21 grammi…di felicità?

 

Se cercate 21 grammi con Google, vedrete che questa quantità è stata usata da molti: Fedez è solo l’ultimo in ordine temporale.

Il significato è nato da un esperimento di Duncan MacDougall, da cui dedusse che l’anima pesa – appunto- 21 grammi.

Ho consumato 21 grammi di felicità

Non è altro che un modo di dire che significa

Ho consumato l’anima

Tutti consumano la propria anima alla ricerca della felicità, perchè è un concetto che si sposta con il passare del tempo.Non so quanti anni voi abbiate, però vi invito lo stesso a fare un esperimento.

Pensate a quando avevate dieci anni, soffermandovi su cosa desideravate ardentemente a quell’età poi a quando ne avevate venti, soffermandovi e via di seguito, di dieci in dieci, fino alla vostra età attuale. Rispondete a questa domanda

Cosa significava per voi felicità a quell’età?

Ovviamente, vi renderete conto che il vostro concetto di felicità è cambiato con l’età.

Mi rendo conto di aver fatto un errore in vita mia: ho associato la felicità ai risultati lavorativi e scolastici.

  • Durante le scuole elementari pensavo che sarei stato felice alle medie
  • Alle medie pensavo che sarei stato felice alle superiori
  • Alle superiori pensavo che sarei stato felice all’Università

Solo ora mi rendo conto che la felicità è un risultato che non si ottiene con i risultati praticiLa felicità, quella vera, si ottiene solo partendo da un singolo fatto che pochi capiscono

Non di solo lavoro vive l’uomo

 

Anywhere is

 

Quando Enya pubblicò Anywhere Is io avevo appena cominciato a studiare inglese. L’accompagnamento particolare non rendeva agevole la comprensione del testo – specialmente ad un neofita della lingua –  ed internet non era ancora così evoluto da poter trovare immediatamente il testo e la sua traduzione.

Mi innamorai comunque di questo brano per il suo accompagnamento e la sua intonazione particolari: fu una delle prime volte che sentii pizzicare le corde di un violino.

Dagli anni ottanta in poi abbiamo perso l’abitudine di analizzare quanto ascoltiamo, vediamo e – in generale – sentiamo con i nostri sensi. I testi di Enya vanno controcorrente: non sono canzoni che si capiscono subito.

Il messaggio delle canzoni di Enya è – per così dire – nascosto fra le righe: potete provare ad ascoltarle anche mentre state guidando,se volete, ma vi sfido a capirli!

C’è un modo per ascoltare queste canzoni?

Sicuramente sì, ma non posso indicaverlo. Ascoltare certe canzoni è una metafora della vita: ognuno deve trovare la propria via!

Personalmente, io ho trovato questo modo:

  • Luce spenta
  • Telefono staccato
  • Abbigliamento comodo
  • Letto
  • Eventuale coperta per proteggersi dal freddo
  • Occhi chiusi

Così facendo, il pensiero vaga senza una meta precisa…e mi rilasso!

Per la bandiera

 

Se  cercate la data di oggi su Google, capirete perchè stasera  non ho mantenuto la promessa fatta su Facebook ed ho scelto questa canzone degli Stadio.

Ricordo ancora quel sabato del 1992: avevo tredici anni e mancavano tre settimane alla fine della scuola. Prolungai una delle pause dai libri scolastici per assistere ad una delle due edizioni straordinarie del telegiornale della mia vita: l’altra sarebbe stata trasmessa l’11 settembre 2001.

È uno dei pochi testi in cui sento parlare dei comprimari di una vicenda:  quelle persone che i libri di storia non citano e che vengono presto dimenticate dalle cronache, di cui – se vogliamo ricordarne qualcosa – dobbiamo ricorrere a internet.

Gaetano Currieri & Soci dedicano questa canzone ad un comprimario: una di quelle persone che non entreranno mai nei libri di testo scolastici, ma di cui è viva una memoria collettiva.

Spero che questa memoria non si esaurisca con l’estinzione di questa generazione.

 

Non so cosa dirvi davvero…

Gli ultimi giorni sono stati un po’ pesanti: non lo posso negare.

In questi casi, anzichè della musica o delle singole frasi, preferisco i film:

  • Mi aiutano a concentrarmi con tutti i sensi su altro
  • Riescono ad emozionarmi più a lungo
  • Anche se opere di fantasia, nascondono un fondo di verità

Ogni maledetta domenica, in due ore e mezza di durata, non si apprezza solo per la magistrale interpretazione di Al Pacino, ma anche per i dialoghi e i monologhi.

Il monologo che precede la partita finale è riconosciuto come un discorso motivazionale: ovvio che lo sia, dato il contesto pre-finale, sia sportiva che cinematografica!

La frase che mi piace di più è di più è

Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo

Si parla di football come metafora della vita: in entrambi servono

  • Coraggio
  • Spirito di squadra

Da soli non si arriva da nessuna parte: l’ho imparato a mie spese.

"Don't stop me now" dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi

Adoro i Queen, pur non avendo una canzone preferita: non mi piace stilare la classifica dei miei cantanti preferiti.

Navigando sul sito de L’Huffington Post, ho ritrovato questa notizia del 2015

“Don’t stop me now” dei Queen è la canzone più positiva di tutti tempi. La rivelazione in uno studio scientifico

Non c’è dubbio che il ritmo e il testo siano allegri e trasmettano ottimismo.e divertimento. Rispetto alla media di brani più attuali, Don’t stop me now è sicuramente un brano allegro.

