Sèisme a l'Italienne

Vignetta di Charlie Ebdo
Penne sauce tomate, Penne gratinées, Lasagnes

Chi segue questo blog avrà notato che non mi occupo mai di politica o di satira: mi occupo di immagini, video e canzoni e del loro significato che hanno per me. Analizzerò la vignetta satirica di Charlie Ebdo sotto questo aspetto: parlarne sotto un altro profilo significherebbe – anche- andare contro ciò che avevo scritto il 9 luglio scorso.

Accostando piatti tipici italiani alle figure di feriti, Charlie Ebdo ironizza sul sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto.Il miglior ristorante  italiano secondo la satira francese –  si chiamerebbe Sèisme a l’Italienne e i migliori piatti del suo menu sarebbero

Penne sauce tomate

Penne gratinées

Lasagnes

Non credo sia necessaria traduzione per capire il significato. Sinceramente, mi aspettavo una reazione di questo tipo:

  1. In quanto giornale satirico che non le manda certo a dire, Charlie Ebdo ha seguito solo la sua linea editoriale
  2. Data la situazione che sta affrondando l’Italia, la sua reputazione all’estero sia come sistema – Paese che come popolo rischia di essere ulteriormente compromessa
  3. È risaputo che all’estero siamo visti come un popolo passionale…e la nostra reazione deve aver ulteriormente alimentato questa percezione

Accecati dalla rabbia, ci siamo dimenticati di considerare Charlie Ebdo per ciò che è: un giornale satirico. Per quanto aggressiva e di dubbio gusto, resta comunque satira: sarebbe bastato guardare la vignetta con più attenzione e meno passione per capire che Charlie Ebdo ha solo seguito la sua linea editoriale.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Nell’ultimo post avevo promesso di postare un nuovo articolo non prima di lunedì , ma la frase di stasera calza a pennello: domani partirò per Berlino.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita

Ho già parlato molto di viaggi: perché scriverne ancora?

Il motivo è racchiuso proprio nella frase: non sarò lo stesso di prima.

Non ho programmato nulla, se non pochi monumenti e musei da visitare, e non sto pensando di cambiare volontariamente. Tuttavia, so che durante il viaggio accadranno varie cose

  • Accadranno degli imprevisti
  • Incontrerò persone nuove
  • Scatterò fotografie
  • Prenderò appunti

Ognuno di questi eventi può capitare a chiunque: quando tornerò, forse, mi sembreranno semplicemente ricordi.

Con il passare del tempo, però, quegli stessi eventi mi condurranno su una strada che io stesso non riesco ad immaginare.

È così per tutti. Permettetemi di proporvi un esperimento: cercate di ricordare l’ultimo giorno in cui avete fatto qualcosa di speciale. Dopo che l’avete ben visualizzato nella vostra testa, fatevi una domanda

Come sarei se non mi fosse capitata questa cosa?

Io non posso rispondere per voi. Di una cosa, però, sono sicuro: sareste diversi.

Ecco, per me i viaggi significano questo….

Chiuso per ferie

Chiuso per ferie fino al 28 agosto
Chiuso per ferie

Oggi scrivo il post per questo blog con qualche ora di anticipo:  come potete vedere dall’immagine scelta, anche per me è giunto il momento  di andare in vacanza.

Per le prossime due settimane avrò difficoltà a scrivere articoli: il computer di casa dei miei è obsoleto e non supporta wordpress. Dal 22 al 26 agosto, inoltre, sarò a Berlino: anche se l’hotel che ho prenotato mi garantisce la connessione wi-fi, per motivi di bagaglio non potrò portare con me il tablet. Chi ha provato ad usare l’app  per scrivere un post sul proprio smartphone, sa quanto possa risultare frustrante.

Ci rivedremo – se lo vorrete – domenica 28 agosto. Non preoccupatevi: non starò con le mani in mano. Grazie allo smartphone, riuscirò a recuperare da internet tanto di quel materiale che – probabilmente – qualcosa finirà nel dimenticatoio. Se sarò fortunato, forse riuscirò anche a fare qualche buono scatto da proporvi prossimamente.

Tra di voi ci sarà qualcuno che starà scherzando nello stesso modo in cui gli ascoltatori di Radiofreccia sbeffeggiavano la chiusura della radio nell’omonimo film.

