Ti va di andare a prendere un caffè?

Frase sul caffè condivisa su Twitter
Ti va di andare a prendere un caffè? Guarda davvero, non ho secondi fini. Voglio solo stare seduto al tavolo con te, finché non ci innamoriamo

Per noi italiani il caffè è un momento conviviale: andare a prendere un caffè è la scusa per antonomasia per fare una pausa. Lo sappiamo bene tutti, anche Francy, che ha condiviso tramite il suo account Twitter la frase

Ti va di andare a prendere un caffè? Guarda davvero, non ho secondi fini. Voglio solo stare seduto al tavolo con te, finché non ci innamoriamo

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Cercasi clienti anche prima esperienza

Cercasi all'esterno di un bar milanese
Cercasi clienti anche prima esperienza

La parola cercasi è poco usata nel linguaggio di tutti i giorni, ma molto spesso la troviamo negli annunci economici tra le pagine dei quotidiani. Sapendo queste cose, il proprietario del bar nel quartiere Isola ha esposto la pubblicità che vedete fuori dal locale

Cercasi clienti anche prima esperienza

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Nel dubbio, ama

Nel dubbio, ama
Nel dubbio, ama

Vorrei subito fugarvi un dubbio, semmai lo abbiate ancora, dopo tanto tempo trascorso a scrivere articoli: amo le strade di città.

Non sono solo le strade ad essere oggetto del mio amore, ma anche le frasi che si possono leggere, alcune delle quali – come quella di oggi – condivise dalla pagina Facebook Informazione Libera.

La frase può sembrare banale

Nel dubbio, ama

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L’attenzione è la prima forma d’amore

attenzione come amore
L’attenzione è la prima forma d’amore

Prima di scrivere quest’articolo, non conoscevo né Simone Weil, né la pagina Facebook L’arte del dormire, che ne ha condiviso la frase

L’attenzione è la prima forma d’amore

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Il paradiso non esiste

Tutte le rappresentazioni del paradiso potrebbero essere potenzialmente false: nessuno ha mai visto come è fatto in realtà. Emma , in un certo senso, se lo immagina peggiore delle braccia della persona amata, stando alle parole del brano Il paradiso non esiste.

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Sono qui senza te

Quando ho letto il testo di Here without you, non ho pensato subito alla classica situazione in cui il cantante dei 3 Doors Down  cerca di sfogare il dolore per aver perso la sua amata dopo un rapporto più o meno lungo, senza avere la possibilità di affrontare l’altra parte direttamente.

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Non è detto

Questa sera vorrei fare un esperimento, che non è detto che funzioni. Ho guardato una sola volta il video dell’ultimo singolo di Laura Pausini, cantante di cui non avevo mai parlato in passato, e ne scriverò qualche pensiero.

Le immagini sembrano solo un accompagnamento visivo, se così posso definirlo: qualcosa che resta nello sfondo e che sembra praticamente ininfluente nell’economia della canzone. Detto questo, occorre analizzare bene testo e contesto per esserne assolutamente sicuri.

I primi due paragrafi di questo mio testo sono sicuramente molto tecnici e poco emotivi, ma considerate che ho solo analizzato quella che chiamerei la superficie. Non ha caso ho usato il verbo sembrare e non l’ausiliare essere. Se li rileggete sotto una nuova ottica, vedrete che Laura Pausini esprime lo stesso concetto in modo speculare a me: nel suo brano risulta subito evidente l’aspetto emotivo della questione che affronta.

Il titolo, però, svela che non è così. Cosa ne può sapere la persona non ancora dimenticata di ciò che prova l’altra parte in un determinato momento? A dir la verità, potrebbe saperne molto di più di quanto non possa sembrare a prima vista. L’unico modo sarebbe fare una domanda a cui – si spera  – l’altra parte risponderà sinceramente.

Purtroppo, è molto più probabile che accada l’esatto contrario. I motivi possono essere diversi

  • Paura di ferire il prossimo
  • Paura di essere feriti
  • Certezza del proprio punto di vista

Quale che sia il motivo, è certo che seguendo la fredda logica cerebrale resteremo sempre bloccati in un punto che non è né quello di partenza, né quello di arrivo: per usare una metafora, è un punto della strada in cui non dobbiamo fermarci e camminare. So che, a volte, è necessario riflettere ed è quello che vi invito a fare. Fermarsi a riflettere , però, non vuol dire necessariamente non fare niente: significa sistemare quelle piccole cose di tutti i giorni, aspettando il momento propizio per fare la mossa decisiva.