Impossible is nothing

Impossible is nothing
Impossible is nothing

Quando ho appreso della morte di Muhammad Ali (che per me è sempre stato Cassius Clay) immaginavo che il web gli avrebbe reso omaggio in molti modi. Così è stato.

I lettori più giovani assoceranno la frase di stasera all’Adidas oppure alla Nike: entrambe l’hanno utilizzata nelle loro campagne pubblicitarie. il pay-off 

Impossible is nothing

non è altro che l’ultima parte di un aforisma di Alì. La citazione completa è

“Impossibile” è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
“Impossibile” non è un dato di fatto, è un’opinione…
“Impossibile” non è una regola, è una sfida…
“Impossibile” non è uguale per tutti…
“Impossibile” non è per sempre…
Impossible is nothing.

In queste cinquantasette parole c’è tutto Alì, ma anche tutto il concetto di sport professionistico: non si arriva a certi livelli senza pensare che sia tutto possibile. In modo più pacato, potremmo dire che è una convinzione molto legata all’autostima.

Allo sport sono legati molti concetti, fra cui:

  • Fatica
  • Sudore
  • Sacrificio

Alcuni di essi sono stati citati anche nel monologo di Ogni maledetta domenica. Questi concetti sono molto usati in pubblicità per far leva sulle motivazioni e gli istinti dei consumatori, non solo sportivi.

Le parole sono diverse di volta in volta, ma il concetto è sempre il medesimo

Tu puoi fare di più

Facebook: perché investire in pubblicità in estate

Questa sera youtube metteva in evidenza un video dal titolo Facebook: perché investire in pubblicità in estate. Essendo un video pubblicato da un account legato a register.it, ho cominciato a guardarlo con un certo interesse: mi aspettavo un qualcosa di

  • Professionale
  • Accattivante
  • Interessante

La durata del video avrebbe dovuto mettermi in guardia: internet è un mezzo rapido, in cui è difficile mantenere desta l’attenzione per più di dieci minuti. Chi riesce a coinvolgere per più di mezz’ora gli utenti è un mito!
Ciò che ho trovato guardando non ha nulla di ciò che mi aspettavo. Si tratta dell’audio di una conferenza sul tema in oggetto.
L’audio in presa diretta pecca di qualità: pur essendo comprensibile, il volume ha frequenti alti e bassi. La voce del relatore ha un tono monocorde: il massimo della vita… se il nostro scopo è quello di addormentare un pubblico!
Questo ci può insegnare varie cose:

  1. Anche se è facile realizzare un prodotto per il web, realizzare un buon prodotto per il web è molto più difficile
  2. Prima di realizzare il prodotto, occorre pianificarlo
  3. La realizzazione deve essere seguita dall’editing

Vi prometto che fra pochi giorni troverò un video adatto a voi.

Heroes

 

L’ultimo spot dell’acqua minerale Levissima segna una svolta radicale nel posizionamento del prodotto.

Abbiamo ancora nelle orecchie la voce di Reinhold Messner che recitava lo slogan

Altissima, purissima, Levissima

Dato il luogo di origine del prodotto (le sorgenti della Levissima sono in Valtellina) avrei preferito uno sportivo locale piuttosto di uno altoatesino, per quanto famoso.

Questo è il passato: concentriamoci sul presente.

La canzone è talmente famosa di non avere bisogno di presentazioni ed era già stata usata come sigla della trasmissione Sfide, oltre che come ultimo brano della colonna sonora del film Noi siamo infinito. La morte di David Bowie deve aver aumentato i download di questo brano negli ultimi mesi.

Non è certo per la fama che è stato scelto questo brano, ma per il suo testo, che ben si sposa con il nuovo testo dello spot

Per tutti quelli che hanno una vetta da conquistare, c’è un’acqua che accompagna in ogni ,piccola e grande scalata…

Anche il web ha avuto la sua parte:Levissima ha lanciato il progetto #everydayclimbers, con tanto di hashtag che, però, non sembra aver ancora preso piede come si deve.

