Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo…

ChurchillVitaSguardoCuore

Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle

Per quel poco che sappiano di lui tramite i libri di storia, Whiston Churchill non ha la fama di essere stato una persona dal cuore tenero.

Immaginate quindi la sorpresa quando ho trovato questo suo aforisma

Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle

Spesso immaginiamo molti statisti del passato come persone pragmatichequasi immuni al lato sentimentale della vita. Dovremmo ricordarci più spesso che – in quanto persone – hanno anche dei sentimenti.

Sir Winston, in questo suo aforisma, ci fa scoprire il suo lato tenero. Immagino la scelta di Churchill come qualcosa dettato dal cuore. Se il cuore di Churchill avesse battuto per il teatro anzichè per la politica, avremmo avuto un grande attore in più e un grande statista in meno.

Potremmo dire così per qualsiasi grande personaggio, ma potremmo dire così anche per ognuno di noi. Completate a vostro piacimento questa domanda

Cosa sarebbe accaduto se io…?

Non posso rispondere per ognuno di voi, ma di una cosa sono certo: la storia sarebbe stata diversa.

Non raccontare troppo di te alle persone…

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Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Non so se Vin Diesel abbia mai detto

Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Forse l’accostamento della frase con l’immagine vuole trasmettere

  • Coraggio
  • Forza
  • Spavalderia

Oppure è semplicemente attribuita ad un personaggio che – tramite i suoi film – ha trasmesso una certa immagine di sè.

Non conto più le volte in cui ho confidato qualcosa a qualcuno e – poco tempo dopo – quella confidenza era sulla bocca di tutti. Ogni volta, mi davo dello stupido per essermi fidato di quella persona e non ho mai avuto il coraggio di dimostrare il mio disappunto.

Odio l’abitudine della gente di sparlare del prossimo. Sinceramente, lo trovo insensato: perchè giudichiamo il comportamento altrui se non ne conosciamo i pensieri?  Certamente: possiamo farci una determinata opinione dell’altro in base al suo comportamento e paragonandolo al nostro.

Sarebbe troppo facile finire questo post citando Gesù Cristo

Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra

Potrei usare citazioni o teorie di tutto lo scibile umano per chiuderlo, ma non sarebbe comunque originale.

Voglio chiudere questo post facendovi una domanda

Come vi siete sentiti l’ultima volta in cui qualcuno ha sparlato di voi?

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia…

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di tu non sai nulla...Sii gentile...Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando
Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di tu non sai nulla…Sii gentile…Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando

La frase di stasera è disarmante

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui tu non sai nulla…Sii gentile…Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando

Non saprei cos’altro aggiungere, ma ci proverò comunque.

Partiamo da una considerazione lapalissiana: l’unica persona con cui passiamo tutto il nostro tempo siamo noi stessi. Solo noi sappiamo ogni giorno e ogni momento:

  • Chi abbiamo incontrato
  • Cosa abbiamo fatto
  • Dove siamo stati
  • Quando ci siamo sentiti in un certo modo
  • Perché ci siamo sentiti così

Per sapere qualcosa degli altri, siano i nostri cari o una persona appena conosciuta, dobbiamo fare domande. Avere una buona empatia può agevolarci, ma dobbiamo comunque sperare che il nostro interlocutore ci risponda.

Se non c’è risposta, dobbiamo comunque ricordare che non conosciamo lo stato d’animo del nostro interlocutore. Possiamo immaginarlo, ma non è detto che la nostra supposizione sia corretta.

Lo so: sembrano dei consigli da scuola materna, ma non mi sembra che molte persone – spesso per egoismo – li seguano.

Recentemente, mi hanno fatto notare alcuni miei difetti: sono molto grato alle persone che lo hanno fatto, perchè ora so come mi vedono loro. Se devo trovare un risvolto negativo, è proprio il fatto che queste persone hanno emesso il loro giudizio – a volte in modo un po’ scorbutico –  senza farmi nessuna domanda sul mio stato d’animo.

Non è un’accusa nei confronti di nessuno: sto solo pensando a tutte le cose che basterebbe parlare di più l’un l’altro per andare d’accordo con tutti.

 

 

Se non ti fermano mentre ti allontani…

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Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Mentre stavo inserendo l’immagine di oggi sul blog, mi sono reso conto di quanto rappresenti la vita

Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Per me, la strada avvolta nella nebbia è proprio una metafora della vita:

  • Sappiamo da dove veniamo, perchè conosciamo il nostro passato
  • Sappiamo dove siamo ora, perchè stiamo vivendo il presente
  • Non sappiamo dove siamo diretti, perchè non conosciamo il futuro

Parlando di tutte le persone che conosciamo nel corso della vita

  • Sappiamo chi ci ha abbandonato e chi abbiamo abbandonato in passato
  • Sappiamo chi ci frenquenta e chi frequentiamo ora
  • Non sappiamo chi ci frequenterà e chi frequenteremo in futuro

La frase di questa sera è dedicata a tutti:ognuno di noi, per quanto fedele, è stato abbandonamto da qualcuno ed ha abbandonato qualcuno.

