Tu sei destinato a un grande lunedì…

Frase di Franz Kafka
Tu sei destinato a un grande Lunedì! ben detto, ma la Domenica non finisce mai.

Raramente sono costretto a parlare in un giorno specifico delle frasi che scelgo, ma oggi sono debbo fare un’eccezione per Franz Kafka

Tu sei destinato a un grande Lunedì! ben detto, ma la Domenica non finisce mai.

L’utente Twitter che ha scelto l’immagine di un campo verde che si estende a perdita d’occhio come sfondo ha, forse, voluto dare più forza al messaggio: un campo del genere mi dà fa sempre domandare

Cosa ci sarà oltre quel punto?

A questa domanda possiamo solo rispondere solo dopo che avremo vissuto la nostra vita, al presente possiamo solo immaginarlo.

Questo è un errore che commetto spesso anche io: anziché pensare al presente, ci concentriamo sul futuro.

Facendo un esempio tra lo stupido e l’ironico, sarebbe come se andassimo a scegliere la mobilia prima di aver comprato casa. È sicuramente meglio concentrarci su cosa stiamo facendo adesso piuttosto che pensare a cosa dovremmo fare domani…non trovate?

Vuoi cambiare l'Italia?

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Vuoi cambiare l’Italia?

Il titolo del post di oggi sembra un manifesto elettorale: in realtà, è solo la frase che introduce un decalogo proposto sulla pagina Facebook Caffeina.

Vuoi cambiare l’Italia?

Non è una domanda retorica, ma un quesito a cui chi ha scritto il foglio rappresentato nell’immagine fornisce anche un decalogo.

Ecco l’elenco completo delle azioni proposte

  1. Rispettare le file
  2. Essere puntuale
  3. Non inventare pettegolezzi
  4. Svolgere bene il tuo lavoro
  5. Non sprecare acqua
  6. Dire per favore grazie
  7. Non gettare rifiuti per strata
  8. Goderti lo sport per ciò che è: un gioco
  9. Mettere la freccia quando svolti
  10. Parcheggiare correttamente negli spazi consentiti

Fatti salvi gli ultimi due punti, comprensibili solo da chi guida un qualsiasi mezzo a motore, credo saremmo tutti d’accordo sugli altri otto.

Messi in fila, gli obiettivi proposti sembrano piuttosto semplici da mettere in pratica per cominciare ad ottenere quel cambiamento di cui parlavo più di un anno fa.

La conclusione a cui sono arrivato mi pare piuttosto ovvia: non occorre essere politici per cambiare l’Italia, ma basta partire dalle piccole cose.

L’elenco proposto è solo uno spunto, ovviamente: visto che siamo prossimi all’inizio dell’anno nuovo, vi invito a compilare il vostro decalogo personale per cambiare vita anche se, ad essere sincero….io devo ancora compilare il mio!

 

Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli…

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Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli: vogliono la lettera per Hogwarts

Due giorni dopo aver scritto a proposito della pubblicità natalizia di Pandora, mi tocca tornare a parlarne.

Lo faccio grazie all’immagine scattata alla stazione della metropolitana di Cadorna, a Milano, e condivisa dalla pagina Facebook E a te se sei rimasto con Harry fin proprio alla fine.

Provocatoriamente, la frase sul cartello pubblicitario (guarda caso, verde) recita

Le ragazze non vogliono nè bracciali nè anelli: vogliono la lettera per Hogwarts

A parte questo, a livello sociologico, si potrebbe leggere la cosa sotto vari aspetti.

  • Fenomeno mediatico
  • Ironia o satira sociale
  • Effetto Boomerang

Lascio agli esperti questo genere d analisi: non è il mio campo. Io mi occupo di parole, canzoni e immagini, collegandoli alla vita di tutti i giorni. Voglio credere che il ragazzo della coppia ritratta abbia recepito per primo il messaggio. Essendo single, riesco ad immaginare nell’ipotetica scena anche il ragazzo dietro di loro, che sta sospirando, per vedere una scena d’affetto che a lui non capita da tempo.

Indovinare cosa abbiano effettivamente pensato richiederebbe delle doti di lettura della mente che nessuno possiede….ma nessuno ci impedisce di immaginarlo. A me piace immaginare che abbia pensato solo un momento ai regali di Natale, per poi concentrarsi sul momento che stava vivendo insieme alla sua bella….Ma voi potreste avere un’idea diversa dalla mia

Secondo te, cosa le farebbe piacere?

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La campagna pubblicitaria Pandora sulla metropolitana di Milano

Visitando questo blog, avrete sicuramente notato come io trovi in un messaggio qualsiasi dei significati ulteriori a quelli espliciti.

Tuttavia, quando ho letto la notizia

Regali di Natale, un ferro da stiro o un bracciale? Polemica a Milano sulla pubblicità nel metrò

Sulle pagine del quotidiano La Repubblica non credevo ai miei occhi. In breve: un gruppo di donne dedite al burlesque si è sentita offesa dalla pubblicità Pandora che campeggia nelle stazioni della metropolitana di Milano in questi giorni.