Non possiamo negare che ognuno ha il suo cantante e il suo brano preferito. Non importa che sia ottimista o pessimista: l’importante è che ci trasmetta qualcosa. Come dicevo in un altro postciò che conta è il messaggio.

Tutti noi abbiamo la nostra compilation preferita, da cui selezioniamo brani di nostro gusto in base al nostro umore. Abbiamo canzoni per tutte le occasioni:

  • Per svegliarci
  • Per concentrarci
  • Per rilassarci
  • Per ridere
  • Per piangere

Non c’è una classifica musicale o uno studio scientifico che può andare contro al nostro stato d’animoLa nostra percezione è squisitamente personale.

Non diamo molto peso agli studi scientifici: prendiamo del tempo per noi e ascoltiamo la musica che ci va in quel momento.

 

Dove mi sono interrotto?


A volte, qualcuno mi domanda

 

 

Ma dove prendi spunto per gli articoli?

Oggi ho deciso di rispondere a questa domanda.

Per farlo, ho scelto di condividere con voi questa scena del film Amadeus, dove Wolfgang Amadeus Mozart sul letto di morte detta ad uno stupito Antonio Salieri una parte della sua ultima opera, partendo dal punto in cui il genio della musica si è interrotto: il famoso Requiem
Come Salieri, qualcuno potrebbe rimanere sorpreso per come lo faccio. Non mi paragono certo al genio della musica ma, come Mozart in questa scena, molte parole mi vengono quasi istintive. Impossibile, quindi, riprendere un discorso interrotto tempo prima: tutto apparirebbe artificiale.

Se la musica si basa su sette elementi di base (le note), la scrittura ne ha ventuno: le lettere dell’alfabeto. Tramite ventuno lettere, possiamo comporre tutto ciò che vogliamo. Di certo, abbiamo un limite posto da due vocabolari. Il primo è il dizionario che tutti conosciamo: a meno che non vogliate creare una sorta di neolingua come fece Orwell in 1984, dovete fare affidamento su quello.

Il secondo vocabolario è quello personale: non potete conoscere tutte le parole esistenti nella lingua italiana, perciò dovete arrabattarvi con quelle che conoscete. I luoghi (se vogliamo chiamarli così) dove conoscere nuove parole sono molteplici:

  1. I dialoghi con una persona
  2. Un libro
  3. In qualche caso, anche la televisione

Ci sono, poi, delle regole da seguire. In musica non saprei se è possibile trasgredirle. In scrittura è relativamente semplice. Una volta capito da dove partire, potete fare una variazione sul tema come meglio credete. Il vostro scritto è il vostro percorso: nessuno deve dirvi da dove partire.

Il resto è tutto istinto: è quello che Mozart paragona al fuoco in questa scena.

Non sorprendetevi, quindi, se non mi vedrete mai prevedere scalette o scrivere brutte copie: per me la scrittura è così.

Non so cosa dirvi davvero….

 

Un piccolo scambio di battute con i miei vicini di tavolo in pizzeria mi ha fatto venire in mente la scena del film Ogni maledetta domenica con Al Pacino che vi propongo stasera: da molti è considerato un video motivazionale, dato il contesto. Io lo considero incoraggiante, non saprei cosa dirvi di più.

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Buonanotte all’Italia

Sono italiano, scrivo prima di andare a letto: cosa c’è di meglio della canzone  Buonanotte all’Italia per augurarci una  buonanotte ? Poco importa se sarà una notte di sonno, una notte d’amore o una notte di lavoro: l’importante è che sia buona!

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La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi

 

 

Scegliere il video per questo mio post è stato complicato. Sapevo di voler citare L’attimo fuggente con Robin Williams, uno dei miei attori preferiti. Era ovvio, perciò, che avrei cercato su Youtube. Qui mi sono trovato davanti ad un problema:

quale, fra i 14700 video proposti, mi rappresenta di più?

Ho scelto la scena in cui un impaurito Todd Anderson (Ethan Hawke), aiutato dal professor John Keating, declama la sua personale poesia alla classe.

Eccovi il testo :

La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi

Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai!

Anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto…

Dal momento in cui nasci piangendo al momento in cui esci morendo,

ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi!

Guardando su un dizionario, si scopre che la parola verità ha molti significati. Questo è vero sia in senso grammaticale, sia in senso personale. Dire la verità è la cosa più semplice: non occorre inventarsi nessuna scusa.

Ma perché, allora, Todd Anderson afferma che la verità non basta mai? Se una persona afferma di essere alta un metro e settanta centimetri, basta una banale misurazione per scoprire se è vero o no. L’altezza di una persona è oggettiva.

Se, invece, quella stessa persona afferma:

Secondo me, ha ragione Tizio…non Caio

È sinceramente convinto che abbia ragione Tizio, quindi una verità soggettiva: è molto probabile che qualcun altro pensi che abbia ragione Caio e non Tizio.

Ecco il motivo dell’affermazione di Todd Anderson.

Ammettendo che esista una verità assoluta:

  • Questa è comunque la somma di oggettività e soggettività
  • Imporre la propria verità assoluta mi ricorda il modo di comportarsi di tutti i dittatori

Fortunatamente, siamo in democrazia: ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione e di crearsi una propria coscienza o – per meglio dire e restare in tema – una propria verità soggettiva.

Il fatto che io abbia sempre detto la verità mi conforta solo in parte: non ho mai espresso la mia verità soggettiva con sufficiente fermezza…e di questo me ne faccio un cruccio, perché – oltre che i piedi – la mia coperta di verità mi lascia scoperta anche la pancia.