Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio

SecondiMessaggioPersonaFelice
Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio.

Una veduta di una città europea (ad occhio, dato il canale e la bicicletta,direi che si tratta di Amsterdam) in cui non si vede anima viva fa da sfondo alla frase di oggi

Ci vogliono 4 secondi per scrivere un messaggio. Pensate un po’: con soli 4secondi si può rendere felice una persona

Devo dire che questa frase ha tre difetti:

  • Non mi piace che sia scritto un numero in una frase motivazionale: preferisco la parola
  • La forma della seconda parte del messaggio mi ricorda una campagna di raccolta fondi (meritorie, ma fuori contesto, in questo caso)
  • Non trovo un nesso fra l’immagine e la frase: se qualcuno lo vede, mi avvisi

Il messaggio è comunque vero e profondo. Provate a fare un piccolo test: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare l’ultima volta in cui avete mandato un messaggio o avete telefonato ad ogni persona registrata.

Ogni tanto, lo faccio anche io, domandandomi:

 Perchè non sento più Tizio o Caio da così tanto tempo?

Ammetto che, molto spesso, ho il dubbio che una persona non si ricordi di avermi conosciuto o che il numero sia corretto: dopo tanto tempo, una persona può dimenticarsi di noi o aver cambiato compagnia telefonica. Altre volte, non mi sembra il momento opportuno.

Non so se è così anche per voi. La frase che spesso si usa per giustificarsi è

Non ho tempo

Sinceramente, ho usato molto spesso questa frase come scusa, perciò mi sembra che la usino anche gli altri come scusa. Se trovate altre motivazioni, non avete che da commentare questo post.

In questi casi, mi torna utile risentire Accetta il consiglio, per questa volta: ci sono molte frasi che calzano a pennello pe una cosa simile.

 

 

 

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore

L'umile sente che sbaglia e lo ammette. L'ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L'arrogante è immune all'errore
L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Uno sguardo sornione, un sorriso beffardo, una posa da antico romano: è Garfield che, con il cappello tipico dello Zio Sam, pronuncia la frase

L’umile sente che sbaglia e lo ammette. L’ipocrita sente che sbaglia e lo nasconde. L’arrogante è immune all’errore

Con umiltà vi dico che questa sera potrei sbagliare: non tutti saranno d’accordo leggendo che – secondo me – siamo tutti umili, ipocriti e arroganti.

Se è certamente vero che una persona può avere un’indole più incline all’ipocrisia piuttosto che all’umiltà o all’arroganza, è anche vero che la nostra personalità non è statica, ma varia a seconda della situazione.

Immaginiamo qualcuno con un carattere mite: per quanto buona possa essere, si arrabbierà certamente se riceve una gomitata senza motivo. Magari quella stessa persona è già rabbuiata per altri motivi che non sappiamo e che amplificano la sua reazione.

Ora proviamo a fare un ragionamento seguendo la frase di questa sera:

  • Se comincio a fare un nuovo lavoro, dovrò imparare quasi tutto, perciò è più facile cadere in errore: con umiltà, ammetterò di aver sbagliato
  • Quando comincerò ad essere più preparato, può darsi che io sbagli per un calo di attenzione : tenterò, con ipocrisia, di nascondere il mio errore
  • Se sono una persona molto fiera (per non dire piena di sè), forse peccherò di arroganza,  e incolperò chissà chi o a chissà cosa per il mio errore

Attenzione, però: la classificazione non è matematica, bensì tra il psicologico ed il sociologico, quindi imperfetta.

Per esempio, io sono una persona molto timida con una bassa autostima, il che mi porta ad addossarmi anche le responsabilità non mie.

Se provate a guardarvi dentro, scoprirete il caso giusto per voi.

 

Non fate finta di vivere in un paese normale

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Non fate finta di vivere in un paese normale

Il titolo e l’immagine di oggi è un po’ politica (e – forse – anche un po’ polemica): d’altronde, sono state condivise da Roberto Saviano sul suo profilo Facebook

Non fate finta di vivere in un paese normale

Dell’Italia (all’estero, ma anche dentro i nostri confini) se ne dicono letteralmente di tutti i colori: non solo bianco, rosso e verde. Putroppo, in Italia si legge poco, perciò molti ignorano l’opinione altrui.

Vocabolario alla mano, Saviano ha ragione: il concetto di normalità è sconosciuto al DNA italico. In compenso, gli italiani sono dotati di un’inventiva invidiabile: alcuni la chiamano arte di arrangiarsi, altri creatività, ma il concetto non cambia.

