Rehab

 

 

Sono già trascorsi sei anni da quando Amy Winehouse ci ha lasciati entrando a far parte del 27 Club. Nel 2011, giusto in queste ore, la stavamo piangendo.

Basta leggere il testo di Rehab per capire che, forse, Amy aveva già deciso di morire cinque  anni prima, nonostante amici e parenti gli consigliassero di disintossicarsi. Forse nemmeno lei se ne rendeva conto, ma è così.

Non ho mai conosciuto nessuno che riconoscesse di avere seri problemi. La frase che mi sono più spesso sentito dire è stata

È solo un momento no: passerà

Senza per forza arrivare all’estrema conseguenza della morte, ci sono periodi in cui quel momento no sembra durare tanto, troppo tempo. Pochi toccheranno il fondo e grideranno a tutti

Ho bisogno di aiuto

Questo è uno di motivi principali per il quel esiste l’amicizia: aiutare l’amico facendo la cosa più giusta per il suo bene in quel momento, anche se lui non è d’accordo. In altre parole, dovremmo fare l’esatto contrario di ciò che suggerisce Amy nella sua canzone.

So bene di cosa parlo. Ricordo esattamente il giorno in cui mio fratello, con la scusa di un invito a cena, mi costrinse a cominciare quel percorso psicoanalitico che mi sta portando sempre più coraggio e a conoscermi sempre di più. Ci sono giorni in cui vorrei mollare tutto, ma poi mi ricordo al strada percorsa fin qui e, allora, riprendo con ritrovata energia.

La finta perfezione

Mi scuso con chi vorrà vedere il video di stasera: non sono riuscito a trovare una versione migliore su youtube. Se volete vederlo meglio, vi consiglio di visitare la pagina Facebook Linfa vitale.

Il titolo è molto esplicativo

La finta perfezione

Le immagini che scorrono ci mostrano utenti dei Social Network intenti a mostrarsi al meglio della loro forma, ma ciò che non vediamo mostrerebbe un’altra realtà.

Se, un tempo, questo giochetto era buono per un servizio su un rotocalco femminile (e per vendere più cosmetici), ora sembriamo tutti presi dalla smania di mostrarci in forma smagliante. Io e pochi altri sembriamo sempre pronti per andare a dormire, piuttosto che prepararci nei minimi dettagli anche quando andiamo in ufficio.

Stiamo forse tutti aspirando ad una carriera in passerella? Non credo: data l’età media italiana, molta gente sarebbe  fuori quota, oltre che fuori forma.

Anche se è giusto mostrarsi al meglio delle proprie possibiità ed un bell’aspetto aiuta sicuramente a fare colpo, ciò che conta è ciò che siamo realmente: una persona dotata di un minimo di spirito critico vi smaschererà dopo poco tempo. Un modo per vedere come sia una persona nella vita di tutti i giorni c’è, ma lo usiamo poco: andiamo a trovarlo d’improvviso a casa sua, anche solo per farci offrire un caffè…ma mi raccomando: non mettetevi in tiro.

 

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

 

La comicità può essere vista anche come un modo per far riflettere sulle condizioni del mondo odierno e le cose che non vanno nella vita di ognuno di noi: è più semplice dire qualcosa ridendo che con il viso preoccupato.

E’ quanto hanno fatto John Landis e John Belushi molte volte, anche in Animal House inserendo la famosa battuta

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

Occorrerebbe vedere quasi tutto il film per capire quanto sia vera questa frase: è sinonimo di non arrendersi mai.

A volte abbiamo bisogno di tempo per (ri)organizzarci, ma non possiamo stare fermi con le mani in mano troppo a lungo. Dopo vari tentativi, è giusto cambiare strada, meditando prima il da farsi.

È quello che sto facendo io in questo periodo: la mia psicanalista non sarà molto contenta quando mi rivedrà a settembre. I tentativi fatti finora non sono stati proficui.

Dovremmo prendere esempio dalla luna: ogni mese si rigenera. Il sole non è da prendere come punto di riferimento: non si arrende mai, difatti è presente anche quando non lo vediamo, come nei giorni di pioggia. Del resto, anche in Animal House tutto è preceduto da una riunione dei componenti della confraternita Delta.

 

 

 

Fantozzi e il biliardo

Questa mattina avevo già pubblicato lo spoiler dell’articolo che avrei scritto oggi sulla mia pagina Facebook, quando l’ANSA ha rilanciato la notizia della morte di Paolo Villaggio.

