Come te la cavi? Va alla grande, pollici in su!

Come te la cavi?

Quante volte ci chiedono, come nella vignetta di Sarah Andersen

Come va? Come stai?

La risposta di circostanza é sempre la stessa

 

Va alla grande: pollici in su!

 

In realtà, non va bene per niente:

  • Lo stress non ci fa dormire
  • Vorremmo scappare

Non sto parlando dello stress quotidiano, per il quale basta un bagno caldo per ritemprarsi, ma di cose più profonde, a cui raramente sappiamo dare un nome. Solo un terapeuta o una persona empatica  sanno fare questo: purtroppo, la psicanalisi costa e l’empatia non  è ascoltata un dono di tutti

Trascorrere il tempo fuori casa non vuol dire prendersi cura di sè.

Per farlo basta fare ciò che ci piace qualche minuto al giorno.

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

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Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Capita a tutti di sentirsi poco importanti:

  • Forse il lavoro non ci soddisfa
  • Forse ci sentiamo incompresi in famiglia
  • Forse….ognuno di voi può avere un proprio motivo

La vita procede nel solito tran-tran quotidiano. Ad un certo punto, diciamo

Basta! 

 

In quel momento, tutti resteranno stupiti: non pensavano che voi vi sentiste così.

Sarà in quel momento che si realizzerà la frase di stasera

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Succede in ogni gruppo: spesso abbandoniamo gruppi perché ci sentiamo incompresi, ma il gruppo non sarà mai uguale a prima.

Chi è un po’ più anziano di me ha vissuto l’epoca dei Beatles: vorrei farvi una domanda provocatoria

Avete seguito John Lennon o Paul McCartney nelle loro successive carriere?  

Scommetto che l’uno sentiva la mancanza dell’altro.

Come fare perché ciò non accada?

Sinceramente, nemmeno io l’ho capito….

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

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Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

La ragazza rappresentata in questa fotografia sta piangendo, perché sa che esistono due tipi di persone:

  • Gli altruisti, che cercano di far star bene il prossimo
  • Gli egoisti, che pensano solo al proprio benessere

Non ci vuole una matrice a doppia entrata per spiegare tutte le casistiche che si creano dall’incontro di due sole categorie di persone: è intuibile.

Purtroppo, la ragazza sa anche che gli altruisti sono diventati come i panda giganti: una razza protetta dal WWF.

Io son abbastanza altruista: raramente riesco a dire di no con convinzione. Spero ancora che qualcuno mi aiuti con il cuore quando io avrò bisogno di lui: purtroppo, accade raramente. Per esempio, mi piacerebbe che gli amici si facessero sentire più spesso: una chiamata di pochi minuti rasserenerebbe la giornata.

Lo so che a volte appaio scontroso e poco incline al dialogo: in parte è colpa della deformazione professionale, in parte è colpa della stanchezza accumulata facendomi il culo senza mai ricevere nemmeno un grazie.

Se a volte vi sembro egoista, vi chiedo scusa: sappiate che sono solo stanco.

 

 

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

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Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

 

Ho sempre un po’ sofferto la solitudine: non tanto perché mi facesse paura, quanto perché credo che l’essere umano è un animale sociale destinato a rimanere in gruppo.

Devo dire che la frase Navajo di stasera mi fa vedere la cosa da una prospettiva diversa

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

Se è vero ciò che dicevo ieri sera, è anche vero che non sempre le idee sono condivise.

A volte può capitare di seguire una strada poco battuta, incompresa dalla maggioranza. L’importante è avere sufficiente coraggio per perseverare.

Sarà capitato a tutti di essere criticati per un’azione o una scelta fatta: se la critica veniva da una persona a cui vogliamo bene, questa può averci ferito. La sofferenza dell’abbandono può portarci a ritornare sui nostri passi.

Non è una scelta saggia: è una scelta meditata e pensata lungamente ma, quando abbiamo preso quella strada poco battuta, lo abbiamo fatto probabilmente d’istinto.

