Alla fine, va così

VaCosi
Alla fine va così…ti stanchi di esserci, di metterci il cuore laddove cuore non c’è. Ti stanchi di esserci per chi non c’è. Ti stanchi di aspettare il nulla perché, anche se nulla ti aspettavi, un abbraccio forse te lo meritavi. Alla fine va così…senza far rumore, in punta di piedi, te ne vai.

Mi hanno sempre detto che i miei peggiori difetti sono quelli di non riuscire a perdonare e quello di commiserarmi troppo per la mia scarsa vita sociale.

Non voglio rendere pubblica la diagnosi della mia terapeuta, ma citare una frase che ben spiega il mio modo di agire.. Il fatto che sia stata condivisa dalla pagina Facebook vabbè è un caso, ma – ironicamente – questa parola  è anche il mio segno di resa definitiva

Alla fine va così…ti stanchi di esserci, di metterci il cuore laddove cuore non c’è. Ti stanchi di esserci per chi non c’è. Ti stanchi di aspettare il nulla perché, anche se nulla ti aspettavi, un abbraccio forse te lo meritavi. Alla fine va così…senza far rumore, in punta di piedi, te ne vai.

Stando alle statistiche del mio cellulare, sono più le chiamate fatte che quelle ricevute, segno inequivocabile che mi sono circondato delle persone sbagliate. Da timido quale sono, ho sempre preferito la gente solare, come se potessero riattivarmi.

Se pensate che io volessi usare queste persone, non mi conoscete abbastanza: sono molto empatico, perciò stare vicino a persone più chiuse mi avrebbe – probabilmente – trasformato in una larva…e queste persone non avrebbero avuto colpa.

Il  problema è che spesso confondo le persone solari con quelle che fingono di essere solari: un conto è la persona che sei, un altro il ruolo che reciti.

Quando la recita non mi piace più, me ne vado: non pretendo mi rimborsino il biglietto…ma in questo teatro non mi vedrete più.

Io l’ho capito, spero che una mia amica lo capisca presto e giunga alle mie stesse conclusioni.

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico

C'è un solo modo per avere un amico: essere un amico
C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Prima di scrivere un articolo, controllo sempre l’esattezza di una frase: a quanto pare, però,  qualcuno non fa la stessa cosa.

La frase

C’è un solo modo per avere un amico: essere un amico

Non è stato pronunciato da Oscar Wilde nè, tantomeno, esiste. L’aforisma corretto è

L’unica ricompensa della virtù è la virtù, l’unico modo di avere un amico è esserlo

ed è stato pronunciato da Ralph Waldo Emerson: bastava una ricerca di due minuti con Google per controllare. Non posso negare, però, che questa frase sia profondamente vera.

Tutto si gioca sui verbi ausiliari avere ed essere: avete mai fatto caso che tutti vogliono avere amici, ma pochi vogliono essere amici? Secondo me

  • Avere un amico è avere qualcuno su cui contare nel momento del bisogno
  • Essere un amico è far sì che ci sia uno scambio reciproco (di favori, ma anche d’affetto) fra due persone che si fidano l’una dell’altra

Ciò spiegherebbe la solitudine di cui molti soffrono in questi anni: spesso non interagiamo con le persone da pari a pari, ma le sfruttiamo per i nostri scopi.

Putroppo, chi è sfruttato non se ne rende conto, perchè:

  1. Confonde sfruttamento ed amicizia
  2. Pensa che l‘amico (o lo sfruttatore?) ricambierà, prima o poi

 

Inutile aggiungere che il prima o poi non si concretizza mai.

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti...
Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Il senso della frase di stasera è molto semplice

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Siamo esseri umani, pertanto imperfetti: abbiamo tutti dei lati del nostro carattere che sono poco gradevoli. Siamo anche perfettibili: ciò non toglie che resterà sempre qualcosa che – nonostante i nostri sforzi – sarà un nostro difetto.

Io, per esempio, sono molto permaloso: se mi fanno notare un difetto, rimango ferito, anche se il mio interlocutore è stato molto gentile con me. Potrei elencarne a bizzeffe sul mio conto, ma non voglio tediarvi. Basta fare una ricerca su internet per scoprire

  • I difetti dei VIP
  • I difetti dei segni zodiacali
  • I difetti del vostro libro preferito

Forse solo gli innamorati non vedono difetti nel loro partner…Eppure ne hanno anche loro. La frase di stasera, però, dimostra che anche gli innamorati percepiscono i difetti.

Un neo può rendere la vostra amata leggermente diversa dalla Venere di Botticelli…eppure l’amate lo stesso.

