Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi
Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Quanti libri ho letto in vita mia? Non lo so, ho perso il conto. Molto spesso mi capita di leggere un libro, dimenticarmene per lungo tempo, per poi ricordarmene quando su internet ne trovo una citazione.

È il caso della frase di stasera, tratta da Il giorno in più, che mi fu regalato nel 2007, poco dopo la sua pubblicazione

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Dati alla manoun anno è composto da

  • dodici mesi
  • cinquantadue settimane
  • trecentosesssantacinque giorni

Fabio Volo ha ragione: in un periodo di tempo così lungo (che dobbiamo moltiplicare per tutti gli anni della nostra esistenza) accadono molte cose…Eppure ricordiamo solo eventi fondamentali della nostra vita, dimenticando il resto.

Anche ammettendo di ricordare un giorno per ogni anno vissuto, ricorderemmo meno di tre mesi di vita.

Verrebbe da chiedersi

Cosa abbiamo fatto tutti gli altri giorni?

La risposta è abbastanza semplice: abbiamo vissuto, ma eravamo troppo occupati in altre cose per accorgercene.

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico
C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Prima di scrivere un articolo, controllo sempre l’esattezza di una frase: a quanto pare, però,  qualcuno non fa la stessa cosa.

La frase

C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Non è stato pronunciato da Oscar Wilde nè, tantomeno, esiste. L’aforisma corretto è

L’unica ricompensa della virtù è la virtù, l’unico modo di avere un amico è esserlo

ed è stato pronunciato da Ralph Waldo Emerson: bastava una ricerca di due minuti con Google per controllare. Non posso negare, però, che questa frase sia profondamente vera.

Tutto si gioca sui verbi ausiliari avere ed essere: avete mai fatto caso che tutti vogliono avere amici, ma pochi vogliono essere amici? Secondo me

  • Avere un amico è avere qualcuno su cui contare nel momento del bisogno
  • Essere un amico è far sì che ci sia uno scambio reciproco (di favori, ma anche d’affetto) fra due persone che si fidano l’una dell’altra

Ciò spiegherebbe la solitudine di cui molti soffrono in questi anni: spesso non interagiamo con le persone da pari a pari, ma le sfruttiamo per i nostri scopi.

Putroppo, chi è sfruttato non se ne rende conto, perchè:

  1. Confonde sfruttamento ed amicizia
  2. Pensa che l‘amico (o lo sfruttatore?) ricambierà, prima o poi

 

Inutile aggiungere che il prima o poi non si concretizza mai.

Se ti accade qualcosa …

Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.
Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.

Non so chi abbia avuto l’idea di modificare una frase di Charles Bukoswky, originariamente dedicata al bere, pensando ai viaggi: dato il periodo estivo, trovo l’idea molto piacevole

Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.

Come avevo già scritto tempo fa, il viaggio è una parte essenziale della nostra vita. Il motivo che ci porta a viaggiare può essere diverso di volta in volta:

  • lavoro
  • vacanza
  • studio

Ogni volta che si viaggia si fa un’esperienza nuova: siamo in un luogo diverso da quello a cui siamo abituati, perciò ci dobbiamo adattare all’ambiente circostante. Una trasformazione necessaria quanto repentina.

Qualcuno sosterrà che viaggiare costa: non è esattamente vero. Possiamo considerare caro qualunque cosa non ci porti alcun benficio. I benefici del viaggio, invece sono palesi: possiamo parlare, perciò, di soldi ben spesi.

Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi

Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi
Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi

La frase di stasera potrebbe sembrare un modo di dire abbastanza comune, ma è stata inserita nel testo di Bonny e Clyde del rapper Sac1

Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi

Sinceramente, credo sia un problema che abbiamo un po’ tutti: quando cresciamo, ci impongono e ci aiuto imponiamo di essere forti. L’interpretazione più comune di questa frase può essere riassunta dal verbo sopportare.

Purtroppo, a volte, estremizziamo il concetto giungendo a non lamentarci mai di nulla.