Io credo che l’istinto non sbagli mai: dovremmo seguirlo più spesso.

hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

 

hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

Io e Consolata abbiamo parlato spesso insieme del concetto di idee condivise.

Non siamo stati molto originali, d’altronde è un pensiero di cui parla anche Patrizio Paoletti mediante la frase

 

Le idee hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

 

Questo credo sia uno dei difetti della società moderna: siamo talmente individualisti che con difficoltà accettiamo idee diverse dalle nostre.

A parole, diciamo spesso di accettare senza riserve il pensiero altrui: la libertà di espressione è talmente importante da essere scritta e le prime righe di ogni Costituzione democratica.

In pratica, ogni volta che qualcuno esprime idee diverse dalle nostre, anziché ragionare lucidamente, ci lasciamo trasportare dalle emozioni.

Se a livello psicologico questo è giusto, lo è un po’ meno a livello sociologico: le idee diverse hanno portato

  • Allo scontro culturale
  • A razzismo

In altre parole, molto spesso hanno portato a guerre: basta leggere un qualsiasi libro di storia per rendersene conto.

Come ho sentito dire una volta in uno spettacolo

 

La storia è maestra, ma nessuno impara mai niente

 

Condividere le idee, invece, porterebbe al progresso. Forse pretendo troppo: mi accontenterei che la gente imparasse ad ascoltarsi di più.

Certe persone non vogliono essere salvate

PersoneSalvateGrantMorrison
Certe persone non vogliono essere salvate

 

L’immagine di stasera è molto toccante: immagino la ragazza voltata di spalle in preda al pianto. È disperata per aver cercato di aiutare un amico. Alle spalle della ragazza, in veste di consolatore e di guida, sento Grant Morrison che cita una delle battute del suo ciclo di Batman

Sai una cosa?
Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.

A volte, alcune persone mi hanno detto di essere poco empatico: io credo di averne parecchia, ma non riesco a farmi ascoltare come vorrei. Non sapete quanta gente conosco che  avrebbe bisogno di essere salvata.

Non è solo colpa mia:non tutti hanno il coraggio di chiedere aiuto. Sembra un controsenso, ma anche ammettere di aver bisogno di aiuto richiede coraggio. Credo che sia per questo che molta gente indossi una maschera tutti i giorni: per paura. Vedo che le persone intorno a me hanno paura

  • che la gente li guardi dentro
  • che gli altri ne capiscano i limiti
  • di essere giudicati (per cosa, poi? Per  aver bisogno di aiuto?)

Forse hanno paura dei loro stessi pensieri: il giorno in cui riusciremo ad avere meno paura vivremo tutti meglio.

 

 

 

Non raccontare troppo di te alle persone…

RaccontarePersoneFerireVinDiesel
Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Non so se Vin Diesel abbia mai detto

Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Forse l’accostamento della frase con l’immagine vuole trasmettere

  • Coraggio
  • Forza
  • Spavalderia

Oppure è semplicemente attribuita ad un personaggio che – tramite i suoi film – ha trasmesso una certa immagine di sè.

Non conto più le volte in cui ho confidato qualcosa a qualcuno e – poco tempo dopo – quella confidenza era sulla bocca di tutti. Ogni volta, mi davo dello stupido per essermi fidato di quella persona e non ho mai avuto il coraggio di dimostrare il mio disappunto.

Odio l’abitudine della gente di sparlare del prossimo. Sinceramente, lo trovo insensato: perchè giudichiamo il comportamento altrui se non ne conosciamo i pensieri?  Certamente: possiamo farci una determinata opinione dell’altro in base al suo comportamento e paragonandolo al nostro.

Sarebbe troppo facile finire questo post citando Gesù Cristo

Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra

Potrei usare citazioni o teorie di tutto lo scibile umano per chiuderlo, ma non sarebbe comunque originale.

