Ecco perchè leggere fa bene alla salute

 

LeggereBeneSalute
Ecco perchè leggere fa bene alla salute

Prima che inventassero l’ebook, la mia casa è sempre stata piena di libri: mi piaceva e continua a piacermi l’odore della carta stampata.

Non so se i sei benefici della lettura elencati in quest’immagine  proposta dalla pagina Facebook libreriamo siano scientificamente provati oppure no, ma sono sostanzialmente d’accordo con la frase, ad eccezione del punto quattro

Combatte i disturbi del sonno

Sono un lettore vorace: se la trama del romanzo è avvincente, non vedo l’ora di conoscerne la fine. Mi capita molte volte di spegnere la luce solo quando non riesco più a tenere gli occhi aperti…due ore prima del suono della sveglia! Se non posso parlare d’insonnia, poco ci manca.

Una menzione particolare merita l’ultimo punto

Non si è mai soli

Mi piace scoprire il profilo psicologico dei personaggi: se sono ben delineate, le caratteristiche le fanno apparire persone reali, ognuno con le proprie caratteristiche. Come nella vita reale, trovo personaggi dal carattere gradevole, altri che getterei volentieri in mezzo all’oceano.

Sono talmente amante dei libri da averne  molta cura: ogni libro ha il suo segnalibro personale! Su questa sottolineatura potrei ricavare un nuovo topic, perciò non mi dilungo.

È giunto il momento di andare a leggere….

Buona notte!

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

ChiRegalaOreAltriViveEterno
Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Come l’altro ieri, anche questa sera la frase è stata pubblicata dallo staff di Repubblica su Facebook. Se fosse uno scoop, Il Corriere della Sera avrebbe bucato un servizio, come si dice in gergo.

L’aforisma, infatti, è di  Alda Merini, soprannominata la poetessa dei Navigli.

Chi regala le ore agli altri vive in eterno

Al giorno d’oggi sembra una follia: l’assonanza fra i verbi vivere e condividere…Sarà un caso?

Qualcuno potrebbe obiettare che regala iore agli altri aiutandoli in vari modi….Ma quando è stata l’ultima volta che abbiamo ascoltato gli altri? C’è una bella differenza!

Vi propongo un’esperimento: la prossima volta che volete condividere qualcosa con qualcuno, anzichè usare Facebook, invitatelo a casa vostra a bere un caffè! Ne vedrete delle belle!

 

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio

SecondiMessaggioPersonaFelice
Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio.

Una veduta di una città europea (ad occhio, dato il canale e la bicicletta,direi che si tratta di Amsterdam) in cui non si vede anima viva fa da sfondo alla frase di oggi

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio. Pensate un po’: con soli 4secondi si può rendere felice una persona

Devo dire che questa frase ha tre difetti:

  • Non mi piace che sia scritto un numero in una frase motivazionale: preferisco la parola
  • La forma della seconda parte del messaggio mi ricorda una campagna di raccolta fondi (meritorie, ma fuori contesto, in questo caso)
  • Non trovo un nesso fra l’immagine e la frase: se qualcuno lo vede, mi avvisi

Il messaggio è comunque vero e profondo. Provate a fare un piccolo test: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare l’ultima volta in cui avete mandato un messaggio o avete telefonato ad ogni persona registrata.

Ogni tanto, lo faccio anche io, domandandomi:

 Perchè non sento più Tizio o Caio da così tanto tempo?

Ammetto che, molto spesso, ho il dubbio che una persona non si ricordi di avermi conosciuto o che il numero sia corretto: dopo tanto tempo, una persona può dimenticarsi di noi o aver cambiato compagnia telefonica. Altre volte, non mi sembra il momento opportuno.

Non so se è così anche per voi. La frase che spesso si usa per giustificarsi è

Non ho tempo

Sinceramente, ho usato molto spesso questa frase come scusa, perciò mi sembra che la usino anche gli altri come scusa. Se trovate altre motivazioni, non avete che da commentare questo post.

In questi casi, mi torna utile risentire Accetta il consiglio, per questa volta: ci sono molte frasi che calzano a pennello pe una cosa simile.

