Perchè dovremmo smetterla di stereotipare le persone

Che i Social Network possano essere usati per condividere pubblicità è cosa nota, così come è noto che la pubblicità sia fatta per vendere o per raccogliere sostenitori, come nel caso della politica o della Pubblicità Progresso.

La domanda che mi pongo e che vi pongo stasera è

La pubblicità commerciale può anche far riflettere?

Se ci limitiamo all’Italia, fatico a ricordare uno spot commerciale che sia riuscito in questo intento. Probabilmente, non sono l’unico ad avere questa difficicoltà, visto che La Repubblica ha pubblicato sul suo sito e sulla sua pagina Facebook la pubblicità della televisione pubblica danese.

Inoltre, il video è stato condiviso anche dalla Pagina Psicologia applicata, segno che anche gli psicologi trovano in questo spot un messaggio che va ben oltre i fini commerciali.

Gli indizi raccolti fin qui, mi duole dirlo, mi portano alla conclusione che probabilmente  noi italiani siamo troppo legati ai preconcetti dettati da varie motivazioni

  • Insegnamenti
  • Vita vissuta
  • Credenze

Tutte cose giuste fino a quando non ci scontriamo con la realtà dei fatti. Inoltre, ci dimentichiamo una cosa importante: una persona è molto di più di quanto ci possa apparire a prima vistaIn Germania se lo ricordano bene: c’è stato un tizio che ha ammazzato sei milioni di persone e ha condannato a morte  settantotto milioni di suoi connnazionali.

Buffo a dirsi, quella stessa persona ha usato per i suoi scopi la pubblicità, sfruttando il fatto che la gente non è abituata a riflettere.

 

Giuseppe Pinelli: 21 ottobre 1928 – 15 dicembre 1969

Fotografia dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Giuseppe Pinelli in una fotografia con la famiglia

Questa sera mi trovo – forse per la prima volta – a parlare di una fotografia: non una mia fotografia, ma una vecchia foto di famiglia, di quelle che si possono trovare in un album ingiallito finito nella soffitta di casa.

L’uomo nella fotografia potrebbe essere sconosciuto ai più, ma  il suo nome se lo ricordano tutti: Giuseppe Pinelli, morto in questura pochi giorni dopo la strage di Piazza Fontana. Sicuramente due eventi talmente tragici da far cantare ai Modena City Ramblers, ben ventiquattro anni dopo

Ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze

E anarchici distratti cadere giù dalle finestre

Segno che il passato non si dimentica. Non importa il credo religioso o politico: i morti sono tutti uguali. Così come non ho dimenticato Pinelli, non ho dimenticato nemmeno il Commissario Calabresi. Mi spiace non aver dedicato qualcosa a quest’uomo nell’anniversario della sua morte: rimedierò l’anno prossimo…te lo prometto, Mario.

 

Giornata mondiale contro l'Aids

 

Il fiocco rosso simbolo dell'AIDS tra le mani di una donna
Oggi è la giornata mondiale contro l’AIDS

Ci sono ricorrenze che aspetti con ansia, come il Natale, ed altre che non vorrebbero arrivassero mai:

L’elenco è troppo lungo, meglio ricordare solo la ricorrenza di oggi: la giornata mondiale contro l’AIDS.

Rispetto alle altre ricorrenze citate, questa giornata ha una particolarità: ci ricorda che stiamo affrontando un problema risolvibile, ma di cui non siamo ancora venuti a capo.

Non sono la persona più indicata per dare suggerimenti: non ho sufficienti competenze in medicina…ma mi fido dei medici e della capacità dell’umanità nel fronteggiare un problema, quando si presenta.

Cosa può fare una singola persona in questi casi? Sicuramente tre cose:

  1. Informarsi di più
  2. Non dare credito a ipotesi alternative
  3. Aiutare chi è in difficoltà

Può sembrare poco, ma è sicuramente un passo in avanti: vi immaginate cosa possono fare oltre sette miliardi di passi in avanti?

Abbi cura dei tuoi ricordi…

Frase di Bob Dylan
Abbi cura dei tuoi ricordi, perchè non puoi viverli di nuovo

Dopo aver dedicato un’articolo a Dario Fo, aspettavo con ansia che su internet apparisse una frase del Premio Nobel per la letteratura 2016, ovvero Bob Dylan.

