Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Proprio nel giorno in cui il re dei social Gianluca Vacchi balza agli onori della cronaca per un’attività che non ha nulla a che fare con Instagram, ho trovato questa immagine sulla pagina Facebook Informazione Libera: una scritta in pennarello incorniciata.

Anche se la fotografia è leggermente sfocata, la frase si legge benissimo

Chissà se un giorno quelli che contano ci diranno a quanto sono arrivati

Sembra quasi una risposta alla famosa battuta di Alberto Sordi ne Il marchese del Grillo

Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!

ma ripetuta a bassa voce, sospirando una vita che appartiene ad altri, non a noi.

Non so se sia giusto avere questa forma di invidia, ma trovo giusto cercare di migliorarsi continuamente, anche a livello sociale. A volte, dobbiamo ricominciare da zero, più spesso possiamo fare riferimento

  • Al nostro modo di vivere
  • Al nostro modo di pensare
  • Alle nostre passioni

Se crediamo di non avere più passioni, occorre sperimentare cose nuove. Se non troviamo subito qualcosa di nuovo, dobbiamo osservare il mondo e capire cosa ci piace veramente e provarlo.

Io ho trovato questo blog ma, forse, è solo la prima delle tante cose che troverò anche in futuro.

Spero che anche voi riuscirete a trovare più di una passione.

 

 

Vita da artista, stipendio da fame…

Violinista di strada -Mia fotografia scattata nei pressi del Duomo di Milano
Violinista di strada

Ci sono lavori che non sono considerati tali o, almeno, meno lavori degli altri. L’elenco proposto dall’articolo de La Repubblica non è certo esaustivo, ma fa capire subito di chi stiamo parlando:

  • Musicisti
  • Attori
  • Comparse
  • Sceneggiatori
  • Autori
  • Drammaturghi
  • Poeti di strada

Il mondo dello spettacolo non è certo semplice, anzi: come cantava Gianni Morandi

Uno su mille ce la fa

Forse, anche meno di uno su mille.

Gli altri novecentonovantanove sono costretti ad arrabattarsi come possono, districandosi fra l’arte ed un lavoro più comune, spesso anche poco remunerato. Come dicevo ieri, di Mozart ne nasce uno ogni secolo.

Con la sola esclusione di medici, infermieri e di chiunque altro si prodighi per salvare la vita di qualcuno,  dedicherei grandi donazioni a chiunque possa essere definito un artista. L’artista non è colui che dicembre

Guardate quanto sono bravo a fare questa cosa

Ma colui che ha una sensibilità più spiccata rispetto ad altre persone e cerca di far vedere in modo più ampio il mondo a tutti noi. Se vogliamo, è una figura che ne racchiude molte altre: ricercatore, esploratore, rivoluzionario, studente.

L’artista è tutte queste cose insieme, ma siamo diventati così ossessionati dalle cose più pragmatiche e razionali che ci rendiamo conto di quanto fosse geniale una mente solo quando viene a mancare.

Io non mi reputo un artista: la scrittura e la fotografia sono degli hobby, nulla di più. Non posso nascondere, però, che  entrambe queste attività richiedano una certa costanza e una buona dose di fatica:

  • Si va a letto tardi
  • Ci si alza presto
  • Si fanno chilometri con lo zaino in spalla
  • Si rinuncia ad altre attività

Ma chi te lo fa fare?

La vostra domanda è legittima. Lo faccio per passione. Allora perché noi artisti non possiamo essere remunerati per la nostra passione come lo sono altre categorie di lavoratori?

Ci vediamo sul lato oscuro della luna

Murales in bianco e nero
Ci vediamo sul lato oscuro della luna

Guardo il murales che ho trovato sulla pagina Facebook Il rock è la migliore musica del mondo e penso che Valentino Rossi avrebbe anche potuto farlo disegnare sul suo casco.

Ci vediamo sul lato oscuro della luna

ha scritto il graffitaro, italianizzando il verso di una famosa canzone dei Pink Floyd.

La luna ha sempre affascinato l’uomo, tanto da portare due Nazioni a rivaleggiare fra loro per arrivare prima dell’altra a conquistarla.

Il lato oscuro dello stesso satellite ci affascina tuttora, non solo per lo stesso motivo, ma anche metaforicamenente.

Anche le persone migliori hanno un loro lato oscuro, che si esprime con quelle emozioni che non ci piacciono

  • Rabbia
  • Tristezza
  • Delusione

per citarne solo tre.

