Che abbia vinto o no

 

Stasera, appena avrò finito di scrivere questo post, mi guarderò il Il ricco, il povero e il maggiordomoche ha inserito nella colonna sonora la canzone Che abbia vinto o no  cantata dai rapper Emis Killa e Antonella Lo Coco.

Il rap  è un genere musicale nato nelle periferie cantato da gente di periferia, che hanno sognato tanto una vita diversa da quella in cui sono stati abituati fin dalla nascita.

Il video della canzone ne è un esempio: ambientato in un’anonima periferia (data l’origine lombarda di Emis Killa, potrebbe trattarsi di Milano, ma non ci giurerei), un ragazzo preadoloscente vive nel sogno di diventare calciatore.

Chi non ha mai avuto un sogno simile? Certamente, pochi sono riusciti a realizzarlo ma, come dice la canzone e mostra il video

I sogni vanno e vengono
ma se faccio un gol per me ok
che abbia vinto o no…

In altre parole: a volte non si raggiunge il sogno desiderato, ma spesso ci si avvicina…l’importante è provarci!

So che qualcuno che mi sta leggendo si starà facendo delle grasse risate, considerando che mi conosce e mi ha sempre considerato pessimista….Ma questa è un’altra storia.

 

Hoppípolla

Ogni tanto, navigando in internet,  mi capita di vedere dei video che usano come colonna sonora delle canzoni che non avevo mai sentito prima: spesso sono inglesi, altre volte italiane, più raramente in una terza lingua.

Fu un video amatoriale a farmi conoscere la canzone Hoppìpolla ed il gruppo islandese Sigur Ròs. Putroppo, il video originale sembra essere sparito da youtube perciò stasera ho dovuto ripiegare su Vimeo.

Rispetto alla media dei video italiani, la vicenda raccontata dalle immagini è molto più aderente al testo, raccontando le avventure di due gruppi di anziani che giocano come bambini.

Non posso negare che – dopo un iniziale sorriso – la vicenda raccontata dalle immagini mi ha fatto molto riflettere: invidio quelle persone che riescono a mentenere uno spirito leggero, nonostante l’età e le avversità. Viceversa, odio profondamente chi finge di essere così.

Tuttavia, non è mai troppo tardi per rimediare: basta avere il coraggio di affrontare le proprie paure e – se necessario – farsi aiutare. Ho capito che ciò può servire anche per relazionarsi con gli altri.

La Famiglia Reale Inglese

 

Per certi versi, tenere questo blog è facile: si prende un video, si scrivono i propri pensieri e l’articolo viene da solo. Ci sono fatti, però, che possono rendere tutto più complicato.

È la prima volta che parlo di morte: avrei voluto già farlo con la giornalista Letizia Leviti, ma il suo video mi ha commosso troppo per riuscire a  scrivere qualcosa di sensato.

Con Anna Marchesini il discorso non è sicuramente più semplice: il suo testo, per quanto ironico, resta comunque un testamento.

Ho deciso di ricordare Anna così, con un video dei tempi del Trio, perchè credo sia il modo migliore per ricordare una persona scomparsa. L’immagine con cui tutti cercano di ricordare un defunto:

  • Sano
  • Mentre sta lavorando
  • In compagnia di amici o colleghi

In fin dei conti, credo che quest’immagine sia una sorta di eredità collettiva: qualcosa che il defunto (Anna, in questo caso) lascia a chi vive ancora.

 

Arriverà l'amore

 

Una sola parola può avere molti significati: una di queste è amore. Siamo così abituati a definire l’amore come

Sentimento di affetto intenso basato sull’attrazione sessuale e sul desiderio di unione affettiva, verso una persona

che spesso ci dimentichiamo che si può provare amore verso:

  • I propri genitori
  • I propri figli
  • I propri amici
  • Persone dello stesso sesso

Senza – per questo – dover per forza andare a letto con tutti loro: basta una persona a condividere quel momento, uomo o donna che sia!