Il modo migliore di omaggiarlo è parlare della mia scena preferita di uno dei suoi tanti film con protagonista il ragionier Ugo Fantozzi: quella della mitica partita a biliardo contro il Direttore  della Megaditta Conte  Diego Catellani.

Chi non ha mai sognato di battere il proprio capo in uno sport in cui quest’ultimo dice di eccellere, magari facendo un colpo che possa ricordare un triplo filotto reale ritornato con pallino?

Credo tanti di noi….Pazienza, poi, se ciò avrà ripercussioni. Se è vero che tutti hanno diritto al proprio quarto d’ora di celebrità, è anche vero che tutti noi abbiamo diritto di essere rispettati come persone.

La saga di Fantozzi ha più di un punto in comune con la vita reale: spesso cerchiamo la rivalsa dalle frustrazioni del lavoro in un hobby o in uno sport.

Questo è l‘errore che commettiamo più frequentemente: già il Barone De Coubertin ci ha insegnato che

L’importante non è vincere, ma partecipare

Eppure tutti noi ci comportiamo come un qualsiasi Fantozzi:

  • Agognando ad una posizione sociale più elevata
  • Volendo eccellere in un campo
  • Conquistando la Signorina Silvani dei nostri sogni

Quello che non abbiamo ancora capito è che ogni persona è unica ed irripetibile: perché ci sforziamo così tanto di emulare gli altri, anziché vivere la nostra vita?

L'esercito del selfie

Ecco (finalmente?) la canzone – tormentone di quest’anno: l’esercito del Selfie.

Arisa, Lorenzo Fragola (per la voce) e Francesco Mandelli (per la presenza scenica) sono presentati da un Pippo Baudo in versione Sanremo – Vintage.

Un contrasto? Una provocazione? Un semplice brano da dimenticare entro il 21 settembre prossimo venturo? Niente di tutto questo: uno spaccato della società moderna.

Sono anni che vediamo sia i benefici che i malefici dei Social Network, difatti

Non abbiamo più contatti, soltanto Like a un altro post

Non faccio certo parte dell’esercito di cui parla la canzone: scrivo dietro un computer, scatto sempre  dietro la macchina fotografica e mi immagino i visi felici di chi si mette in mostra su un monitor.

Mi mancano di contatti in carne ed ossa, ma mi devo accontentare: ansia, tempo e…società moderna non giocano a mio favore.

Vorrei chiedervi

Cosa preferite fra una chat e un incontro di persona?

Forse sbaglio io: forse sono io ad essere retrò come questo video. Chi ha trent’anni o poco più sa come erano i rapporti prima dell’avvento di internet…e può raccontarli a chi ha vissuto solo questo tipo di contatti.

Ecco perché mi piacciono più le cene al ristorante, le serate al pub o qualsiasi cosa fatta di persona piuttosto che una fredda telefonata e perché insisto tanto nell’organizzare qualsiasi cosa mi permetta di dialogare veramente con una persona.

Non so se vi sembra sbagliato o vecchio, ma voglio lasciarvi una considerazione: se tante volte trovo persino su internet che demonizzano questo mezzo di comunicazione….un motivo ci sarà.

 

Pachidermi e pappagalli

Una cosa che detesto delle persone è la scarsa propensione ad approfondire certe tematiche, fermandosi alla prima cosa che si legge, spesso su internet.

Mi sembra che ci si informi quasi esclusivamente su internet: il luogo dell’informazione per eccellenza, ma anche di bufale colossali, spesso lanciate da siti che non sono testate giornalistiche.

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Contro

 

Oggi non scriverò l’articolo previsto, ma cambierò argomento: negli ultimi giorni ho riflettuto molto. Come descrivermi veramente? Tanti si sono fatti opinioni sul mio conto, spesso conoscendomi poco, forse perché anche io mi sono fatto conoscere poco…o forse perché anche io mi conosco poco.

Quali siano i miei gusti musicali non è certo un mistero: basta girare sul blog per capirlo. Qualcuno dice che io sia

  • Affidabile
  • Empatico
  • Corretto

Non so se sia vero. L’unica mia certezza è quella di essere una persona Contro.

