‘Duets’ è disco di platino

Copertina dell'album "Duets" di Cristina D'Avena
La copertina dell’Album “Duets”

 

Parlare dell’inizio dei saldi, per un blog come questo, sarebbe insensato: per quanto utile all’economia, è solo un aumento degli scambi commerciali a cui siamo abituati ogni anno. Niente che resti nel corso del tempo.

Ecco perché scegliendo la notizia a cui voglio dare risalto oggi ho scelto

‘Duets’ è disco platino

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Il cuoco e la legge del buon cuoco

Primo Piano del cuoco Gualtiero Marchesi
Primo Piano dello chef Gualtiero Marchesi

Sembra strano dover parlare di una morte del cuoco Gualtiero Marchesi in un periodo come questo. Del resto, il legame fra vita e morte resta indissolubile: credo che sia questo il primo messaggio che ci ha lasciato la notizia della scomparsa  del primo cuoco di una certa fama che io ricordi.

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Secondo te, cosa le farebbe piacere?

FerroStiroGrembiuleBraccialePandora
La campagna pubblicitaria Pandora sulla metropolitana di Milano

Visitando questo blog, avrete sicuramente notato come io trovi in un messaggio qualsiasi dei significati ulteriori a quelli espliciti, almeno secondo me.

Tuttavia, quando ho letto la notizia

Regali di Natale, un ferro da stiro o un bracciale? Polemica a Milano sulla pubblicità nel metrò

Sulle pagine del quotidiano La Repubblica non credevo ai miei occhi. In breve: un gruppo di donne dedite al burlesque si è sentita offesa dalla pubblicità Pandora che campeggia nelle stazioni della metropolitana di Milano in questi giorni.

Essendo uomo, forse non sono la persona adatta per commentare, ma ci proverò comunque.

Mi piace immaginare che il pubblicitario abbia letto il mio articolo del 13 novembre scorso, declinando il messaggio agli scopi commerciali. Per come è stato composta, la pubblicità si rivolge ad un pubblico maschile: alzi la mano il primo uomo che non stia pensando in questi giorni ad un regalo per la propria donna, sia essa

  • Sua madre
  • Sua moglie
  • Sua nonna

Provando a declinare lo stesso messaggio per rivolgerlo al pubblico femminile, si potrebbe dire

Un computer, una valigetta, un pigiama, una sciarpa, un Apple Watch

Secondo te cosa gli farebbe piacere?

Spero che la Apple non se la prenda per averla citata nell’esempio: è il primo prodotto che mi è venuto in mente. Non sono un veggente, ma mi piace immaginare che lo spirito cameratesco maschile avrebbe portato tutti a farsi una grassa risata….e magari a scrivere una letterina a Babbo Natale per avere un determinato orologio nuovo.

Ho preso una bella botta, ma tengo duro…

Ho preso una bella botta, ma tengo duro
Le dita della Iena Nadia Toffa fanno il segno di Vittoria sul letto dell’Ospedale San Raffaele di Milano

 

Il titolo del post di oggi non è l’inizio  nè di un aforisma, nè di un proverbio o di una frase qualsiasi, ma le prime parole del messaggio postato su Facebook dalla Iena Nadia Toffa  dalla camera dell’Ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverata a seguito del malore (o la botta, come la chiama lei) che l’ha colpita.

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Politica o spettacolo?

 

Politica o spettacolo?
Politica o spettacolo?

Come era già stato reclamizzato da tempo, oggi è uscito il primo numero con la nuova veste grafica del quotidiano La Repubblica. L’ho sempre considerato un giornale generalista, che non si occupa esclusivamente di politica: è un fatto, non una pubblicità. Resterà comunque un quotidiano che parlerà di politica, spettacolo, cronaca e di attualità in genere, come ha sempre fatto.

La pubblicità – quella vera – l’ha giustamente fatta il quotidiano stesso.

I pochi elementi che la compongono costituiscono un messaggio molto complesso.

Per comprenderla, occorre farsi una domanda, che il copywriter ha voluto provocatoria, scegliendo la frase

Politica o spettacolo?

Beppe Grillo potrebbe essere definito un uomo politico o un uomo di spettacolo, a seconda del contesto in cui lo consideriamo. Una scelta che spetterà di volta in volta ai redattori a seconda del caso, ma anche noi siamo portati a fare quasi ogni giorno una simile distinzione e non solo in relazione a Grillo.