Il carattere, in questo senso, è ambiguo: una persona irascibile non piace a nessuno, ma potremmo comunque apprezzarne il modo deciso con cui difende le proprie opinioni.

Tuttavia, prima di guardare i difetti altrui, pensate alla frase del monologo di V per Vendetta

Se cercate il colpevole, non c’è che da guardarsi allo specchio

 

 

 

L'intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico…

L'intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita
L’intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita

Come avrete notato, in questo blog non apprezzo citazioni molto lunghe…Tuttavia, la frase proposta sulla pagina Facebook di Ghiandola pineale – Il terzo occhio merita la dovuta eccezione

L’intuizione spesso ci suggerisce un consiglio apparentemente illogico ma se impariamo ad ascoltare e cogliere quel breve lampo, potremmo scoprire che il consiglio era esatto e che la Ragione nonè in grado di fornirci tutte le risposte alle domande e ai problemi che ci pone la vita

Quante volte ci è capitato di avere un’intuizione che potrebbe risolvere un problema? Credo tante….Putroppo, sono poche le volte che diamo retta istintivamente all’intuizione: più un problema è grave, più tendiamo a soppessare pro e contro di ogni soluzione che ci si presenta.

Credo che sia questa la definizione più appropriata del termine rimuginare, che equivale a dire non fidarsi del proprio istinto.

Se è vero che siamo esseri razionali, è anche vero che non siamo robot: a volte è doveroso lasciarsi andare all’intuizione…Peccato che seguiamo poche volte il cosiddetto sesto senso.

Ci vuole coraggio a restare, ad andarsene sono bravi tutti

Ci vuole coraggio a restare, ad andarsene sono bravi tutti
Ci vuole coraggio a restare, ad andarsene sono bravi tutti

Questa settimana ho tentato un cosiddetto drop-out in psicanalisi: ho tentato di interrompere le sedute contro il parere della mia terapeuta. Ho resistito 48 ore, poi sono tornato sui miei passi.

L’influenza che hanno tentato varie persone ha avuto il suo peso. Ironicamente, erano persone che

  • Mi conoscono poco
  • Non hanno mai avuto il coraggio di sdraiarsi sul lettino
  • Ne avrebbero bisogno, forse più di me

Pertanto, come dico sempre in questi casi….non possono capire o non vogliono capire.

La verità è contenuta nella frase di stasera

Ci vuole coraggio a restare, ad andarsene sono bravi tutti

Nella vita è giusto tentare altre strade solo quando si è sicuri che non c’è più nulla da fare.

Sinceramente, ho avuto anche io questa sicurezza…per 48 ore, appunto.

Lettino a parte, la fuga da qualcosa che ci spaventa o non comprendiamo è  comunque un istinto, giusto seguirlo, vero?

Niente di più sbagliato: bisogni fisiologici  a parte, possiamo resistere all’istinto in molte situazioni…e  – magari – vedere come va finire!

 

 

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere

VitaImparareVivereSeneca
Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere

Nel mio percorso di studi, ho fatto poca filosofia perciò conosco poco Seneca

Nulla mi impedisce, però, di riflettere con la mia testa su una sua frase

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere

Sembra un controsenso, ma è la verità. Tutti noi facciamo determinate esperienze ogni giorno, a volte da soli, altre volte in compagnia di qualcuno.  La percezione che abbiamo di quell’esperienza è assolutamente personale.

Forse sono troppo sensibile in questo senso, ma odio quando qualcuno consiglia ad un amico o un famigliare come agire in un determinato contesto: è come se dicessero

Devi comportarti così!

Trattiamo l’altro come se noi sapessimo tutto il nostro interlocutore non sapesse nulla. Questo pensiero è completamente sbagliato, perché ne manca un pezzo, forse anche più d’uno:

  1. Nessuno di noi ha fatto tutte le esperienze possibili e immaginabili a questo mondo
  2. La percezione che abbiamo della vita è personale
  3. Il passato che abbiamo vissuto, ciò che ha formato il nostro modo di essere, è ancor più personale
  4. Anche se oggi siamo convinti della nostra opinione, domani potrebbe accadere qualcosa che ci fa cambiare opinione

Sono sicuro che in passato avete cambiato spesso opinione: politica, religiosa, a proposito di fatti di cronaca e anche questioni più emotive. Detto questo, vorrei farvi una domanda

Perchè vi comportate così?

 

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia…

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di tu non sai nulla...Sii gentile...Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando
Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di tu non sai nulla…Sii gentile…Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando

La frase di stasera è disarmante

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui tu non sai nulla…Sii gentile…Sempre.. Il tuo sorriso potrebbe essere il miracolo che stava aspettando

Non saprei cos’altro aggiungere, ma ci proverò comunque.

