Intro: il bello d'esser brutti

Il titolo della canzone scelta per questo post e quello del relativo album possono avere un significato oscuro se ci si lascia trarre in inganno dai pregiudizi. J-Ax non è tra i miei cantanti preferiti, ma trovo molto bella questa canzone: rispecchia molto anche me stesso.

Al primo ascolto, il titolo  ed il fatto che sia la prima traccia dell’album il bello d’esser brutti mi avevano disorientato: mi sarei aspettato un breve brano esclusivamente strumentale (come, del resto, avevo scritto nella mia recensione su ciao.it), invece si tratta di una vera e propria canzone.

L’accompagnamento non è assolutamente Rap ed il testo sembra un racconto autobiografico molto triste, quasi un diario. Il video che vedete, poi, mi ha emozionato ancora di più. Mi considero milanese d’adozione. Ho viaggiato tanto, ma mai come a Milano mi sento a casa: da fotografo, potrei dire che è il mio set preferito. Da circa un anno, inoltre, faccio il percorso dall’ufficio a casa camminando: una passeggiata di sette chilometri.

A parte questo, cosa c’entra con questo blog? Molto più di quanto si possa immaginare. A tutti può capitare un brutto periodo che ci costringe a ricominciare da zero. Non è facile, ma dobbiamo farlo: non ci sono molte alternative! È capitato anche a me: lasciate che vi racconti….

Circa due anni fa, ebbi dei problemi che mi portarono a bussare alla porta della mia attuale psicanalista. Quel giorno non potevo saperlo, ma oggi posso affermare con certezza che sdraiarmi sul lettino è stato come ricominciare da meno di zero.

Non vi sto incitando a consultare un terapeuta: dovete farlo solo se ne siete convinti. Ricordate, però, che tutti noi abbiamo delle risorse che ci possono aiutare in caso di bisogno. Se vi sembra che le persone che conoscete (amici, parenti, conoscenti, colleghi…) non vi capiscono, trovate del tempo per guardarvi dentro. Non serve necessariamente uno psicologo: è sufficiente che vi dedichiate un po’ di più a voi stessi, lasciando gli altri fuori dalla porta, anche solo per venti minuti al giorno.