Puoi mettere in gabbia una tigre

Frase di Charles Bukowski
Puoi mettere in gabbia una tigre, ma non puoi essere sicuro di averla domata

 

Voglio celebrare il passaggio del mio blog a wordpress.org  con una frase di Charles Bukowski, autore che mi piace parecchio, ma di cui non parlavo da tempo

Puoi mettere in gabbia una tigre, ma non puoi essere sicuro di averla domata

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Per quanto possa essere difficile la vita…

Frase di Stephen Hawking condivisa dal sito efficacemente.com
Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi

Stamattina avevo già scelto la frase di cui parlare, quando mi sono imbattuto in una citazione di Stephen Hawking pubblicata da Efficacemente

Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi

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Nulla di ciò che hai ti appartiene….

Frase anonima
Nulla di ciò che hai ti appartiene, ad eccezione di ciò che sei. Non vivere per avere: vivi per essere

L’aforisma condiviso oggi dall’omonima pagina Facebook – per quanto anonimo – è talmente semplice da capire che sembrerebbe quasi superfluo parlarne

Nulla di ciò che hai ti appartiene, ad eccezione di ciò che sei. Non vivere per avere: vivi per essere

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La famiglia è dove c’è amore…

FamigliaAmoreRoccoScozzarella
La famiglia è dove c’è amore. I legami di sangue non fanno necessariamente una famiglia. La famiglia è affinità e condivisione, la famiglia non necessariamente la trovi alla nascita, spesso la trovi cammin facendo

Ancor prima di scrivere l’articolo, l’immagine di oggi è stata condivisa dalla mia amica Manuela, che l’ha dedicata alla nostra comune amica Debora.

Si tratta (come ogni lunedì) di uno screenshot di Twitter, in cui la frase scritta dall’utente Rocco Scozzarella il giorno 11 novembre scorso recita

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In tutta la mia vita ho sempre avuto paura…

VitaPerderePersoneQualcunoPauraPerderMeKhalifa
In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Non conosco il motivo per il quale seguite questo blog, io so i motivi per il quale mi piace scrivere articoli su questo blog. Uno di questi, ma non l’unico, è che mi permette di conoscere nuove persone e nuove citazioni, seppure virtualmente.

Ho conosciuto Wiz Khalifa tramite la pagina Facebook Perle di Saggezza proprio stasera e mi ha subito colpito la sua frase

In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Una frase tipica del rap, mi vien da dire: qualcuno potrebbe sostenere che sia una musica violenta e che non significhi nulla. Io non credo sia così: il rap è una musica da strada e chi viene dalla strada ha sempre molto da dire.

L’immaginario collettivo vuole la strada come un posto in cui è facile perdere:

  • Sè stessi
  • Una lotta
  • Direzione

Tutto vero, ma non crediate che la strada sia un posto dove non ci sia spazio per i sentimenti. La strada è un posto dove i sentimenti si dimostrano con i fatti, non con le parole.

Putroppo, abbiamo sempre meno occasioni per dimostrare amore con i fatti, sia anche solo dando indicazioni stradali, perchè abbiamo sempre più paura che il prossimo o , per meglio dire, il diverso (ma da cosa, poi?) ci faccia del male. Se li conosceste come li conosco io, capireste che la questione è completamente diversa.

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

Immagine dalla pagina Facebook di Lucia
E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

Poiché alla mia amica Lucia è piaciuto il mio articolo di ieri, ho deciso di ringraziarla condividendo sul mio blog ciò che ha postato oggi sul suo profilo Facebook.

Si tratta della frase

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica

Una citazione attribuita a Nietzsche che trovo molto adatta a questo blog, visto che parlo spesso di vita in modo quasi filosofico.

Credo che tutto il testo si regga sulla parola sentire: un verbo spesso usato solo in un senso,  quello sensoriale, e poco spesso associato alla sesta definizione che trovate sul dizionario, che la associa alla sensibilità.