Ci sono solo due differenze:

  1. Quella era finzione, questa è realtà…anche se un po’ virtuale.
  2. Questo blog non ha bisogno di finanziamenti per tenersi in piedi…ed ha meno di diciotto anni.

 

I am currently under construction. Thank you for your patience.

I am currently under construction. Thank you for your patience.
I am currently under construction. Thank you for your patience.

È dal 25 luglioche non pubblico una frase anonima: una di quelle che potrebbe essere pronunciata da ognuno di noi, tanto da essere molto popolare su internet.

I am currently under construction. Thank you for your patience.

che possiamo tradurre dall’inglese con

Sono attualmente in costruzione. Grazie per la vostra pazienza

riguarda – appunto – tutti noi. Purtroppo, pochi si rendono conto che:

  • La vita è in continuo divenire
  • Cambiamo più frequentemente gusti ed opinioni più frequentemente di quanto si pensi
  • Se restiamo troppo ancorati alle idee passate, allora c’è qualcosa che non va

Non mi trovo d’accordo sulla seconda parte della frase: perchè dovremmo ringraziare gli altri della loro pazienza, se anche loro stanno vivendo un percorso di trasformazione?

Sarebbe più opportuno aiutare chi  – invece – è bloccato: talmente ancorato al proprio modo d’essere che ostacola con tutte le sue forze una trasformazione che avviene senza il nostro volere.

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi
Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Quanti libri ho letto in vita mia? Non lo so, ho perso il conto. Molto spesso mi capita di leggere un libro, dimenticarmene per lungo tempo, per poi ricordarmene quando su internet ne trovo una citazione.

È il caso della frase di stasera, tratta da Il giorno in più, che mi fu regalato nel 2007, poco dopo la sua pubblicazione

Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi

Dati alla manoun anno è composto da

  • dodici mesi
  • cinquantadue settimane
  • trecentosesssantacinque giorni

Fabio Volo ha ragione: in un periodo di tempo così lungo (che dobbiamo moltiplicare per tutti gli anni della nostra esistenza) accadono molte cose…Eppure ricordiamo solo eventi fondamentali della nostra vita, dimenticando il resto.

Anche ammettendo di ricordare un giorno per ogni anno vissuto, ricorderemmo meno di tre mesi di vita.

Verrebbe da chiedersi

Cosa abbiamo fatto tutti gli altri giorni?

La risposta è abbastanza semplice: abbiamo vissuto, ma eravamo troppo occupati in altre cose per accorgercene.

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico
C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Prima di scrivere un articolo, controllo sempre l’esattezza di una frase: a quanto pare, però,  qualcuno non fa la stessa cosa.

La frase

C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Non è stato pronunciato da Oscar Wilde nè, tantomeno, esiste. L’aforisma corretto è

L’unica ricompensa della virtù è la virtù, l’unico modo di avere un amico è esserlo

ed è stato pronunciato da Ralph Waldo Emerson: bastava una ricerca di due minuti con Google per controllare. Non posso negare, però, che questa frase sia profondamente vera.

Tutto si gioca sui verbi ausiliari avere ed essere: avete mai fatto caso che tutti vogliono avere amici, ma pochi vogliono essere amici? Secondo me

  • Avere un amico è avere qualcuno su cui contare nel momento del bisogno
  • Essere un amico è far sì che ci sia uno scambio reciproco (di favori, ma anche d’affetto) fra due persone che si fidano l’una dell’altra

Ciò spiegherebbe la solitudine di cui molti soffrono in questi anni: spesso non interagiamo con le persone da pari a pari, ma le sfruttiamo per i nostri scopi.

Putroppo, chi è sfruttato non se ne rende conto, perchè:

  1. Confonde sfruttamento ed amicizia
  2. Pensa che l‘amico (o lo sfruttatore?) ricambierà, prima o poi

 

Inutile aggiungere che il prima o poi non si concretizza mai.

Se ti accade qualcosa …

Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.
Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.

Non so chi abbia avuto l’idea di modificare una frase di Charles Bukoswky, originariamente dedicata al bere, pensando ai viaggi: dato il periodo estivo, trovo l’idea molto piacevole

Se ti accade qualcosa di buono fai un viaggio per festeggiare. Se ti accade qualcosa di brutto fai un viaggio per dimenticare. Se non ti è successo nulla fai un viaggio per far succedere qualcosa.