Potrebbe sembrare strano, ma non lo è: tutte le persone possono essere più cose contemporaneamente

  • Un amico può essere anche un collega
  • Uno sconosciuto potrebbe essere anche un compagno di viaggio
  • Un medico potrebbe essere anche parente di un paziente

Sono solo esempi, naturalmente: la lista potrebbe continuare all’infinito.

Al di fuori del contesto pubblicitario e giornalistico, è difficile definire in modo così esatto una persona. Non ci trovo nulla di strano se accade: vi ricordate per caso quando il vostro amico più fraterno è diventato effettivamente tale e non è stato più solamente uno dei tanti? Io stesso non saprei dirvi quando Consolata è passata dall’essere conoscente ad amica.

Non dobbiamo complicarci la vita più di quanto non lo sia già di per sé. Parafrasando ciò che suggerisce Francesco De Gregori in una sua famosa canzone

Prendetela come viene

Analizzare ogni singolo aspetto della vita può essere considerato uno degli scopi di questo blog, non della nostra quotidianità: se così facessimo, perderemmo in spontaneità.

Duets

 

TuttiCantanoCristinaCopertinaAlbum
La copertina dell’Album “Duets”

Il 10 novembre scorso, quando uscì, mai e poi mai avrei immaginato che oggi avrei comprato Duets, il nuovo album di Cristina D’Avena.

La vita, però è imprevedibile: quando leggo una recensione, mi piace andare a controllare se  concordo con il parere dell’autore della recensione.

È bastata la recensione di Domenico Naso pubblicata da Il fatto quotidiano per destare la mia curiosità. Mi è sempre piaciuto andare a controllare se l’oggetto recensito incontrasse i miei gusti oppure no. Considerate l’articolo di oggi una recensione un po’ particolare, per favore.

Non sono andato a controllare tutti gli anni di uscita delle sedici sigle di cartoni animati cantate con altrettanti artisti, alcuni dei quali hanno trovato già spazio in queste pagine. Di certo, l’album è ripercorrere un po’ l’infanzia per chi, come me, ha trascorso gli anni ottanta e novanta a pane, nutella e cartoni animati.

Spesso ci dimentichiamo della nostra infanzia, presi come siamo dal volerci comportare come persone

  • Educate
  • Di successo
  • Rispettabili

a voi scegliere l’aggettivo che più vi piace. Di tanto in tanto, però, è piacevole ritornare bambini: questo potrebbe essere il modo migliore per seguire il consiglio che ci danno molto spesso, quello di lasciarsi andare.

 

 

Bologna, ricca eredità all’amica, ma deve accudire la gatta

Gatta su un tavolo con una zucca - Immagine da Pixabay
Gatta su un tavolo con una zucca – Immagine da Pixabay

Come ho specificato nella didascalia, l’immagine raffigurante una gatta di oggi proviene da Pixabay, perché avrei potuto prendere una qualsiasi fotografia di un gatto per commentare la notizia pubblicata oggi sul sito de La Repubblica

Bologna, 350mila euro e una casa di lusso in eredità all’amica: “Ma devi accudire la mia gatta”

Il titolo è già esplicativo, ma l’articolo va ovviamente più a fondo: l’ereditiera, amica della defunta, avrà diritto all’utilizzo della somma e dell’immobile fino alla morte dell’animale. Se la gatta sopravviverà all’anziana donna, sarà una persona indicata da quest’ultima a beneficiare di quanto stabilito. Gli eredi hanno tentato una causa, ma il testamento è stato giudicato legittimo dal tribunale.

Parafrasando un vecchio proverbio, si potrebbe dire

L’animale è il più fedele amico dell’uomo

Le persone non sono state prese in considerazione: suppongo che ai parenti spetti la cosiddetta legittima. Non ho altri elementi per commentare ulteriormente la vicenda, ma una supposizione mi sembra corretta: se la donna non ha considerato i legittimi eredi testamentari da mortai legittimi eredi testamentari forse non hanno considerato sufficientemente la donna da viva

Basterebbe molto poco per considerare chi ci sta attorno, ma spesso pecchiamo di egocentrismo. Come direbbe Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea

Perché?

