Certe persone non vogliono essere salvate

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Certe persone non vogliono essere salvate

 

L’immagine di stasera è molto toccante: immagino la ragazza voltata di spalle in preda al pianto. È disperata per aver cercato di aiutare un amico. Alle spalle della ragazza, in veste di consolatore e di guida, sento Grant Morrison che cita una delle battute del suo ciclo di Batman

Sai una cosa?
Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.

A volte, alcune persone mi hanno detto di essere poco empatico: io credo di averne parecchia, ma non riesco a farmi ascoltare come vorrei. Non sapete quanta gente conosco che  avrebbe bisogno di essere salvata.

Non è solo colpa mia:non tutti hanno il coraggio di chiedere aiuto. Sembra un controsenso, ma anche ammettere di aver bisogno di aiuto richiede coraggio. Credo che sia per questo che molta gente indossi una maschera tutti i giorni: per paura. Vedo che le persone intorno a me hanno paura

  • che la gente li guardi dentro
  • che gli altri ne capiscano i limiti
  • di essere giudicati (per cosa, poi? Per  aver bisogno di aiuto?)

Forse hanno paura dei loro stessi pensieri: il giorno in cui riusciremo ad avere meno paura vivremo tutti meglio.

 

 

 

Non raccontare troppo di te alle persone…

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Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Non so se Vin Diesel abbia mai detto

Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Forse l’accostamento della frase con l’immagine vuole trasmettere

  • Coraggio
  • Forza
  • Spavalderia

Oppure è semplicemente attribuita ad un personaggio che – tramite i suoi film – ha trasmesso una certa immagine di sè.

Non conto più le volte in cui ho confidato qualcosa a qualcuno e – poco tempo dopo – quella confidenza era sulla bocca di tutti. Ogni volta, mi davo dello stupido per essermi fidato di quella persona e non ho mai avuto il coraggio di dimostrare il mio disappunto.

Odio l’abitudine della gente di sparlare del prossimo. Sinceramente, lo trovo insensato: perchè giudichiamo il comportamento altrui se non ne conosciamo i pensieri?  Certamente: possiamo farci una determinata opinione dell’altro in base al suo comportamento e paragonandolo al nostro.

Sarebbe troppo facile finire questo post citando Gesù Cristo

Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra

Potrei usare citazioni o teorie di tutto lo scibile umano per chiuderlo, ma non sarebbe comunque originale.

Voglio chiudere questo post facendovi una domanda

Come vi siete sentiti l’ultima volta in cui qualcuno ha sparlato di voi?

Se non ti fermano mentre ti allontani…

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Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Mentre stavo inserendo l’immagine di oggi sul blog, mi sono reso conto di quanto rappresenti la vita

Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Per me, la strada avvolta nella nebbia è proprio una metafora della vita:

  • Sappiamo da dove veniamo, perchè conosciamo il nostro passato
  • Sappiamo dove siamo ora, perchè stiamo vivendo il presente
  • Non sappiamo dove siamo diretti, perchè non conosciamo il futuro

Parlando di tutte le persone che conosciamo nel corso della vita

  • Sappiamo chi ci ha abbandonato e chi abbiamo abbandonato in passato
  • Sappiamo chi ci frenquenta e chi frequentiamo ora
  • Non sappiamo chi ci frequenterà e chi frequenteremo in futuro

La frase di questa sera è dedicata a tutti:ognuno di noi, per quanto fedele, è stato abbandonamto da qualcuno ed ha abbandonato qualcuno.

Non è facile abbandonare una persona, ancor meno lo è accettare di essere abbandonati. Se non abbiamo chiesto scusa o non ci hanno chiesto scusa finora, allora è inutile sperare che avverrà in futuro.

Cosa possiamo sperare per il futuro? Secondo me, due cose:

  1. Di diventare persone migliori
  2. Di incontrare persone migliori

 

 

 

Sono un uomo con una disabilità evidente…

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Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

Ci sono frasi che mi colpiscono come un pugno allo stomaco per la loro schiettezza e la loro forza. La frase di Ezio Bosso di stasera fa parte di questo insieme

Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

La parola disabilità non mi piace, perché nel linguaggio comune è usata come una doppia offesa:

  • Nei confronti di chi è apostrofato in questo modo pur non essendolo
  • Nei confronti di chi si trova in una situazione che non ha voluto

In questo caso, però, non ci sarebbero termini migliori.

