Impossible is nothing

Impossible is nothing
Impossible is nothing

Quando ho appreso della morte di Muhammad Ali (che per me è sempre stato Cassius Clay) immaginavo che il web gli avrebbe reso omaggio in molti modi. Così è stato.

I lettori più giovani assoceranno la frase di stasera all’Adidas oppure alla Nike: entrambe l’hanno utilizzata nelle loro campagne pubblicitarie. il pay-off 

Impossible is nothing

non è altro che l’ultima parte di un aforisma di Alì. La citazione completa è

“Impossibile” è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
“Impossibile” non è un dato di fatto, è un’opinione…
“Impossibile” non è una regola, è una sfida…
“Impossibile” non è uguale per tutti…
“Impossibile” non è per sempre…
Impossible is nothing.

In queste cinquantasette parole c’è tutto Alì, ma anche tutto il concetto di sport professionistico: non si arriva a certi livelli senza pensare che sia tutto possibile. In modo più pacato, potremmo dire che è una convinzione molto legata all’autostima.

Allo sport sono legati molti concetti, fra cui:

  • Fatica
  • Sudore
  • Sacrificio

Alcuni di essi sono stati citati anche nel monologo di Ogni maledetta domenica. Questi concetti sono molto usati in pubblicità per far leva sulle motivazioni e gli istinti dei consumatori, non solo sportivi.

Le parole sono diverse di volta in volta, ma il concetto è sempre il medesimo

Tu puoi fare di più

Non c'è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

Non c'è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita
Non c’è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

In questo periodo, Facebook si sta rivelando molto prolifico:

Non c’è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

Non è stata scelta una modella: è stata scelta una malata di cancro. Nulla a che vedere con le campagne shock di Oliviero Toscani: una donna vestita normalmente, se non fosse per la bandana sotto cui non si vedono capelli.

L’associazione mentale è presto fatta. Credo che sia un’associazione strana: da una parte la mia mente corre alle modelle in passerella, dall’altra mi torna in mente l’articolo di ieri.

Da una parte, abbiamo il mondo patinato dello show business, dall’altro abbiamo il mondo dei malati.

Quando questi due mondi così lontani si avvicinano, i rischi della spettacolarizzazione della malattia e della lacrima facile sono sempre in agguato.

Lo stesso accade quando il mondo del sano e del malato si incontrano: non si capiscono veramente. Il mondo del malato si capisce solo attraversandolo.

La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché …

Patch Adams
La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore

La condivisione di stasera non è una frase, ma una vera e propria perla di saggezza  di Hunter Doherty Patch Adams, che molti di voi ricorderanno per il film del 1999.

La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore

Anche se non sono un medico, conosco i benefici di una risata:

  • Allevia lo stress
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Migliora il funzionamento di alcuni organi

Non è facile ridere nei momenti di sconforto e trovare il lato comico di una fonte di preoccupazione. Dobbiamo ricordarci una cosa, però: siamo vivi!

Partendo da qui, possiamo trovare prima il modo di ridere (non necessariamente della questione che ci preoccupa) e continuare a sperare.

Anche io devo ricordarmelo…

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare…

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare...
Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare…

Un foglio stampato attaccato con una puntina ad una lavagna di un’aula scolastica: ambientazione adatta per una frase di Socrate!

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare. Non è questione di salute, né di intelligenza, né di bisogno.

È così e basta!

Dalle prime tutti si aspettano di più, dalle seconde nessuno si aspetta niente.

Per le prime non ci sono mai elogi, qualunque cosa facciano è dovere. Per le seconde è il contrario, poiché non ci si aspetta niente da loro, basta che muovano un dito e tutti si affrettano a coprirle di complimenti.

Il concetto della frase sarà ripreso:

  • da Ruggero Leoncavallo nell’aria Vesti la giubba 
  • da Totò  nel monologo del film Siamo uomini o Caporali
  •  da Luciano Ligabue nella canzone Una vita da mediano

Il tempo passa, il concetto resta sempre lo stesso!

Socrate ha ragione anche per quanto riguarda i complimenti. Leggendo la frase, vi rendete conto anche voi quanto questo sia profondamente ingiusto!

Esiste, ovviamente, anche chi occupa un certo posto per merito: ma quante cose ha dovuto subire quella persona per arrivare dov’è?

Lo so: questo post non ha molto senso…Forse perchè non trovo un senso in un mondo così!

 

 

La cattiveria è degi sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno

CattiveriaSciocchiVivereMerini
La cattiveria è degi sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno

Questo sarà il secondo post che dedico ad Alda Merini: pochi, considerando la mole di scritti della poetessa dei Navigli e il numero di anni che ho trascorso finora Milano.

Questa frase mi ha colpito per la sua semplicità e….banalità

La cattiveria è degi sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno

Possiamo dividere il concetto in due parti:

  1. Non possiamo vivere in eterno
  2. Non dobbiamo essere cattivi

Leggendo le due parti, si può giudicare la frase ovvia. Certi modi di vivere, però, nascondono un che di cattiveria, che io interpreto con una frase come

Il mio modo di vivere è corretto, il tuo è sbagliato!

Credo che le persone cattive nel vero senso della parola non esistano: esistono persone giudicanti, di quelle che criticano il modo di vivere altrui semplicemente perchè…non lo vogliono comprendere.