Credo sia giunto il momento di andare più a fondo e non limitarsi a rispondere che non ci ascoltiamo abbastanza. Siamo talmente egocentrici che, spesso

  1. Consideriamo il nostro punto di vista quasi scontato
  2. Non pensiamo che gli altri possano avere opinioni diverse
  3. Restiamo spiazzati quando scopriamo che, in realtà, è proprio il contrario

Aggiungerei un punto ulteriore, almeno per il caso raccontato: tra le altre cose, diamo per scontata anche la legge.

Cosa ci potrebbe insegnare questa storia? Forse, a calarsi maggiormente nei panni altrui.

Vorrei farvi un esempio personale: spesso ho ricevuto notizie da persone che – credendo di conoscermi bene – pensavano di farmi un favore. Ovviamente, si sbagliavano…Ma sarebbe bastato molto poco, come qualche domanda in più e maggiore chiarezza, per evitare tanti problemi.

Aldo Biscardi intervistato dalle Iene

Appena ho saputo della morte di Aldo Biscardi, pensavo di volerne commentare solo la notizia.

Ricercando qualche immagine da inserire in questo articolo, ho ascoltato guardato tutto il video che vi propongo

Aldo Biscardi intervistato dalle Iene

Non lo nego: il passaggio che mi piace di più di questa intervista è quello in cui Enrico Lucci chiede al compianto Aldo

La vita ti è piaciuta?

La risposta è talmente secca e decisa che non ho dubbi che Aldo Biscardi sia stato sincero.

Se anche voi vi state ponendo la stessa domanda, ma non riuscite ad essere così pronti oppure avete una risposta diversa, vi invito a riguardare il discorso di Steve Jobs fin quando il passaggio

Mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Certo: mettere in pratica questo concetto non è semplice…ma ne vale la pena.

Bologna, 2 agosto 1980: io non dimentico

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Bologna, 2 agosto 1980: io non dimentico

Il mio post di oggi riguarderà lo stesso argomento di cui parlai un anno fa:

E’ proprio necessario?

Si domanderà qualcuno.

La risposta non può che essere

Sì, lo è

Perché è l’unico giorno in cui vogliamo ricordare una data che tutti vorrebbero dimenticare, ma che è – a suo modo – indimenticabile. Un po’ come la ricorrenza dei morti,  ma in un clima più festoso, in cui il pensiero vaga ricordando le ferie appena trascorse o immaginando quelle che arriveranno fra poco.

Cercare di dimenticare  vorrebbe dire fare finta che l’evento non sia mai accaduto, dando credito ai colpevoli, reali, presunti, coperti o scoperti che siano e screditando la memoria di quei volti che vedete nell‘immagine, agli oltre duecento feriti ed ai parenti che ancora oggi protestano per avere giustizia.

Per questo anche io voglio dire oggi

Io non dimentico

 

Ci sono 4 grandi differenze tra estroversi e introversi

Ieri sera L’Huffington Post ha pubblicato un interessante articolo sulle differenze scientifiche fra introversi ed estroversi

Ci sono 4 grandi differenze tra estroversi e introversi (lo dice la scienza)

Scientificamente, posso anche essere d’accordo: giusto che l’uomo si interroghi sui vari perché della vita. Non credo, però, che l’argomento possa esaurirsi a questo livello.

Quello che spesso la scienza dimentica nelle proprie analisi è che:

  1. Ognuno di noi è solo uno dei sei miliardi di individui che compongono la popolazione terrestre
  2. Ogni persona è collegata ad altri individui
  3. Gli esperimenti fatti coinvolgono solo una piccola parte dell’umanità

Introversione o l’estroversione, inoltre, sono solo una componente di ciò che è il nostro carattere e non sempre spiccano tra le altre peculiarità.

Quante persone ho conosciuto in vita mia che mi sembravano socievoli e comprensive, nel tempo rivelatesi poi non così predisposte nei miei confronti? Non lo so, ho perso il conto. Comunque, credo che una cosa del genere sia capitata ad ognuno di noi, almeno una volta.

Una persona comune può fare solo una cosa per capire se un suo simile è qualcuno con cui trascorrere piacevolmente del tempo con lui: frequentarlo per un po’, domandando e domandandosi cosa li accomuna e cosa no.

Sembra essere uno studio, lo so: ma è solo un invito ad essere più aperti con gli altri e – contemporaneamente – guardarsi dentro.