Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io

Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io
Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io

Mia cugina Elisa condivide spesso su Facebook frasi della pagina Ghiandola Pineale – il terzo occhio. Quando ho controllato quale fosse la fonte da cui era stata presa la frase

Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io

mi è venuto da sorridere: infatti, è scritta nel romanzo Le prime luci del mattino di Fabio Volo, autore di cui ho scritto anche tre giorni fa. Ciò che mi piace di quest’autore è la capacità di rendere interessanti situazioni di vita quotidiana, che potrebbero interessare ognuno di noi.

È una frase che mi riguarda anche personalmente: chi mi conosce sa che mi sono lamentato spesso di quanto fosse vuota la mia vita. Ad un certo punto, ho avuto praticamente lo stesso pensiero della protagonista di questo romanzo: lasciavo che le cose mi scivolassero addosso, senza farmi prendere da una qualsiasi emozione.

Dobbiamo comunque avere un atteggiamento propositivo: se nella nostra vita non accade nulla, dobbiamo trovare il modo di farlo accadere.

Non esiste un modo specifico per raggiungere questo risultato.L’unico consiglio che vi posso dare è quello di apprezzare anche le piccole cose che accadono ogni giorno e che rendono la nostra vita unica, diversa da quella degli altri.

Secondo me, questa è la base per realizzare anche i grandi progetti.

 

I am currently under construction. Thank you for your patience.

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È dal 25 luglioche non pubblico una frase anonima: una di quelle che potrebbe essere pronunciata da ognuno di noi, tanto da essere molto popolare su internet.

I am currently under construction. Thank you for your patience.

che possiamo tradurre dall’inglese con

Sono attualmente in costruzione. Grazie per la vostra pazienza

riguarda – appunto – tutti noi. Purtroppo, pochi si rendono conto che:

  • La vita è in continuo divenire
  • Cambiamo più frequentemente gusti ed opinioni più frequentemente di quanto si pensi
  • Se restiamo troppo ancorati alle idee passate, allora c’è qualcosa che non va

Non mi trovo d’accordo sulla seconda parte della frase: perchè dovremmo ringraziare gli altri della loro pazienza, se anche loro stanno vivendo un percorso di trasformazione?

Sarebbe più opportuno aiutare chi  – invece – è bloccato: talmente ancorato al proprio modo d’essere che ostacola con tutte le sue forze una trasformazione che avviene senza il nostro volere.

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi
Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Quanti libri ho letto in vita mia? Non lo so, ho perso il conto. Molto spesso mi capita di leggere un libro, dimenticarmene per lungo tempo, per poi ricordarmene quando su internet ne trovo una citazione.

È il caso della frase di stasera, tratta da Il giorno in più, che mi fu regalato nel 2007, poco dopo la sua pubblicazione

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Dati alla manoun anno è composto da

  • dodici mesi
  • cinquantadue settimane
  • trecentosesssantacinque giorni

Fabio Volo ha ragione: in un periodo di tempo così lungo (che dobbiamo moltiplicare per tutti gli anni della nostra esistenza) accadono molte cose…Eppure ricordiamo solo eventi fondamentali della nostra vita, dimenticando il resto.

Anche ammettendo di ricordare un giorno per ogni anno vissuto, ricorderemmo meno di tre mesi di vita.

Verrebbe da chiedersi

Cosa abbiamo fatto tutti gli altri giorni?

La risposta è abbastanza semplice: abbiamo vissuto, ma eravamo troppo occupati in altre cose per accorgercene.

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico
C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Prima di scrivere un articolo, controllo sempre l’esattezza di una frase: a quanto pare, però,  qualcuno non fa la stessa cosa.

La frase

C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Non è stato pronunciato da Oscar Wilde nè, tantomeno, esiste. L’aforisma corretto è

L’unica ricompensa della virtù è la virtù, l’unico modo di avere un amico è esserlo

ed è stato pronunciato da Ralph Waldo Emerson: bastava una ricerca di due minuti con Google per controllare. Non posso negare, però, che questa frase sia profondamente vera.

