In compagnia

Oggi devo fare un cambio di rotta in corsa: avevo previsto di scrivere a proposito di una certa frase, ma gli eventi delle ultime ore mi hanno fatto ricordare la canzone In compagnia, un vecchio duetto di Eros Ramazzotti, in compagnia di Stefano Bozzetti.

Ciò che mi colpisce di più di questa canzone è il ritornello

Riuscire ad essere uguali
In ogni diversità
E dai colori più strani
Un’alba uscirà

Ciò può avere molti significati, ma il mio resterà sempre e solo uno: occorre accettare l’altro per ciò che è e trattarlo come lui vorrebbe essere trattato.

Ma come vogliono essere trattate le persone? In generale, mi verrebbe da rispondere

Da persone

Il problema è che non c’è un modo univoco per interpretare immediatamente questo concetto: occorre conoscere bene le persone, anche nei momenti più bui, per capire come comportarsi con loro.

Non occorre una laurea in psicologia, basta solo essere aperti al modo di vivere altrui: non è il nostro modo di vivere, ma è comunque degno di rispetto.

Credo che il modo migliore per comprendere il modo di vivere altrui non sia solo frequentarsi,  ma  anche essere reciprocamente  curiosi verso l’altro: domandando apertamente  all’altro le motivazioni del proprio comportamento otterremo tre effetti

  1. Conosceremo meglio il prossimo
  2. Ci mostreremo aperti e comprensibili verso di lui
  3. Eviteremo fraintendimenti

ed allora, dai colori più strani, un’alba uscirà….

Pachidermi e pappagalli

Una cosa che detesto delle persone è la scarsa propensione ad approfondire certe tematiche, fermandosi alla prima cosa che si legge, spesso su internet.

Mi sembra che ci si informi quasi esclusivamente su internet: il luogo dell’informazione per eccellenza, ma anche di bufale colossali, spesso lanciate da siti che non sono testate giornalistiche.

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Non ci guarderemo indietro mai

 

Quante volte ho fatto errori? Non lo so, ho perso il conto. Credo sia così per tutti.

La vita è anche questo: fare errori e poi pentirsene. A volte, come cantano i Negrita, non ci si pente nemmeno.

Certo, si pensa ai propri errori: a volte, ciò che è giusto per una singola persona è sbagliato per gli altri.

Ma che ne sanno gli altri, della nostra vita? Solo ciò che raccontiamo loro, a volte condito dalle supposizioni altrui.

L’unico modo per evitare tutti questi problemi sembra poco praticato: parlare chiaro…..inoltre, anche se lo si fa, non è detto che dall’altra parte ci sia l’ascolto dovuto.

Ci sono varie cose che ho capito vivendo:

  1. Non possiamo prevedere il futuro
  2. Conosciamo la nostra meta definitiva

Lo so, sembra un controsenso….Ma non lo è: il nostro desiderio più profondo ci accompagna giorno e notte. La mattina non lo ricordiamo, di giorno resta offuscato dalle necessità lavorative, ma c’è.

Ognuno di noi vuole essere felice  in modo diverso. A questo si riferiva Steve Jobs, ma non l’abbiamo ancora capito.

La paura del futuro ci ancora al passato. Seguendo il desiderio, quello profondo e autentico, non quello effimero di una notte

Noi non ci guarderemo indietro mai!

 

E il silenzio che parla molto più rumorosamente delle parole di promesse infrante

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E il silenzio che parla molto più rumorosamente delle parole di promesse infrante

 

Le canzoni sono solo delle poesie con un accompagnamento musicale: credo sia per questo che Bob Dylan sia stato insignito del Nobel.

Il problema della musica straniera è che la ascoltiamo senza premurarci di capirne il senso.Non traduciamo il testo mentre ascoltiamo il brano, sedotti dall’insieme di musica, voce e ammirazione per questo o quel cantante

 Se prendete questa frase dei Pink Floyd

E il silenzio che parla molto più rumorosamente delle parole di promesse infrante

Non è nient’altro che la traduzione di un verso del brano Sorrowquanti di noi l’hanno ascoltata cercando di capirne il senso? Credo pochi.

Anche io ho commesso lo stesso errore: non ho tradotto il testo, ma solo ora lo capisco. C’è voluta una settimana di silenzio per capirla.

Fortuna vuole che ci sono persone che stanno cercando di riempire questo silenzio. Stamane Simonetta ha messo da parte i suoi problemi per venirmi incontro, è una settimana che Linda sta tessendo una tela degna di Penelope.