Tralasciando il fatto che l’immagine – che a me ricorda un quadro pop, come è giusto che sia ricordato un cantante – ritrae l’artista in epoca giovanile, la stessa frase sembra riferirsi al passato.

Abbi cura dei tuoi ricordi, perchè non puoi viverli di nuovo

Un’invito implicito a vivere il presente? Certamente…Ma anche un invito a non dimenticare il passato. I ricordi ci possono aiutare soprattutto nei momenti bui,  facendoci pensare che:

  • Ne abbiamo già passate tante
  • Ci sono stati anche episodi positivi
  • Ciò che allora ci sembrava importante, si è poi rivelato ininfluente

Un simile modo di pensare può aiutarci a vedere il futuro come positivo.

Lettera a Marco Simoncelli – Ciao Sic

 

Ci sono trasmissioni radiotelevisive che ci trasmettono ilarità: tra le più famose in Italia c’è sicuramente Lo zoo di 105.  Alcuni considerano questi programmi demenziali, quindi da evitare per la loro stupidità: io non sono d’accordo.

Dietro un microfono, lo schermo di un computer, il mirino di una macchina fotografica o qualsiasi altro oggetto vogliate voi, c’è comunque una personaI conduttori  gli ascoltatori dello zoo lo hanno dimostrato in special modo il 24 ottobre 2011, dedicando l’apertura alla morte di Marco Simoncelli.

Il mio discorso non riguarda solo la gente di spettacolo, ma tutti noi. A volte, ci concentriamo su un singolo aspetto di una persona, giudicandolo:

  • Alto
  • Magro
  • Scorbutico
  • Solare

Potrei continuare l’elenco all’infinito. Il problema è che spesso ci dimentichiamo che ogni persona è a suo modo complessa e non siamo con lei ventiquattro ore al giorno.Forse, dovremmo imparare tutti a frequentarci un po’ di più.

11 settembre 2001

Locandina del film 11 settembre 2001
11 settembre 2001

Non è la prima volta che analizzo una tragedia attraverso delle immagini: ho molte difficoltà, però, a scrivere dell’attentato alle Torri Gemelle.

Ogni frase che mi viene in mente sembra banale, incompleta, forse anche ingiusta.Penso saremo tutti d’accordo nel dire che è stata un’immane tragedia. Tuttavia, siamo propensi ad aggiungere sempre una nostra considerazione personale.

Questo hanno fatto gli undici registi di altrettanti cortometraggi che compongono la pellicola, come se i realizzatori del filmato completo volessero dire

Io la vedo così

Ricordo ancora con stupore soprattutto una vicenda personale legata a quell’evento. Quell’anno cominciai le lezioni del mio terzo anno universitario il primo lunedì di ottobre. Quando rincontrai i miei compagni di corso, ci confrontammo sugli eventi che vivemmo  in diretta (cosa che i nostri genitori non hanno potuto fare in altre occasioni).

Data la nostra età e il nostro livello culturale (o presunto tale), analizzammo – anche grazie ad un professore – la vicenda sotto il profilo sociale e politico. Rimasi esterrefatto dell’affermazione di una nostra compagna, notoriamente anti-americana, benchè italiana

Hanno fatto bene!

In quel momento, pensai

No, non hanno fatto bene per niente, ma non so come fartelo capire!

Spero che queta mia compagna abbia avuto occasione di vedere il film reclamizzato dalla locandina: capirebbe che – quando si parla di tragedie – bandiere, confini e idee politiche non hanno nessun valore.

Sèisme a l'Italienne

Vignetta di Charlie Ebdo
Penne sauce tomate, Penne gratinées, Lasagnes

Chi segue questo blog avrà notato che non mi occupo mai di politica o di satira: mi occupo di immagini, video e canzoni e del loro significato che hanno per me. Analizzerò la vignetta satirica di Charlie Ebdo sotto questo aspetto: parlarne sotto un altro profilo significherebbe – anche- andare contro ciò che avevo scritto il 9 luglio scorso.