Non è facile abbandonare una persona, ancor meno lo è accettare di essere abbandonati. Se non abbiamo chiesto scusa o non ci hanno chiesto scusa finora, allora è inutile sperare che avverrà in futuro.

Cosa possiamo sperare per il futuro? Secondo me, due cose:

  1. Di diventare persone migliori
  2. Di incontrare persone migliori

 

 

 

Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi…

 

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Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi. Ma non sapremo mai, fino in fondo, quello che noi siamo per gli altri

Viviamo in un’epoca paradossale, definita era della comunicazione, in cui abbiamo perso l’abitudine della comunicazione per eccellenza: quella orale dal vivo.

L’anonimo, per far conoscere questo suo pensiero, ha dovuto postarlo sul web:

Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi. Ma non sapremo mai, fino in fondo, quello che noi siamo per gli altri

Me lo immagino vittima di una lotta fra conscio ed inconscio capace di causare un’isteria persino a Sigmund Freud.

Vi suggerisco un esperimento: la prossima volta che venite a Milano, fate un giro con i mezzi pubblici osservando come si comportano le persone. Ecco l’elenco incompleto dei casi umani che incontrerete:

  • Il frettoloso: parte perennemente in ritardo e – per risparmiare tempo – staziona davanti alle porte del mezzo pubblico, cercando di guadagnare quel decimo di secondo che pare separarlo tra la vita e la morte
  • Il lettore di giornale: se il frettoloso è Caino, il lettore di giornale è Abele. Seduto abbastanza comodamente al suo posto, spia di tanto in tanto a che punto è del viaggio per non sbagliare fermata. Partito con sufficiente anticipo, ha abbastanza tempo per se stesso
  • L’Iqualcosa-Addicted:  praticamente identico alla specie precedente, con la differenza che si trastulla con un gadget tecnologico, sovente di marca Apple

Lo so: Milano è una metropoli che anonimizza le persone…ma non crediate che i piccoli paesi siano poi molto diversi.

Non pensate che manchi qualcosa? Io ci vedo la poca voglia di conoscere l’altro, di condividere i propri pensieri senza ripetere a memoria ciò che abbiamo letto.

In una frase: manca la voglia di sapere (almeno, in parte) ciò che noi siamo per gli altri.

 

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

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Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La frase di stasera – secondo me – fa il paio con quella di Charlie Chaplin:

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La trovo una frase perfetta per risponder. e ad una critica qualsiasi.

Proprio perchè è perfetta:

  • Non ne conosciamo l’autore: potrebbe essere detta da molti di noi
  • Commentarla è difficile

Purtroppo, questa frase è destinata a rimanere spesso solo sulla carta, reale o virtuale che sia. Pochi hanno il coraggio di ammettere i loro difetti, tanti hanno l’arroganza di criticare quelli altrui.

Due pregi me li riconosco:

  1. Sono sincero: non saprei raccontare una bugia nemmeno sotto tortura. Proprio per questo – spesso – taccio.
  2. Sono pacifico: odio litigare. Forse sono anche pacifista…Ma è un’altra questione

Sicuramente, io ho tanti difetti: molti sono ignoti persino a me stesso. Uno ve lo confesso: sono arrendevole. Non sapete quante volte – proprio per non litigare – ho taciuto o fatto quanto mi chiedevano gli altri.

Purtroppo, mi sembra di vivere in un mondo carico di apparenza: non sapete quanto è difficile.

Sono un uomo con una disabilità evidente…

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Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

Ci sono frasi che mi colpiscono come un pugno allo stomaco per la loro schiettezza e la loro forza. La frase di Ezio Bosso di stasera fa parte di questo insieme

Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

La parola disabilità non mi piace, perché nel linguaggio comune è usata come una doppia offesa:

  • Nei confronti di chi è apostrofato in questo modo pur non essendolo
  • Nei confronti di chi si trova in una situazione che non ha voluto

In questo caso, però, non ci sarebbero termini migliori.

Di quale disabilità sta parlando Bosso? Posso solo avanzare un’ipotesi: quella che io chiamo cecità emotiva, meglio nota come superbia!

Perchè prolifera la superbia? Eppure dovremmo sapere che è uno dei sette peccati capitali. Potrebbe essere un buon titolo per un saggio di Alberoni , di Crepet, ma sembra che l’ultimo ad occuparsene sia stato Dante.

