L'era del cinghiale bianco

La mia amica Francesca mi ripete spesso che

Il caso non esiste

Credo che sia veramente così, considerando il fatto accaduto ieri: ho proposto ai follower della pagina Facebook del mio blog di proporre un’immagine, un filmato o un video musicale di cui avrei parlato.

È stata Elisabetta (il nome è vero, ma non vi dico altro) a suggerirmi L’era del cinghiale biancoDevo sinceramente ringraziarla per questo suggerimento.  Strano, per un blog che parla di vita, non essersi già cimentato con Franco Battiato, non trovate?

Nella società occidentale manca proprio quella   ricerca  spirituale  che è propria della cultura orientale citata dal cantautore. Siamo talmente imperniati di concetti quali

  • Economia
  • Profitto
  • Scienza

Che ci dimentichiamo che la parola sapere ha anche un significato che va oltre le nostre competenze intellettuali e che coinvolge anche lo spirito. Non avendo mai oltrepassato il meridiano di Greenwich, anche io cado spesso in questo errore.

Di notte, però, mi rendo conto che la vita non è solo cervello e cuore in senso materiale del termine, ma anche spiritualità…Sarà per questo che non riesco ad addormentarmi subito, ma ho bisogno di un po’ di musica.

Che siate credenti o meno, ognuno di noi ha bisogno di un momento per curare la propria anima.

Don't Cry

Pur non essendo un grande fan dei Guns’n’Roses, non mi è ci è voluto molto per capire che il video di Don’t Cry altro non è  che il fratello minore del video di November Rain.

Parlo di fratello minore semplicemente perché racconta una storia successiva, più recente, ma che rappresenta un po’ il proseguire della vita nonostante le difficoltà, magari con l’aiuto di una psicanalista.

Una delle difficoltà più dure che dobbiamo affrontare è quella che viene definita elaborazione del lutto, intesa come perdita di qualcosa o qualcuno che ci è caro, non necessariamente come morte fisica, ma come semplice allontanamento, volontario o meno che sia.

In momenti come quelli che ho appena descritto e che ben descrive la canzone, è difficile non piangere. Ci hanno insegnato che piangere sia un comportamento da deboli. In realtà, io credo che sia il comportamento più umano che ci sia per sfogare il proprio dolore.

Stiamo cadendo in una sorta di contraddizione mondiale: fingiamo di stare bene quando, in realtà, stiamo malissimo. Trovo amaramente buffo soprattutto il fatto che – spesso – non sono i diretti interessati i primi ad accorgersi di stare male, ma gli amici e i parenti stretti.  I conoscenti possono essere inclusi in questo insieme, con una precisazione: non vedendoci così spesso, possono confondere un nostro malumore momentaneo per male di vivere.

In genere, la frase

Fatti vedere da uno bravo

è intesa come

  • Battuta acida
  • Insulto
  • Frase senza senso

Se volete sapere la mia, detta nel modo giusto, può diventare il miglior consiglio che possiate dare ad un amico.

Hallelujah

 

Finalmente è arrivato dicembre: mi verrebbe voglia di cantare insieme a Jeff Buckley

hallelujah

Una delle sue canzoni o, meglio, cover più famose, visto che la versione originale è quella di Leonard Cohen.

Ci sono poche cose che uniscono, tre di queste sono sicuramente

  • Natale
  • La musica
  • La vita

Quest’ultima, la vita, è sicuramente quella che racchiude tutte le altre, non solo quelle che ho citato: i vostri commenti potrebbero elencare molte delle cose che uniscono e l’elenco sarebbe comunque incompleto.

Purtroppo, diamo per scontate molte cose, fino a darle per assodate e a sentirne la mancanza solo quando le abbiamo effettivamente perse. Personalmente, ho sempre pensato ad andare avanti, al futuro e al presente, più raramente al passato. Non so se ho fatto bene: del resto, la storia passata influenza le nostre decisioni presenti e future.

In ogni caso, ci sono molte cose per le quali cantare halleluia.