Tutto si gioca sui verbi ausiliari avere ed essere: avete mai fatto caso che tutti vogliono avere amici, ma pochi vogliono essere amici? Secondo me

  • Avere un amico è avere qualcuno su cui contare nel momento del bisogno
  • Essere un amico è far sì che ci sia uno scambio reciproco (di favori, ma anche d’affetto) fra due persone che si fidano l’una dell’altra

Ciò spiegherebbe la solitudine di cui molti soffrono in questi anni: spesso non interagiamo con le persone da pari a pari, ma le sfruttiamo per i nostri scopi.

Putroppo, chi è sfruttato non se ne rende conto, perchè:

  1. Confonde sfruttamento ed amicizia
  2. Pensa che l‘amico (o lo sfruttatore?) ricambierà, prima o poi

 

Inutile aggiungere che il prima o poi non si concretizza mai.

Non credete a tutto ciò che pensate

Non credete a tutto ciò che pensate - Lao Tzu
Non credete a tutto ciò che pensate

Adoro le frasi brevi: le considero più potenti ed efficaci di quelle lunghe. Questo forse è dovuto anche alla mia formazione accademica.

In sette parole, Lao Tzu dice tutto

Non credete a tutto ciò che pensate

Sono convinto che ogni uomo sia

  • Unico
  • Irripetibile
  • Imperfetto

Date queste caratteristiche, ognuno di noi valuta il mondo circostante in modo molto personale. Questo potrebbe essere un gran pregio, se ci si confrontasse l’un l’altro al solo scopo di comprendere meglio la realtà.

Putroppo, spesso siamo convinti che i nostri pensieri siano la realtà assoluta! Una dose di convinzione per le proprie idee fa sì che possiamo svilupparci in modo molto personale, quindi unico e salutare per l’autostima. Quando, però, ci fossilizziamo troppo sulle nostre convizioni, è facile arrivare allo scontro.

Per non cadere in questo erroreoccorre ascoltarsi l’uno con l’altro.

Qualcuno potrebbe obiettare che basterebbero prove concrete per avere ragione. Eccetto che per le scienze esatte, nessuno può  dirsi assolutamente certo del proprio pensiero. Parafrasando un vecchio detto, potremmo dire

Dubitate, gente, dubitate

Ma avere un cuore di bambino non è una vergogna. È un onore

Ma avere un cuore di bambino non è una vergogna. È un onore
Ma avere un cuore di bambino non è una vergogna. È un onore

 

I libri sono oggetti strani. Più o meno lunghi, dopo averli letti ricordiamo

  • La trama
  • I personaggi
  • L’ambientazione

Ma non sapremmo ripeterli parola per parola, diversamente dalle poesie, che abbiamo (spontaneamente o meno) imparato a memoria.

Certe frasi estratte dai libri, però, restano scolpite in testa: non  saremmo capaci di dimenticarle nemmeno se lo volessimo, perchè sono semplici e potenti allo stesso tempo. Questo è anche il caso della frase di stasera

 

Ma avere un cuore di bambino non è una vergogna. È un onore

 

Non credo che molti conoscano questa frase tratta da Vero all’alba di Ernest Hemingway, poichè il libro è stato pubblicato solo nel 1999. La tratterò, quindi, come frase a sè stante.

Dei bambini apprezziamo sicuramente l’innocenza e la scarsa esperienza, spesso giudicata con un sorriso di benevolenza.

Un atteggiamento bambinesco da parte di un adulto, però, è sempre osteggiato: è visto come sintomo di immaturità. Io non credo sia un difetto: vedere il mondo con gli occhi di un bambino e giudicarlo con un cuore di bambino può semplificare molto la vita.

Vi propongo di fare un piccolo esperimentola prossima volta che vi trovate di fronte ad un problema nella vostra vita privata, provate a ricordarvi come avreste valutato la situazione all’età di cinque o sei anni.Di sicuro, la soluzione vi apparirà puerile…ma non significa che sia per forza sbagliata.

Ti senti libero?

Ti senti libero?
Ti senti libero?