Essendo uomo, forse non sono la persona adatta per commentare, ma ci proverò comunque.

Mi piace immaginare che il pubblicitario abbia letto il mio articolo del 13 novembre scorso, declinando il messaggio agli scopi commerciali. Per come è stato composta, la pubblicità si rivolge ad un pubblico maschile: alzi la mano il primo uomo che non stia pensando in questi giorni ad un regalo per la propria donna, sia essa

  • Sua madre
  • Sua moglie
  • Sua nonna

Provando a declinare lo stesso messaggio per rivolgerlo al pubblico femminile, si potrebbe dire

Un computer, una valigetta, un pigiama, una sciarpa, un Apple Watch

Secondo te cosa gli farebbe piacere?

Spero che la Apple non se la prenda per averla citata nell’esempio: è il primo prodotto che mi è venuto in mente. Non sono un veggente, ma mi piace immaginare che lo spirito cameratesco maschile avrebbe portato tutti a farsi una grassa risata….e magari a scrivere una letterina a Babbo Natale per avere un determinato orologio nuovo.

Non aver paura della perfezione…

 

Frase e ritratto di Salvador Dalì
Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai.

Vorrei farvi una domanda

Vi considerate perfetti?

Se darete una risposta affermativa, vi suggerisco di rileggere il mio post del 27 settembre scorso.

Se non avete voglia di passare da un articolo all’altro, può bastare la frase di Salvador Dalì

Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai.

Qualcuno, conoscendomi, potrebbe ridere leggendo questa affermazione sul mio blog. Visto l’argomento che sto trattando, mi sento in dovere di scusarmi con voi in questo modo: se vado in psicanalisi, un motivo ci sarà.

Per quanto possa sostenere il vocabolario, credo che la perfezione abbia due significati distinti

  • Il primo appartenente al nostro mondo psicologico
  • Il secondo appartenente al nostro mondo socio-filosofico

Fare un paragone fra mondo esterno e mondo interno sarebbe troppo sbrigativo: credo sia più completo dire che un conto è come valutiamo il mondo esterno, un altro è riuscire a stabilire oggettivamente come è il mondo.

La perfezione come l’intendeva Dalì è sicuramente irraggiungibile: tanto vale vivere seguendo i consigli di Charlie Chaplin. Il motivo è semplice e non può essere tacciato di menefreghismo: è la strada per raggiungere la felicità.

Politica o spettacolo?

 

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Politica o spettacolo?

Oggi è uscito il primo numero con la nuova veste grafica del quotidiano La Repubblica: è un fatto, non una pubblicità.

La pubblicità – quella vera – l’ha giustamente fatta il quotidiano stesso.

I pochi elementi che la compongono costituiscono un messaggio molto complesso.

Per comprenderla, occorre farsi una domanda, che il copywriter ha voluto provocatoria, scegliendo la frase

“Politica o spettacolo?”

Beppe Grillo potrebbe essere definito un uomo politico o un uomo di spettacolo, a seconda del contesto in cui lo consideriamo. Una scelta che spetterà ai redattori a seconda del caso, ma anche noi siamo portati a fare quasi ogni giorno una simile distinzione.

Potrebbe sembrare strano, ma non lo è: tutte le persone possono essere più cose contemporaneamente

  • Un amico può essere anche un collega
  • Uno sconosciuto potrebbe essere anche un compagno di viaggio
  • Un medico potrebbe essere anche parente di un paziente

Sono solo esempi, naturalmente: la lista potrebbe continuare all’infinito.

Al di fuori del contesto pubblicitario e giornalistico, è difficile definire in modo così esatto una persona. Non ci trovo nulla di strano se accade: vi ricordate per caso quando il vostro amico più fraterno è diventato effettivamente tale e non è stato più solamente uno dei tanti? Io stesso non saprei dirvi quando Consolata è passata dall’essere conoscente ad amica.

Non dobbiamo complicarci la vita più di quanto non lo sia già di per sé. Parafrasando ciò che suggerisce Francesco De Gregori in una sua famosa canzone

Prendetela come viene

 

La vita e i sogni sono fogli…

VitaSogniStessoLibroLeggereVivereSfogliareSognareShopenhauer
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Con il titolo del post di oggi, credo di essermi giocato tutte le persone che stanno frequentando o hanno frequentato un Liceo.

Ai tempi del Liceo, di certo non si apprezza molto Schopenhauer, perché occorre studiarlo anche se preferiremmo fare altro; quando si è più maturi, si apprezza la sua frase

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare

Accusare la scuola di tarpare le ali ai giovani non è il mio scopo, anche se non nego che ci vorrebbero più professori come John Keating nelle scuole italiane e che l’immagine rimanda proprio al mondo scolastico.

Il mondo onirico, quello dei sogni, e quello reale sono sempre trattati distintamente: la cosa mi fa parecchio arrabbiare. In fin dei conti, stiamo parlando di due mondi accomunati dalle persone che lo vivono, cioè noi stessi.

Durante la notte i sogni ci liberano dalle catene sociali a cui ci vincoliamo (volontariamente o meno, poco importa) durante il giorno.