Cercare di riempire questo silenzio con il lavoro o qualsiasi altra cosa non porta a nulla: di cose belle nella vita ne abbiamo a bizzeffe

  • Figli
  • Amici
  • Abitudini

Solo che non le apprezziamo e vogliamo qualcosa di diverso. Cosa ci resterà dopo aver provato tutto, senza aver trovato nulla che ci soddisfa? Credo ci resterà solo l’amarezza di non aver apprezzato quanto era vicino a noi….

Chiedi alla luna

 

La vita è molto strana: quando questa mattina ho scelto la canzone Chiedi alla luna di  Baby K, mai avrei immaginato che avrebbe ben rappresentato la mia giornata odierna.

Cosa significa questo brano per me? Significa semplicemente che non ricordiamo mai dei fatti:

  1. Al mondo, esistono circa 7 miliardi di persone
  2. In comunicazione, si dice che bastino 7 passaggi per collegare due persone che non si conoscono fra loro

Internet ha ridotto numericamente questi passaggi: posso digitare un nome a caso sulla tastiera e trovare qualcuno da conoscere. Magari facciamo la conoscenza di qualcuno tramite un nostro amico nella vita reale.

Fare la conoscenza di, però, è diverso che conoscere veramente qualcuno.

Gli amici, quelli veri, sono quelli che si preoccupano: quelli che mi hanno salvato dalla solitudine che certe persone mi hanno fatto provare.

Lo so: chi mi legge spesso, troverà che il mio post di oggi sia ermetico.

Potrei usare un verso di Baby K per spiegarlo

Non ti confondere non sai nulla di me
della mia vita, e la mia bio,
tutto questo è mio.

No, non è questo il verso giusto…credo sia un altro

Chiedi alla luna di me.

 

Assenzio

 

Il rap è una musica strana: parla di rabbia senza mai citare la rabbia. Sono i testi (o, forse, gli autori) ad essere arrabbiati. Anche in precedenti testi della coppia Fedez/J-AX, sebbene più allegri, io ci leggo una leggera nota di rabbia.

Credo che tutta la musica sia nata per esprimere un sentimento. Se leggete il testo di Assenzioa seconda del vostro umore, potrete trovare

  • Tristezza
  • Rabbia
  • Paura

Io non sono un cantante, né un compositore. Sono un blogger: sono fatto di parole, sentimenti e di world wide web. Noto una certa affinità fra cantanti, compositori, blogger e scrittori in generale: tutti ci esprimiamo meglio con un testo piuttosto che con un dialogo orale.

Non è assolutamente paura di esporsi: a noi piace meditare su quanto ci accade, lasciamo che siano gli altri a prendere decisioni impulsive.

Non vuol dire assolutamente che incassiamo i colpi senza reagire: reagiamo alla distanzausando la parola scritta. Questo ci permette di meditare su quanto ci è accaduto in passato e metabolizzare il dolore o assaporare la gioia, senza lasciarci prendere dall’impulsività.

Il nostro comportamento scritto si riflette anche nella vita di tutti i giorni. Ci pensiamo due volte prima di prendere una decisione: quando, però, la decisione è presa…è definitiva.

E berta filava

Che i costumi sociali sia siano modificati nel tempo non è certo un mistero. Un tempo la sessualità era considerata un argomento tabù, non per questo non se ne parlava.

Lo si faceva usando parecchi sottintesi, così come fa Rino Gaetano in E Berta FilavaL’ironia, in questo caso, ha anche lo scopo di prendere in giro i benpensanti.

Sono passati tanti anni, ma se Gaetano è ancora ricordato, non significa (solo) che era un bravo cantante, ma che il problema  non è stato ancora risolto.

Oltre che ad essere un animale sociale, l’uomo è anche abitudinario: il cambiamento è difficoltoso, ma inevitabile.

Esistono, però, delle eccezioni: sono le persone che portano il cambiamento nella società. Rino era sicuramente uno di questi, ma potremmo citarne molti altri, sia italiani che stranieri.

Le persone comuni sono generalmente poco inclini al cambiamento: si adeguano con fatica e, forse, controvoglia ai mutamenti. Ciò che spesso non si capisce è che comunque cambiamo senza volerlo e la staticità ha conseguenze disastrose.

Bastano due domande per capire ciò che intendo: prendendo a riferimento un qualsiasi argomento

  1. Le vostre conoscenze ed opinioni sono le stesse di due anni fa?
  2. Le conoscenze ed opinioni dei vostri amici sono rimaste immutate?

Sicuramente, l‘esperienza accumulata ha giocato un ruolo fondamentale, ma lo scambio di opinioni è stato ancor più importante.

 

Chi sei tu per giudicare la vita che vivo?

