Perchè dovremmo smetterla di stereotipare le persone

Che i Social Network possano essere usati per condividere pubblicità è cosa nota, così come è noto che la pubblicità sia fatta per vendere o per raccogliere sostenitori, come nel caso della politica o della Pubblicità Progresso.

La domanda che mi pongo e che vi pongo stasera è

La pubblicità commerciale può anche far riflettere?

Se ci limitiamo all’Italia, fatico a ricordare uno spot commerciale che sia riuscito in questo intento. Probabilmente, non sono l’unico ad avere questa difficicoltà, visto che La Repubblica ha pubblicato sul suo sito e sulla sua pagina Facebook la pubblicità della televisione pubblica danese.

Inoltre, il video è stato condiviso anche dalla Pagina Psicologia applicata, segno che anche gli psicologi trovano in questo spot un messaggio che va ben oltre i fini commerciali.

Gli indizi raccolti fin qui, mi duole dirlo, mi portano alla conclusione che probabilmente  noi italiani siamo troppo legati ai preconcetti dettati da varie motivazioni

  • Insegnamenti
  • Vita vissuta
  • Credenze

Tutte cose giuste fino a quando non ci scontriamo con la realtà dei fatti. Inoltre, ci dimentichiamo una cosa importante: una persona è molto di più di quanto ci possa apparire a prima vistaIn Germania se lo ricordano bene: c’è stato un tizio che ha ammazzato sei milioni di persone e ha condannato a morte  settantotto milioni di suoi connnazionali.

Buffo a dirsi, quella stessa persona ha usato per i suoi scopi la pubblicità, sfruttando il fatto che la gente non è abituata a riflettere.

 

5 gennaio 1948:

Mancano poche ore alla ricorrenza dell’Epifania: fra poco partirò per trascorrere questa ricorrenza in famiglia. Presi come siamo dalle necessità quotidiane, dal tempo che passa e dalla propensione e ricordare le tragedie, forse non tutti sanno che oggi ricorre il sessantanovesimo anniversario della nascita di Peppino Impastato.

Fortunatamente, il quotidiano La Repubblica se ne è ricordato ed io ho deciso di condividere il video in cui è registrata la vera voce di Giuseppe. Molti si saranno accorti della sua presenza su Facebook, ma quanti lo avranno realmente ascoltato?

Stando al conteggio riportato sul sito, nel momento in cui sto scrivendo le visualizzazioni sono 675.000. Qualcuno potrebbe farsi impressionare da un numero espresso in migliaia, io no: mi impressionano più i milioni di persone che non l’hanno visto.

I motivi possono essere i più diversi:

  • Mancanza di tempo
  • Non aver notato il video
  • Preferire altri quotidiani

Sono tutte giustificazioni sufficienti? In altri casi, forse sì; nel caso di una ricorrenza felice per qualcuno che potrebbe essere ancora con noi e non lo è più per aver lottato in ciò in cui credeva, assolutamente no.

Io ve lo ripropongo, sperando che abbiate voglia di ascoltarlo.

Buon Compleanno, Giuseppe Impastato.

 

Il giorno di Natale

 

Visto che oggi  è la Vigilia di  un giorno speciale, probabilmente sarete indaffarati a preparare il cenone e non avrete tempo di leggermi.

Volevo comunque augurarvi Buon Natale a modo mio. Scegliere la famosa canzone di John Lennon sarebbe stato scontato. Fortunatamente, anche Marco Masini, sia pure con la sua vena malinconica, ha celebrato in musica Il giorno di Natale.

Usualmente, pensiamo a questa Festa come un giorno da passare in famiglia. Spesso, però, ci dimentichiamo che facciamo parte di una grande famiglia allargata. Augurare

  • Buon Natale
  • Buon Anno nuovo
  • Buone Feste

è diventata una consuetudine ormai priva di valore. Le persone a cui sorridiamo oggi, saranno le stesse persone con cui litigheremo il 7 gennaio.…forse anche prima.

Forse il regalo più bello che potrebbe portarci Natale è il ricordo dei giorni di Festa: ricordandoci come ci siamo comportati con gli altri in questi giorni (ammesso di aver fatto i bravi) ci può aiutare a comportarci allo stesso modo tutto il resto dell’anno.

Non so nemmeno io come considerare questo articolo: forse è solo il mio augurio di Natale.