Io stesso cado in questo errore: appaio come gli altri vogliono vedermi, cercando di apparire perfetto. Mi sto rendendo sempre più conto di aver perso per strada la mia vera essenza, se così posso chiamarla, ma la sto lentamente ritrovando.

Non so consigliarvi un modo valido per tutti per affrontare questo percorso: ognuno ha un suo sistema. Di certo, dobbiamo tutti ritagliarci degli attimi per vivere la vita dei nostri sogni. Io lo faccio scrivendo, voi potete ripartire dalle vostre passioni o da una cosa che non avete mai fatto.

L’importante, in quei momenti, è non essere disturbati, né da altri, né da pensieri negativi….

Solo perchè qualcuno è morto…

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Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Questa mattina mi sono risvegliato con in testa l’immagine della locandina del film Gothika del 2003 con Halle Berry, Robert Downey Jr. e Penelope Cruz.

Acquistai il DVD del film perchè attratto dalla frase sulla locandina, che potete leggere sotto il braccio sinistro della Berry

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Se unite l’immagine alla frase, forse vi verrà in mente qualche altra associazione mentale oltre alla morte. Personalmente, penso all’angoscia e alla solitudine che si prova quando non ci sentiamo capiti…e non è necessario essere pazzi come nel film che ho citato.

Se pensate che il non essere capiti dalla maggioranza delle persone equivale, se non ad essere pazzi, quantomeno ad avere problemi psicologici, vi sbagliate di grosso!

Se è vero che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, per usare un modo di dire che può non piacere ma che rende l’idea, è anche vero che ognuno di noi valuta il mondo secondo il proprio vissuto.

Questo può portare

  • Litigi
  • Rotture
  • Incomprensioni

In qualsiasi rapporto abbiate intessuto in passato, amicizia inclusa.

A volte mi domando

Si possono sistemare le cose in questi casi?

Non ho ancora trovato una risposta definitiva: di certo, come nella frase che vi ho proposto, possiamo considerare morta (psicologiamente parlando,ovvio) un nostro amico passato, ma non è come se non ci fosse mai stato.

La ricerca della felicità

LocandinaRicercaDellaFelicitaWillSmithGabrieleMuccino
La ricerca della felicità

Solo in un caso precedente ho proposto una locandina parlando di un film. Anche in questo caso, lo faccio perché è difficile proporre una scena emblematica a proposito di La ricerca della felicità.

Forse la chiave di tutto sta proprio nella frase che è anche il titolo del film stesso.

A differenza del protagonista del film interpretato da Will Smith, le persone spesso non sanno quale sia per loro il significato della parola felicità. Certo, lo sanno spiegare in termini di vocabolario ma, se chiedessimo a venti persone un esempio di ciò che loro intendono con felicità, nel migliore dei casi otterremo venti risposte diverse, nel peggiore una sola risposta

Non lo so!

Non è difficile capire i motivi

  1. Non siamo mai contenti di ciò che siamo o di ciò che abbiamo
  2. Prendiamo a riferimento le vite altrui come esempi di felicità
  3. Consideriamo la felicità un breve momento che interrompe l’infelicità, quasi fosse uno spazio pubblicitario durante il film che viviamo in prima persona

Una cosa che mi colpisce sempre di questa pellicola tratta da una storia vera, e che dovremmo prendere ad esempio, è che il protagonista ha ben chiaro fin dal principio il suo scopo finale.

Non sempre nella nostra vita abbiamo questa fortuna: credo sia per questo motivo che spesso ci sembra di girare a vuoto, ma non è mai così. Credo fosse questo che intendeva Steve Jobs parlando a Stanford.

Sicuramente, è ciò che intendo io quando parlo di ascoltarsi di più: dobbiamo trovare il nostro scopo finale.

Ho conosciuto il nulla nelle grandi cose…

Frase di Teresa D'auria
Ho conosciuto il nulla nelle grandi cose, ma ho trovato l’immenso nelle piccole cose

A causa di un malfunzionamento della mia rete internet, sono costretto a posticipare a questa mattina il post che avrei voluto scrivere ieri sera.

Ho conosciuto il nulla nelle grandi cose, ma ho trovato l’immenso nelle piccole cose

A qualcuno quella scritta da Teresa D’Auria potrebbe sembrare quasi una frase priva di senso. Quante volte finiamo la giornata pensando che non ci sia accaduto nulla di speciale?

Personalmente, mi è capitato abbastanza spesso, ma ho cominciato da qualche mese a fare una sorta di esercizio: la notte, prima di addormentarmi, ripenso mentalmente a quanto mi è accaduto durante la giornata aiutandomi con gli appunti scritti sul telefonino.

A prima vista e presi singolarmente, gli eventi accaduti possono sembrare di poco conto; in realtà sono quelli che compongono la nostra vita.

Del resto, anche l’immagine usata di sfondo rimanda allo stesso pensiero: cosa c’è di più semplice e piccolo di una margherita di campo?

A mio parere, l’insieme dell’immagine e della frase rappresenta (semplicemente?) gli attimi che dobbiamo imparare a cogliere giorno per giorno.