L'estate sta finendo

 

 

All’inizio dell’estate ho parlato di un tormentone estivo del presente: quale data migliore degli ultimi giorni di agosto per parlare di un tormentone estivo del passato?

Nonostante il testo sia rimasto invariato, preferisco questa cover alla versione originale: ha – ovviamente – un accompagnamento più in linea con i nostri tempi e può contare sull’accompagnamento delle immagini in tema.

Forse i giovani hanno prestato più attenzione alla presenza del marchio di una nota marca di bevande piuttosto che a quella dei Righeira. Parafrasando un vecchio film, potrei dire

È il tempo, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!

Forse è anche per rimandare al tempo che passa che il video è ambientato al tramonto, la fine della giornata  attiva: scesa la sera, come adesso mentre sto scrivendo ci sarà

  • Chi pensa a rilassarsi
  • Chi si dedicherà alla sua famiglia
  • Chi penserà alla giornata di domani

Non credo sia giusto pensare al domani, così come non è giusto pensare all’autunno: godiamoci queste ultime ore di 30 agosto e questi ultimi giorni d’estate.

 

Stay The Night

L’estate è tradizionalmente un periodo tradizionalmente dedicato alle vacanze. Nell’immaginario trasmesso dai film statunitensi questo vuol dire:

  • Surf
  • Feste con falò sulla spiaggia
  • Canzoni

Il norvegese Ray Kay, grazie alla sua residenza nordamericana,  nel video  girato per la canzone Stay the night di James Blunt rispetta tutti i canoni dello stereotipo senza risultare indigesto.

Non mancano nemmeno l’amore estivo, rappresentato da casti baci appena accennati, e lo sport acquatico americano per eccellenza: il surf.

Chi non ha mai sognato un’estate così, specie se paragonata all’estate tipica italiana?

Una persona la conosco: sono io! Dovendo scegliere tra una settimana in spiaggia ed una visitando una città, sceglierei sicuramente la seconda! Quest’anno la meta sarà Berlino.

Anche il testo parla d’amore: non una scelta e nemmeno uno sviluppo originale, ma sicuramente il risultato finale è orecchiabile.

In sostanza, a me il risultato finale piace, forse a voi no….Ma, come dicevano i latini

De gustibus non disputandum est

 

Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso #eccolacqua

Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso #eccolacqua
Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso #eccolacqua

Ho sempre amato i giochi di parole: li trovo ironici, soprattutto quando riflettono il presente, come la satira.

Ufficialmente, l’estate comincerà il 20 giugno, ma già ci lamentiamo del clima. I social network si sono scatenati giocando con la prima strofa di Azzurro di Adriano Celentano:

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso #eccolacqua

Le regole di comunicazione di Twitter sono rigide: l’hashtag non consente di usare spazi, perciò basta aggiungere una per  suscitare una risata.

Questo è solo un piccolo esempio di alcune mie constatazioni:

  1. Nella vita occorre immaginazione
  2. Esistono molti modi per vedere una stessa cosa

Questo ci deve portare a dover rispettare la visione altrui, perchè al mondo esistono circa 7 miliardi di modi per valutare una stessa situazione.

To Be Number One

 

L’inizio degli Europei di calcio mi ha riportato alla mente l’estate di sedici anni fa: la cosiddetta estate italiana, riprendendo la canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, inno ufficiale dei mondiali di quell’anno.

Pochi, però, si ricordano la versione inglese di quell’inno: To be number one di Giorgio Moroder.

Il video, ovviamente, risente ancora delle influenze del decennio precedente:

  • pettinature cotonate
  • inglese usato anche in Italia
  • Colori freddi ed elettrici per le ambientazioni notturne
  • Colori caldi per le ambientazioni diurne

La storia del video mescola lo spirito di sacrificio (italiano e sportivo) alla capacità di sognare adolescenziale.

Ciò che abbiamo perso (forse a causa dell’età, forse a causa degli eventi) è proprio la capacità di sognare. È una grave perdita: significa perdere la speranza e capacità di immaginare un’alternativa.

Lo ammetto: in passato sono caduto anch’io in questo errore, ma sto cercando di recuperare.  Perdere i sogni è un sintomo: la vera malattia è perdere la speranza.

I sintomi di questa malattia li riconosco subito: si tende a trovare una soluzione pragmatica ad ogni problema, lasciando poco spazio alla fantasia.

Non esiste una cura medica per questa malattia: siamo noi che dobbiamo lasciarci andare un po’ di più.