Data questa situazione,  un brainstorming nazionale per normalizzare il Paese sarebbe inutile: ve lo immaginate un gruppo di pazzi alla guida di un ospedale psichiatrico?

Verrebbe da chiedersi

Che fare, allora?

Avrei una risposta, ma ho deciso di non scriverla: andrei contro il principio di questo post..ma, ovviamente, ho la mia opinione.

Se c'è una cosa che ho imparato nella vita, è che l'apparenza inganna parecchio

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che l’apparenza inganna parecchio

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Abitando a Milano, ci si rende conto che non esiste un modo migliore di un altro o un modo giusto per vivere.

Spesso ci lasciamo prendere dai pregiudizi e cerchiamo  di instaurare rapporti con persone che (secondo noi) hanno un bell’aspetto e un giusto modo di fare.

Potrei elencare vari aneddoti e modi di dire per smontare queste dicerie, ma la frase di stasera è molto più efficace

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, e che l’apparenza inganna parecchio

Probabilmente,  la madre della bambina raffigurata mentre riceve un fiore da un punk avrebbe stretto a sé la propria figlia, perché avrebbe giudicato il punk pericoloso.
Così come è vero che persone dall’aspetto o dall’abbigliamento stravagante ci sembrano pericolose, anche persone l’aspetto più classico possono sembrarci degne del più grande rispetto, salvo poi rimanere sorpresi dal loro comportamento.

Io stesso ho conosciuto persone il cui aspetto non rifletteva per nulla il carattere. Questo è accaduto sia in positivo che negativo. Potrei fare 1000 esempi, ma non è farò nessuno. Aggiungo solo che da questo imparato che le persone si conoscono un giorno per volta.

Come te la cavi? Va alla grande, pollici in su!

Come te la cavi?

Quante volte ci chiedono, come nella vignetta di Sarah Andersen

Come va? Come stai?

La risposta di circostanza é sempre la stessa

 

Va alla grande: pollici in su!

 

In realtà, non va bene per niente:

  • Lo stress non ci fa dormire
  • Vorremmo scappare

Non sto parlando dello stress quotidiano, per il quale basta un bagno caldo per ritemprarsi, ma di cose più profonde, a cui raramente sappiamo dare un nome. Solo un terapeuta o una persona empatica  sanno fare questo: purtroppo, la psicanalisi costa e l’empatia non  è ascoltata un dono di tutti

Trascorrere il tempo fuori casa non vuol dire prendersi cura di sè.

Per farlo basta fare ciò che ci piace qualche minuto al giorno.

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

NessunoNotaFare
Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Capita a tutti di sentirsi poco importanti:

  • Forse il lavoro non ci soddisfa
  • Forse ci sentiamo incompresi in famiglia
  • Forse….ognuno di voi può avere un proprio motivo

La vita procede nel solito tran-tran quotidiano. Ad un certo punto, diciamo

Basta! 

 

In quel momento, tutti resteranno stupiti: non pensavano che voi vi sentiste così.

Sarà in quel momento che si realizzerà la frase di stasera

Nessuno nota quello che fai finchè non smetti di farlo

Succede in ogni gruppo: spesso abbandoniamo gruppi perché ci sentiamo incompresi, ma il gruppo non sarà mai uguale a prima.

Chi è un po’ più anziano di me ha vissuto l’epoca dei Beatles: vorrei farvi una domanda provocatoria

Avete seguito John Lennon o Paul McCartney nelle loro successive carriere?  

Scommetto che l’uno sentiva la mancanza dell’altro.

Come fare perché ciò non accada?

Sinceramente, nemmeno io l’ho capito….

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

SoffrireStarBeneAltriCulo

Chi soffre, alla fine è sempre la persona che si fa il culo per far star bene gli altri

La ragazza rappresentata in questa fotografia sta piangendo, perché sa che esistono due tipi di persone:

  • Gli altruisti, che cercano di far star bene il prossimo
  • Gli egoisti, che pensano solo al proprio benessere

Non ci vuole una matrice a doppia entrata per spiegare tutte le casistiche che si creano dall’incontro di due sole categorie di persone: è intuibile.

Purtroppo, la ragazza sa anche che gli altruisti sono diventati come i panda giganti: una razza protetta dal WWF.

