Have more than you show, speak less than you know

HaveMoreThanYouShowShakespeare
Have more than you show, speak less than you know

Non mi piace scrivere le frasi straniere per poi doverle tradurre: però, per Willam Shakespeare è obbligatorio fare un’eccezione

Have more than you show, speak less than you know

In italiano suonerebbe più o meno

Abbi più di quanto mostri, parla meno di ciò che sai

È un invito a praticare l’umiltà: putroppo, questa pratica sembra caduta in disuso. Avete mai notato che molte persone iniziano ogni frase positiva con  intento di elogiarsi?

  • Io ho fatto questo
  • Io ho quest’altro
  • Io sono
  • Io ho
  • Io so

Concedetemi un’eccezione per una volta: userò il pronome io…perchè io so che faccio parte di una famiglia molto numerosa: attualmente conta circa cinque miliardi di individui sparsi in ogni angolo della terra.

Io so che ognuno di questi individui ha qualcosa che lo rende unico, perciò è speciale.

Io so che ognuno di questi individui ogni giorno lotta per qualcosa.

Io so che ognuno di questi individui ride e piange come faccio io.

Io so che ognuno di questi individui vuole migliorare.

Io so che ognuno di questi individui è un membro della razza umana, come lo sono io.

 

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere

VitaImparareVivereSeneca
Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere

Nel mio percorso di studi, ho fatto poca filosofia perciò conosco poco Seneca

Nulla mi impedisce, però, di riflettere con la mia testa su una sua frase

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere

Sembra un controsenso, ma è la verità. Tutti noi facciamo determinate esperienze ogni giorno, a volte da soli, altre volte in compagnia di qualcuno.  La percezione che abbiamo di quell’esperienza è assolutamente personale.

Forse sono troppo sensibile in questo senso, ma odio quando qualcuno consiglia ad un amico o un famigliare come agire in un determinato contesto: è come se dicessero

Devi comportarti così!

Trattiamo l’altro come se noi sapessimo tutto il nostro interlocutore non sapesse nulla. Questo pensiero è completamente sbagliato, perché ne manca un pezzo, forse anche più d’uno:

  1. Nessuno di noi ha fatto tutte le esperienze possibili e immaginabili a questo mondo
  2. La percezione che abbiamo della vita è personale
  3. Il passato che abbiamo vissuto, ciò che ha formato il nostro modo di essere, è ancor più personale
  4. Anche se oggi siamo convinti della nostra opinione, domani potrebbe accadere qualcosa che ci fa cambiare opinione

Sono sicuro che in passato avete cambiato spesso opinione: politica, religiosa, a proposito di fatti di cronaca e anche questioni più emotive. Detto questo, vorrei farvi una domanda

Perchè vi comportate così?

 

Certe persone non vogliono essere salvate

PersoneSalvateGrantMorrison
Certe persone non vogliono essere salvate

 

L’immagine di stasera è molto toccante: immagino la ragazza voltata di spalle in preda al pianto. È disperata per aver cercato di aiutare un amico. Alle spalle della ragazza, in veste di consolatore e di guida, sento Grant Morrison che cita una delle battute del suo ciclo di Batman

Sai una cosa?
Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.

A volte, alcune persone mi hanno detto di essere poco empatico: io credo di averne parecchia, ma non riesco a farmi ascoltare come vorrei. Non sapete quanta gente conosco che  avrebbe bisogno di essere salvata.

Non è solo colpa mia:non tutti hanno il coraggio di chiedere aiuto. Sembra un controsenso, ma anche ammettere di aver bisogno di aiuto richiede coraggio. Credo che sia per questo che molta gente indossi una maschera tutti i giorni: per paura. Vedo che le persone intorno a me hanno paura

  • che la gente li guardi dentro
  • che gli altri ne capiscano i limiti
  • di essere giudicati (per cosa, poi? Per  aver bisogno di aiuto?)

Forse hanno paura dei loro stessi pensieri: il giorno in cui riusciremo ad avere meno paura vivremo tutti meglio.

 

 

 

Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo…

ChurchillVitaSguardoCuore

Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle

Per quel poco che sappiano di lui tramite i libri di storia, Whiston Churchill non ha la fama di essere stato una persona dal cuore tenero.

Immaginate quindi la sorpresa quando ho trovato questo suo aforisma

Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle

Spesso immaginiamo molti statisti del passato come persone pragmatichequasi immuni al lato sentimentale della vita. Dovremmo ricordarci più spesso che – in quanto persone – hanno anche dei sentimenti.

Sir Winston, in questo suo aforisma, ci fa scoprire il suo lato tenero. Immagino la scelta di Churchill come qualcosa dettato dal cuore. Se il cuore di Churchill avesse battuto per il teatro anzichè per la politica, avremmo avuto un grande attore in più e un grande statista in meno.

