Giornata mondiale contro l'Aids

 

Il fiocco rosso simbolo dell'AIDS tra le mani di una donna
Oggi è la giornata mondiale contro l’AIDS

Ci sono ricorrenze che aspetti con ansia, come il Natale, ed altre che non vorrebbero arrivassero mai:

L’elenco è troppo lungo, meglio ricordare solo la ricorrenza di oggi: la giornata mondiale contro l’AIDS.

Rispetto alle altre ricorrenze citate, questa giornata ha una particolarità: ci ricorda che stiamo affrontando un problema risolvibile, ma di cui non siamo ancora venuti a capo.

Non sono la persona più indicata per dare suggerimenti: non ho sufficienti competenze in medicina…ma mi fido dei medici e della capacità dell’umanità nel fronteggiare un problema, quando si presenta.

Cosa può fare una singola persona in questi casi? Sicuramente tre cose:

  1. Informarsi di più
  2. Non dare credito a ipotesi alternative
  3. Aiutare chi è in difficoltà

Può sembrare poco, ma è sicuramente un passo in avanti: vi immaginate cosa possono fare oltre sette miliardi di passi in avanti?

Abbi cura dei tuoi ricordi…

Frase di Bob Dylan
Abbi cura dei tuoi ricordi, perchè non puoi viverli di nuovo

Dopo aver dedicato un’articolo a Dario Fo, aspettavo con ansia che su internet apparisse una frase del Premio Nobel per la letteratura 2016, ovvero Bob Dylan.

Tralasciando il fatto che l’immagine – che a me ricorda un quadro pop, come è giusto che sia ricordato un cantante – ritrae l’artista in epoca giovanile, la stessa frase sembra riferirsi al passato.

Abbi cura dei tuoi ricordi, perchè non puoi viverli di nuovo

Un’invito implicito a vivere il presente? Certamente…Ma anche un invito a non dimenticare il passato. I ricordi ci possono aiutare soprattutto nei momenti bui,  facendoci pensare che:

  • Ne abbiamo già passate tante
  • Ci sono stati anche episodi positivi
  • Ciò che allora ci sembrava importante, si è poi rivelato ininfluente

Un simile modo di pensare può aiutarci a vedere il futuro come positivo.

Lettera a Marco Simoncelli – Ciao Sic

 

Ci sono trasmissioni radiotelevisive che ci trasmettono ilarità: tra le più famose in Italia c’è sicuramente Lo zoo di 105.  Alcuni considerano questi programmi demenziali, quindi da evitare per la loro stupidità: io non sono d’accordo.

Dietro un microfono, lo schermo di un computer, il mirino di una macchina fotografica o qualsiasi altro oggetto vogliate voi, c’è comunque una personaI conduttori  gli ascoltatori dello zoo lo hanno dimostrato in special modo il 24 ottobre 2011, dedicando l’apertura alla morte di Marco Simoncelli.

Il mio discorso non riguarda solo la gente di spettacolo, ma tutti noi. A volte, ci concentriamo su un singolo aspetto di una persona, giudicandolo:

  • Alto
  • Magro
  • Scorbutico
  • Solare

Potrei continuare l’elenco all’infinito. Il problema è che spesso ci dimentichiamo che ogni persona è a suo modo complessa e non siamo con lei ventiquattro ore al giorno.Forse, dovremmo imparare tutti a frequentarci un po’ di più.

11 settembre 2001

Locandina del film 11 settembre 2001
11 settembre 2001

Non è la prima volta che analizzo una tragedia attraverso delle immagini: ho molte difficoltà, però, a scrivere dell’attentato alle Torri Gemelle.

Ogni frase che mi viene in mente sembra banale, incompleta, forse anche ingiusta.Penso saremo tutti d’accordo nel dire che è stata un’immane tragedia. Tuttavia, siamo propensi ad aggiungere sempre una nostra considerazione personale.