Detto in altri termini, non sfoghiamo le emozioni  che, presto o tardi, reclameranno il loro spazio.

Questa è la causa principale delle nostre difficoltà ad avere buoni rapporti con gli altri: le emozioni negative ci logorano dentro, incupendo il nostro umore e facendoci apparire egoisti e – forse – anche egocentrici.

La soluzione sarebbe semplice:

  • Fidarci di più degli altri
  • Aprirci di più

Purtroppo, siamo ancora molto diffidenti verso il prossimo.

 

Keep calm and…

Keep Calm and....
Keep Calm and….

Negli ultimi anni, si usa molto spesso l’espressione keep calm and seguita da un incitamento. L’origine di tale espressione è curiosa: vi invito a leggerla.

Quando ho visto le scritte sulle bustine di zucchero colorate, le frasi mi sono piaciute subito

Keep calm and dream on

Traducibile come

Mantenete la calma e sognate

unita alla frase

Keep calm and sweeten the day

che possiamo tradurre come

Mantenete la calma e addolcite la giornata

Mi ricordano tre cose che facciamo raramente:

  • Mantenere la calma
  • Sognare
  • Addolcire la giornata

Ho parlato molte volte del sogno in questo blog, molto meno spesso ho parlato dell’importanza del mantenere la calma e dell’addolcire la giornata.

Entrambe le cose sono difficili per una persona ansiosa e pessimista come me, soprattutto quando non riesco a trovare un modo per rilassarmi: fortuna vuole che ci sono la fotografia e la scrittura ad aiutarmi.

Fotografia e scrittura sono due hobby artistici, perciò aiutano l’attività onirica e sono attività piacevoli (almeno per me): per questo riescono ad addolcirmi la giornata.

Anche se non ce ne rendiamo conto, sognamo tutte le notti: non si possono decidere i propri sogni, ma possiamo allenarci a ricordarli. Il ricordo di un sogno piacevole può aiutarci a mantenere la calma in caso di necessità.

 

L'amour plus fort que la haine

L'amour plus fort que la haine
L’amour plus fort que la haine

Nelle ultime ore sono rimasto molto colpito dall’attentato di Nizza. Mi sembrava giusto dedicare – nel mio piccolo – spazio a questa tragedia sul mio blog.

Dopo aver superato quei pochi secondi di sconcerto, ho esclamato “È lei!” quando ho trovato l’immagine di stasera. Non un’immagine qualunque: la copertina del giornale satirico Charlie Hebdo del 9 novembre 2011, primo numero pubblicato dopo la ripresa delle pubblicazioni, sospese a seguito degli attentati.

Un bacio appassionato fra un imam e un vignettista satirico davanti a uno sfondo di macerie sormontato dalla scritta

 L’amour plus fort que la haine

Ammetto di averla tradotta con Google per essere preciso, ma il significato era già comprensibile a prima vista

L’amore più forte dell’odio

Non credo sia necessario analizzarla: credo, piuttosto, che non ci sia nient’altro da aggiungere.

L'abitudine è la più brutta delle malattie. Ti fa accettare tutto, anche di non essere felice.

L'abitudine è la più brutta delel malattie. Ti fa accettare tutto, anche di non essere felice.
L’abitudine è la più brutta delel malattie. Ti fa accettare tutto, anche di non essere felice.

Devo confessarvi una cosa: sono malato!

La mia malattia si manifesta con i seguenti sintomi:

  • Routine
  • Eccessivo autocontrollo
  • Preoccupazione generalizzata se qualcosa non va come previsto
  • Difficoltà di immaginare un futuro diverso

Non è l’ansia, ma l’abitudine. Come dice la frase di stasera

L’abitudine è la più brutta delle malattie. Ti fa accettare tutto, anche di non essere felice

Non accetto il fatto di non essere felice: è proprio per questo che sto affrontando un percorso. Una certa tranquillità della ripetizione, per dirla con le parole del protagonista di un famoso film, è normale ed è ciò che chiamiamo routine quotidiana.