Cheap Thrills

 

Questa sera, scegliendo il video, ho notato una differenza così evidente da passare quasi inosservata:

  • Ci sono aziende italiane che reclamizzano i loro prodotti puntando molto sull’italianità, come l’Algida
  • Ci sono aziende italiane che reclamizzano i loro prodotti con un taglio più internazionale

È il caso della Wind che, oltre al nome, sceglie da anni per le sue campagne pubblicitarie:

Quest’estate la scelta è caduta su Cheap Thrills (letteralmente Emozioni economiche) con le voci dell’australiana Sia e del giamaicano Sean Paul.

Leggere il testo a fronte  fa sembrare il brano fuori contesto: pubblicizzare un prodotto commerciale con una canzone in cui si sente ripetere per otto volte

I don’t need no money

(Non mi servono soldi)

e per nove volte in sottofondo

I love cheap thrills

(Amo le emozioni a basso costo)

Può far sorridere.

Ciò che conta in pubblicità, però, è vendere: se il brano è accattivante e trascinante, come in questo caso, non ci trovo nulla di male.

 

 

 

Vorrei ma non posto

 

 

 

Ci sono vari segnali che sta arrivando l’estate

  • Le giornate sono più lunghe
  • Oggi è l’ultimo giorno di maggio
  • Cominciamo a sentire il caldo e…i tormentoni estivi

È troppo presto per decretare quale sarà la canzone più ascoltata dell’estate, ma il fatto che l’agenzia di pubblicità che ha curato lo spot del Cornetto Algida abbia scelto vorrei ma non posto di J-Ax e Fedez fornisce già buone indicazioni.

Diciamolo francamente: il video con la musica non c’entra nulla! Se le immagini raccontano una storia d’amore estiva (dal cuore di panna nazionale non mi aspettavo nulla di diverso), l’accompagnamento musicale è una divertente critica alla società moderna: basta leggere il testo per capirlo!

In questi ultimi anni l’accostamento video-immagini èsempre più slegato.  Rimpiango i tempi in cui Francis Ford Coppola scelse Wagner per una delle migliori scene di Apocalypse now, non certo Rossini!

Provate a immginare un bombardamento al suono di

Largo al factotum della città

 

Non saprei nemmeno io se fa ridere o piangere.

Accostare una canzone di protesta sulla società attuale ad uno spot mi sembra azzardato!

Non c'è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

Non c'è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita
Non c’è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

In questo periodo, Facebook si sta rivelando molto prolifico:

Non c’è donna più bella di quella che lotta tutti i giorni per la sua vita

Non è stata scelta una modella: è stata scelta una malata di cancro. Nulla a che vedere con le campagne shock di Oliviero Toscani: una donna vestita normalmente, se non fosse per la bandana sotto cui non si vedono capelli.

L’associazione mentale è presto fatta. Credo che sia un’associazione strana: da una parte la mia mente corre alle modelle in passerella, dall’altra mi torna in mente l’articolo di ieri.

Da una parte, abbiamo il mondo patinato dello show business, dall’altro abbiamo il mondo dei malati.

Quando questi due mondi così lontani si avvicinano, i rischi della spettacolarizzazione della malattia e della lacrima facile sono sempre in agguato.

Lo stesso accade quando il mondo del sano e del malato si incontrano: non si capiscono veramente. Il mondo del malato si capisce solo attraversandolo.

La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché …

Patch Adams
La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore

La condivisione di stasera non è una frase, ma una vera e propria perla di saggezza  di Hunter Doherty Patch Adams, che molti di voi ricorderanno per il film del 1999.

La vita è un tale miracolo che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore

Anche se non sono un medico, conosco i benefici di una risata:

  • Allevia lo stress
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Migliora il funzionamento di alcuni organi

Non è facile ridere nei momenti di sconforto e trovare il lato comico di una fonte di preoccupazione. Dobbiamo ricordarci una cosa, però: siamo vivi!

Partendo da qui, possiamo trovare prima il modo di ridere (non necessariamente della questione che ci preoccupa) e continuare a sperare.

Anche io devo ricordarmelo…

21 grammi…di felicità?

 

Se cercate 21 grammi con Google, vedrete che questa quantità è stata usata da molti: Fedez è solo l’ultimo in ordine temporale.