Potremmo dire così per qualsiasi grande personaggio, ma potremmo dire così anche per ognuno di noi. Completate a vostro piacimento questa domanda

Cosa sarebbe accaduto se io…?

Non posso rispondere per ognuno di voi, ma di una cosa sono certo: la storia sarebbe stata diversa.

Non raccontare troppo di te alle persone…

RaccontarePersoneFerireVinDiesel
Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Non so se Vin Diesel abbia mai detto

Non raccontare troppo di te alle persone, quando meno te lo aspetti lo useranno per ferirti

Forse l’accostamento della frase con l’immagine vuole trasmettere

  • Coraggio
  • Forza
  • Spavalderia

Oppure è semplicemente attribuita ad un personaggio che – tramite i suoi film – ha trasmesso una certa immagine di sè.

Non conto più le volte in cui ho confidato qualcosa a qualcuno e – poco tempo dopo – quella confidenza era sulla bocca di tutti. Ogni volta, mi davo dello stupido per essermi fidato di quella persona e non ho mai avuto il coraggio di dimostrare il mio disappunto.

Odio l’abitudine della gente di sparlare del prossimo. Sinceramente, lo trovo insensato: perchè giudichiamo il comportamento altrui se non ne conosciamo i pensieri?  Certamente: possiamo farci una determinata opinione dell’altro in base al suo comportamento e paragonandolo al nostro.

Sarebbe troppo facile finire questo post citando Gesù Cristo

Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra

Potrei usare citazioni o teorie di tutto lo scibile umano per chiuderlo, ma non sarebbe comunque originale.

Voglio chiudere questo post facendovi una domanda

Come vi siete sentiti l’ultima volta in cui qualcuno ha sparlato di voi?

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia…

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di tu non sai nulla...Sii gentile...Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando
Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di tu non sai nulla…Sii gentile…Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando

La frase di stasera è disarmante

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui tu non sai nulla…Sii gentile…Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando

Non saprei cos’altro aggiungere, ma ci proverò comunque.

Partiamo da una considerazione lapalissiana: l’unica persona con cui passiamo tutto il nostro tempo siamo noi stessi. Solo noi sappiamo ogni giorno e ogni momento:

  • Chi abbiamo incontrato
  • Cosa abbiamo fatto
  • Dove siamo stati
  • Quando ci siamo sentiti in un certo modo
  • Perché ci siamo sentiti così

Per sapere qualcosa degli altri, siano i nostri cari o una persona appena conosciuta, dobbiamo fare domande. Avere una buona empatia può agevolarci, ma dobbiamo comunque sperare che il nostro interlocutore ci risponda.

Se non c’è risposta, dobbiamo comunque ricordare che non conosciamo lo stato d’animo del nostro interlocutore. Possiamo immaginarlo, ma non è detto che la nostra supposizione sia corretta.

Lo so: sembrano dei consigli da scuola materna, ma non mi sembra che molte persone – spesso per egoismo – li seguano.

Recentemente, mi hanno fatto notare alcuni miei difetti: sono molto grato alle persone che lo hanno fatto, perchè ora so come mi vedono loro. Se devo trovare un risvolto negativo, è proprio il fatto che queste persone hanno emesso il loro giudizio – a volte in modo un po’ scorbutico –  senza farmi nessuna domanda sul mio stato d’animo.

Non è un’accusa nei confronti di nessuno: sto solo pensando a tutte le cose che basterebbe parlare di più l’un l’altro per andare d’accordo con tutti.

 

 

Se non ti fermano mentre ti allontani…

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Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Mentre stavo inserendo l’immagine di oggi sul blog, mi sono reso conto di quanto rappresenti la vita

Se non ti fermano mentre ti allontani…Continua a camminare!

Per me, la strada avvolta nella nebbia è proprio una metafora della vita:

  • Sappiamo da dove veniamo, perchè conosciamo il nostro passato
  • Sappiamo dove siamo ora, perchè stiamo vivendo il presente
  • Non sappiamo dove siamo diretti, perchè non conosciamo il futuro

Parlando di tutte le persone che conosciamo nel corso della vita

  • Sappiamo chi ci ha abbandonato e chi abbiamo abbandonato in passato
  • Sappiamo chi ci frenquenta e chi frequentiamo ora
  • Non sappiamo chi ci frequenterà e chi frequenteremo in futuro

La frase di questa sera è dedicata a tutti:ognuno di noi, per quanto fedele, è stato abbandonamto da qualcuno ed ha abbandonato qualcuno.

