella maggior parte delle regioni italiane, è ricominciato l’anno scolastico: le notizie che circolano in proposito non sono incoraggianti, nonostante il Governo abbia proposto un disegno di legge soprannominato Buona scuola.

Ma cosa vuol dire buona scuola? Ognuno avrà una sua definizione, ma la maggior parte di noi – forse – incorrerà nell’errore di schematizzare troppo. Occorre una definizione più generale, direi quasi onnicomprensiva, come quella proposta da Paolo Crepet:

Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuol dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri. In altre parole: ha iniziato a vivere

 

Leggendo questa frase, sinceramente, mi viene da sorridere pensando a tutte le leggi che si sono avvicendate a proposito della scuola: ogni Governo ha proposto una sua versione!

Non voglio esaminare l’operato dei governi italiani, ma una domanda me la faccio

In tutto questo, il bambino dov’è

Crepet a parte, l’ultima a pensarci – in ordine di tempo – mi pare sia stata Maria Montessori. Questa domanda mi perseguita non solo relativamente alla scuola, ma anche per quanto riguarda molte altre questioni. Mi pare che non abbiamo mai considerato i bambini per ciò che sono prima di tutto: esseri umani….Ora si preferisce chiamarli utenti.

Dinner with papaw tonight

Il nonno invita i nipoti per cena, ma resta solo (o quasi)
Dinner with papaw tonight….he made 12 burgers for all 6 grandkids and I’m the onlly one who showed. Love him

Nonostante mi occupi soprattutto di immagini, frasi e video, ogni tanto mi capita di scovare su internet notizie interessanti sull’uso dei social network, come quella che ho scovato questa mattina e vi propongo stasera, anche se RDS l’ha pubblicata il 21 marzo scorso.

Il 17 marzo scorso, un nonno dell’Oklahoma aveva invitato i suoi dodici nipoti per una cena a base di hamburger. Solo la studentessa e giocatrice di softball Kesley Harmon ha risposto all’appellopostando su Twitter la foto che vedete e che ritrae l’anziano parente intento a mangiare da solo il suo hamburger con il seguente commento

Dinner with papaw tonight….he made 12 burgers for all 6 grandkids and I’m the onlly one who showed. Love him

 

La traduzione sarebbe la seguente

Cena con nonno stasera: ha preparato 12 hamburger per tutti e sei i nipoti ed io sono la sola ad essermi presentata. Lo amo

 

 

Non voglio ironizzare troppo sulla cultura americana, ma vi immaginate fare una cosa del genere in Italia? I cugini di Kesley sarebbero stati diseredati seduta stante…altro che retwittare il post oltre centosettantottomila volte, com è effettivamente avvenuto!

In generale, però, questa notizia è commovente: dietro gli account che usiamo, batte ancora un cuore, ma spesso non lo vogliamo mostrare.

I falliti si riconoscono subito, fanno sentire in colpa gli altri per i propri errori, per i propri sbagli

Frase di Rosa Ramirez
I falliti si riconoscono subito, fanno sentire in colpa gli altri per i propri errori, per i propri sbagli

Tenendo questo blog, ho conosciuto il sito pensieriparole, in cui persone comuni possono scrivere i propri aforismi personali, come ha fatto – in questo caso – l’ecuadoriana Rosa Ramirez.

La frase di Rosa è stata riproposta anche su Facebook da vari utenti

I falliti si riconoscono subito, fanno sentire in colpa gli altri per i propri errori, per i propri sbagli

Mi sembra quasi una versione laica del versetto evangelico

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?

con un’aggiunta non di poco conto per il significato della frase: l‘attenzione al fallimento ed ai falliti.

 

 

Il significato esplicito può sembrare abbastanza irritante: attualmente, contano più fama e successo del nostro benessere interiore. Chi non riesce a raggiungere i propri obiettivi (qualunque essi siano), si vendica sul prossimo cercando il modo di ferirlo.

Se ci soffermiamo meglio, però, leggo anche un significato implicito che può essere riassunto dalla parola invidia. Nessuno ammetterà mai di essere invidioso, salvo rare eccezioni, ma il comportamento di una persona può rivelare molto di più di quanto non facciano le sue stesse parole.

Fanno battute sulla pasta, i loro disegnatori finirono come gli scolapasta

Interpretazione di Facebook della vignetta di Charlie Ebdo
Fanno battute sulla pasta, i loro disgnatori finirono come gli scolapasta

Come dicevo ieri, noi italiani siamo un popolo passionale: calcisticamente parlando, inoltre, dai Mondiali del 1998 vediamo i francesi come il fumo negli occhi.Un conto, però, è ironizzare su uno sport, ben diverso è ironizzare su una tragedia.