Anche l‘immagine di sfondo sembra rimarcare il concetto: quante volte prestiamo più attenzione alla bravura dei ballerini che alla musica che li accompagna?  Eppure, fa parte tutto dello stesso spettacolo.

A volte, certa gente si focalizza su un singolo dettaglio, spesso un difetto, dimenticando di valutare l’insieme della persona che frequenta. Sono quelle classiche persone che direbbero al prossimo

Sei un bravo ragazzo, ma….

facendo seguire una critica: sono le persone che non possono sentire la musica.

Dobbiamo rassegnarci ad un fatto: non tutti gli uomini hanno la stessa sensibilità. Questi uomini non hanno sufficiente empatia per capire il prossimo o, per usare la terminologia usata da Nietzsche, sentire la musica. 

Purtroppo, l’unico modo per sentire qualcosa è aprirsi con il mondo, ma molta gente non sembra disposta a farlo….Come si suol dire

Il mondo è bello perché è vario

 

 

"Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante."

Frase di Eugenio Montale
“Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante.”

Oggi la pagina Facebook I valori della vita mi ha veramente spiazzato, condividendo una frase di Eugenio Montale

“Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante.”

Mi sarei aspettato da un poeta  Premio Nobel qualcosa di molto più complicato da spiegare o su cui riflettere, invece ho poco da dire.

La vita è fatta anche di piccoli gesti:

  • Un caffè preso prima dell’ufficio
  • Una telefonata per salutarsi
  • Essere sinceri con il prossimo

Cose banali? Forse…ma per me contano molto, tanto che non sarei capace di infrangere quello che io chiamo il mio personalissimo codice civile e penale.

Mi costa fatica? Si e no: a volte sarebbe meglio tacere la verità. Tuttavia, ho imparato una cosa: prima o poi, la verità viene sempre a galla! Perché infrangere il terzo punto? Non ha senso: a meno che vogliate fare una sorpresa a Natale a vostro figlio, meglio dire subito come stanno le cose, senza tergiversare.

Ci sarebbe l’alternativa del silenzio: non dite la verità, ma non dite nemmeno una bugia. Ma quanta fatica vi costa, in termini emotivi?

Parlando degli altri due punti, basta poco a capire che – a volte – non è necessario organizzare un evento mondano per condividere del tempo con qualcuno: basta un semplice aperitivo al bar e una chiamata per organizzare il tutto.

 

 

 

 

 

Che fatica dimostrare un'indifferenza che non si prova

FaticaDimostrareIndifferenzaNonProva
Che fatica dimostrare un’indifferenza che non si prova

Oggi la pagina Facebook Una pioggia di te ha condiviso la frase di una certa Arianna

Che fatica dimostrare un’indifferenza che non si prova

Trovo che l’immagine usata per lo sfondo sia appropriata: alberi sempreverdi sotto il gelo invernale….Quale migliore metafora per indicare che – anche quando dimostriamo freddezza – siamo comunque vivi?

La metafora può andare persino oltre: superare l’inverno non è cosa semplice, né per le piante, né per gli animali, né per gli esseri umani.

A livello emotivo, la cosa può risultare ancora più difficile: quante volte fingiamo di stare bene, ma in realtà stiamo reprimendo le nostre emozioni? Io lo faccio infinite volte perché:

  • L’ufficio non è il luogo adatto
  • Vivendo solo, a casa non saprei con chi sfogarmi
  • Le rare volte che esco a divertirmi, non è il momento adatto

Lo ammetto: è stata una strategia perdente! Ansia e depressione mi hanno aggredito.

Una cosa che richiederei all’umanità, cioè a tutte le persone, è quella di dedicarsi almeno venti minuti al giorno ad ascoltare il prossimo ed altrettanti ad ascoltare sé stessi. Probabilmente, non risolveremmo le guerre, ma di sicuro sarebbe una piccola rivoluzione nei rapporti interpersonali.

