Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?"

TempoMortoVivoCioran

Nascita e morte sono l’inizio e la fine della vita: in mezzo a questi due estremi, dobbiamo vivere.

Emil Cioran è arrivato a domandarsi

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo

La domanda può essere semplificata così

Come riempiamo la nostra vita?

Vi invito a fare un piccolo esperimento che richiede pochi minuti per quattordici giorni:

  • Ogni giorno scrivete su un’agenda le cose che vi sono accadute durante la giornata e come avete trascorso le vostre ore
  • Prima di addormentarvi, rileggete quanto avete scritto
  • Confrontate i vari giorni l’uno con l’altro

Se per due settimane le giornate vi sembrano tutte uguali, è il momento di cambiare qualcosa.

Non è necessario un cambiamento radicale: basta modificare qualche piccola abitudine e aguzzare un po’ di più i sensi.

Se, per esempio, siete abituati a trascorrere la sera davanti alla televisione, cercate un qualche evento nella vostra città. Se proprio non c’è niente che vi piaccia, provate a entrare in quel bar di fronte a casa in cui non siete mai stati: in poche parole, vincete la pigrizia.

Molte volte gli eventi ci sfrecciano davanti senza che ce ne rendiamo conto, a causa dei tanti impegni. Annotare anche le piccole cose rende più tangibile quante cose accadono nel corso di una giornata senza che ce ne rendiamo conto.

Vi accorgerete che la vostra vita non è così vuota come pensavate e che – comunque – potete migliorarla in molti modi.

 

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto
La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

 

Per chi non l’avesse capito, adoro Charles Bukowski: è la seconda volta che dedico un post ad un aforisma quest’autore.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

Gli artisti in generale sono dei grandi osservatori del mondo esterno, in modo diverso dagli studiosi:

  • Gli studiosi si basano su meri dati e osservazioni scientifiche
  • Gli artisti vanno alla ricerca di cose meno tangibili e visibili

Entrambe le categorie osservano il mondo che le circonda. E’ proprio osservando il mondo che si scoprono cose nuove e se ne realizzano tante altre.

Mi sono spesso chiesto

Perché i personaggi dei libri di Bukowski sono così realistici tanto da apparire dannatamente umani?

La risposta che mi sono dato è

Perché sono ispirati a persone realmente esistenti

La gente comune mi sembra poco interessata a ciò che la circonda e molto interessata a ciò che proviene dal proprio interno: una specie di epidemia di egocentrismo che ha contagiato un po’ tutti.

Questa epidemia ha fatto morire l’interesse per l’altro, considerato come una specie minacciosa per la nostra incolumità, aumentato l’ego in maniera smisurata, logorato i rapporti umani.

Fortunatamente, il nostro corpo è dotato dei tre strumenti che servono per guarire:

  1. Occhi per osservare
  2. Cuore per provare sentimenti
  3. Cervello per capire

Dobbiamo solo allenarli di più…

 

Non ho bisogno che sia facile…

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena
Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

Un qualsiasi nostro obiettivi può essere più o meno facile e necessario per il nostro futuro. Detto in altri termini, può essere classificati secondo due parametri:

  1. Importanza
  2. Difficoltà

Il rapper  Lil Wayne non sarebbe sulla scena da diciannove anni se non avesse seguito le sue stesse parole

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

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A person who never made a mistake never tried anything new

A person who never made a mistake never tried anything new
A person who never made a mistake never tried anything new

Mi piace l’inglese, perciò ho deciso di riportare questa frase di Albert Einstein nella lingua in cui l’ho trovata su internet

A person who never made a mistake never tried anything new

La traduzione in italiano sarebbe

Una persona che non ha mai fatto un errore non ha mai provato nulla di nuovo

La scelta di questo ritratto su sfondo nero come immagine, lontano dall’iconografia normalmente associata ad Einstein, non mi sembra casuale: l’espressione dello scienziato e lo sfondo nero aumentano la serietà del concetto.