Io son abbastanza altruista: raramente riesco a dire di no con convinzione. Spero ancora che qualcuno mi aiuti con il cuore quando io avrò bisogno di lui: purtroppo, accade raramente. Per esempio, mi piacerebbe che gli amici si facessero sentire più spesso: una chiamata di pochi minuti rasserenerebbe la giornata.

Lo so che a volte appaio scontroso e poco incline al dialogo: in parte è colpa della deformazione professionale, in parte è colpa della stanchezza accumulata facendomi il culo senza mai ricevere nemmeno un grazie.

Se a volte vi sembro egoista, vi chiedo scusa: sappiate che sono solo stanco.

 

 

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

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Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

 

Ho sempre un po’ sofferto la solitudine: non tanto perché mi facesse paura, quanto perché credo che l’essere umano è un animale sociale destinato a rimanere in gruppo.

Devo dire che la frase Navajo di stasera mi fa vedere la cosa da una prospettiva diversa

Non aver paura di esser solo. Le aquile volano da sole. I piccioni in gruppo

Se è vero ciò che dicevo ieri sera, è anche vero che non sempre le idee sono condivise.

A volte può capitare di seguire una strada poco battuta, incompresa dalla maggioranza. L’importante è avere sufficiente coraggio per perseverare.

Sarà capitato a tutti di essere criticati per un’azione o una scelta fatta: se la critica veniva da una persona a cui vogliamo bene, questa può averci ferito. La sofferenza dell’abbandono può portarci a ritornare sui nostri passi.

Non è una scelta saggia: è una scelta meditata e pensata lungamente ma, quando abbiamo preso quella strada poco battuta, lo abbiamo fatto probabilmente d’istinto.

Io credo che l’istinto non sbagli mai: dovremmo seguirlo più spesso.

hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

 

hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

Io e Consolata abbiamo parlato spesso insieme del concetto di idee condivise.

Non siamo stati molto originali, d’altronde è un pensiero di cui parla anche Patrizio Paoletti mediante la frase

 

Le idee hanno potere se condivise, le idee hanno potere se accolte

 

Questo credo sia uno dei difetti della società moderna: siamo talmente individualisti che con difficoltà accettiamo idee diverse dalle nostre.

A parole, diciamo spesso di accettare senza riserve il pensiero altrui: la libertà di espressione è talmente importante da essere scritta e le prime righe di ogni Costituzione democratica.

In pratica, ogni volta che qualcuno esprime idee diverse dalle nostre, anziché ragionare lucidamente, ci lasciamo trasportare dalle emozioni.

Se a livello psicologico questo è giusto, lo è un po’ meno a livello sociologico: le idee diverse hanno portato

  • Allo scontro culturale
  • A razzismo

In altre parole, molto spesso hanno portato a guerre: basta leggere un qualsiasi libro di storia per rendersene conto.

Come ho sentito dire una volta in uno spettacolo

 

La storia è maestra, ma nessuno impara mai niente

 

Condividere le idee, invece, porterebbe al progresso. Forse pretendo troppo: mi accontenterei che la gente imparasse ad ascoltarsi di più.

Se vivi per piacere agli altri…

Se vivi per piacere agli altri saranno tutti contenti...tranne te!
Se vivi per piacere agli altri saranno tutti contenti…tranne te!

Oggi ho scoperto sentimenti ribelli, una pagina Facebook che ha lo stesso scopo del mio blog: avevo un gemello e non lo sapevo!

La prima frase che ho letto sulla pagina rappresenta molto il mio passato, perciò ho deciso di pubblicarla stasera

Se vivi per piacere agli altri saranno tutti contenti…tranne te!

Questa frase per me è chiarissima: sono finito dalla psicanalista proprio perché ho vissuto (si fa per dire) per cercare affetto e stima accontentando gli altri. Ovviamente, non ho mai fatto ciò che avrei voluto veramente, fino a dimenticare il significato della parola piacere.

Ora, finalmente, sono giunto a una conclusione: non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere, ma solo un modo personale.

Un errore che si fa molto comunemente nella vita è proprio questo: ci conformiamo all’ambiente sociale circostante per essere accettati, invece dovremmo adattarci reciprocamente.

So che la differenza fra conformarsi e adattarsi è minima, eppure nessuno lo fa: è così che nascono screzi, incomprensioni e litigi. Risultato, ci sarà qualcuno contento che gode nel veder soffrire gli altri, ma noi stessi saremo scontenti e ci sentiremo sbagliati.