La stessa vignetta di Charlie Ebdo circola su Facebook  come sfondo alla frase

Fanno battute sulla pasta, i loro disgnatori finirono come gli scolapasta

 

senza alcuna giustificazione satirica o, perlomeno, palese. Non occorre scomodare l’enciclopedia Treccani  per capire che lo scopo della satira è prendere per il culo il potere, per  far riflettere il popolo. Tutti i disegnatori satirici – per me – costituiscono l’opposizione extraparlamentare al Governo, non importa se di destra o di sinistra.

Charlie Ebdo ha concesso due occasioni agli italiani per riflettere:

  1. Quando ha pubblicato la vignetta incriminata
  2. Quando ha pubblicato la vignetta sulle case costruite dalla mafiosi

Eppure, non abbiamo colto nessuna delle due occasioni

 

Sèisme a l'Italienne

Vignetta di Charlie Ebdo
Penne sauce tomate, Penne gratinées, Lasagnes

Chi segue questo blog avrà notato che non mi occupo mai di politica o di satira: mi occupo di immagini, video e canzoni e del loro significato che hanno per me. Analizzerò la vignetta satirica di Charlie Ebdo sotto questo aspetto: parlarne sotto un altro profilo significherebbe – anche- andare contro ciò che avevo scritto il 9 luglio scorso.

Accostando piatti tipici italiani alle figure di feriti, Charlie Ebdo ironizza sul sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto.Il miglior ristorante  italiano secondo la satira francese –  si chiamerebbe Sèisme a l’Italienne e i migliori piatti del suo menu sarebbero

Penne sauce tomate

Penne gratinées

Lasagnes

Non credo sia necessaria traduzione per capire il significato. Sinceramente, mi aspettavo una reazione di questo tipo:

  1. In quanto giornale satirico che non le manda certo a dire, Charlie Ebdo ha seguito solo la sua linea editoriale
  2. Data la situazione che sta affrondando l’Italia, la sua reputazione all’estero sia come sistema – Paese che come popolo rischia di essere ulteriormente compromessa
  3. È risaputo che all’estero siamo visti come un popolo passionale…e la nostra reazione deve aver ulteriormente alimentato questa percezione

Accecati dalla rabbia, ci siamo dimenticati di considerare Charlie Ebdo per ciò che è: un giornale satirico. Per quanto aggressiva e di dubbio gusto, resta comunque satira: sarebbe bastato guardare la vignetta con più attenzione e meno passione per capire che Charlie Ebdo ha solo seguito la sua linea editoriale.

Il mondo non apprezzerà le milioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l'unica sbagliata

Il mondo non apprezzerà le mlioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l'unica sbagliata
Il mondo non apprezzerà le mlioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l’unica sbagliata

Più che un aforisma, quella di oggi è una storiella. Parla di un’insegnante che volutamente scrive alla lavagna

9 x 1 = 7

Suscitando l’ilarità e, al contempo, dando una lezione di vita ai suoi alunni

Il mondo non apprezzerà le milioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l’unica sbagliata

 

Facciamo molti errori in ogni occasione:

  • A scuola
  • Sul lavoro
  • Mentre guidiamo in automobile

In tutti questi ambiti esistono delle regole: se è giuto essere ripresi per gli errori commessi, non è giusto essere criticati.

Nessuno commette un errore volontariamente, a meno che non abbia un secondo fine: non possiamo leggere il pensiero di chi ci sta di fronte ed ancora oggi non si conosce l’esatto funzionamento del cervello. Se non c’è stata volontà, perchè criticare l’errore?

La rabbia che proviamo davanti agli imprevisti ed agli errori è una giustificazione: restiamo accecati dall’ira e non vediamo il mondo e le persone che ci stanno intorno: così facendo, ci sfoghiamo ferendo chi ci sta intorno.

Purtroppo, tendiamo anche a dimenticare le cose buone che – in passato  – una persona ha fatto, peggiorando ulteriormente il problema.

Voglio proporvi un esprimento: cercate di ricordare

  1. L’ultima volta in cui qualcuno si è arrabbiato con voi
  2. L’ultima volta in cui voi vi siete arrabbiati con qualcuno

Concentratevi sul vostro stato d’animo in quel momento: non credo vi siate sentiti bene…Quindi, perchè arrabbiarsi?