Non è facile abbandonare una persona, ancor meno lo è accettare di essere abbandonati. Se non abbiamo chiesto scusa o non ci hanno chiesto scusa finora, allora è inutile sperare che avverrà in futuro.

Cosa possiamo sperare per il futuro? Secondo me, due cose:

  1. Di diventare persone migliori
  2. Di incontrare persone migliori

 

 

 

Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi…

 

AltriPerNoiNoiPerAltriAnonimo

Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi. Ma non sapremo mai, fino in fondo, quello che noi siamo per gli altri

Viviamo in un’epoca paradossale, definita era della comunicazione, in cui abbiamo perso l’abitudine della comunicazione per eccellenza: quella orale dal vivo.

L’anonimo, per far conoscere questo suo pensiero, ha dovuto postarlo sul web:

Sappiamo con certezza quello che gli altri sono per noi. Ma non sapremo mai, fino in fondo, quello che noi siamo per gli altri

Me lo immagino vittima di una lotta fra conscio ed inconscio capace di causare un’isteria persino a Sigmund Freud.

Vi suggerisco un esperimento: la prossima volta che venite a Milano, fate un giro con i mezzi pubblici osservando come si comportano le persone. Ecco l’elenco incompleto dei casi umani che incontrerete:

  • Il frettoloso: parte perennemente in ritardo e – per risparmiare tempo – staziona davanti alle porte del mezzo pubblico, cercando di guadagnare quel decimo di secondo che pare separarlo tra la vita e la morte
  • Il lettore di giornale: se il frettoloso è Caino, il lettore di giornale è Abele. Seduto abbastanza comodamente al suo posto, spia di tanto in tanto a che punto è del viaggio per non sbagliare fermata. Partito con sufficiente anticipo, ha abbastanza tempo per se stesso
  • L’Iqualcosa-Addicted:  praticamente identico alla specie precedente, con la differenza che si trastulla con un gadget tecnologico, sovente di marca Apple

Lo so: Milano è una metropoli che anonimizza le persone…ma non crediate che i piccoli paesi siano poi molto diversi.

Non pensate che manchi qualcosa? Io ci vedo la poca voglia di conoscere l’altro, di condividere i propri pensieri senza ripetere a memoria ciò che abbiamo letto.

In una frase: manca la voglia di sapere (almeno, in parte) ciò che noi siamo per gli altri.

 

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

CarattereImperfettoSincero
Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La frase di stasera – secondo me – fa il paio con quella di Charlie Chaplin:

Il mio carattere non è perfetto, ma almeno è sincero!

La trovo una frase perfetta per risponder. e ad una critica qualsiasi.

Proprio perchè è perfetta:

  • Non ne conosciamo l’autore: potrebbe essere detta da molti di noi
  • Commentarla è difficile

Purtroppo, questa frase è destinata a rimanere spesso solo sulla carta, reale o virtuale che sia. Pochi hanno il coraggio di ammettere i loro difetti, tanti hanno l’arroganza di criticare quelli altrui.

Due pregi me li riconosco:

  1. Sono sincero: non saprei raccontare una bugia nemmeno sotto tortura. Proprio per questo – spesso – taccio.
  2. Sono pacifico: odio litigare. Forse sono anche pacifista…Ma è un’altra questione

Sicuramente, io ho tanti difetti: molti sono ignoti persino a me stesso. Uno ve lo confesso: sono arrendevole. Non sapete quante volte – proprio per non litigare – ho taciuto o fatto quanto mi chiedevano gli altri.

Purtroppo, mi sembra di vivere in un mondo carico di apparenza: non sapete quanto è difficile.

Sono un uomo con una disabilità evidente…

EzioBossoDisabileVedere
Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

Ci sono frasi che mi colpiscono come un pugno allo stomaco per la loro schiettezza e la loro forza. La frase di Ezio Bosso di stasera fa parte di questo insieme

Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con una disabilità che non si vede

La parola disabilità non mi piace, perché nel linguaggio comune è usata come una doppia offesa:

  • Nei confronti di chi è apostrofato in questo modo pur non essendolo
  • Nei confronti di chi si trova in una situazione che non ha voluto

In questo caso, però, non ci sarebbero termini migliori.

Di quale disabilità sta parlando Bosso? Posso solo avanzare un’ipotesi: quella che io chiamo cecità emotiva, meglio nota come superbia!

Perchè prolifera la superbia? Eppure dovremmo sapere che è uno dei sette peccati capitali. Potrebbe essere un buon titolo per un saggio di Alberoni , di Crepet, ma sembra che l’ultimo ad occuparsene sia stato Dante.

Mi correggo, scusate: l’ultimo ad occuparsene è stato il marchese Onofrio Del Grillo.