Oggi mi sento bella e non ho bisogno di farmi un selfie

Tweet dell'utente "Mi sento bella senza selfie"
Oggi mi sento bella e non ho bisogno di farmi un selfie

Oggi mi sento un po’ nervoso, forse perché ho dormito poco questa notte, ma c’è anche chi si sente bene e lo comunica con un Tweet, come Carlotta

Oggi mi sento bella e non ho bisogno di farmi un selfie

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Come capire una persona maligna

Immagine scelta dal sito "Positive vibrations" per descrivere una persona maligna
Immagine scelta dal sito “Positive vibrations” per descrivere una persona maligna

Ho appena trovato un interessante articolo su positive vibrations, che dovrebbe insegnare qualche stratagemma per stare alla larga da una persona maligna.

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Guarda sempre avanti. Il bello non è …

Guarda sempre avanti
Guarda sempre avanti. Il bello non è quello che hai vissuto ma tutto quello che hai da vivere

I personaggi famosi spopolano su Facebook, anche se sono disegnati, come lo sono Snoopy e Woodstock, protagonisti dell’immagine di oggi. Due personaggi del passato per guardare al futuro o, come si suol dire, guardare avanti. Il secondo porge al primo un fiore, offerta di pace dopo un litigio. Non credo che una fotografia reale avrebbe avuto lo stesso impatto: i fumetti ammorbidiscono il lettore.

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Mi sento come se il mondo…

 

Mi sento come se il mondo volesse vedere fino a che punto resisto
Mi sento come se il mondo volesse vedere fino a che punto resisto

Oggi, se mi avreste incontrato per strada e mi aveste domandato come mi sentissimolto probabilmente vi avrei citato la frase

Mi sento come se il mondo volesse vedere fino a che punto resisto

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Non dite “a domani”, così, tanto per dire…

Non dite "a domani", così, tanto per dire...
Non dite “a domani”, così, tanto per dire…

Ci sono locuzioni che usiamo senza rendercene conto, un po’ come gli auguri di Natale. A volte non ci rendiamo conto di quanto le nostre parole possano assumere un significato molto più profondo per chi ci ascolta.

La frase di oggi capovolge il concetto in modo radicale

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Il "mi manchi" resta una delle dichiarazioni d'amore più belle…

Frase di Paul Soranis
Il “mi manchi” resta una delle dichiarazioni d’amore più belle. Anche tra amici.

Nonostante Charles Schulz sia morto da molto tempo, i suoi personaggi continuano a vivere: non solo per le vignette originali, ma anche per le immagini apocrife, come quella proposta da Woodstock and friends su Facebook.

Snoopy sta telefonando con Woodstock al suo fianco, mentre la frase ci ricorda che

Il “mi manchi” resta una delle dichiarazioni d’amore più belle. Anche tra amici.

Una frase condivisa così tante volte che non sono riuscito a trovare l’autore originale: chiedo scusa!

La logica mi porta a pensare che una frase o un aforisma è spesso condiviso non solo perchè ci piace, ma anche perchè ci troviamo d’accordo con quanto detto.

Questa abitudine fa capire quanto sia difficile passare dalla teoria alla pratica: sappiamo cosa dovremmo fare per rinsaldare un’amicizia, ma non lo facciamo. I motivi possono essere tanti:

  • Abbiamo litigato e non siamo disposti a perdonare
  • Aspettiamo che l’altro faccia il primo passo
  • Non ci sembra il momento opportuno per farlo

Non ho menzionato la mancanza di tempo nell’elenco, perchè la reputo una palese scusa.

Credo che la verità sia molto più profonda: ormai consideriamo quell’amicizia conclusa e abbiamo voltato pagina.

Se ho torto….Cosa aspettate a prendere quel telefono in mano?

Ma perché non siamo nati tutti finocchi?

 

Questa notte se ne è andato Gastone Moschin, che qualcuno ricorderà anche per essere stato

  • Il Vescovo di Gubbio al fianco di Don Matteo/Terence Hill
  • Il padre del maestro Emilio (Solfrizzi) in Sei forte maestro

Per la maggioranza, però, resterà per sempre l’Architetto Rambaldo Melandri, quello che in Amici miei, durante la scena della stazione, si chiedeva

Ragazzi, come si sta bene tra noi, tra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?

Già allora si era capito che l’omosessualità è (forse) una questione genetica, eppure siamo andati indietro e non avanti.

Lasciando perdere il progresso tecnologico, una volta sarebbe bastato cercare di tirare su di morale un amico assestando qualche ceffone ai passeggeri di un treno in partenza per comprendere il significato del termine amicizia.

Al giorno d’oggi, mi chiedo non solo quante persone farebbero qualcosa di simile, ma soprattutto

quanti si interessano che il prossimo si senta bene?

Sono certo che tutti fanno una telefonata o vanno a trovare qualcuno ogni tanto, ma sembra sempre più un’oasi in mezzo a comunicazioni più asettiche e virtuali. Basta ripercorrere velocemente la storia tecnologica per rendersene conto: WhatsApp ha sostituito gli SMS, che hanno sostituito le mail, che hanno sostituito le telefonate, che hanno sostituito le lettere.