Partiamo da una considerazione lapalissiana: l’unica persona con cui passiamo tutto il nostro tempo siamo noi stessi. Solo noi sappiamo ogni giorno e ogni momento:

  • Chi abbiamo incontrato
  • Cosa abbiamo fatto
  • Dove siamo stati
  • Quando ci siamo sentiti in un certo modo
  • Perché ci siamo sentiti così

Per sapere qualcosa degli altri, siano i nostri cari o una persona appena conosciuta, dobbiamo fare domande. Avere una buona empatia può agevolarci, ma dobbiamo comunque sperare che il nostro interlocutore ci risponda.

Se non c’è risposta, dobbiamo comunque ricordare che non conosciamo lo stato d’animo del nostro interlocutore. Possiamo immaginarlo, ma non è detto che la nostra supposizione sia corretta.

Lo so: sembrano dei consigli da scuola materna, ma non mi sembra che molte persone – spesso per egoismo – li seguano.

Recentemente, mi hanno fatto notare alcuni miei difetti: sono molto grato alle persone che lo hanno fatto, perchè ora so come mi vedono loro. Se devo trovare un risvolto negativo, è proprio il fatto che queste persone hanno emesso il loro giudizio – a volte in modo un po’ scorbutico –  senza farmi nessuna domanda sul mio stato d’animo.

Non è un’accusa nei confronti di nessuno: sto solo pensando a tutte le cose che basterebbe parlare di più l’un l’altro per andare d’accordo con tutti.

 

 

Non rinuncerò mai al mio modo d'essere…

AccettareModoEssereRinunciare
Chi mi vuole bene mi accetta come sono

Ho dovuto tagliare la didascalia per quest’immagine: la frase era troppo lunga. Leggiamola nella sua interezza:

Vada come vada, io non rinuncerò al mio modo d’essere: chi mi vuole bene mi accetta così come sono

Non so se diciannove parole sono tante o poche per una frase: a voi giudicare. Comunque sia, è una frase densa di concetti.

Da piccoli, i nostri genitori ci hanno educato:

  • A comportarci in un certo modo
  • A distinguere il bene dal male
  • A distinguere cosa è giusto da cosa è sbagliato

Arriva, poi, la fase adolescenziale della ribellione: è il momento in cui si fanno determinate esperienze, che formano il carattere.

Purtroppo, pochi considerano che la vita di un individuo è unica ed irripetibile. Risultato: tendiamo a paragonare la nostra vita con quella di qualcun altro, spesso trovando perfetto il nostro modo di vivere (ma lo è veramente?)  e sbagliato quello altrui (ma lo è veramente?).

Non sto dicendo nulla di nuovo: sto semplicemente ripetendo con parole mie ciò che hanno già detto altri. Purtroppo, non abbiamo imparato ancora la lezione.

Di questo ne parlerò un ‘altra volta….

 

Fuori

Vorrei farvi una domanda: quante volte vi hanno detto di essere fuoriIo, ormai, non le conto più. Fino a pochi anni fa, mi offendevo ogni volta che me lo dicevano, perché pensavo: “Se per lui sono fuori, significa che sono matto, diverso o stupido!” e non sapevo come ribattere.

La mia psicanalista sta impiegando un bel po’ di tempo per sradicare questo pensiero dalla mia testa. Questa canzone dei Nomadi è un bel toccasana per la mia autostima quando si affaccia questo pensiero.

Penso a varie persone che ho conosciuto. Potrei parlare lungamente di ognuno di loro ma, alla fine, si possono ridurre le mie conoscenze a tre categorie:

  • Conformisti: avete presente le persone che seguono per filo e per segno le regole? I conformisti sono loro! Se ci fossero solo loro, non ci sarebbero reati di qualunque tipo, ma non conosceremmo il progresso. Un tempo facevo parte anch’io di questa categoria: fortunatamente, ne sto uscendo.
  • Pazzi cattivi: non sto parlando di persone clinicamente disturbate .Per loro provo rispetto e compassione: sono state sfortunate e devono subire molte ingiustizie dalla vita. Parlo di quei pazzi che hanno reso questo mondo un posto peggiore: dittatori, violentiladri ricchi (ricordate  Tangentopoli? Prima o poi, li avrebbero presi, ma loro hanno continuato imperterriti) e via discorrendo
  • Pazzi buoni: loro sono quelli che, citando Steve Jobs, fanno progredire l’umanità.

Nonostante ciò che dicono gli altri, io mi sento un conformista,  spero di riuscire a diventare un Pazzo buono, un giorno o l’altro.