Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

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Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

Non so quale tipo di tuffo stia eseguendo il ragazzo che si è appena lanciato da un masso sul lago rappresentato in questa foto ma, per i miei standard, siamo ai limiti del base jumping.

Cosa c’entra con la frase in primo piano?

Tre cose nella vita: insisti, resisti e conquista

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I didn't change. You just never knew me.

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Non sono cambiato. Semplicemente non mi avete mai conosciuto

Non è strano, per me, parlare in inglese: ricordo con piacere le tre vacanze-studio trascorse ad Exeter, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, dal 1996 al 1998.

Ecco perchè questa sera, su Facebook, ho scelto la versione originale della frase che leggete

I didn’t change. You just never knew me

La traduzione sarebbe grossomodo

Non sono cambiato. Semplicemente non mi avete mai conosciuto

Pochi hanno voluto conoscermi veramente: forse l’ansia influenza negativamente il mio carattere. Chi riesce ad andare oltre il muro di questo stato psicologico, ha modo di conoscere una persona che si fa in quattro per gli altri e – se non basta – persino in otto. In cambio, questa persona chiede solo un po’ di affetto. Una mia amica di nome Paola questo lo sa bene…

Mi piacerebbe incontrare di nuovo persone che mi hanno conosciuto in passato, magari durante Ragioneria: avrebbero modo di apprezzarmi come persona. Ho sempre avuto un carattere adatto a relazionarsi con le persone più mature, non con gli adolescenti.

Citando una canzone di Ligabue, per me una coppia è già una folla…ma nelle relazioni uno a uno non mi batte nessuno. Basta poco per conoscermi veramente:

  • Non mettermi ansia
  • Non giudicarmi
  • Lasciarmi tempo

 

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

 

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È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

Non sono un seguace di Anthony Robbins e della PNL: oggi ho scelto questa frase per prendere un po’ in giro (nel mio piccolo) questo sedicente guru:

È nel momento delle decisioni che si plasma il tuo destino

Anzichè parlare subito di decisioni, io parlerei prima di scelte. Nonostante sosteniamo spesso di non avere scelta, raramente ciò accade veramente. Farò solo quattro esempi, ma potrei stilare un elenco infinito

  • Possiamo scegliere di agire o non agire
  • Possiamo scegliere di ascoltare una persona oppure no
  • Possiamo scegliere di continuare una strada o cambiare direzione
  • Potete scegliere di continuare a leggere questo post oppure no

Credo sia nel momento della scelta che si plasmi una parte del nostro destino: non prima, non dopo. Successivamente, saremo influenzati dalla determinazione con cui cerchiamo di raggiungere un obiettivo: più è forte la determinazione, meno saranno difficili gli ostacoli da superare. Per dirla brevemente, Robbins ha saltato un passaggio…ma non solo.

A meno che siate degli eremiti che passano il tempo su un altopiano nella posizione del lotoogni giorno incontrerete varie persone.  Vorrei farvi una domanda

Come saranno influenzate le altre persone dalla vostra decisione?

Direi che di questo ne parleremo domani…

 

La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

VitaSensoDesiderio
La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Ogni tanto, anche io sono preso da domande filosofiche:

  • Chi siamo?
  • Dove andiamo?
  • ….? (sostituite i puntini con qualunque domanda vi venga in mente)

Mi accade quano la vita mi appare vuota, senza grosse novità all’orizzonte. La frase di stasera ben riassume il concetto

La vita ha un senso solo se abbiamo ancora un sogno che ci fa desiderare il domani

Per lungo tempo, le mie giornate mi sono sembrate tutte uguali: il lavoro, il tempo libero scrivendo o facendo fotografie, i week-end trascorsi in Valtellina dalla mia famiglia. Le giornate divertenti erano come la pubblicità su un film in DVD: praticamente inesistenti. Inutile dire che la domanda che mi tartassava ogni notte era:

Ma che cavolo vivo a fare?

Ora, per fortuna, ho molte cose che mi tengono occupato:

  • La fotografia: proprio un’ora fa sono rientrato a casa da una gita fotografica con il mio amico Fabio
  • La scrittura: se non scrivo un post ogni sera mi sento agitato
  • Le passeggiate: dicono che lo sport fa bene al fisico. Io non sono ancora dimagrito di un grammo, ma di sicuro l’umore è migliorato tanto

Contrariamente a quanto si dice nell’immagine, non posso dire che siano il mio sogno (che, francamente, non ho ancora capito quale sia). Tuttavia, sono un pieno di benzina per affrontare il domani.

Le cose che scrivo qui, quelle che scrivo per Consolata, le fotografie…Prese singolarmente possono sembrare insignificanti, soprattutto se viste dall’esterno. Eppure sono una parte di me stesso….Quella che, spesso, non riesco ad esprimere durante il lavoro o nei miei rapporti con gli altri.

Non so perché accade: c’entra sicuramente la mia timidezza, ma credo ci sia anche altro. Ne parlerò con la mia psicanalista domani.

Credo che la vita sia simile ad un puzzle: per apprezzare l’immagine finale, dobbiamo ricomporre tutti i pezzi.