Purtroppo, sembra che la maggior parte della gente abbia deciso di curare il proprio corpo, non il proprio spirito.

Non sono questioni religiose come potrebbe sembrare a prima vista. La realtà è molto più semplice. Non vogliamo rispondere ad una semplice domanda

Cosa sto provando in questo momento?

Sia nel momento in cui siamo noi a stare male, sia quando (grazie all’empatia) vediamo qualcuno di afflitto. Se lo facessimo staremmo tutti meglio: purtroppo, siamo sempre più egoisti e sordi…anche verso noi stessi.

Sei così forte che quando piangi nessuno se ne accorge

Frase Anonima
Sei così forte che quando piangi nessuno se ne accorge

La vita richiede molta forza d’animo: ci è concesso arrabbiarci, ci è concesso ridere, ci è concesso litigare….ma non c’è spazio per il pianto.

Forse è questo il significato della frase condivisa da Extreme Videos

Sei così forte che quando piangi nessuno se ne accorge

Forse nessuno non è il termine adatto: a me basta una frase detta a mezza bocca da qualcuno per capire che ha dei problemi…esternare il mio pensiero faccia a faccia è un altro discorso.

Perché abbiamo vergogna di piangere? Perchè pensiamo che ognuno di noi ha i suoi problemi e, ammesso e non concesso che ci voglia ascoltare, non potrà comunque fare nulla per risolvere una situazione. C’è anche una componte di pauratemiamo di essere ripresi per il nostro comportamento.

Dal punto di vista dell’ascoltatore c’è un problema altrettanto grande:

  • Siamo distratti
  • Siamo troppo presi dai nostri problemi personali

Quante volte, presi dallo sconforto, avremmo voluto una spalla su cui piangere? Forse, ricordando tutte queste volte, ci avvicineremo di più gli uni agli altri, soprattutto nei momenti di sofferenza.

La seconda cosa fastidiosa dopo gli imbecilli…

CosaFastidiosaImbecilliSostenitoriImbecilli
La seconda cosa fastidiosa dopo gli imbecilli, sono i sostenitori degli imbecilli.

 

Chi mi legge abitualmente, sa che ho una personale concezione dell’umanità: salvo rare eccezioni, non esistono persone assolutamente cattive o assolutamente buone.

Credo, però, di aver confuso il concetto di bontà con quello di imbecillitàper questo mi colpisce molto la frase condivisa dalla pagina Facebook Collisioni Festival

La seconda cosa fastidiosa dopo gli imbecilli, sono i sostenitori degli imbecilli.

Io stesso posso definirmi imbecille, in senso lato: mi sono fidato di persone che miravano al loro tornaconto personale. Credo sia questo che intenda la mia psicanalista, quando dice che sono una persona buona, ma immatura: credo che tutte le persone siano incondizionatamente buone, senza ricordarmi che sono esistiti personaggi del calibro (negativo) di Hitler e Stalin.

Insieme a me esistono anche altri imbecilli: tecnicamente parlando, sono le persone narcisistiche e che tendono a sminuire (magari in modo mellifluo) chi si trovano di fronte.  Inutile dire che queste persone mi abbiano usato senza che me ne rendessi conto.

Ma la frase parla di sostenitori: chi mai potrebbero essere? Il vocabolario ci dice chi sia un sostenitore in modo asettico, la storia ci insegna le conseguenze che portano i sostenitori. Abbagliati dal carisma del nuovo leader, una persona buona di indole si lascia condizionare, abbandonando le persone che le erano veramente amiche in favore della novità.

Per spiegarmi, devo farvi una domanda: come vi siete sentiti quando qualcuno vi ha abbandonato in favore di una persona appena conosciuta? Una sensazione simile alla morte, senza dubbio. La cosa più brutta è che chi vi ha abbandonato crede di essere dalla parte della ragione, mentre voi sapete che si è lasciata abbindolare.

Cosa fare, in questi casi? Aspettare che una persona guarisca dall’imbecillità.