Questo hanno fatto gli undici registi di altrettanti cortometraggi che compongono la pellicola, come se i realizzatori del filmato completo volessero dire

Io la vedo così

Ricordo ancora con stupore soprattutto una vicenda personale legata a quell’evento. Quell’anno cominciai le lezioni del mio terzo anno universitario il primo lunedì di ottobre. Quando rincontrai i miei compagni di corso, ci confrontammo sugli eventi che vivemmo  in diretta (cosa che i nostri genitori non hanno potuto fare in altre occasioni).

Data la nostra età e il nostro livello culturale (o presunto tale), analizzammo – anche grazie ad un professore – la vicenda sotto il profilo sociale e politico. Rimasi esterrefatto dell’affermazione di una nostra compagna, notoriamente anti-americana, benchè italiana

Hanno fatto bene!

In quel momento, pensai

No, non hanno fatto bene per niente, ma non so come fartelo capire!

Spero che queta mia compagna abbia avuto occasione di vedere il film reclamizzato dalla locandina: capirebbe che – quando si parla di tragedie – bandiere, confini e idee politiche non hanno nessun valore.

Sèisme a l'Italienne

Vignetta di Charlie Ebdo
Penne sauce tomate, Penne gratinées, Lasagnes

Chi segue questo blog avrà notato che non mi occupo mai di politica o di satira: mi occupo di immagini, video e canzoni e del loro significato che hanno per me. Analizzerò la vignetta satirica di Charlie Ebdo sotto questo aspetto: parlarne sotto un altro profilo significherebbe – anche- andare contro ciò che avevo scritto il 9 luglio scorso.

Accostando piatti tipici italiani alle figure di feriti, Charlie Ebdo ironizza sul sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto.Il miglior ristorante  italiano secondo la satira francese –  si chiamerebbe Sèisme a l’Italienne e i migliori piatti del suo menu sarebbero

Penne sauce tomate

Penne gratinées

Lasagnes

Non credo sia necessaria traduzione per capire il significato. Sinceramente, mi aspettavo una reazione di questo tipo:

  1. In quanto giornale satirico che non le manda certo a dire, Charlie Ebdo ha seguito solo la sua linea editoriale
  2. Data la situazione che sta affrondando l’Italia, la sua reputazione all’estero sia come sistema – Paese che come popolo rischia di essere ulteriormente compromessa
  3. È risaputo che all’estero siamo visti come un popolo passionale…e la nostra reazione deve aver ulteriormente alimentato questa percezione

Accecati dalla rabbia, ci siamo dimenticati di considerare Charlie Ebdo per ciò che è: un giornale satirico. Per quanto aggressiva e di dubbio gusto, resta comunque satira: sarebbe bastato guardare la vignetta con più attenzione e meno passione per capire che Charlie Ebdo ha solo seguito la sua linea editoriale.

Un mundo novo

Motto delle Olimpiadi di Rio 2016
Un mundo novo

Diversamente dal solito, stasera non analizzerò frasi o immagini storiche, ma un motto: quello delle Olimpiadi di Rio, che cominceranno stanotte, all’una ora italiana.

Un mundo novo

Anche se so che è facilmente intuibile, la traduzione italiana sarebbe

un mondo nuovo

I motti sono un po’ i precursori degli slogan pubblicitari:

  • Brevi
  • Facilmente memorizzabili
  • Efficaci

A volte, velatamente o meno, sono anche giochi di parole: Rio non fa eccezione. Invertendo fra loro la prima e la seconda parola si ottiene, infatti

Un nuovo mondo

Non occorre certo cercare su internet o fare un grosso sforzo mnemonico  per ricordarsi

I colori seguono lo stesso principio. Io spero di poter vedere l’oro, l’argento e il bronzo sul tricolore e poter dire, parafrasando Marco Civoli

Il cielo è azzurro sopra Rio

 

L'amour plus fort que la haine

L'amour plus fort que la haine
L’amour plus fort que la haine

Nelle ultime ore sono rimasto molto colpito dall’attentato di Nizza. Mi sembrava giusto dedicare – nel mio piccolo – spazio a questa tragedia sul mio blog.