A nessuno piace fare errori: ecco perchè ci scusiamo o ci sentiamo in colpa quando ne commettiamo uno. L’apprendimento, però, nasce proprio dagli errori. Inoltre, l’errore può avere diverse motivazioni:

  • Errate spiegazioni
  • Stanchezza
  • Ansia

Insomma: una serie di motivi psicologici e fisici che fanno capire perché una persona sbaglia. Anche la comunicazione ha una parte di responsabilità: non possiamo dare per scontato che le nostre parole siano immediatamente comprensibili al nostro interlocutore.

Einstein a parte, ci sono una serie di proverbi che spiegano gli errori. Il mio preferito è

Fino alla bara, sempre si impara

Ecco perchè leggere fa bene alla salute

 

LeggereBeneSalute
Ecco perchè leggere fa bene alla salute

Prima che inventassero l’ebook, la mia casa è sempre stata piena di libri: mi piaceva e continua a piacermi l’odore della carta stampata.

Non so se i sei benefici della lettura elencati in quest’immagine  proposta dalla pagina Facebook libreriamo siano scientificamente provati oppure no, ma sono sostanzialmente d’accordo con la frase, ad eccezione del punto quattro

Combatte i disturbi del sonno

Sono un lettore vorace: se la trama del romanzo è avvincente, non vedo l’ora di conoscerne la fine. Mi capita molte volte di spegnere la luce solo quando non riesco più a tenere gli occhi aperti…due ore prima del suono della sveglia! Se non posso parlare d’insonnia, poco ci manca.

Una menzione particolare merita l’ultimo punto

Non si è mai soli

Mi piace scoprire il profilo psicologico dei personaggi: se sono ben delineate, le caratteristiche le fanno apparire persone reali, ognuno con le proprie caratteristiche. Come nella vita reale, trovo personaggi dal carattere gradevole, altri che getterei volentieri in mezzo all’oceano.

Sono talmente amante dei libri da averne  molta cura: ogni libro ha il suo segnalibro personale! Su questa sottolineatura potrei ricavare un nuovo topic, perciò non mi dilungo.

È giunto il momento di andare a leggere….

Buona notte!

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

ChiRegalaOreAltriViveEterno
Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Come l’altro ieri, anche questa sera la frase è stata pubblicata dallo staff di Repubblica su Facebook. Se fosse uno scoop, Il Corriere della Sera avrebbe bucato un servizio, come si dice in gergo.

L’aforisma, infatti, è di  Alda Merini, soprannominata la poetessa dei Navigli.

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Al giorno d’oggi sembra una follia: l’assonanza fra i verbi vivere e condividere…Sarà un caso?

Qualcuno potrebbe obiettare che regala iore agli altri aiutandoli in vari modi….Ma quando è stata l’ultima volta che abbiamo ascoltato gli altri? C’è una bella differenza!

Vi propongo un’esperimento: la prossima volta che volete condividere qualcosa con qualcuno, anzichè usare Facebook, invitatelo a casa vostra a bere un caffè! Ne vedrete delle belle!

 

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio

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Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio.

Una veduta di una città europea (ad occhio, dato il canale e la bicicletta,direi che si tratta di Amsterdam) in cui non si vede anima viva fa da sfondo alla frase di oggi

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio. Pensate un po’: con soli 4secondi si può rendere felice una persona

Devo dire che questa frase ha tre difetti:

  • Non mi piace che sia scritto un numero in una frase motivazionale: preferisco la parola
  • La forma della seconda parte del messaggio mi ricorda una campagna di raccolta fondi (meritorie, ma fuori contesto, in questo caso)
  • Non trovo un nesso fra l’immagine e la frase: se qualcuno lo vede, mi avvisi

Il messaggio è comunque vero e profondo. Provate a fare un piccolo test: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare l’ultima volta in cui avete mandato un messaggio o avete telefonato ad ogni persona registrata.

Ogni tanto, lo faccio anche io, domandandomi:

 Perchè non sento più Tizio o Caio da così tanto tempo?

Ammetto che, molto spesso, ho il dubbio che una persona non si ricordi di avermi conosciuto o che il numero sia corretto: dopo tanto tempo, una persona può dimenticarsi di noi o aver cambiato compagnia telefonica. Altre volte, non mi sembra il momento opportuno.