 

 

 

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore
L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Uno sguardo sornione, un sorriso beffardo, una posa da antico romano: è Garfield che, con il cappello tipico dello Zio Sam, pronuncia la frase

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Con umiltà vi dico che questa sera potrei sbagliare: non tutti saranno d’accordo leggendo che – secondo me – siamo tutti umili, ipocriti e arroganti.

Se è certamente vero che una persona può avere un’indole più incline all’ipocrisia piuttosto che all’umiltà o all’arroganza, è anche vero che la nostra personalità non è statica, ma varia a seconda della situazione.

Immaginiamo qualcuno con un carattere mite: per quanto buona possa essere, si arrabbierà certamente se riceve una gomitata senza motivo. Magari quella stessa persona è già rabbuiata per altri motivi che non sappiamo e che amplificano la sua reazione.

Ora proviamo a fare un ragionamento seguendo la frase di questa sera:

  • Se comincio a fare un nuovo lavoro, dovrò imparare quasi tutto, perciò è più facile cadere in errore: con umiltà, ammetterò di aver sbagliato
  • Quando comincerò ad essere più preparato, può darsi che io sbagli per un calo di attenzione : tenterò, con ipocrisia, di nascondere il mio errore
  • Se sono una persona molto fiera (per non dire piena di sè), forse peccherò di arroganza,  e incolperò chissà chi o a chissà cosa per il mio errore

Attenzione, però: la classificazione non è matematica, bensì tra il psicologico ed il sociologico, quindi imperfetta.

Per esempio, io sono una persona molto timida con una bassa autostima, il che mi porta ad addossarmi anche le responsabilità non mie.

Se provate a guardarvi dentro, scoprirete il caso giusto per voi.

 

Come te la cavi? Va alla grande, pollici in su!

Come te la cavi?

Quante volte ci chiedono, come nella vignetta di Sarah Andersen

Come va? Come stai?

La risposta di circostanza é sempre la stessa

 

Va alla grande: pollici in su!

 

In realtà, non va bene per niente:

  • Lo stress non ci fa dormire
  • Vorremmo scappare

Non sto parlando dello stress quotidiano, per il quale basta un bagno caldo per ritemprarsi, ma di cose più profonde, a cui raramente sappiamo dare un nome. Solo un terapeuta o una persona empatica  sanno fare questo: purtroppo, la psicanalisi costa e l’empatia non  è ascoltata un dono di tutti

Trascorrere il tempo fuori casa non vuol dire prendersi cura di sè.

Per farlo basta fare ciò che ci piace qualche minuto al giorno.

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

NessunoNotaFare
Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Capita a tutti di sentirsi poco importanti:

  • Forse il lavoro non ci soddisfa
  • Forse ci sentiamo incompresi in famiglia
  • Forse….ognuno di voi può avere un proprio motivo

La vita procede nel solito tran-tran quotidiano. Ad un certo punto, diciamo

Basta! 

 

In quel momento, tutti resteranno stupiti: non pensavano che voi vi sentiste così.

Sarà in quel momento che si realizzerà la frase di stasera

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Succede in ogni gruppo: spesso abbandoniamo gruppi perché ci sentiamo incompresi, ma il gruppo non sarà mai uguale a prima.

Chi è un po’ più anziano di me ha vissuto l’epoca dei Beatles: vorrei farvi una domanda provocatoria

Avete seguito John Lennon o Paul McCartney nelle loro successive carriere?  

Scommetto che l’uno sentiva la mancanza dell’altro.

Come fare perché ciò non accada?

Sinceramente, nemmeno io l’ho capito….

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

SoffrireStarBeneAltriCulo

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

La ragazza rappresentata in questa fotografia sta piangendo, perché sa che esistono due tipi di persone:

  • Gli altruisti, che cercano di far star bene il prossimo
  • Gli egoisti, che pensano solo al proprio benessere

Non ci vuole una matrice a doppia entrata per spiegare tutte le casistiche che si creano dall’incontro di due sole categorie di persone: è intuibile.

Purtroppo, la ragazza sa anche che gli altruisti sono diventati come i panda giganti: una razza protetta dal WWF.

