Non è detto

Questa sera vorrei fare un esperimento, che non è detto che funzioni. Ho guardato una sola volta il video dell’ultimo singolo di Laura Pausini, cantante di cui non avevo mai parlato in passato, e ne scriverò qualche pensiero.

Le immagini sembrano solo un accompagnamento visivo, se così posso definirlo: qualcosa che resta nello sfondo e che sembra praticamente ininfluente nell’economia della canzone. Detto questo, occorre analizzare bene testo e contesto per esserne assolutamente sicuri.

I primi due paragrafi di questo mio testo sono sicuramente molto tecnici e poco emotivi, ma considerate che ho solo analizzato quella che chiamerei la superficie. Non ha caso ho usato il verbo sembrare e non l’ausiliare essere. Se li rileggete sotto una nuova ottica, vedrete che Laura Pausini esprime lo stesso concetto in modo speculare a me: nel suo brano risulta subito evidente l’aspetto emotivo della questione che affronta.

Il titolo, però, svela che non è così. Cosa ne può sapere la persona non ancora dimenticata di ciò che prova l’altra parte in un determinato momento? A dir la verità, potrebbe saperne molto di più di quanto non possa sembrare a prima vista. L’unico modo sarebbe fare una domanda a cui – si spera  – l’altra parte risponderà sinceramente.

Purtroppo, è molto più probabile che accada l’esatto contrario. I motivi possono essere diversi

  • Paura di ferire il prossimo
  • Paura di essere feriti
  • Certezza del proprio punto di vista

Quale che sia il motivo, è certo che seguendo la fredda logica cerebrale resteremo sempre bloccati in un punto che non è né quello di partenza, né quello di arrivo: per usare una metafora, è un punto della strada in cui non dobbiamo fermarci e camminare. So che, a volte, è necessario riflettere ed è quello che vi invito a fare. Fermarsi a riflettere , però, non vuol dire necessariamente non fare niente: significa sistemare quelle piccole cose di tutti i giorni, aspettando il momento propizio per fare la mossa decisiva.

Amare vuol dire…

 

Frase anonima
Amare vuol dire essere al supermercato e pensare: “Questo gli piace. Glielo prendo.”

Se non mi piacessero le immagini, sicuramente non avrei aperto questo blog.

Tuttavia, apprezzo anche la pagina Facebook Vabbè proprio per la sua assenza di immagini e per il fatto che ogni tanto proponga frasi anonime, che permette di concentrarsi solo sul testo

Amare vuol dire essere al supermercato e dire: questo gli piace. Glielo prendo

Vorrei domandarvi:

c’è bisogno di aggiungere altro?

Se è vero che l’amore può manifestarsi sotto molte forme, è anche vero che i gesti più apprezzati sono quelli più semplici

  • Una passeggiata insieme
  • Cucinare il suo piatto preferito
  • Aiutarsi a vicenda nelle faccende quotidiane

L’esempio personale che vi porto è proprio di ieri pomeriggio: stavo passeggiando in centro, perché non avevo nulla di meglio da fare in un grigio pomeriggio milanese. Osservando le persone che frequentavano la zona, sono stato colpito da un fatto: tanti sembravano lì semplicemente perché volevano trascorrere del tempo insieme e non era importante cosa stessero facendo in quel momento.

Fra pochi giorni comincerà l’affannata corsa agli acquisti natalizia. Sicuramente molti di voi si staranno domandando

Cosa gli regalo quest’anno?

La risposta è semplice: partendo dal presupposto che tutte le persone esprimono dei desideri durante l’anno, sicuramente alla vostra compagna o al vostro compagno sarà sfuggita una certa necessità o un certo desiderio. Escludendo che il desiderio corrisponda ad una Ferrari ultimo modello, poco importa il valore economico dell’oggetto: potete anche compralo al supermercato sotto casa. Importa che glielo regaliate, perché si sentirà ascoltata o ascoltato.

Amore che prendi…

Uno dei temi che mi ha appassionato di più durante i miei studi Universitari è la Piramide di Maslow, a cui avevo accennato a marzo scorso. L’amore è uno di questi bisogni: io ne parlo frequentemente.

Mi spiace che i Nomadi non abbiano realizzato un video per Amore che prendi amore che dai: sarebbe stato interessante vedere come avrebbero reso la canzone in immagini.

Il testo parla di persone, comuni e importanti, accostandole all’amore: non si parla di sentimenti in una coppia, in cui l’amore reciproco dovrebbe essere scontato.

La domanda che mi sono posto ascoltando questa canzone è stata forse un po’ troppo filosofica per un brano musicale

Quale altro tipo d’amore potrebbe esserci?

Non mi andava di prendere spunto da un vocabolario e cercare tutti i significati del termine: ho preferito ragionare con la mia testa e mi sono ricordato che, quando parlai di una canzone di Emma Marrone, avevo praticamente già risposto.