Contro cosa è facile intuirlo: sono contro le ingiustizie perpetrate nei confronti del prossimo. Spiegare meglio questo concetto non è altrettanto semplice: qualsiasi frase non renderebbe l’idea. Forse è proprio questo il significato profondo della mia ansia: non riuscire a spiegare al mio interlocutore di turno le mie ragioni.

Tutti commettiamo errori: anche io ne ho fatti. Se ho mancato di riguardo a qualcuno, chiedo scusa: non era mia intenzione. Non pretendete, però, che io non venga ferito quando qualcuno mi manca di rispetto: del resto, sono una persona come voi.

So di essere troppo rigido nei miei comportamenti: sto facendo il possibile per rendermi più umano.

Di fondo, però, resterò sempre una persona contro.

Non ci guarderemo indietro mai

 

Quante volte ho fatto errori? Non lo so, ho perso il conto. Credo sia così per tutti.

La vita è anche questo: fare errori e poi pentirsene. A volte, come cantano i Negrita, non ci si pente nemmeno.

Certo, si pensa ai propri errori: a volte, ciò che è giusto per una singola persona è sbagliato per gli altri.

Ma che ne sanno gli altri, della nostra vita? Solo ciò che raccontiamo loro, a volte condito dalle supposizioni altrui.

L’unico modo per evitare tutti questi problemi sembra poco praticato: parlare chiaro…..inoltre, anche se lo si fa, non è detto che dall’altra parte ci sia l’ascolto dovuto.

Ci sono varie cose che ho capito vivendo:

  1. Non possiamo prevedere il futuro
  2. Conosciamo la nostra meta definitiva

Lo so, sembra un controsenso….Ma non lo è: il nostro desiderio più profondo ci accompagna giorno e notte. La mattina non lo ricordiamo, di giorno resta offuscato dalle necessità lavorative, ma c’è.

Ognuno di noi vuole essere felice  in modo diverso. A questo si riferiva Steve Jobs, ma non l’abbiamo ancora capito.

La paura del futuro ci ancora al passato. Seguendo il desiderio, quello profondo e autentico, non quello effimero di una notte

Noi non ci guarderemo indietro mai!

 

Centoundici

 

Consolata non ha avuto mai ben chiaro lo scopo finale di questo blog. Sono riuscito a spiegarmi solo recentemente, anticipandole una cosa che avrebbe dovuto rimanere segreta fino alla fine, ma non è stato così. Spero che lei sappia essere muta come una tomba come lo sono io con i segreti che mi hanno rivelato in tutta la mia vita.

Un verso della canzone Centoundici di Tiziano Ferro svela parzialmente l’arcano

Dici che i tuoi sogni sono poca cosa e poi li trovi la mattina trasformati in carta

Ho un carattere timido e riservato: non mi piace molto parlare di me e i miei amici sanno che mi piace ascoltarli quando mi rendono partecipi delle loro confidenze. Il lavoro mi assorbe completamente la giornata.

La mattina, appena mi sveglio, accade una sorta di magia: trovo subito la frase di cui parlare la sera stessa.

All’inizio, mi sembrano cose poco importanti, di quelle che si possono leggere tra le brevi di cronaca dei quotidiani.

Ma la vita non solo va vissuta attimo per attimo: occorre prendersi anche del tempo per meditarci sopra. Ecco perchè la notte è il mio momento magico per scrivere: riesco a meditare serenamente su quanto mi accade intorno.

Non so se incontrerò mai qualcuno che mi legge in vita mia. Però, sono certo di una cosa: avrete probabilmente un’impressione sbagliata su di me. So dare tanto, basta guardare oltre quello sguardo triste e preoccupato: dovete solo darmi il tempo di dimostrarlo.

Intanto gira

 

Due giorni fa è partito il Giro d’Italia 2017: ho approfittato dell’occasione per regalare un articolo al blog di Consolata.

Ma il cicilismo è una metafora della vita: non dura solo un giorno, alcuni giorni può essere molto faticoso, altri giorni siamo in prossimi ad arrendersi.

Paolo Belli, però, canta strofe molto significative

è come la vita che non dà la maglia rosa a chi si fermerà

e ancora

siamo tutti in gruppo se hai bisogno di una mano sono qua

Non mi sembra necessario fare un elenco esaustivo per spiegare queste metafore.

Posso solo concludere facendo una considerazione: non dobbiamo mai arrenderci, perchè non sappiamo cosa ci riserverà il futuro.