Frase di Bob Marley
Chi sei tu per giudicare la vita che vivo? so di non essere perfetto, e non voglio esserlo. ma prima che tu inizi a puntare le tue dita…. assicurati che le tue mani siano pulite.

Di solito, quando trovo un’immagine con degli elementi che non mi piacciono, la modifico leggermente: perchè non ho tagliato le barre nere? La risposta è semplice: volevo mantenere un effetto cinematografico.

Mi piace immaginare Bob Marley al cinema canta Judge not e pronuncia inquadrato in primo piano la frase

Chi sei tu per giudicare la vita che vivo? So di non essere perfetto, e non voglio esserlo. ma prima che tu inizi a puntare le tue dita…. assicurati che le tue mani siano pulite.

È il testo di Judge notma potrebbe andare benissimo come parafrasi della frase di Pirandello o inserita in un discorso contro il razzismo, magari ascoltato da un certo presidente in carica da due mesi e mezzo e che vorrebbe costruire un muro, oppure da uno dei tanti nostri compatrioti che la domenica va a messa ed il lunedì impreca contro l’immigrato di turno.

Tanto per restare in tema, chi va a messa avrà notato una certa somiglianza con il Vangelo di Giovanni, Capitolo 8, Versetto 7: con parole sue,  Bob Marley ha riproposto un messaggio vecchio di duemila anni.

Riassumiamo per punti la questione:

  1. Duemila anni fa, viene proposto per la prima volta un messaggio di uguaglianza
  2. Il messaggio di uguaglianza è accolto (a parole) da tutti i seguaci  (a parole) della maggiore religione mondiale
  3. Il messaggio viene ripetuto da molti in tutti i modi, fino ad arrivare ai giorni nostri

Chi crede, punta il dito contro il demonio, chi non crede punta il dito contro la natura umana. Io non so di chi è la colpa, nè quale sia la verità: l’unica cosa di cui sono certo è l’incongruenza che esiste fra le parole ed i fatti.

Ci sono anch'io

 

Se dico Walt Disney, cosa vi viene in mente? Eccovi alcune delle mie risposte:

  • Cartoni animati
  • Canzoni
  • Fantasia

Non sono risposte casusali: il video che vi propongo questa sera racchiude tutti questi tre elementi insieme. Non a caso, Ci sono anch’io fa parte della colonna sonora di Atlantis – il pianeta del tesoro, film della Disney del 2002.

Per informazioni più approfondite, chiedete alla mia amica Angelica o al mio amico Alex, persone che – se la cinefilia fosse una malattia – sarebbero all’ultimo stadio: io mi concentro sul significato di video, parole e canzoni.

Mi rendo conto che – questa volta – rischia di essere più difficile del solito:

  1. il testo è stato tradotto dalla versione inglese
  2. il video riprende molti spezzoni del film

Per capire il significato, ho dovuto prima ascoltare la canzone ad occhi chiusi e – poi – guardare il video muto: vi garantisco che il trucco funziona.

Concentrandosi sulle immagini, il concetto che appare subito chiaro è quello di magia: non è una cosa a cui credere o non credere. Come disse Ligabue durante il concerto Italia loves Emilia

A volte le magie succedono!

Anche il testo parla di magia: la magia che sentiamo dentro di noi quando perseguiamo un obiettivoIn questo caso, mi immagino Consolata nei panni del Presidente Roosevelt in Pearl Harbour che – con sguardo a dir poco grintoso – mi dice

… e lei viene a dire a me , non si puo fare?!?!

Che poi io e Consolata non ci diamo del Lei, è solo perchè siamo amici.

Roma – Bangkok

 

Se seguite questo blog da tempo, vi sarete accorti che non seguo la moda…prova ne è che Roma-Bangkok è uscita il 19 giugno 2015, mentre a Milano si teneva l’Expo.

Forse perchè  conoscevo poco Giusy Ferreri e soprattutto Baby K prima che arrivassero in cima alle classifiche con questo pezzo.

Come al soilto, devo farvi una domanda: quanti di voi hanno cercato di capire il significato del brano? Normale che la risposta sia pochi, considerando che è una classica hit estiva.

Anche un pezzo come questo – però – ha un significato: a volte, ci preoccupiamo troppo…di tutto.

Siamo esseri umani, non macchine! Non è un caso che – ai tempi della maturità – dimagrii molto: anche se una parte era giustificabile con la tensione del periodo, l’altra parte era dovuta al superlavoro.. Il corpo mi stava parlando…ma io non gli diedi retta.

Fortuna volle che si trattò di un periodo limitato, poi me ne andai in vacanza. Ecco, il significato del brano è proprio questo: il bisogno di pensare a sè stessi e non al proprio lavoro, ogni tanto.