Dopo aver superato quei pochi secondi di sconcerto, ho esclamato “È lei!” quando ho trovato l’immagine di stasera. Non un’immagine qualunque: la copertina del giornale satirico Charlie Hebdo del 9 novembre 2011, primo numero pubblicato dopo la ripresa delle pubblicazioni, sospese a seguito degli attentati.

Un bacio appassionato fra un imam e un vignettista satirico davanti a uno sfondo di macerie sormontato dalla scritta

 L’amour plus fort que la haine

Ammetto di averla tradotta con Google per essere preciso, ma il significato era già comprensibile a prima vista

L’amore più forte dell’odio

Non credo sia necessario analizzarla: credo, piuttosto, che non ci sia nient’altro da aggiungere.

L'Italia è un Paese malato di mente…

L’Huffington Post ha pubblicato oggi un’intervista dal titolo

L’Italia è un Paese malato di mente. Esibizionisti, individualisti, masochisti, fatalisti

in cui lo psichiatra Vittorino Andreoli analizza un paziente molto particolare: l’Italia e gli italiani.

Il medico individua quattro sintomi che accomunano tutti gli italiani:

  • Masochismo nascosto: l’italiano gode nel trattarsi male, ma vuole apparire sempre il migliore in tutto per celare il sintomo
  • Individualismo: l’italiano pensa più a sè stesso (o alla propria famiglia) che agli altri
  • Recita: l’italiano è malato di protagonismo
  • Fede nel miracolo: l’italiano non spera, anzi è sicuro che in un prossimo futuro accadrà qualcosa che risolverà la situazione del paese

Lo ammetto: mi riconosco in almeno la metà dei sintomi…Il che mi fa sentire normale in un Paese anormale.

Quest’intervista può far riflettere molti lettori, che decideranno in coscienza se modificare il proprio comportamento o continuare a vivere come hanno sempre fatto.

 

Maturità 2016…di Arisa

A luglio andrò a vedere un concerto di Arisa: probabilmente, in quei giorni, qualche studente delle superiori dovrà ancora conoscere gli esiti del poprio esame di maturità.

Questa coincidenza mi ha fatto tornare in mente la parodia di Sincerità che – opportunamente storpiata –  diventa un brano umoristico.

Parlando in generale, mi piace molto ridere e scherzare e – sinceramente – invidio chi riesce a creare testi divertenti da situazioni comuni.

Se ci concentriamo sul testo (quello di questo video), chi non si ricorda il proprio esame di maturità? Probabilmente, gli ex liceali rideranno più di chi – come me – ha fatto un altro percorso di studi.

Le ansie sono comunque comuni a tutti gli studenti: normale che scappi un sorriso, una volta che le preoccupazioni sono solo un ricordo!

Tuttavia, cerchiamo di ricordarci anche come abbiamo vissuto noi quei fatidici giorni di maturità: non credo che molti di noi fossero proprio sereni!

"Don't stop me now" dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi

Adoro i Queen, pur non avendo una canzone preferita: non mi piace stilare la classifica dei miei cantanti preferiti.

Navigando sul sito de L’Huffington Post, ho ritrovato questa notizia del 2015

“Don’t stop me now” dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi. La rivelazione in uno studio scientifico

Non c’è dubbio che il ritmo e il testo siano allegri e trasmettano ottimismo.e divertimento. Rispetto alla media di brani più attuali, Don’t stop me now è sicuramente un brano allegro.

Non possiamo negare che ognuno ha il suo cantante e il suo brano preferito. Non importa che sia ottimista o pessimista: l’importante è che ci trasmetta qualcosa. Come dicevo in un altro postciò che conta è il messaggio.

Tutti noi abbiamo la nostra compilation preferita, da cui selezioniamo brani di nostro gusto in base al nostro umore. Abbiamo canzoni per tutte le occasioni:

  • Per svegliarci
  • Per concentrarci
  • Per rilassarci
  • Per ridere
  • Per piangere

Non c’è una classifica musicale o uno studio scientifico che può andare contro al nostro stato d’animoLa nostra percezione è squisitamente personale.

Non diamo molto peso agli studi scientifici: prendiamo del tempo per noi e ascoltiamo la musica che ci va in quel momento.