Ne approfitto, perciò, per ampliare il concetto: proviamo amore ogni giorno, verso molte persone contemporaneamente ed in modo diverso per ognuna di esse.

Il problema, se così posso chiamarlo, è che non ce ne rendiamo pienamente conto, dandolo quasi per scontato.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi

Frase di Audrey Hepburn
La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Che ci crediate o no, conosco di persona la modella che presta il volto alla campagna pubblicitaria della ditta IBC :a meno che la modella non mi dia il suo permesso, non vi rivelerò il suo nome nemmeno sotto tortura, perché tengo molto alla privacy di tutti.

Sinceramente, sull’immagine non c’è nulla da dire: un bel ritratto di una bella ragazza, ovvero ciò che ci vuole per una pubblicità cartacea ben fatta.

La frase usata come payoff merita sicuramente qualche riga in più, anche solo per il fatto che è stata pronunciata da Audrey Hepburn.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Come direbbe il proverbio

Anche l’occhio vuole la sua parte

e deve essere stato semplice per Audrey pronunciarla, dato che la sua bellezza trascendeva gli occhi.

Più degli occhi, comunque importanti, per stabilire un legame con una persona si dovrebbe guardare al suo cuore, ovviamente in senso metaforico, perché è la sede dei sentimenti.

Il problema è che sempre meno persone si aprono spontaneamente agli altri: forse per paura di essere feriti, un po’ meno per il timore di ferire il prossimo. In altre parole, siamo sempre più egoisti.

La soluzione continuo a ripeterla da tempo: aprirsi di più, che non significa solo dire agli altri i propri problemi, ma anche ascoltare quelli altrui e considerare il proprio interlocutore come persona.

 

 

Piccolo uomo

 

Per chissà quale ragione, stamattina mi sono svegliato con in testa la canzone Piccolo uomo della compianta Mia Martini: forse perché voglio continuare il discorso di ieri.

Un testo che conoscono tutti, che parla della fine di un amore. Mi piacerebbe che in casi come quelli narrati John Belushi risorgesse per dire

È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi.

Perché difficilmente due persone smettono di amarsi contemporaneamente: un componente della coppia si sente sollevato per aver dato la notizia all’altro, che invece si sente distrutto. Lasciarsi di comune accordo è più unico che raro,  sia che si tratti di amore, sia che si tratti di amicizia. Più spesso, l’amore continua per lungo tempo, anche quando una delle persone è morta.

Ecco uno di quei casi in cui vorrei ci fosse più dialogo, non tanto per cercare di appianare i contrasti o rimettere insieme i pezzi, quanto per puro e semplice rispetto dell’altro.

Il problema è che non è facile affrontare questi argomenti e i due interlocutori pensano sempre di essere dalla parte della ragione.

L’empatia, in questi casi, può aiutare solo fino ad un certo punto: l’istinto di conservazione e la voglia di primeggiare sull’altro tramutano il dialogo in uno scontro che raramente ha vinti e vincitori.

Single, Taken, Finding myself, etc.

Single, Taken, Finding myself, Loving myself, Being passionet, Getting fit, Growing friendships, Metting new people & making memories
Single, Taken, Finding myself, etc.

A volte, mi sono sentito accusato di non fare nulla per me stesso: la cosa mi fa alquanto arrabbiare, sia perchè non è vero, sia perchè credo di non riuscire a trasmettere ciò che posso dare con sufficiente assertività. Non parliamo, poi, della mia condizione sentimentale!

In realtà, come spiega la frase tratta dalla pagina Facebook iReleaseEndorphins, sto facendo molto

Building an empire, finding myself, healing myself, being passionate, getting fit, growing friendships & making memories

non credo che sia necessaria una traduzione.

Trovo assurdamente ridicolo che molta gente creda che io stia semplicemente lottando contro l’ansia. Del resto, tutti noi combattiamo battaglie ogni giorno, di vario tipo: perchè per me dovrebbe essere diverso?

Come ogni lavoro, anche quello di costruire la propria vita è stancante: forse è addirittura più gravoso di un lavoro pagato. Finita la propria giornata lavorativa, abbiamo il tempo di riposarci. Costruire la propria vita richiede un impegno infinito!

Inoltre, dobbiamo lottare contro il tempo: un giorno comunque moriremo e in ufficio non possiamo pensare ai fatti nostri.

Sapete qual è l’unico momento in cui non penso al lavoro o a costruire la mia vita? Quello in cui scrivo l’articolo della giornata.  Non so se faccio bene o faccio male: capisco bene che Consolata, Francesca ed altre persone vorrebbero avere a che fare con una persona più solare quando escono con me.

Ammesso che accettino le mie scuse, permettetemi di dare loro una giustificazione

Sto lavorando per me

Non è semplice staccare, quando si è molto, molto impegnati. Certe persone non l’hanno capito, ma sono sicuro che Consolata e Francesca non fanno parte di questo gruppo.