La velocità in certe comunicazioni è sicuramente produttiva, ma in amicizia è controproducente: meno tempo si passa con il prossimo, più il prossimo si sentirà messo da parte e, di conseguenza, penserà che la nostra amicizia non sia veramente tale.

 

 

In compagnia

Oggi devo fare un cambio di rotta in corsa: avevo previsto di scrivere a proposito di una certa frase, ma gli eventi delle ultime ore mi hanno fatto ricordare la canzone In compagnia, un vecchio duetto di Eros Ramazzotti, in compagnia di Stefano Bozzetti.

Ciò che mi colpisce di più di questa canzone è il ritornello

Riuscire ad essere uguali
In ogni diversità
E dai colori più strani
Un’alba uscirà

Ciò può avere molti significati, ma il mio resterà sempre e solo uno: occorre accettare l’altro per ciò che è e trattarlo come lui vorrebbe essere trattato.

Ma come vogliono essere trattate le persone? In generale, mi verrebbe da rispondere

Da persone

Il problema è che non c’è un modo univoco per interpretare immediatamente questo concetto: occorre conoscere bene le persone, anche nei momenti più bui, per capire come comportarsi con loro.

Non occorre una laurea in psicologia, basta solo essere aperti al modo di vivere altrui: non è il nostro modo di vivere, ma è comunque degno di rispetto.

Credo che il modo migliore per comprendere il modo di vivere altrui non sia solo frequentarsi,  ma  anche essere reciprocamente  curiosi verso l’altro: domandando apertamente  all’altro le motivazioni del proprio comportamento otterremo tre effetti

  1. Conosceremo meglio il prossimo
  2. Ci mostreremo aperti e comprensibili verso di lui
  3. Eviteremo fraintendimenti

ed allora, dai colori più strani, un’alba uscirà….

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un'unica cosa…la gente sincera

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Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

Come avrete capito leggendo il post di ieri, io e Paola stiamo tentando un riavvicinamenteo dopo un pesante litigio: non entro nei dettagli, proprio perchè sono state le parole a generare un grandissimo problema.

Stamattina, però, ho trovato una frase sulla pagina Facebook Pianeta donne che mi riporta all’inizio di tutto questo e ne è una degna conclusione

Non mi piacciono i doppi giochi. Non mi piacciono le doppie facce. Non mi piacciono gli approfittatori. Mi piace un’unica cosa…la gente sincera

A volte, omettiamo di dire delle cose ai nostri amici con varie motivazioni:

  • Non ci sembra il momento opportuno
  • Vogliamo dirglielo di persona
  • Varie ed eventuali

Il litigio con Paola mi ha insegnato una cosa: queste non sono motivazioni, sono scuse! Fossi stato più sincero con Paola fin da subito, forse non sarebbe successo nulla di grave: chi lo sa?

Ho capito che c’è un solo modo per iniziare o continuare un rapporto: dire sempre e subito la verità. Una persona va accettata nella sua totalità in quanto tale, con pregi e difetti.

I modi di contattare una persona li abbiamo sempre a portata di mano: si usano e si parla…Le altre strategie – se così posso chiamarle – sono solo un modo di prendersi in giro reciprocamente.

Tanto per chiarezza, voglio dire a Paola una cosa: la frase qui sopra è generale perchè questo è un blog, perciò mi rivolgo a tutti coloro mi leggono.

 

Ho provato rancore, ma mi stava male addosso

Frase di Marisa Licenza
Ho provato rancore, ma mi stava male addosso, così ho preferito lasciarlo agli altri e vestirmi di elegante indifferenza

Oggi la pagina Facebook di Today.it ha condiviso una frase di Marisa Licenza

Ho provato rancore, ma mi stava male addosso, così ho preferito lasciarlo agli altri e vestirmi di elegante indifferenza

Ogni persona ha il suo carattere: non sempre due caratteri sono compatibili fra loro. Gli eventi della vita, poi, possono modificare psicologicamente gli individui.

Questo è il motivo di fondo per cui due persone che, fino a poco tempo prima, si definivano amiche, si allontanano: l’eventuale litigio da cui hanno cominciato il reciproco allontanamento è solo la scusa che entrambi cercavano per porre fine ad un rapporto ormai logoro.

Non è detto che il rapporto sia destinato a terminare definitvamente: è cessato quel tipo di rapporto, ma l’amicizia può ricominciare basandosi su nuovi presuppposti. Occorre un po’ di tempo ad entrambe le parti per riprendere le energie e capire come è meglio continuare.

Nel periodo di allontanamento, ci si trova ad affrontare il lutto per la perdita dell’amicizia.

La rabbia e il rancore fanno parte di questo processo.

L’ultima fase introduce all’indifferenza. A mio parere, ciò può significare due cose ben distinte:

  1. Fingere che quest’amicizia non sia mai esistita
  2. Fingere che il litigio non sia mai esistito, riallacciando i rapporti…appunto ripartendo da zero

Personalmente, preferisco la seconda opzione, anche se non dipende solo da noi, purtroppo.