Queste sono le persone schiocche a cui si riferisce l’aforisma. Provo sempre a confrontarmi con tutte le persone: a volte, però, mi trovo davanti a persone sciocche.

Dopo aver provato a farle ragionare….io cambio strada.

 

 

I migliori maestri sono quelli che indicano dove …

Maestri di vita ed allievi
I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere

Tutti abbiamo bisogno di essere guidati, non solo da piccoli, ma per tutta la vita: essere soli, spesso, significa anche non sapere cosa fare. Detto in altri termini, spesso abbiamo bisogno di uno o più maestri.

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Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?"

TempoMortoVivoCioran

Nascita e morte sono l’inizio e la fine della vita: in mezzo a questi due estremi, dobbiamo vivere.

Emil Cioran è arrivato a domandarsi

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: “A che gli è servito nascere?”. Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo

La domanda può essere semplificata così

Come riempiamo la nostra vita?

Vi invito a fare un piccolo esperimento che richiede pochi minuti per quattordici giorni:

  • Ogni giorno scrivete su un’agenda le cose che vi sono accadute durante la giornata e come avete trascorso le vostre ore
  • Prima di addormentarvi, rileggete quanto avete scritto
  • Confrontate i vari giorni l’uno con l’altro

Se per due settimane le giornate vi sembrano tutte uguali, è il momento di cambiare qualcosa.

Non è necessario un cambiamento radicale: basta modificare qualche piccola abitudine e aguzzare un po’ di più i sensi.

Se, per esempio, siete abituati a trascorrere la sera davanti alla televisione, cercate un qualche evento nella vostra città. Se proprio non c’è niente che vi piaccia, provate a entrare in quel bar di fronte a casa in cui non siete mai stati: in poche parole, vincete la pigrizia.

Molte volte gli eventi ci sfrecciano davanti senza che ce ne rendiamo conto, a causa dei tanti impegni. Annotare anche le piccole cose rende più tangibile quante cose accadono nel corso di una giornata senza che ce ne rendiamo conto.

Vi accorgerete che la vostra vita non è così vuota come pensavate e che – comunque – potete migliorarla in molti modi.

 

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto
La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

 

Per chi non l’avesse capito, adoro Charles Bukowski: è la seconda volta che dedico un post ad un aforisma quest’autore.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

Gli artisti in generale sono dei grandi osservatori del mondo esterno, in modo diverso dagli studiosi:

  • Gli studiosi si basano su meri dati e osservazioni scientifiche
  • Gli artisti vanno alla ricerca di cose meno tangibili e visibili

Entrambe le categorie osservano il mondo che le circonda. E’ proprio osservando il mondo che si scoprono cose nuove e se ne realizzano tante altre.

Mi sono spesso chiesto

Perché i personaggi dei libri di Bukowski sono così realistici tanto da apparire dannatamente umani?

La risposta che mi sono dato è

Perché sono ispirati a persone realmente esistenti

La gente comune mi sembra poco interessata a ciò che la circonda e molto interessata a ciò che proviene dal proprio interno: una specie di epidemia di egocentrismo che ha contagiato un po’ tutti.

Questa epidemia ha fatto morire l’interesse per l’altro, considerato come una specie minacciosa per la nostra incolumità, aumentato l’ego in maniera smisurata, logorato i rapporti umani.

Fortunatamente, il nostro corpo è dotato dei tre strumenti che servono per guarire:

  1. Occhi per osservare
  2. Cuore per provare sentimenti
  3. Cervello per capire

Dobbiamo solo allenarli di più…

 

Non ho bisogno che sia facile…

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena
Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

Un qualsiasi nostro obiettivi può essere più o meno facile e necessario per il nostro futuro. Detto in altri termini, può essere classificati secondo due parametri:

  1. Importanza
  2. Difficoltà

Il rapper  Lil Wayne non sarebbe sulla scena da diciannove anni se non avesse seguito le sue stesse parole

Non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena

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A person who never made a mistake never tried anything new

A person who never made a mistake never tried anything new
A person who never made a mistake never tried anything new

Mi piace l’inglese, perciò ho deciso di riportare questa frase di Albert Einstein nella lingua in cui l’ho trovata su internet

A person who never made a mistake never tried anything new

La traduzione in italiano sarebbe

Una persona che non ha mai fatto un errore non ha mai provato nulla di nuovo

La scelta di questo ritratto su sfondo nero come immagine, lontano dall’iconografia normalmente associata ad Einstein, non mi sembra casuale: l’espressione dello scienziato e lo sfondo nero aumentano la serietà del concetto.

A nessuno piace fare errori: ecco perchè ci scusiamo o ci sentiamo in colpa quando ne commettiamo uno. L’apprendimento, però, nasce proprio dagli errori. Inoltre, l’errore può avere diverse motivazioni:

  • Errate spiegazioni
  • Stanchezza
  • Ansia

Insomma: una serie di motivi psicologici e fisici che fanno capire perché una persona sbaglia. Anche la comunicazione ha una parte di responsabilità: non possiamo dare per scontato che le nostre parole siano immediatamente comprensibili al nostro interlocutore.

Einstein a parte, ci sono una serie di proverbi che spiegano gli errori. Il mio preferito è

Fino alla bara, sempre si impara