Questo spot ci dice che dovremmo goderci i nostri nonni finché sono in vita

Il 30 novembre dell’anno scorso, il quotidiano online Huffington post pubblicò un articolo, rilanciandolo su Facebook con il titolo

Con questo video di Natale non riuscirete a smettere di piangere

Il video proposto era una pubblicità tedesca, un popolo che tradizionalmente noto per la sua freddezza.

Oggi l’ho rivisto per l’ennesima volta. Non voglio rovinarvi la sorpresa per ciò che vedrete e le poche frasi pronunciate sono ben comprensibili, se calate nel giusto contesto.

Il filmato mi piace molto, senza ombra di dubbio.  Tuttavia, mi sembra legittima una domanda

Perché dobbiamo preoccuparci dei nostri cari solo a Natale o quando accade loro qualcosa?

La maggior parte delle nostre giornate è fatta di routine. Tuttavia, trovo sarebbe piacevole condividere con gli altri anche le nostre abitudini, perché ogni persona ha le proprie. Ciò che può risultare banale per me, per altre persone potrebbe essere al limite di un evento eccezionale.

In genere, aspettiamo eventi particolari per condividere il tempo con gli altri:

  • Un matrimonio
  • Un battesimo
  • Una ricorrenza

Sarebbe bello anche riuscire a fare altrettanto con la vita di tutti i giorni: vi immaginate come sarebbe fare la spesa con un vostro caro amico? Conoscereste meglio anche le vostre piccole abitudini.

Perché dobbiamo aspettare l’evento per ricordarci delle persone che ci circondano?

Spot Fiat Grande Punto

 

Il post di oggi richiederà un po’ di associazioni  mentali ed uno sguardo alle ultime notizie su Lapo Elkann.

Ho scelto questo video per due motivi:

  1. La canzone Senza parole per lo spot fu scelta proprio da Lapo Elkann
  2. Voglio dissociarmi dalla maggioranza

 

Quando qualcuno, specialmente se è un personaggio pubblico, commette un errore, la gente è informata dai mass media: è così che gira il mondo. Putroppo, tutti noi tendiamo a prendere per oro colato ciò che ci viene riferito.

Occorre pochissimo tempo affinchè la notizia giunga alle nostre orecchie…ed ancor meno tempo affinchè noi, il pubblico, ci formiamo un opinione a riguardo.

Se ciò è comprensibile a livello sociologico, non lo è a livello umano. Escludendo chi conosce un VIP direttamente, alzi la mano chi può dire di conoscerne non solo le vicende che lo riguardano, ma anche la sua vita.

Tempo fa, parlai in questo blog di cambiamento: ve ne ricordate? Ecco, forse questa è una delle prime cose che dovremmo cambiare: noi stessi, evitando di giudicare gli altri.

 

Another brick in the wall

 

Si può raccontare la vita di una persona, magari con gravi problemi personali, in una canzone?

Forse in una canzone no…ma, se fai parte dei Pink Floyd ed hai a disposizione un doppio album come The Wall, allora ce la farai.

Come sarà stata l’età scolastica di quella persona? Le immagini parlano chiaro:

  1. Vessato dall’insegnante
  2. Deriso dai compagni
  3. Chiuso in un proprio mondo che vede la scuola come un tritacarne

Non importa che Pink (il protagonista dell’intero album) sia un personaggio immaginario : Pink potrebbe essere ognuno di noi! Anzi, forse è ognuno di noi, ma non ce ne rendiamo conto! Non solo: siamo allo stesso tempo i colpevoli dell’isolamento altrui!

Questo non vale solo per il mondo della scuola: interessa anche le person che hanno finito di studiare da un pezzo.

A quando un po’ di serena convivenza?

 

Gli artisti sono gli anticorpi della società

Questa mattina, avevo trovato una bella immagine: su un muro era stata riportata una frase di Fabrizio De Andrè

Gli artisti sono gli anticorpi della società

Ho preferito ricorrere ad un video per far ascoltare il concetto da parte dello stesso autore.

Nonostante laudio non sia ottimale, il concetto si capisce benissimo: a differenza degli intellettuali, gli artisti non devono integrarsi nella società, perciò possono esprimere il proprio dissenso al potere liberamente.

Mi domando ancora una volta se siamo veramente liberi. Forse lo siamo solo teoricamente: troviamo più comodo e produttivo per le nostre relazioni conformarci alla massa. Forse lo facciamo inconsciamente….ma lo facciamo.