Il video e il testo di Arriverà l’amore ci ricordano proprio queste cose: un promemoria di Emma Marrone che sembra scolpito sulla pietra…e poi scagliato in fronte! Altro che i post-it di Francesco Sole!

C’è un modo giusto per provare l’amore? Sì e no: il modo giusto è quello che due persone consenzienti decidono di condividere reciprocamente. Impossibile dare una definizione univoca: in questo senso, aveva ragione Lao Tzu

Thinking of you

Leggendo certi testi o ascoltando certe canzoni, siamo portati a credere che si racconti una determinata trama.

Quando, però, guardiamo il video, ci accorgiamo che la storia è completamente diversa.

È questo il caso di Thinking of you: se ci basiamo sul testo, sembrerebbe una storia di una donna che ha lasciato il suo primo compagno per correre fra le braccia di qualcun altro, pentendosi del gesto fatto, ma non potendo tornare indietro. Una storia che potrebbe essere dei giorni nostri, insomma.

Le immagini del video raccontano una storia ben più tragica: Katy Perry ha sì tradito suo marito, ma la vicenda si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale. La consapevolezza di aver tradito l’uomo che ama rende ancor più tragica la sua morte in battaglia.

Non ho elementi per comprendere lo stato d’animo in caso di un lutto del genere, ma ho provato:

  •  la  sensazione di aver tradito
  • la sensazione di essere tradito
  • la sensazione di perdere qualcuno di caro, fortunatamente non in battaglia

La sensazione del lutto unita a quella del tradimento non dev’essere per nulla piacevole: spero di non provarla mai in vita mia!

Parco Sempione

 

Ieri pomeriggio ho chiamato un mio compagno di Università, originario di Alba, che non vedevo da tempo. Ad un certo punto della chiamata, il mio amico ha fatto la seguente affermazione

Sono passato a Milano una settimana fa, dopo quasi quattro anni che non ci venivo: è cambiata tantissimo

Il mio amico ha ragione: in quattro anni, Milano è cambiata parecchio:

  • I Navigli sono stati ripuliti
  • Abbiamo una nuova linea metropolitana
  • Abbiamo un nuovo quartiere: Porta Nuova
  • La Regione ha una nuova sede

Quest’ultimo progetto non incontrò il favore di molte persone, perchè avrebbe distrutto il Bosco di Gioia, a cui Elio e le Storie Tese hanno dedicato la canzone Parco Sempione.

Il testo  è – almeno nella parte finale – esplicito: il Bosco di Gioia fu abbattuto durante il ponte per il Capodanno 2006.

Il video – come è giusto aspettarsi da un gruppo poliedrico, ma conosciuto soprattutto per i suoi testi surreali e demenziali – è una parodia nemmeno troppo implicita al film The Ring.

Non voglio protestare con dieci anni di ritardo su un intervento urbano: il mio amico mi ha fatto solo riconoscere quanto possa cambiare una città nel corso del tempo.

Forse dovremmo tutti prestare più attenzione ai cambiamenti che ci si presentano di giorno in giorno intorno a noi.

Sono stanco, Capo

 

Adoro il cinema: in circa due ore, una persona (il regista) collaborando con altre persone (attori, costumisti, truccatori, montatori) racconta una storia.

Spesso un film ha i suoi momenti di culto: una scena che resta scolpita nella testa dello spettatore, uno spettacolo nello spettacolo.

Una delle mie scene preferite al cinema è sicuramente un semplice primo piano di Michael Clarke Duncan nel film il miglio verde

Poco prima di finire sulla sedia elettrica, il condannato a morte John Coffey spiega al capo dei secondini Paul Edgecombe (impersonato da Tom Hanks) perchè vuole morire, dicendo

Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente. Lo capisci questo?

Chi non sarebbe stanco di una situazione del genere? Eppure, bisogna ammetterlo:

  • è difficile avere un amico vero con cui trascorrere del tempo
  • gli uomini si fanno male a vicenda
  • non sappiamo dove andiamo
  • non sappiamo da dove veniamo
  • non sappiamo perchè

A prima vista, può sembrare che non sia così, ma basta riflettere un po’ più a fondo per rendersi conto che è l’esatto contrario.