Io mi trovo in una situazione paradossale: la routine è diventata una gabbia da cui voglio uscire, ma anche di cui mi sono circondato perchè mi fa troppa paura ciò che è diverso.

Per questo ho accettato di non essere felice.

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti...
Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Il senso della frase di stasera è molto semplice

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Siamo esseri umani, pertanto imperfetti: abbiamo tutti dei lati del nostro carattere che sono poco gradevoli. Siamo anche perfettibili: ciò non toglie che resterà sempre qualcosa che – nonostante i nostri sforzi – sarà un nostro difetto.

Io, per esempio, sono molto permaloso: se mi fanno notare un difetto, rimango ferito, anche se il mio interlocutore è stato molto gentile con me. Potrei elencarne a bizzeffe sul mio conto, ma non voglio tediarvi. Basta fare una ricerca su internet per scoprire

  • I difetti dei VIP
  • I difetti dei segni zodiacali
  • I difetti del vostro libro preferito

Forse solo gli innamorati non vedono difetti nel loro partner…Eppure ne hanno anche loro. La frase di stasera, però, dimostra che anche gli innamorati percepiscono i difetti.

Un neo può rendere la vostra amata leggermente diversa dalla Venere di Botticelli…eppure l’amate lo stesso.

Il carattere, in questo senso, è ambiguo: una persona irascibile non piace a nessuno, ma potremmo comunque apprezzarne il modo deciso con cui difende le proprie opinioni.

Tuttavia, prima di guardare i difetti altrui, pensate alla frase del monologo di V per Vendetta

Se cercate il colpevole, non c’è che da guardarsi allo specchio

 

 

 

I giovani non hanno bisogno di prediche…

I giovani non hanno bisogno di prediche: i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo
I giovani non hanno bisogno di prediche: i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo

Sono troppo giovane per ricordare la presidenza (e la presenza) di Sandro Pertini, ma ho comunque in mente la sua immagine al goal di Tardelli nella finale dei Mondiali del 1982.

Durante il discorso presidenziale di fine anno, Pertini disse

I giovani non hanno bisogno di prediche: i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo

È bello sentire una frase del genere da un anziano:

  • Incoraggia gli anziani ad essere d’esempio per i giovani
  • Incoraggia i giovani a prendere d’esempio gli anziani

Al giorno d’oggi, invece, siamo sempre più presi non solo dallo scontro generazionale, ma anche dallo scontro personale.

Se il primo incentiva il progresso, il secondo lo ostacola: chiusi nelle nostre convinzioni, non siamo disposti ad ascoltare l’altro.

Credo sia un meccanismo perversoè un meccanismo di autodifesa delle nostre convinzioni che rende più complicato il dialogo con l’altro. Credo sia per questo che sorgono quotidianamente incomprensioni, discussioni e litigi.

Se così fosse, si spiegherebbe anche il motivo perchè

  • Gli anziani accusano i giovani di non capire i valori
  • I giovani accusano gli anziani di essere antiquati

 

Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia Maria D'Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat

Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia Maria D'Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat
Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D’Allestro, Claudia Maria D’Antona, Simona Monti, Adele Puglisi, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Marco Tondat

Una bandiera italiana elenca i nomi delle vittime del massacro in Bangladesh.

La considero una specie di lapide virtuale. Putroppo, questa lapide non durerà per sempre: internet ha una memoria troppo corta, o troppo capiente…Dipende dai punti di vista.

Digitando uno dei nomi su Google, troverete sempre qualcosa che parla di loro: questo post sarà parte di quel qualcosa.

Putroppo,  la memoria si concentrerà sugli eventi più recenti. Non me lo auguro, ma so che in futuro accadranno ancora eventi tragici come questo, perciò il nostro cervello si concentrerà su quelli.

Qualcuno si informerà fino a quando i quotidiani non saranno presi da qualche altra notizia più recente, il ricordo dei caduti rimarrà indelebile solo per i famigliari delle vittime e per i server sparsi sulla superficie terrestre.

Non è giusto, ma è la vita….