Ieri pomeriggio, mentre passeggiavo in zona Porta Genova a Milano, il mio sguardo è stato attirato dall’adesivo che vedete nell’immagine: era incollato ad una delle tante serrande abbassate che si vedono in una pigra domenica pomeriggio estiva.

La domanda, semplice quanto provocatoria, sembra uscire direttamente dal film Matrix

Ti senti libero?

La risposta è più complessa di quanto non si possa immaginare: dipende da ciò che intende ciascuno di noi per libertà. La famosa frase

La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri

non risolve ma, anzia, amplia il problema. Lo stesso si può dire per il diritto: al concetto di libertà sono dedicate

  • La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
  • La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
  • Almeno un articolo in ogni Costituzione democratica

Ce ne sarebbe abbastanza per paragonare il nostro vivere quotidiano con quello degli schiavi e rispondere d’impulso

Si, mi sento libero

Se, però, cominciamo a pensare alla nostra vita quotidiana, dubito che la risposta sia la medesima.

Se ti accade qualcosa …

Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.
Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.

Non so chi abbia avuto l’idea di modificare una frase di Charles Bukoswky, originariamente dedicata al bere, pensando ai viaggi: dato il periodo estivo, trovo l’idea molto piacevole

Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.

Come avevo già scritto tempo fa, il viaggio è una parte essenziale della nostra vita. Il motivo che ci porta a viaggiare può essere diverso di volta in volta:

  • lavoro
  • vacanza
  • studio

Ogni volta che si viaggia si fa un’esperienza nuova: siamo in un luogo diverso da quello a cui siamo abituati, perciò ci dobbiamo adattare all’ambiente circostante. Una trasformazione necessaria quanto repentina.

Qualcuno sosterrà che viaggiare costa: non è esattamente vero. Possiamo considerare caro qualunque cosa non ci porti alcun benficio. I benefici del viaggio, invece sono palesi: possiamo parlare, perciò, di soldi ben spesi.

Sono stanco, Capo

 

Adoro il cinema: in circa due ore, una persona (il regista) collaborando con altre persone (attori, costumisti, truccatori, montatori) racconta una storia.

Spesso un film ha i suoi momenti di culto: una scena che resta scolpita nella testa dello spettatore, uno spettacolo nello spettacolo.

Una delle mie scene preferite al cinema è sicuramente un semplice primo piano di Michael Clarke Duncan nel film il miglio verde

Poco prima di finire sulla sedia elettrica, il condannato a morte John Coffey spiega al capo dei secondini Paul Edgecombe (impersonato da Tom Hanks) perchè vuole morire, dicendo

Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente. Lo capisci questo?

Chi non sarebbe stanco di una situazione del genere? Eppure, bisogna ammetterlo:

  • è difficile avere un amico vero con cui trascorrere del tempo
  • gli uomini si fanno male a vicenda
  • non sappiamo dove andiamo
  • non sappiamo da dove veniamo
  • non sappiamo perchè

A prima vista, può sembrare che non sia così, ma basta riflettere un po’ più a fondo per rendersi conto che è l’esatto contrario.

John Coffey è molto sensibile in questo: noi lo siamo molto meno o – forse – ci siamo desensibilizzati a poco a poco.

Comunque, non tutto è perduto: possiamo ancora rimediare, basta rendersene conto

 

Il regalo più grande che puoi fare a qualcuno è il tuo tempo…

Il regalo più grande che puoi fare a qualcuno è il tuo tempo, perché quando regali a qualcuno il tuo tempo, regali un pezzo della tua vita che non ti ritornerà mai indietro
Il regalo più grande che puoi fare a qualcuno è il tuo tempo, perché quando regali a qualcuno il tuo tempo, regali un pezzo della tua vita che non ti ritornerà mai indietro

Non credo che Paolo Ruffini abbia pubblicato sul suo profilo Facebook una frase di Benjamin Disraeli pensando alla brexit. Credo, piuttosto, che il comico abbia scelto questa frase per la sua bellezza e profondità. Del resto, si sa, i comici e gli artisti in generale hanno una certa predisposizione nell’apprezzare le caratteristiche proprie delle materie umanistiche.

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