Di quale disabilità sta parlando Bosso? Posso solo avanzare un’ipotesi: quella che io chiamo cecità emotiva, meglio nota come superbia!

Perchè prolifera la superbia? Eppure dovremmo sapere che è uno dei sette peccati capitali. Potrebbe essere un buon titolo per un saggio di Alberoni , di Crepet, ma sembra che l’ultimo ad occuparsene sia stato Dante.

Mi correggo, scusate: l’ultimo ad occuparsene è stato il marchese Onofrio Del Grillo.

Non rinuncerò mai al mio modo d'essere…

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Chi mi vuole bene mi accetta come sono

Ho dovuto tagliare la didascalia per quest’immagine: la frase era troppo lunga. Leggiamola nella sua interezza:

Vada come vada, io non rinuncerò al mio modo d’essere: chi mi vuole bene mi accetta così come sono

Non so se diciannove parole sono tante o poche per una frase: a voi giudicare. Comunque sia, è una frase densa di concetti.

Da piccoli, i nostri genitori ci hanno educato:

  • A comportarci in un certo modo
  • A distinguere il bene dal male
  • A distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato

Arriva, poi, la fase adolescenziale della ribellione: è il momento in cui si fanno determinate esperienze, che formano il carattere.

Purtroppo, pochi considerano che la vita di un individuo è unica ed irripetibile. Risultato: tendiamo a paragonare la nostra vita con quella di qualcun altro, spesso trovando perfetto il nostro modo di vivere (ma lo è veramente?)  e sbagliato quello altrui (ma lo è veramente?).

Non sto dicendo nulla di nuovo: sto semplicemente ripetendo con parole mie ciò che hanno già detto altri. Purtroppo, non abbiamo imparato ancora la lezione.

Di questo ne parlerò un ‘altra volta….

 

Imparerai a tue spese che…

VitaMaschereVolti
Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Conoscete la teoria dei sei gradi di separazione, in base alla quale basterebbero cinque passaggi per entrare in contatto con chiunque volessimo?

Qualunque sia la vostra risposta, è facile immaginare che abbiate incontrato molte persone durante la vostra vita:

  • Insegnanti
  • Compagni di scuola
  • Colleghi
  • Amici

La frase di oggi aggiunge un ulteriore aspetto

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Ne parlavo proprio stasera con la mia psicanalista: se è vero che conoscere tante persone aumenta le probabilità di costruire una relazione, è altrettanto vero che non sempre le persone che conosciamo vogliono entrare in contatto con noi.

Non so se – rispetto alla media – sia un chiacchierone o un taciturno. Di una cosa, però, sono sicuro: riconosco le persone vere e sincere da quelle false e bugiarde. Le prime mi conoscono come le proprie tasche, le seconde nemmeno mi stanno a sentire…Figuriamoci se mi conoscono! Inutile dire che preferirei frequentare solo le prime ed evitare come la peste le seconde, ma non sempre è possibile.

Inoltre, come insegna la frase di questa sera, le persone vere sono rare. Azzardo una quantità: a mio parere, per riprendere la teoria, almeno quattro persone su sei vivono dietro una maschera.

Per fortuna, riconoscere il falso dal vero non richiede una grande abilità.

A questo punto, mi pare corretto domandarmi

Sono sbagliato io, oppure è sbagliata la società in cui vivo?

 

 

Non sono interessato a seguire le vostre regole. Seguo le mie intuizioni

SeguireRegoleSeguireIntuizioni
I’m not interested in following your rules. I follow my Intuition

L’immagine e la frase di stasera mi hanno colpito subito: poco importa che sia una campagna pubblicitaria di un’azienda portoghese.

Per alcuni, l’uomo della fotografia potrebbe essere classificato come hipster, per altri come un ribelle alla James Dean. La frase rafforza il concetto

I’m not interested in following your rules. I follow my Intuition

Più o meno, può essere tradotta in

Non sono interessato a seguire le vostre regole. Seguo le mie intuizioni

Credo che sia proprio questa la sua forza: non può essere classificato esattamente.