Vorrei porre questa metafora in modo più pratico. Spesso io e Paola ci sentiamo telefonicamente: a volte vogliamo solo salutarci, altre volte uno di noi vuole mostrare all’altro il proprio lato oscuro. In altre parole, sente il bisogno di sfogarsi. Raramente è accaduto che entrambi fossimo giù di morale nello stesso momento. Il più delle volte, ci facciamo forza reciprocamente.

Quando si è tristi, si sente il bisogno di essere ascoltati: e chi può ascoltare qualcuno meglio di un amico? In quel momento, ci stiamo spostando sul lato oscuro della luna altrui. All’inizio, potremmo rimanerne intimoriti…ma tocca a noi guidare il prossimo dove c’è luce.

State pur sicuri che, quando toccherà a voi capitare sul lato oscuro della vostra luna, un amico verrà a soccorrervi.

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco

VivereFavolaCoraggioEntrareNelBosco
Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco

Prima di parlare dell’immagine di stasera devo fare una premessa: ebbene sì, cara collega blogger Loredana Amodeo, oggi parlerò della tua immagine.

Do per scontato che conosciamo tutti il personaggio rappresentato e la sua storia: è superfluo farne il riassunto.

Anzichè il classico finale

e vissero tutti felici e contenti

Quella folle di Loredana preferisce la morale

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco

L’unica persona che non avrebbe mai dovuto entrare nella selva oscura fu  Dante: non avrebbe impiegato cento canti e…tre anni di scuola superiore per vedere il volto di Dio. Come si suol dire

L’eccezione conferma la regola

Chi vuole vivere deve osare. Chi, fra i miei lettori, mi conosce di persona, probabilmente riderà leggendo  queste ultime frasi, ma credetemi: so di cosa parlo…e – se mi leggete da un po’ di tempo – sapete a cosa mi riferisco. Vi assicuro che ci vuole un gran coraggio per fare ciò che sto facendo….non tutti ce l’hanno

 

Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

 

Frase di Marilyn Monroe
Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

Oggi la mia amica Linda ha pubblicato sulla sua pagina Facebook  una frase di Marilyn Monroe

Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio

Trovo tragicamente buffo il nesso fra il pensiero di stasera e quello di John Lennon che proposi tempo fa: due artisti che si passarono idealmente il testimone predicarono la felicità, ma morirono in circostanze tragiche dopo aver vissuto un enorme successo. Letto tutto di un fiato, fa un certo effetto, non trovate?

Sulla parola vizio in questo contesto si potrebbe scrivere una tesi: l’ossimoro è piuttosto evidente. Le domande che potremmo porci sono tutt’altro che scontate:

  1. La felicità è un vizio?
  2. Più viziati significa anche più felici?
  3. Meglio conformarsi alle regole o inseguire la felicità?

Ognuna di queste domande riassume il dibattito politico di qualsiasi epoca.

Come spesso accade, ci preoccupiamo troppo presto del futuro: meglio concentrarsi sul presente, facendo tesoro di quanto impariamo giorno per giorno.

 

Canzone del bambino nel vento

 

Come scrivevo sul mio nuovo blogoggi è la giornata della memoria. 

Scegliere la canzone di cui parlare è stato semplice:  ho scelto Canzone del bambino nel vento, meglio nota come Auschwitz. Per i miei gusti musicali, preferisco la versione live dei Nomadi che vi propongo anzichè quella dell’Equipe 84.

Mi piace questa versione perchè si sente distintamente il pubblico ripetere il ritornello della canzone.

Se si trattasse di un qualsiasi altro brano, il fatto potrebbe passare inosservato. Tuttavia, come scrivevo il primo marzo scorso

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Perciò, con Auschwitz, il discorso è diverso:

  1. il pubblico canta una tragedia che – forse – non ha vissuto, ma che conosce bene.
  2. Non a caso, il video propone l’incipit  di Se questo è un uomo.
  3. Le fotografie proposte sono eloquenti

Per questo parlare del brano è difficile, soprattutto a livello emotivo: le parole sono chiare, ma colpiscono come un pugno allo sterno. Un pugno allo stomaco – forse – fa più male, ma il dolore passa in fretta: un pugno allo sterno, potrebbe anche perforare il cuore.

 

 

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione…

Frase di Charlie Chaplin
Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Questa mattina, mentre stavo cercando il primo argomento per il mio nuovo blog su Milano, ho trovato questa frase

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Ho sempre considerato Charlie Chaplin un genio….ma non avrei immaginato avesse così tanto da dire!