Voglio chiudere questo post facendovi una domanda

Come vi siete sentiti l’ultima volta in cui qualcuno ha sparlato di voi?

Se non ti fermano mentre ti allontani…

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Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Mentre stavo inserendo l’immagine di oggi sul blog, mi sono reso conto di quanto rappresenti la vita

Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Per me, la strada avvolta nella nebbia è proprio una metafora della vita:

  • Sappiamo da dove veniamo, perchè conosciamo il nostro passato
  • Sappiamo dove siamo ora, perchè stiamo vivendo il presente
  • Non sappiamo dove siamo diretti, perchè non conosciamo il futuro

Parlando di tutte le persone che conosciamo nel corso della vita

  • Sappiamo chi ci ha abbandonato e chi abbiamo abbandonato in passato
  • Sappiamo chi ci frenquenta e chi frequentiamo ora
  • Non sappiamo chi ci frequenterà e chi frequenteremo in futuro

La frase di questa sera è dedicata a tutti:ognuno di noi, per quanto fedele, è stato abbandonamto da qualcuno ed ha abbandonato qualcuno.

Non è facile abbandonare una persona, ancor meno lo è accettare di essere abbandonati. Se non abbiamo chiesto scusa o non ci hanno chiesto scusa finora, allora è inutile sperare che avverrà in futuro.

Cosa possiamo sperare per il futuro? Secondo me, due cose:

  1. Di diventare persone migliori
  2. Di incontrare persone migliori

 

 

 

Sono un uomo con una disabilità evidente…

EzioBossoDisabileVedere
Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

Ci sono frasi che mi colpiscono come un pugno allo stomaco per la loro schiettezza e la loro forza. La frase di Ezio Bosso di stasera fa parte di questo insieme

Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

La parola disabilità non mi piace, perché nel linguaggio comune è usata come una doppia offesa:

  • Nei confronti di chi è apostrofato in questo modo pur non essendolo
  • Nei confronti di chi si trova in una situazione che non ha voluto

In questo caso, però, non ci sarebbero termini migliori.

Di quale disabilità sta parlando Bosso? Posso solo avanzare un’ipotesi: quella che io chiamo cecità emotiva, meglio nota come superbia!

Perchè prolifera la superbia? Eppure dovremmo sapere che è uno dei sette peccati capitali. Potrebbe essere un buon titolo per un saggio di Alberoni , di Crepet, ma sembra che l’ultimo ad occuparsene sia stato Dante.

Mi correggo, scusate: l’ultimo ad occuparsene è stato il marchese Onofrio Del Grillo.

Non rinuncerò mai al mio modo d'essere…

AccettareModoEssereRinunciare
Chi mi vuole bene mi accetta come sono

Ho dovuto tagliare la didascalia per quest’immagine: la frase era troppo lunga. Leggiamola nella sua interezza:

Vada come vada, io non rinuncerò al mio modo d’essere: chi mi vuole bene mi accetta così come sono

Non so se diciannove parole sono tante o poche per una frase: a voi giudicare. Comunque sia, è una frase densa di concetti.

Da piccoli, i nostri genitori ci hanno educato:

  • A comportarci in un certo modo
  • A distinguere il bene dal male
  • A distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato

Arriva, poi, la fase adolescenziale della ribellione: è il momento in cui si fanno determinate esperienze, che formano il carattere.

Purtroppo, pochi considerano che la vita di un individuo è unica ed irripetibile. Risultato: tendiamo a paragonare la nostra vita con quella di qualcun altro, spesso trovando perfetto il nostro modo di vivere (ma lo è veramente?)  e sbagliato quello altrui (ma lo è veramente?).

Non sto dicendo nulla di nuovo: sto semplicemente ripetendo con parole mie ciò che hanno già detto altri. Purtroppo, non abbiamo imparato ancora la lezione.

Di questo ne parlerò un ‘altra volta….