John Coffey è molto sensibile in questo: noi lo siamo molto meno o – forse – ci siamo desensibilizzati a poco a poco.

Comunque, non tutto è perduto: possiamo ancora rimediare, basta rendersene conto

 

Stay The Night

L’estate è tradizionalmente un periodo tradizionalmente dedicato alle vacanze. Nell’immaginario trasmesso dai film statunitensi questo vuol dire:

  • Surf
  • Feste con falò sulla spiaggia
  • Canzoni

Il norvegese Ray Kay, grazie alla sua residenza nordamericana,  nel video  girato per la canzone Stay the night di James Blunt rispetta tutti i canoni dello stereotipo senza risultare indigesto.

Non mancano nemmeno l’amore estivo, rappresentato da casti baci appena accennati, e lo sport acquatico americano per eccellenza: il surf.

Chi non ha mai sognato un’estate così, specie se paragonata all’estate tipica italiana?

Una persona la conosco: sono io! Dovendo scegliere tra una settimana in spiaggia ed una visitando una città, sceglierei sicuramente la seconda! Quest’anno la meta sarà Berlino.

Anche il testo parla d’amore: non una scelta e nemmeno uno sviluppo originale, ma sicuramente il risultato finale è orecchiabile.

In sostanza, a me il risultato finale piace, forse a voi no….Ma, come dicevano i latini

De gustibus non disputandum est

 

Bomber

 

Da bambino, come molti altri, ero appassionato dei film con Bud Spencer, spesso in coppia con Terence Hill.

I miei genitori poco apprezzavano questi film: privi di senso profondo e pieni di scazzottate.

Il cinema serve anche a questo, in fondo: a regalare un paio d’ore di spensieratezza…ma non solo.

Anche nei film meno profondi ho sempre trovato una morale. In Bomber, che ho scelto proprio per omaggiare Carlo Pedersoli, trovo ancora oggi molti spunti:

  • A tutti dovrebbe essere data un’opportunità
  • Tutti dovrebbero almeno una persona che crede in lui
  • Si deve sempre giocare pulito, in ogni occasione

Scusate la critica, ma la realtà è molto diversa: istintivamente, ognuno gioca per sé stessoCome dicevo ieri, tutti noi siamo guidati prima di tutto dall’istinto di conservazione.

Occorre un profondo autocontrollo per domare questo istinto. La maggior parte delle discussioni e dei litigi nasce proprio dall’impossibilità di controllare l’istinto di conservazione: se mi sento attaccato, io mi difendo.

Paradossalmente, credo che siano le persone più insicure ad attaccare: riassumendo il loro pensiero, potremmo dire

Poiché temo di essere attaccato, io attacco per primo

 

Quando riusciremo a domare questo istinto, vivremo tutti meglio.

 

 

Buonasera, Londra….

 

Nonostante oggi non sia il 5 novembre, anniversario della congiura delle polveri, il recente risultato del referendum sulla Brexit mi ha ricordato il monologo nel film V per Vendetta.

Il film è del 2005, ma prende spunto dall’omonimo fumetto degli anni ottanta:l’Unione Europea come la conosciamo oggi era già stata progettata, ma non ancora creata….eppure – ironia della sorte – sembra che Alan Moore abbia avuto la più classica delle sfere di cristallo.

Ritrovo molto della decisione inglese (e in me stesso) nella frase

Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura

Ognuno ha la sua idea a proposito di quale sia il motore che fa andare avanti una persona: nel mio caso è la paura, una forma ipertrofica di istinto di conservazione…Difatti in Inghilterra ha perso il remain e ad avere a paura – adesso – è il resto dell’Europa.

So che al mondo esistono molte altre persone come me: spero che un giorno sia io che loro avremo il coraggio di gettare la maschera.