Mi correggo, scusate: l’ultimo ad occuparsene è stato il marchese Onofrio Del Grillo.

Non rinuncerò mai al mio modo d'essere…

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Chi mi vuole bene mi accetta come sono

Ho dovuto tagliare la didascalia per quest’immagine: la frase era troppo lunga. Leggiamola nella sua interezza:

Vada come vada, io non rinuncerò al mio modo d’essere: chi mi vuole bene mi accetta così come sono

Non so se diciannove parole sono tante o poche per una frase: a voi giudicare. Comunque sia, è una frase densa di concetti.

Da piccoli, i nostri genitori ci hanno educato:

  • A comportarci in un certo modo
  • A distinguere il bene dal male
  • A distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato

Arriva, poi, la fase adolescenziale della ribellione: è il momento in cui si fanno determinate esperienze, che formano il carattere.

Purtroppo, pochi considerano che la vita di un individuo è unica ed irripetibile. Risultato: tendiamo a paragonare la nostra vita con quella di qualcun altro, spesso trovando perfetto il nostro modo di vivere (ma lo è veramente?)  e sbagliato quello altrui (ma lo è veramente?).

Non sto dicendo nulla di nuovo: sto semplicemente ripetendo con parole mie ciò che hanno già detto altri. Purtroppo, non abbiamo imparato ancora la lezione.

Di questo ne parlerò un ‘altra volta….

 

Imparerai a tue spese che…

VitaMaschereVolti
Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Conoscete la teoria dei sei gradi di separazione, in base alla quale basterebbero cinque passaggi per entrare in contatto con chiunque volessimo?

Qualunque sia la vostra risposta, è facile immaginare che abbiate incontrato molte persone durante la vostra vita:

  • Insegnanti
  • Compagni di scuola
  • Colleghi
  • Amici

La frase di oggi aggiunge un ulteriore aspetto

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Ne parlavo proprio stasera con la mia psicanalista: se è vero che conoscere tante persone aumenta le probabilità di costruire una relazione, è altrettanto vero che non sempre le persone che conosciamo vogliono entrare in contatto con noi.

Non so se – rispetto alla media – sia un chiacchierone o un taciturno. Di una cosa, però, sono sicuro: riconosco le persone vere e sincere da quelle false e bugiarde. Le prime mi conoscono come le proprie tasche, le seconde nemmeno mi stanno a sentire…Figuriamoci se mi conoscono! Inutile dire che preferirei frequentare solo le prime ed evitare come la peste le seconde, ma non sempre è possibile.

Inoltre, come insegna la frase di questa sera, le persone vere sono rare. Azzardo una quantità: a mio parere, per riprendere la teoria, almeno quattro persone su sei vivono dietro una maschera.

Per fortuna, riconoscere il falso dal vero non richiede una grande abilità.

A questo punto, mi pare corretto domandarmi

Sono sbagliato io, oppure è sbagliata la società in cui vivo?

 

 

Non sono interessato a seguire le vostre regole. Seguo le mie intuizioni

SeguireRegoleSeguireIntuizioni
I’m not interested in following your rules. I follow my Intuition

L’immagine e la frase di stasera mi hanno colpito subito: poco importa che sia una campagna pubblicitaria di un’azienda portoghese.

Per alcuni, l’uomo della fotografia potrebbe essere classificato come hipster, per altri come un ribelle alla James Dean. La frase rafforza il concetto

I’m not interested in following your rules. I follow my Intuition

Più o meno, può essere tradotta in

Non sono interessato a seguire le vostre regole. Seguo le mie intuizioni

Credo che sia proprio questa la sua forza: non può essere classificato esattamente.

A volte, ci sforziamo di sentirci parte di un gruppo: assolutamente giusto in teoria, un po’ meno in pratica. Questo per due motivi:

  1. Per sentirci accettati da un gruppo, seguiamo le sue regole, conformando i nostri pensieri
  2. Le persone che non seguono le regole sono segretamente mal viste

Praticamente, ci blocchiamo a vicenda, preferendo il quieto vivere al cambiamento.

Anch’io lo faccio: appaio molto diverso da quanto non mi senta di essere in realtà. Basterebbe ascoltare alcuni brani sul mio Ipod per capire che non è così….ma sarebbe meglio starmi ad ascoltare.

Tuttavia, mi sento anche obbligato a conformarmi alle regole, per non sentirmi escluso.

Quando riuscirò a condividere i miei pensieri liberamente, sarò libero.

Quando riusciremo a condividere i nostri pensieri liberamente, saremo liberi.