These are the days…

 

Certe volte la vita è proprio strana: ci accade una cosa che influenzerà il nostro futuro,solo che in quel momento non lo sappiamo.

Leggendo il  testo di These are the days of our lifes,magari mentre la si sta ascoltando, è questo il messaggio che ho percepito e che l’ultima delle dieci storie della vita di Freddie Mercuy raccontata su Rolling Stone  per ricordarne l’anniversario della morte lascia trasparire come se fossimo noi stessi vicini al cantante durante quei momenti.

Non è necessario che sia una tragedia come l’AIDS a far sì che accada tuttociò: potrebbe essere qualcosa di infinitamente più bello.

Di certo, sapere come e quando è stato girato questo video dà più connotazione al tutto.

Anche noi persone attuali, comuni mortali che non possiamo essere di certo paragonati all’immortale Freddie Mercury, saranno capitato eventi di ogni tipo, belli e brutti:

  • La morte di un caro
  • La conoscenza di nuove persone
  • La visione di un film

Un esempio personale è quello che ci vuole per spiegarvi meglio questo articolo, anche se in modo generico: le cose migliori che mi hanno effettivamente cambiato la vita sono state quelle che ho preso inizialmente più alla leggera, come questo blog. Da semplice modo per sfogare la mia fame di scrivere nella speranza che qualcuno mi leggesse, è diventata una necessità per comprendere me stesso…e spero anche far sì che gli altri mi comprendano.

Gaetano e Giacinto

 

Dato il nome che portano e gli anni passati a suonare insieme, credo che solo gli Stadio potessero raccontare il calcio dei tempi di Gaetano e Giacinto, la canzone dedicata a Giacinto Facchetti e Gaetano Scirea.

Un calcio dimenticato, molto meno

  • Commerciale
  • Televisivo
  • Internazionale

In cui esisteva ancora il concetto di Bandiera, quella con la B maiuscola.

Dare la colpa al calcio per come si è evoluta la nostra vita non avrebbe senso: è sensato, invece, dare la colpa alla nostra vita per come si è evoluto il calcio.

Non sarebbe giusto nemmeno dare tutto la colpa alla pubblicità: se la pubblicità fa leva sui nostri bisogni immediati, lo fa perché noi cerchiamo di sopperire alle nostre mancanze profonde in modo immediato.

La vita può essere una splendida opera d’arte, ma occorre darle tempo.

In momenti come questo, dovremmo tutti fare nostro un proverbio (fatemelo chiamare così) abbastanza noto in campo artistico

Anche Leonardo ha disegnato scarabocchi prima di dipingere la Gioconda

 

People have the power

 

Questa mattina mi sono svegliato mentre la radio trasmetteva la canzone che voglio proporvi e mi sono arrabbiato con me stesso domandandomi

Come ho potuto dimenticarmi di loro due?

Loro due sono, ovviamente, la sacerdotessa maudit del rock Patti Smith e la sua canzone People have the power: una figuraccia non da poco, visto che ho sostenuto più volte che ciò che conta nelle canzoni sono il messaggio e le emozioni.

Di emozioni e messaggi il testo ne propone praticamente ad ogni strofa, se non ad ogni riga, parlando di

  • Sogni
  • Gente
  • Potere

solo per citare le tre parole che più colpiscono a prima vista.

Il video, volutamente con il viso di Patti quasi cadaverico, ci mostra gente, famosa e non: sono loro che hanno il potere, siamo noi che abbiamo il potere o, almeno, dovremmo averlo.

Il problema è che molte persone, io incluso, si ostinano a pensare di non poter cambiare il mondo. Di certo, questo è un po’ utopico…Ma perchè non cominciamo a cambiare il nostro mondo?

Cosa resterà….

 

Le bariste che mi preparano colazione la domenica mattina non apprezzano la radio: preferiscono collegare lo stereo ad un lettore MP3 ed ascoltare la loro musica preferita. È grazie a questo piccolo gesto che ho potuto riascoltare Cosa resterà degli anni ’80.

Questo blog si rivolge al presente, non al passato, ma man mano che si avvicina la fine dell’anno è doveroso cominciare a stilare un bilancio.