 

Questa sera, voglio lasciarvi quest’augurio: che possiate ricomporre la vostra immagine.

È vero che ho la testa dura…Ma ho un cuore infinito per chi amo

TestaDuraCuoreInfinito

L’immagine di stasera proviene dal profilo Facebook di un mio amico, che l’ha condivisa: non so chi l’abbia realizzata, ma mi descrive talmente bene che ho deciso di dedicarci il post di Pasqua.

Il messaggio è talmente chiaro che mi sembra quasi inutile riscriverlo, ma lo faccio comunque

È vero che ho la testa dura, ma ho un cuore infinito per chi amo

Avere la testa dura non è certo un complimento. A me non è mai stata rivolta una frase così. La gente che mi odiava (e ce n’è stata molta) preferiva usare altri termini: il più gettonato era mongolo, inteso come affetto dalla sindrome di DownInutile dire che mi faceva soffrire molto.

A causa di una bassa autostima e di una forte ansia (che sto cercando di curare con la psicoanalisi) i miei risultati lavorativi e sociali sono spesso al di sotto delle aspettative.   Sul lavoro, cerco di compensare questi miei difetti con l’impegno: purtroppo, a volte non è sufficiente, ma di sicuro nessuno mi ha mai detto che sono un lavativo. Nei rapporti affettivi ho il difetto di essere timido. Di una cosa, però, sono sicuro: ci metto il cuore.

Potrei raccontarvi tanti aneddoti di come l’ho dimostrato. Per brevità, permettetemi di fare una battuta: se un giorno vi troverete in difficoltà, non stupitevi troppo se vi farò una sorpresa….

Fuori

Vorrei farvi una domanda: quante volte vi hanno detto di essere fuoriIo, ormai, non le conto più. Fino a pochi anni fa, mi offendevo ogni volta che me lo dicevano, perché pensavo: “Se per lui sono fuori, significa che sono matto, diverso o stupido!” e non sapevo come ribattere.

La mia psicanalista sta impiegando un bel po’ di tempo per sradicare questo pensiero dalla mia testa. Questa canzone dei Nomadi è un bel toccasana per la mia autostima quando si affaccia questo pensiero.

Penso a varie persone che ho conosciuto. Potrei parlare lungamente di ognuno di loro ma, alla fine, si possono ridurre le mie conoscenze a tre categorie:

  • Conformisti: avete presente le persone che seguono per filo e per segno le regole? I conformisti sono loro! Se ci fossero solo loro, non ci sarebbero reati di qualunque tipo, ma non conosceremmo il progresso. Un tempo facevo parte anch’io di questa categoria: fortunatamente, ne sto uscendo.
  • Pazzi cattivi: non sto parlando di persone clinicamente disturbate .Per loro provo rispetto e compassione: sono state sfortunate e devono subire molte ingiustizie dalla vita. Parlo di quei pazzi che hanno reso questo mondo un posto peggiore: dittatori, violentiladri ricchi (ricordate  Tangentopoli? Prima o poi, li avrebbero presi, ma loro hanno continuato imperterriti) e via discorrendo
  • Pazzi buoni: loro sono quelli che, citando Steve Jobs, fanno progredire l’umanità.

Nonostante ciò che dicono gli altri, io mi sento un conformista,  spero di riuscire a diventare un Pazzo buono, un giorno o l’altro.

 

 

Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre

BrandonLeeCorvo

Negli ultimi giorni siamo stati colpiti da un grave lutto a causa degli attentati di Bruxelles, la Capitale d’Europa che ho visitato quest’estate.

Dopo alcune incertezze, ho deciso di dedicare questo post alle vittime ed ai loro famigliari senza fare considerazioni politiche o militari.

Per farlo, ho scelto la frase con cui si chiude il film  Il Corvo con Brandon Lee :

Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre

Fino a quando non siamo toccati personalmente dalla morte di qualcuno che ci è caro, non possiamo sapere come reagiremo, nè nell’immediato, nè a lungo termine.

Io ho sperimentato sulla mia pelle questa sensazione due volte:

  • Nel 2001, quando morì mio nonno materno: il giorno del  funerali piansi tutte le mie lacrime ed i miei singhiozzi sovrastavano il canto del coro
  • Nel 2011, quando morì mia nonna materna: in quell’occasione tenni un comportamento più compassato, ma non per questo meno triste

Anche se ora sono passati anni, non passa giorno in cui non mi ricordo qualche accadimento del tempo trascorso con loro. Non vi farò un lungo elenco: vi è sufficiente sapere che – ogni volta che accade – ho un sorriso strano, quasi dolce per l’amore che provo e al contempo rammaricato per un tempo che non torna più.

Auguro ai famigliari delle vittime di Bruxelles, una volta elaborato il lutto, di avere lo stesso sorriso che ho io in quei momenti.

 

Per la vittoria non basta il talento….