Come avevo già scritto tempo fa, il viaggio è una parte essenziale della nostra vita. Il motivo che ci porta a viaggiare può essere diverso di volta in volta:

  • lavoro
  • vacanza
  • studio

Ogni volta che si viaggia si fa un’esperienza nuova: siamo in un luogo diverso da quello a cui siamo abituati, perciò ci dobbiamo adattare all’ambiente circostante. Una trasformazione necessaria quanto repentina.

Qualcuno sosterrà che viaggiare costa: non è esattamente vero. Possiamo considerare caro qualunque cosa non ci porti alcun benficio. I benefici del viaggio, invece sono palesi: possiamo parlare, perciò, di soldi ben spesi.

Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi

Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi
Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi

La frase di stasera potrebbe sembrare un modo di dire abbastanza comune, ma è stata inserita nel testo di Bonny e Clyde del rapper Sac1

Ma che ne sanno gli altri, di tutto quello che ho passato senza lamentarmi

Sinceramente, credo sia un problema che abbiamo un po’ tutti: quando cresciamo, ci impongono e ci aiuto imponiamo di essere forti. L’interpretazione più comune di questa frase può essere riassunta dal verbo sopportare.

Purtroppo, a volte, estremizziamo il concetto giungendo a non lamentarci mai di nulla.

Detto in altri termini, non sfoghiamo le emozioni  che, presto o tardi, reclameranno il loro spazio.

Questa è la causa principale delle nostre difficoltà ad avere buoni rapporti con gli altri: le emozioni negative ci logorano dentro, incupendo il nostro umore e facendoci apparire egoisti e – forse – anche egocentrici.

La soluzione sarebbe semplice:

  • Fidarci di più degli altri
  • Aprirci di più

Purtroppo, siamo ancora molto diffidenti verso il prossimo.

 

Keep calm and…

Keep Calm and....
Keep Calm and….

Negli ultimi anni, si usa molto spesso l’espressione keep calm and seguita da un incitamento. L’origine di tale espressione è curiosa: vi invito a leggerla.

Quando ho visto le scritte sulle bustine di zucchero colorate, le frasi mi sono piaciute subito

Keep calm and dream on

Traducibile come

Mantenete la calma e sognate

unita alla frase

Keep calm and sweeten the day

che possiamo tradurre come

Mantenete la calma e addolcite la giornata

Mi ricordano tre cose che facciamo raramente:

  • Mantenere la calma
  • Sognare
  • Addolcire la giornata

Ho parlato molte volte del sogno in questo blog, molto meno spesso ho parlato dell’importanza del mantenere la calma e dell’addolcire la giornata.

Entrambe le cose sono difficili per una persona ansiosa e pessimista come me, soprattutto quando non riesco a trovare un modo per rilassarmi: fortuna vuole che ci sono la fotografia e la scrittura ad aiutarmi.

Fotografia e scrittura sono due hobby artistici, perciò aiutano l’attività onirica e sono attività piacevoli (almeno per me): per questo riescono ad addolcirmi la giornata.

Anche se non ce ne rendiamo conto, sognamo tutte le notti: non si possono decidere i propri sogni, ma possiamo allenarci a ricordarli. Il ricordo di un sogno piacevole può aiutarci a mantenere la calma in caso di necessità.

 

L'amour plus fort que la haine

L'amour plus fort que la haine
L’amour plus fort que la haine

Nelle ultime ore sono rimasto molto colpito dall’attentato di Nizza. Mi sembrava giusto dedicare – nel mio piccolo – spazio a questa tragedia sul mio blog.

Dopo aver superato quei pochi secondi di sconcerto, ho esclamato “È lei!” quando ho trovato l’immagine di stasera. Non un’immagine qualunque: la copertina del giornale satirico Charlie Hebdo del 9 novembre 2011, primo numero pubblicato dopo la ripresa delle pubblicazioni, sospese a seguito degli attentati.

Un bacio appassionato fra un imam e un vignettista satirico davanti a uno sfondo di macerie sormontato dalla scritta

 L’amour plus fort que la haine

Ammetto di averla tradotta con Google per essere preciso, ma il significato era già comprensibile a prima vista

L’amore più forte dell’odio

Non credo sia necessario analizzarla: credo, piuttosto, che non ci sia nient’altro da aggiungere.