Se Raf dovesse riscrivere il testo oggi, probabilmente menzionerebbe Trump e farebbe esempi molto diversi. Anche noi, fra meno di due mesi, ricorderemo vari eventi che hanno – personalmente o socialmente – segnato il nostro anno.

Per esempio, io ricorderò senz’altro la nascita di mia nipote Alice. Altri fatti sono sicuramente passati in secondo piano, ma credo si riaffacceranno nella mia mente quando meno me lo aspetto.

In momenti come questo, mi accorgo che la  vita, anche la più monotona, ci regala sempre delle sorprese.

Lovely on my hand

Un singolo spot pubblicitario dura mediamente trenta secondi.

L’azienda che lo commissiona vuole acquisire clienti o raccogliere donazioni, chi lo guarda ne è interessato o infastitidio. 

Per capire come stiano veramente le cose, occorrerebbe andare dietro le quinte, come permette di fare il video sulla campagna pubblicitaria Calzedonia del 2011,  incentrato sul venticinquesimo anniversario di attività aziendale.

Non ho contato artisti e tecnici che hanno lavorato: tanti si ricordano di Dorotea Mele per la voce o, al più, Fabrizio Campanelli per essere stato il paroliere del brano.

Il testo si riferisce chiaramente ad una coppia. Già solo questo fatto sarebbe sufficiente a porsi molte domande:

  • Perchè comporlo appositamente per uno spot?
  • Perchè proprio una campagna su un indumento indossato da (quasi) tutti?

La risposta è univoca ed è più semplice di quanto sembri a prima vista.

Generalmente, l’amore porta chi va a formare una coppia a lasciare in secondo piano gle altre persone che le hanno accompagnate fino a quel punto.

Nonostante questo, la  vita continua e, anche quando le persone non ci saranno più o non si vedranno per un po’, contribuiranno con i loro insegnamenti alla nostra personale visione del mondo.

 

November Rain

Novembre è un mese che non mi è mai piaciuto: a parte la ricorrenza dei morti, non ci sono festività particolari, le giornate sono brevi e fredde nonostante i cambiamenti climatici. Sembra quasi un periodo di attesa verso il Natale, che preannuncia tempi migliori.

Nemmeno i Guns’n’Roses non mi sono mai piaciuti particolarmente.

November Rain è l’unica canzone che riesce a farmi apprezzare sia novembre che i Gun’s’Roses. Nonostante non sia mai stato realmente innamorato, parla molto di solitudine e di fine dei rapporti tra persone.

In amicizia ed in amore, mi sono sempre calato nei panni della persona che, a mio giudizio, si è sentito veramente tradito (che – poi – la mia opinione sia corretta è un altro discorso).  Non è un caso che in psicanalisi si indichi la fine di un qualsiasi rapporto con il termine lutto.

A volte è difficile superare tutto questo, però dobbiamo trovare il coraggio di farlo. Può essere utile porsi una domanda

Cosa mi resta, adesso?

La risposta può essere diversa per tutti. Per quanto mi riguarda, mi resta sempre

  • Il ricordo
  • L’esperienza
  • Le vicende che mi hanno visto coinvolto con quella persona

Angelo della nebbia

Questa mattina mi sono incamminato per andare al lavoro mentre Milano era coperta da una leggera nebbia.

Dato il tempo, non mi sorprende il fatto che abbia percorso le poche centinaia di metri che mi separano dalla metropolitana canticchiando mentalmente il brano Angelo della nebbiaancora una volta di Luciano Ligabue.

In giorni come questo – forse – qualcuno è più triste del solito, altri – come me – tendono a diventare più riflessivi.

Non è semplicemente perché viviamo in città che ci si sente così, ma la nebbia ci ricorda che il futuro, la strada che percorreremo anche solo di lì a poco, è sempre e comunque un’incognita.

Forse è proprio per questo che la nebbia ci affascina e ci preoccupa contemporaneamente: a suo modo, ci ricorda che non possiamo prevedere il futuro. Allora ci chiediamo

Ci sei, Angelo della Nebbia?