A volte, ci sforziamo di sentirci parte di un gruppo: assolutamente giusto in teoria, un po’ meno in pratica. Questo per due motivi:

  1. Per sentirci accettati da un gruppo, seguiamo le sue regole, conformando i nostri pensieri
  2. Le persone che non seguono le regole sono segretamente mal viste

Praticamente, ci blocchiamo a vicenda, preferendo il quieto vivere al cambiamento.

Anch’io lo faccio: appaio molto diverso da quanto non mi senta di essere in realtà. Basterebbe ascoltare alcuni brani sul mio Ipod per capire che non è così….ma sarebbe meglio starmi ad ascoltare.

Tuttavia, mi sento anche obbligato a conformarmi alle regole, per non sentirmi escluso.

Quando riuscirò a condividere i miei pensieri liberamente, sarò libero.

Quando riusciremo a condividere i nostri pensieri liberamente, saremo liberi.

 

Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

VitaInsistiResistiConquista
Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

Non so quale tipo di tuffo stia eseguendo il ragazzo che si è appena lanciato da un masso sul lago rappresentato in questa immagine ma, per i miei standard, siamo ai limiti del base jumping.

Cosa c’entra con la frase in primo piano?

Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

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Chi non dimostra ciò che sente…

DimostrareSentirePerdereAmare
Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

Una strada asfaltata e deserta in mezzo ai boschi nel tardo autunno. Per anni ho visto la mia vita così: un luogo (se possiamo definirlo tale) in cui la vita stava lentamente morendo.

Il motivo per cui stava accadendo è riassunto dalla frase che intitola questo post

Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama

In passato, ricordo di aver avuto solo dialoghi razionali, non emotivi

Perchè l’ho fatto? I motivi sono molti:

  • Non sono stato educato ai sentimenti:non sapevo nemmeno cosa fossero
  • Ho messo la razionalità al di sopra di tutto, come fecero gli Illuministi

Risultato: ho avuto una vita povera di amicizie e di una qualsiasi forma d’affetto.

Ora le cose stanno lentamente migliorando: mi sento di percorrere una strada di vita simile a quella di Manzoni. È un percorso in divenire, ovviamente: non so quando finirà.

Già adesso posso dirvi che la questione è molto più semplice di quanto non sembri a prima vista: Anche se ci sentiamo soli, noi non siamo soli. Come dicevo ieri, ogni giorno siamo circondati da altri. Spetta a noi fare in modo che non siano semplici passanti incontrati per caso, ma persone di cui fidarsi e con cui confrontarsi (e, con un po’ più di confidenza, confidarsi).

 

Non serve mica gridare per avere attenzione…

GridareAttenzioneStelle

Per chi non ha studiato Scienze della Comunicazione et similia, la frase di stasera sembrerà un controsenso, visto che – ormai – siamo abituati a pensare che vince chi urla di più

Non serve mica gridare per avere attenzione, le stelle stanno in silenzio eppure c’è chi le guarda per ore

Io, invece, ho studiato proprio Scienze della Comunicazione: qualche trucchetto lo conosco bene. Anche se ho un tono di voce alto, io non grido quasi mai:

  • Grido di gioia
  • Grido di rabbia
  • Grido di tristezza

ma non grido mai per avere ragione…figuriamoci per avere attenzione. Ho un tono di voce alto, ma questo è un altro discorso.

Lo sfondo di questa frase è eloquente:

  • Una montagna innevata
  • Un lago
  • Il cielo stellato

Tutti elementi che se potessero parlare, chissà quante cose avrebbero da dire. Anche molte persone del passato hanno espresso la propria arte in modo muto: pensate a Charlie Chaplin.

Anche io, come le stelle, sto spesso in silenzio pur essendo in compagnia. Non sono una persona molto loquace, preferisco scrivere o fotografare: mi esprimo meglio così.

I miei silenzi non hanno nulla di negativo, anzi: significano che vi sto ascoltando. In quei momenti, avete tutta la mia attenzione: non lo faccio per emettere chissà quale giudizio su di voi. Lo faccio semplicemente perché so che – prima di tutto – siete persone che meritate tutto il mio rispetto.

Permettetemi un gioco di parole: spero starete attenti ai miei silenzi…significano molto di più di quanto non possiate immaginare.