Non so se è così anche per voi. La frase che spesso si usa per giustificarsi è

Non ho tempo

Sinceramente, ho usato molto spesso questa frase come scusa, perciò mi sembra che la usino anche gli altri come scusa. Se trovate altre motivazioni, non avete che da commentare questo post.

In questi casi, mi torna utile risentire Accetta il consiglio, per questa volta: ci sono molte frasi che calzano a pennello pe una cosa simile.

 

 

 

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore
L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Uno sguardo sornione, un sorriso beffardo, una posa da antico romano: è Garfield che, con il cappello tipico dello Zio Sam, pronuncia la frase

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Con umiltà vi dico che questa sera potrei sbagliare: non tutti saranno d’accordo leggendo che – secondo me – siamo tutti umili, ipocriti e arroganti.

Se è certamente vero che una persona può avere un’indole più incline all’ipocrisia piuttosto che all’umiltà o all’arroganza, è anche vero che la nostra personalità non è statica, ma varia a seconda della situazione.

Immaginiamo qualcuno con un carattere mite: per quanto buona possa essere, si arrabbierà certamente se riceve una gomitata senza motivo. Magari quella stessa persona è già rabbuiata per altri motivi che non sappiamo e che amplificano la sua reazione.

Ora proviamo a fare un ragionamento seguendo la frase di questa sera:

  • Se comincio a fare un nuovo lavoro, dovrò imparare quasi tutto, perciò è più facile cadere in errore: con umiltà, ammetterò di aver sbagliato
  • Quando comincerò ad essere più preparato, può darsi che io sbagli per un calo di attenzione : tenterò, con ipocrisia, di nascondere il mio errore
  • Se sono una persona molto fiera (per non dire piena di sè), forse peccherò di arroganza,  e incolperò chissà chi o a chissà cosa per il mio errore

Attenzione, però: la classificazione non è matematica, bensì tra il psicologico ed il sociologico, quindi imperfetta.

Per esempio, io sono una persona molto timida con una bassa autostima, il che mi porta ad addossarmi anche le responsabilità non mie.

Se provate a guardarvi dentro, scoprirete il caso giusto per voi.

 

Come te la cavi? Va alla grande, pollici in su!

Come te la cavi?

Quante volte ci chiedono, come nella vignetta di Sarah Andersen

Come va? Come stai?

La risposta di circostanza é sempre la stessa

 

Va alla grande: pollici in su!

 

In realtà, non va bene per niente:

  • Lo stress non ci fa dormire
  • Vorremmo scappare

Non sto parlando dello stress quotidiano, per il quale basta un bagno caldo per ritemprarsi, ma di cose più profonde, a cui raramente sappiamo dare un nome. Solo un terapeuta o una persona empatica  sanno fare questo: purtroppo, la psicanalisi costa e l’empatia non  è ascoltata un dono di tutti

Trascorrere il tempo fuori casa non vuol dire prendersi cura di sè.

Per farlo basta fare ciò che ci piace qualche minuto al giorno.

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

NessunoNotaFare
Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Capita a tutti di sentirsi poco importanti:

  • Forse il lavoro non ci soddisfa
  • Forse ci sentiamo incompresi in famiglia
  • Forse….ognuno di voi può avere un proprio motivo

La vita procede nel solito tran-tran quotidiano. Ad un certo punto, diciamo

Basta! 

 

In quel momento, tutti resteranno stupiti: non pensavano che voi vi sentiste così.

Sarà in quel momento che si realizzerà la frase di stasera

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Succede in ogni gruppo: spesso abbandoniamo gruppi perché ci sentiamo incompresi, ma il gruppo non sarà mai uguale a prima.

Chi è un po’ più anziano di me ha vissuto l’epoca dei Beatles: vorrei farvi una domanda provocatoria

Avete seguito John Lennon o Paul McCartney nelle loro successive carriere?  

Scommetto che l’uno sentiva la mancanza dell’altro.

Come fare perché ciò non accada?

Sinceramente, nemmeno io l’ho capito….