Canzone del bambino nel vento

 

Come scrivevo sul mio nuovo blogoggi è la giornata della memoria. 

Scegliere la canzone di cui parlare è stato semplice:  ho scelto Canzone del bambino nel vento, meglio nota come Auschwitz. Per i miei gusti musicali, preferisco la versione live dei Nomadi che vi propongo anzichè quella dell’Equipe 84.

Mi piace questa versione perchè si sente distintamente il pubblico ripetere il ritornello della canzone.

Se si trattasse di un qualsiasi altro brano, il fatto potrebbe passare inosservato. Tuttavia, come scrivevo il primo marzo scorso

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Perciò, con Auschwitz, il discorso è diverso:

  1. il pubblico canta una tragedia che – forse – non ha vissuto, ma che conosce bene.
  2. Non a caso, il video propone l’incipit  di Se questo è un uomo.
  3. Le fotografie proposte sono eloquenti

Per questo parlare del brano è difficile, soprattutto a livello emotivo: le parole sono chiare, ma colpiscono come un pugno allo sterno. Un pugno allo stomaco – forse – fa più male, ma il dolore passa in fretta: un pugno allo sterno, potrebbe anche perforare il cuore.