A parte questo, mi domando: riusciamo effettivamente a seguire questo consiglio?

La reputazione – per quanto importante – è comunque almeno un paio di gradini sotto la coscienza….Ma, come diceva il grillo parlante a Pinocchio nella versione di Walt Disney

La coscienza è quella vocettina interna che la gente ascolta così di rado… Per questo il mondo va così male, oggi!

Ho voluto riportare la definizione integralmente, perchè credo che la seconda parte abbia molto da dirci e da insegnarci.

Non solo ci preoccupiamo del giudizio altrui, ma ci lasciamo influenzare (troppo) dall’opinione altrui, senza tenere presente che anche la nostra opinione conta. Questo è forse, il segreto per andare a letto sereni la notte.

Non serve essere ricchi per essere felici…

Frase di Rita Lombardi
Non serve essere ricchi per essere felici, le migliori cose nella vita sono gratis, il sorriso, un abbraccio, una carezza, e tanto amore.

Il bello di internet è che ognuno può dire pubblicamente ciò che vuole: questo blog ne è la prova. Il brutto di internet è che ognuno dice pubblicamente ciò che vuole celato dietro uno schermo.  Sembra quasi che Rita Lombardi abbia voluto usare il mezzo di comunicazione a distanza per eccellenza per proporre una frase che si basa sulla vicinanza

Non serve essere ricchi per essere felici, le migliori cose nella vita sono gratis, il sorriso, un abbraccio, una carezza, e tanto amore.

Ironia della sorte, la frase è stata ripresa dalla pagina Facebook I Stay with me: non credo sia necessaria una traduzione di queste parole, comunque mi ricordano tanto la solitudine.

Forse è proprio la solitudine la malattia di cui soffre la società attuale. Secondo me, molti di noi (soprattutto i single) non si ricordano l’ultima volta in cui hanno ricevuto

  • Un abbraccio
  • Un sorriso
  • Una carezza

Non parliamo, poi, dell’amore: fosse per me, le definizioni del concetto sarebbero le seguenti

  1. Sentimento che molti pretendono ma che pochi danno
  2. Sentimento che abbiamo dimenticato come sia fatto

Non so come siamo arrivati a questo punto, ma forse non è troppo tardi per tornare indietro. Avrei un suggerimento: provare ad utilizzare canali di comunicazione più umani e diretti. Potete procedere per gradi

  • Se vi chiedete che fine abbia fatto una persona, provate a cercarlo su internet
  • Se sentite un vostro amico solo su Facebook, scrivetegli
  • Se usate solo la mail per parlare con gli altri, alzate il telefono
  • Se vi sentite vocalmente, perchè non vedervi anche di persona?

Su quest’ultimo passaggio, la mia amica Francesca avrà sicuramente qualcosa da ridire (o da ridere?): ogni tanto, mi faccio prendere dai troppi impegni…e mi dimentico dei nostri appuntamenti!

Non ti preoccupare, Frà…recupereremo!

Per essere felice devi imparare ad ignorare molte cose

Ritratto di Vin Diesel
Per essere felice devi imparare a ignorare molte cose

Non ho idea sul perchè chi ha realizzato l’immagine poi pubblicata sulla pagina Facebook  Le cose che feriscono insegnano abbia scelto un ritratto di Vin Diesel come sfondo.

A quanto mi risulta, l’attore non ha mai pronunciato la frase 

Per essere felice devi imparare a ignorare molte cose

Inoltre, mi sembra un aforisma adatto più ad un filosofo antico piuttosto che ad un attore. Di sicuro, c’è un fondo di verità: più problemi ci tormentano, più la vita ci sembra complicata.

Anche se molti consigliano di risolvere un problema per volta, non sempre riusciamo a farlo. Pensate ad una giornata qualsiasi. Dopo il lavoro, dovremmo anche occuparci di altre faccende:

  • La spesa
  • Le commissioni alla posta
  • I doveri famigliari

Come riuscire a trovare tempo per noi stessi e per assaporare un po’ di felicità? La soluzione è semplice in teoria, un po’ meno in pratica.  Vi propongo due alternative:

  1. Fissare un orario in cui dobbiamo smettere di preoccuparci dei problemi e dedicarci al piacere
  2. Trovare il lato piacevole delle mansioni che stiamo affrontando

Esiste anche una terza via: trovare un modo diverso per affrontare le stesse questioni.

Quest’ultimo caso richiede volontà e capacità di ascoltare i pareri altrui… In ogni caso, ce la potete fare.