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La passione per i mass-media, la comunicazone e lo sport (da spettatore) mi hanno portato a vedere gli sportivi come dei superuomini: persone che riuscivano ad andare avanti (nello sport come nella vita) nonostante tutto. Purtroppo, le varie vicende di doping degli ultimi anni hanno incrinato questa mia visione: ci sono persone che barano.

Fortunatamente, ci sono state persone come Pietro Mennea, che non solo ha rifiutato il doping, ma ha anche affermato

Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita.

Parlando con molta gente, negli ultimi anni mi sembra che lo spirito di sacrifcio si sia generalmente affievolito, forse fiaccato da una crisi economica  cominciata per una sorta di doping finanziario voluta dai potenti magnati,  e che ha lasciato la gente comune disillusa.

Certo:la situazione non aiuta a sperare. A volte, anche io mi sento sul punto di crollare: è anche per questo che sono entrato in psicanalisi. Fortunatamente, sto riusciendo a risollevarmi a poco a poco.

Cosa c’entrano

  • Sport
  • Psicanalisi
  • Sacrificio
  • Crisi Economica

fra loro?

Potremmo dire che Sport, Psicanalisi e Crisi Economica sono accomunate dal Sacrificio:

  • Se non mi alleno, non posso sperare di vincere la medaglia d’oro alle prossime olimpiadi
  • Come dico sempre, la psicanalisi è un po’ come lotrtare con sè stessi
  • Il sacrificio è una cosa che accomuna molti di noi
  • Quanti sacrifici avete fatto negli ultimi anni?

Lo so: i risultati sembrano molto lontani. Quando, però, sento che sto per mollare, mi basta confrontarmi con gli amici: mi aiuta a valutare certi miei errori.

 

 

Non sono le grandi promesse ma le piccole attenzioni…

GrandiPromessePiccoleAttenzioni

Un piccolo incidente di percorso mi ha obbligato a cambiare l’immagine di questa sera all’ultimo momento. Comunque, la frase è la stessa, ed è ciò che conta:

Non sono le grandi promesse ma le piccole attenzioni che ti fanno capire di poter contare su una persona

Mi piace il fatto che questa frase sia senza autore: non è necessario che elogi una persona, magari già grande di suo, cercando di trovare qualcosa di innovativo da dire. È una frase così bella, filosofica ed eterea che potrebbe averla detta solo una grande guida spirituale.

Senza autore non è sinonimo di anonima, in questo caso. Chi non ha mai fatto delle grandi promesse in vita sua?  Chi è riuscito a mantenerle tutte?

Ammetto che mi sento molto avvilito quando:

  • Qualcuno non ha mantenuto una promessa fatta
  • Io stesso non sono riuscito a mantenere una grande promessa fatta

Per fortuna, salvo rare eccezioni, sono una persona che perdona abbastanza facilmente. Mi basta un gesto o un messaggio di scuse sincere per farmi passare la rabbia: peccato che abbia ricevuto poche scuse per le mancanze subite, mentre io credo di essermi sempre scusato…Comunque sia, questo è un altro discorso.

Ciò che mi manca veramente sono le piccole attenzioni: una telefonata per sentire come sto, un invito a cena, quattro chiacchiere per strada. Anch’io trascuro spesso certe piccole attenzioni con gli altri: mi sento così in colpa che non so come scusarmi con loro. È per non sentirmi così male che cerco di fare tutto il possibile per loro. Alzare il telefono per scusarmi mi costa una grande fatica: non è per orgoglio,ma per il suo esatto opposto. Secondo il vocabolario, si tratta di modestia. Io non sono d’accordo: forse si tratta di codardia e timidezza mescolate insieme.

Spero riusciate a perdonarmi anche così…

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai…

AmoSolitariBukowski

 

Ho sempre amato questa frase di Charles Bukowski:

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l’anima in fiamme.

Sono cresciuto in un ambiente molto chiuso e ansiogeno, forse perché i miei genitori sono ansiosi e sono cresciuti a loro volta in un ambiente culturale molto legato alle tradizioni: la cultura contadina  italiana anni cinquanta. Qualunque cosa al di fuori di questo schema era sbagliato e da criticare

Ho scoperto il mondo in due modi:

  • Confrontandomi con altri
  • Leggendo molto

Quando lessi Post Officescoprii che le regole formali con cui ero stato educato non erano tutte giuste: se fossi riuscito maggiormente a trasgredirle, forse ora avrei una maggiore autostima.

Fortunatamente, sono sempre stato una persona curiosa del mondo che mi circonda: mi piace conoscere le cose e confrontarmi con gli altri. Se una persona non mi insulta apertamente, può parlare con me di ciò che vuole.

Grazie a questa mia caratteristica ho potuto confrontarmi con molte persone, sia al lavoro che fuori. Le persone più interessanti che ho conosciuto sono quelle più informali, che cercando di essere sé stesse nonostante tutto. Non trasgrediscono la legge, sono educate e anche istruite, ed hanno capito una cosa molto tempo prima di altri, me incluso:

Credo che ci siano solo due cose per capire veramente il mondo e vivere sereni:

  1. Capire che le regole formali non sono la legge
  2. Lasciarsi andare…almeno quando è possibile