Io son abbastanza altruista: raramente riesco a dire di no con convinzione. Spero ancora che qualcuno mi aiuti con il cuore quando io avrò bisogno di lui: purtroppo, accade raramente. Per esempio, mi piacerebbe che gli amici si facessero sentire più spesso: una chiamata di pochi minuti rasserenerebbe la giornata.

Lo so che a volte appaio scontroso e poco incline al dialogo: in parte è colpa della deformazione professionale, in parte è colpa della stanchezza accumulata facendomi il culo senza mai ricevere nemmeno un grazie.

Se a volte vi sembro egoista, vi chiedo scusa: sappiate che sono solo stanco.

 

 

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

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Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

 

Ho sempre un po’ sofferto la solitudine: non tanto perché mi facesse paura, quanto perché credo che l’essere umano è un animale sociale destinato a rimanere in gruppo.

Devo dire che la frase Navajo di stasera mi fa vedere la cosa da una prospettiva diversa

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

Se è vero ciò che dicevo ieri sera, è anche vero che non sempre le idee sono condivise.

A volte può capitare di seguire una strada poco battuta, incompresa dalla maggioranza. L’importante è avere sufficiente coraggio per perseverare.

Sarà capitato a tutti di essere criticati per un’azione o una scelta fatta: se la critica veniva da una persona a cui vogliamo bene, questa può averci ferito. La sofferenza dell’abbandono può portarci a ritornare sui nostri passi.

Non è una scelta saggia: è una scelta meditata e pensata lungamente ma, quando abbiamo preso quella strada poco battuta, lo abbiamo fatto probabilmente d’istinto.

Io credo che l’istinto non sbagli mai: dovremmo seguirlo più spesso.

hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

 

hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

Io e Consolata abbiamo parlato spesso insieme del concetto di idee condivise.

Non siamo stati molto originali, d’altronde è un pensiero di cui parla anche Patrizio Paoletti mediante la frase

 

Le idee hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

 

Questo credo sia uno dei difetti della società moderna: siamo talmente individualisti che con difficoltà accettiamo idee diverse dalle nostre.

A parole, diciamo spesso di accettare senza riserve il pensiero altrui: la libertà di espressione è talmente importante da essere scritta e le prime righe di ogni Costituzione democratica.

In pratica, ogni volta che qualcuno esprime idee diverse dalle nostre, anziché ragionare lucidamente, ci lasciamo trasportare dalle emozioni.

Se a livello psicologico questo è giusto, lo è un po’ meno a livello sociologico: le idee diverse hanno portato

  • Allo scontro culturale
  • A razzismo

In altre parole, molto spesso hanno portato a guerre: basta leggere un qualsiasi libro di storia per rendersene conto.

Come ho sentito dire una volta in uno spettacolo

 

La storia è maestra, ma nessuno impara mai niente

 

Condividere le idee, invece, porterebbe al progresso. Forse pretendo troppo: mi accontenterei che la gente imparasse ad ascoltarsi di più.

Certe persone non vogliono essere salvate

PersoneSalvateGrantMorrison
Certe persone non vogliono essere salvate

 

L’immagine di stasera è molto toccante: immagino la ragazza voltata di spalle in preda al pianto. È disperata per aver cercato di aiutare un amico. Alle spalle della ragazza, in veste di consolatore e di guida, sento Grant Morrison che cita una delle battute del suo ciclo di Batman

Sai una cosa?
Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.

A volte, alcune persone mi hanno detto di essere poco empatico: io credo di averne parecchia, ma non riesco a farmi ascoltare come vorrei. Non sapete quanta gente conosco che  avrebbe bisogno di essere salvata.

Non è solo colpa mia:non tutti hanno il coraggio di chiedere aiuto. Sembra un controsenso, ma anche ammettere di aver bisogno di aiuto richiede coraggio. Credo che sia per questo che molta gente indossi una maschera tutti i giorni: per paura. Vedo che le persone intorno a me hanno paura

  • che la gente li guardi dentro
  • che gli altri ne capiscano i limiti
  • di essere giudicati (per cosa, poi? Per  aver bisogno di aiuto?)

Forse hanno paura dei loro stessi pensieri: il giorno in cui riusciremo ad avere meno paura vivremo tutti meglio.