Il significato è nato da un esperimento di Duncan MacDougall, da cui dedusse che l’anima pesa – appunto- 21 grammi.

Ho consumato 21 grammi di felicità

Non è altro che un modo di dire che significa

Ho consumato l’anima

Tutti consumano la propria anima alla ricerca della felicità, perchè è un concetto che si sposta con il passare del tempo.Non so quanti anni voi abbiate, però vi invito lo stesso a fare un esperimento.

Pensate a quando avevate dieci anni, soffermandovi su cosa desideravate ardentemente a quell’età poi a quando ne avevate venti, soffermandovi e via di seguito, di dieci in dieci, fino alla vostra età attuale. Rispondete a questa domanda

Cosa significava per voi felicità a quell’età?

Ovviamente, vi renderete conto che il vostro concetto di felicità è cambiato con l’età.

Mi rendo conto di aver fatto un errore in vita mia: ho associato la felicità ai risultati lavorativi e scolastici.

  • Durante le scuole elementari pensavo che sarei stato felice alle medie
  • Alle medie pensavo che sarei stato felice alle superiori
  • Alle superiori pensavo che sarei stato felice all’Università

Solo ora mi rendo conto che la felicità è un risultato che non si ottiene con i risultati praticiLa felicità, quella vera, si ottiene solo partendo da un singolo fatto che pochi capiscono

Non di solo lavoro vive l’uomo

 

Anywhere is

 

Quando Enya pubblicò Anywhere Is io avevo appena cominciato a studiare inglese. L’accompagnamento particolare non rendeva agevole la comprensione del testo – specialmente ad un neofita della lingua –  ed internet non era ancora così evoluto da poter trovare immediatamente il testo e la sua traduzione.

Mi innamorai comunque di questo brano per il suo accompagnamento e la sua intonazione particolari: fu una delle prime volte che sentii pizzicare le corde di un violino.

Dagli anni ottanta in poi abbiamo perso l’abitudine di analizzare quanto ascoltiamo, vediamo e – in generale – sentiamo con i nostri sensi. I testi di Enya vanno controcorrente: non sono canzoni che si capiscono subito.

Il messaggio delle canzoni di Enya è – per così dire – nascosto fra le righe: potete provare ad ascoltarle anche mentre state guidando,se volete, ma vi sfido a capirli!

C’è un modo per ascoltare queste canzoni?

Sicuramente sì, ma non posso indicaverlo. Ascoltare certe canzoni è una metafora della vita: ognuno deve trovare la propria via!

Personalmente, io ho trovato questo modo:

  • Luce spenta
  • Telefono staccato
  • Abbigliamento comodo
  • Letto
  • Eventuale coperta per proteggersi dal freddo
  • Occhi chiusi

Così facendo, il pensiero vaga senza una meta precisa…e mi rilasso!

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare…

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare...
Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare…

Un foglio stampato attaccato con una puntina ad una lavagna di un’aula scolastica: ambientazione adatta per una frase di Socrate!

Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare. Non è questione di salute, né di intelligenza, né di bisogno.

È così e basta!

Dalle prime tutti si aspettano di più, dalle seconde nessuno si aspetta niente.

Per le prime non ci sono mai elogi, qualunque cosa facciano è dovere. Per le seconde è il contrario, poiché non ci si aspetta niente da loro, basta che muovano un dito e tutti si affrettano a coprirle di complimenti.

Il concetto della frase sarà ripreso:

  • da Ruggero Leoncavallo nell’aria Vesti la giubba 
  • da Totò  nel monologo del film Siamo uomini o Caporali
  •  da Luciano Ligabue nella canzone Una vita da mediano

Il tempo passa, il concetto resta sempre lo stesso!

Socrate ha ragione anche per quanto riguarda i complimenti. Leggendo la frase, vi rendete conto anche voi quanto questo sia profondamente ingiusto!

Esiste, ovviamente, anche chi occupa un certo posto per merito: ma quante cose ha dovuto subire quella persona per arrivare dov’è?

Lo so: questo post non ha molto senso…Forse perchè non trovo un senso in un mondo così!