Accostando piatti tipici italiani alle figure di feriti, Charlie Ebdo ironizza sul sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto.Il miglior ristorante  italiano secondo la satira francese –  si chiamerebbe Sèisme a l’Italienne e i migliori piatti del suo menu sarebbero

Penne sauce tomate

Penne gratinées

Lasagnes

Non credo sia necessaria traduzione per capire il significato. Sinceramente, mi aspettavo una reazione di questo tipo:

  1. In quanto giornale satirico che non le manda certo a dire, Charlie Ebdo ha seguito solo la sua linea editoriale
  2. Data la situazione che sta affrondando l’Italia, la sua reputazione all’estero sia come sistema – Paese che come popolo rischia di essere ulteriormente compromessa
  3. È risaputo che all’estero siamo visti come un popolo passionale…e la nostra reazione deve aver ulteriormente alimentato questa percezione

Accecati dalla rabbia, ci siamo dimenticati di considerare Charlie Ebdo per ciò che è: un giornale satirico. Per quanto aggressiva e di dubbio gusto, resta comunque satira: sarebbe bastato guardare la vignetta con più attenzione e meno passione per capire che Charlie Ebdo ha solo seguito la sua linea editoriale.

Un mundo novo

Motto delle Olimpiadi di Rio 2016
Un mundo novo

Diversamente dal solito, stasera non analizzerò frasi o immagini storiche, ma un motto: quello delle Olimpiadi di Rio, che cominceranno stanotte, all’una ora italiana.

Un mundo novo

Anche se so che è facilmente intuibile, la traduzione italiana sarebbe

un mondo nuovo

I motti sono un po’ i precursori degli slogan pubblicitari:

  • Brevi
  • Facilmente memorizzabili
  • Efficaci

A volte, velatamente o meno, sono anche giochi di parole: Rio non fa eccezione. Invertendo fra loro la prima e la seconda parola si ottiene, infatti

Un nuovo mondo

Non occorre certo cercare su internet o fare un grosso sforzo mnemonico  per ricordarsi

I colori seguono lo stesso principio. Io spero di poter vedere l’oro, l’argento e il bronzo sul tricolore e poter dire, parafrasando Marco Civoli

Il cielo è azzurro sopra Rio

 

L'amour plus fort que la haine

L'amour plus fort que la haine
L’amour plus fort que la haine

Nelle ultime ore sono rimasto molto colpito dall’attentato di Nizza. Mi sembrava giusto dedicare – nel mio piccolo – spazio a questa tragedia sul mio blog.

Dopo aver superato quei pochi secondi di sconcerto, ho esclamato “È lei!” quando ho trovato l’immagine di stasera. Non un’immagine qualunque: la copertina del giornale satirico Charlie Hebdo del 9 novembre 2011, primo numero pubblicato dopo la ripresa delle pubblicazioni, sospese a seguito degli attentati.

Un bacio appassionato fra un imam e un vignettista satirico davanti a uno sfondo di macerie sormontato dalla scritta

 L’amour plus fort que la haine

Ammetto di averla tradotta con Google per essere preciso, ma il significato era già comprensibile a prima vista

L’amore più forte dell’odio

Non credo sia necessario analizzarla: credo, piuttosto, che non ci sia nient’altro da aggiungere.

L'Italia è un Paese malato di mente…

L’Huffington Post ha pubblicato oggi un’intervista dal titolo

L’Italia è un Paese malato di mente. Esibizionisti, individualisti, masochisti, fatalisti

in cui lo psichiatra Vittorino Andreoli analizza un paziente molto particolare: l’Italia e gli italiani.

Il medico individua quattro sintomi che accomunano tutti gli italiani:

  • Masochismo nascosto: l’italiano gode nel trattarsi male, ma vuole apparire sempre il migliore in tutto per celare il sintomo
  • Individualismo: l’italiano pensa più a sè stesso (o alla propria famiglia) che agli altri
  • Recita: l’italiano è malato di protagonismo
  • Fede nel miracolo: l’italiano non spera, anzi è sicuro che in un prossimo futuro accadrà qualcosa che risolverà la situazione del paese

Lo ammetto: mi riconosco in almeno la metà dei sintomi…Il che mi fa sentire normale in un Paese anormale.

Quest’intervista può far riflettere molti lettori, che decideranno in coscienza se modificare il proprio comportamento o continuare a vivere come hanno sempre fatto.