Un nostro eventuale dissenso – forse – potrebbe significare una sorta di esilio sociale: forse non ne vale la pena…però esistono altri modi per risolvere ilproblema.

Fino a prova contraria, il diritto di opinione è tutelato costituzionalmente: spetta a noi usarlo! Non è necessario essere artisti o insultare per far valere la propria opinione.

Secondo me, sono necessarie tre cose:

  • Informazione: dobbiamo conoscere bene l’argomento di cui stiamo parlando
  • Sicurezza interiore: dobbiamo essere sicuri di ciò che diciamo, anche nel tono della voce
  • Pacatezza: per quanto convinto delle proprie idee, De Andrè non mi sembra certo adirato

Se riusciremo a controllare questi elementi, nessuno ci potrà fermare.

 

Oro Nero

 

Fin da quando è stato reso pubblico il titolo dell’ultima canzone di Giorgia, sapevo bene che Oronero non si riferiva di certo al petrolio.

Solo leggendo il testo – però – sono riuscito a capirne la profondità. Sarebbe stato semplice scrivere dei versi su come la gente tende a giudicare il prossimo.

Tuttavia, Giorgia ha capovolto la prospettiva, se così posso dire, domandandosi

Cosa provano le persone quando la gente sparla di loro?

Giornalisti professionisti come quelli di Radio Italia si concentrano sui colori dominanti nel video (il bianco, il nero, il rosso del cuore). Io vorrei – invece – soffermarmi sulla scelta di usare dei manichini nel video.

Quale messaggio possono comunicarci dei manichini?  

Ci sono due possibili risposte:

  1. Tendiamo a vedere gli altri come manichini
  2. Gli altri tendono a vederci come manichini

Non delle persone, quindi, ma degli oggetti che ci circondano. In questo blog ho ripetuto il concetto praticamente in ogni articolo: chi ci circonda è – prima di tutto – una persona. Non importa se si tratti di un collega, dei nostri genitori o di un passante a cui chiediamo un’informazione per strada. L‘individuo con cui ci relazioniamo è una persona, non un oggetto.

Ogni persona ha un proprio modo di vedere il mondo, dettato dall’esperienza: non possiamo pretendere che ragioni nel nostro stesso modo.

Credo che la gran parte dei problemi sociali scaturisca da questo, ma vorrei anche la vostra opinione.

Lettera a Marco Simoncelli – Ciao Sic

 

Ci sono trasmissioni radiotelevisive che ci trasmettono ilarità: tra le più famose in Italia c’è sicuramente Lo zoo di 105.  Alcuni considerano questi programmi demenziali, quindi da evitare per la loro stupidità: io non sono d’accordo.

Dietro un microfono, lo schermo di un computer, il mirino di una macchina fotografica o qualsiasi altro oggetto vogliate voi, c’è comunque una personaI conduttori  gli ascoltatori dello zoo lo hanno dimostrato in special modo il 24 ottobre 2011, dedicando l’apertura alla morte di Marco Simoncelli.

Il mio discorso non riguarda solo la gente di spettacolo, ma tutti noi. A volte, ci concentriamo su un singolo aspetto di una persona, giudicandolo:

  • Alto
  • Magro
  • Scorbutico
  • Solare

Potrei continuare l’elenco all’infinito. Il problema è che spesso ci dimentichiamo che ogni persona è a suo modo complessa e non siamo con lei ventiquattro ore al giorno.Forse, dovremmo imparare tutti a frequentarci un po’ di più.

Lo specchio ti riflette…

 

Il video di stasera, in cui i Nomadi collaborano con il cantante degli Jarabe de Palo è adatto ad ampliare il concetto che ho cominciato ieri.

Il testo – a differenza di altre canzoni dello stesso gruppo – può risultare un po’criptico. Non è solo per  i versi in spagnolo (comunque comprensibili), ma anche – e soprattutto – per il significato della canzone.

Putroppo, certe persone non devono celare solo il proprio carattere, ma anche il modo in cui si mantegono e vivono:

  • Il ladro
  • La prostituta
  • Un nostro collega

Non siamo comprendiamo che ognuno ha i suoi problemi e – anzi – ci offendiamo se qualcuno ci ha offeso o non compreso i nostriMotivazioni di un comportamento scorbutico potrebbe essere problemi di varia natura, non necessariamente la stronzaggine.

Se riuscissimo  – come suggerisce la canzone – ad ampliare il nostro modo di vedere le cose, ci sarebbe più comprensione.