In tutta la mia vita ho sempre avuto paura…

VitaPerderePersoneQualcunoPauraPerderMeKhalifa
In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Non conosco il motivo per il quale seguite questo blog, io so i motivi per il quale mi piace scrivere articoli su questo blog. Uno di questi, ma non l’unico, è che mi permette di conoscere nuove persone e nuove citazioni, seppure virtualmente.

Ho conosciuto Wiz Khalifa tramite la pagina Facebook Perle di Saggezza proprio stasera e mi ha subito colpito la sua frase

In tutta la mia vita ho sempre avuto paura di perdere le persone che amo. A volte mi chiedo, c’è qualcuno là fuori che ha paura di perdere me?

Una frase tipica del rap, mi vien da dire: qualcuno potrebbe sostenere che sia una musica violenta e che non significhi nulla. Io non credo sia così: il rap è una musica da strada e chi viene dalla strada ha sempre molto da dire.

L’immaginario collettivo vuole la strada come un posto in cui è facile perdere:

  • Sè stessi
  • Una lotta
  • Direzione

Tutto vero, ma non crediate che la strada sia un posto dove non ci sia spazio per i sentimenti. La strada è un posto dove i sentimenti si dimostrano con i fatti, non con le parole.

Putroppo, abbiamo sempre meno occasioni per dimostrare amore con i fatti, sia anche solo dando indicazioni stradali, perchè abbiamo sempre più paura che il prossimo o , per meglio dire, il diverso (ma da cosa, poi?) ci faccia del male. Se li conosceste come li conosco io, capireste che la questione è completamente diversa.

L’uomo finge continuamente di essere quello che non è…

Frase di Lucia Cost pubblicata sul suo profilo Facebook
L’uomo finge continuamente di essere quello che non è. È un modo per nascondere sé stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa saggi.

Oggi la mia amica Lucia, di cui parlo qualche volta su queste pagine, ha condiviso sulla sua pagina Facebook una frase scritta di suo pugno

L’uomo finge continuamente di essere quello che non è. È un modo per nascondere sé stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa saggi.

Usando parole diverse da quelle che usai il 17 maggio scorso, Lucia non solo ribadisce lo stesso concetto, ma lo amplia.

Molte persone che conosco commettono un errore: sono assolutamente sicure di conoscersi perfettamente. Così non è. All’Università, tanti miei professori mi fecero notare una cosa, che oggi mi appare lapalissiana. Ci sono almeno tre sfaccettature da considerare in una persona:

  1. Come si percepisce
  2. Come è percepita dagli altri
  3. Come è realmente

Facendo un esempio generico, potremmo dire che un determinato carattere può essere piacevole per me e fastidioso per voi. La persona (che, praticamente, vive con sé stessa per tutta la vita) è convinta che ciò che lei pensa di sé stessa sia condiviso anche dalle altre persone. Come stanno le cose in realtà è difficilmente dimostrabile.

Mi pare quasi lapalissiano che si cerchi un compromesso tra ciò che significa vivere nella società attuale ed esprimersi per come si è.

Molte persone che conosco commettono un errore: sono assolutamente sicure di conoscersi perfettamente. Così non è. All’Università, tanti miei professori mi fecero notare una cosa, che oggi mi appare lapalissiana. Ci sono almeno tre sfaccettature da considerare in una persona:

  1. Come si percepisce
  2. Come è percepita dagli altri
  3. Come è realmente

Facendo un esempio generico, potremmo dire che un determinato carattere può essere piacevole per me e fastidioso per voi. La persona (che, praticamente, vive con sé stessa per tutta la vita) è convinta che ciò che lei pensa di sé stessa sia condiviso anche dalle altre persone. Come stanno le cose in realtà è difficilmente dimostrabile.

L’immagine di sfondo rimarca lo stesso concetto. Essere sé stessi è la cosa più semplice che possa esistere, ma l’uomo è un essere con molte sfaccettature, così come una rosa bianca può apparire semplice e composta da tanti petali

Mi pare quasi lapalissiano che si cerchi un compromesso tra ciò che significa vivere nella società attuale ed esprimersi per come si è. Sarebbe bellissimo se riuscissimo a vivere in modo assolutamente naturale, non trovate?

Errata corrige : come ha specificato la stessa Lucia nei commenti, la frase è di Osho. Chiedo scusa per l’errore: sono stato ingannato dalla sua firma nell’immagine.

Voglio essere peggio….

Voglio essere il peggio perché quando ero il meglio nessuno lo apprezzato
Voglio essere il peggio perché quando ero il meglio nessuno lo apprezzato

Per salvare l’immagine che la mia amica Lucia ha impostato come sfondo della sua copertina Facebook ho dovuto lavorare un bel po’: lei ci avrà messo molto meno a prenderla dalla pagina Facebook essere donna.

Voglio essere il peggio perché quando ero il meglio nessuno lo apprezzato

La frase risulta ancor più eloquente grazie alla foto di una donna che mostra un inequivocabile dito medio.

Nonostante provenga da una pagina rivolta ad un pubblico femminile, questa sorta di aforisma riguarda tutti noi.

Nella mia vita è capitato varie volte un fatto che sarà capitato anche a voi, prima o poi: un presunto amico o un presunto gruppo di amici vi ha rivolto delle critiche per il modo di comportarsi o, per meglio dire, il modo di approcciare la vita (l’educazione è un’altra cosa).

Tralasciamo pure il fatto che di questa cosa me ne sto occupando con la mia psicanalista, quindi ci sto lavorando, vorrei farvi una domanda: con che titoli e con che coraggio può qualcuno venirci a criticare?

Ci sono solo due eccezioni

  1. Il qualcuno in oggetto è un nostro genitore, che ci conosce cellula per cellula
  2. Il qualcuno in oggetto si è arrabbiato per un torto che gli avete fatto

Presumo che molti di voi siano maggiorenni e che i minorenni abbiano dei genitori sufficientemente capaci per discutere civilmente con i propri figli.

Escludendo le eccezioni, la risposta è semplice: nessuno può criticarciHo già espresso il motivo, ma voglio rimarcarlo: nessuno può conoscervi quanto voi conoscete voi stessi. Va da sè che se qualcuno vi muove una critica immotivata, il dito medio è l’unica risposta che possa meritarsi.

I due passaggi successivi sono abbastanza logici:

  1. Allontanare o allontanarsi da questa persona
  2. Continuare la vostra vita

 

 

Che poi noi single siamo meravigliosi…

Che poi noi single siamo meravigliosi
Che poi noi single siamo meravigliosi, perché ci lamentiamo di essere single e poi mandiamo fanculo chiunque provi ad avvicinarsi. Miti

Vedere la frase di oggi proposta dalla pagina Facebook Hello vodka, goodbye dignity  mi ha fatto venire in mente tante discussioni avute con i miei genitori

Che poi noi single siamo meravigliosi, perché ci lamentiamo di essere single e poi mandiamo fanculo chiunque provi ad avvicinarsi. Miti

Ovviamente, la vita di un single è diversa da quella di un ammogliato e non si riduce ad una fantozziana sfida calcistica di tanto in tanto.

La differenza è anche pratica: escludendo chi è separato, un single non può immaginare come sia la vita di un ammogliato, mentre un ammogliato può immaginare la vita di un single, oppure ricordare come era la sua vita da single.

Di certo, entrambe le vite hanno vantaggi e svantaggi: a volte vediamo solo i primi, altre volte solo i secondi.

Se i single mandano al diavolo chiunque provi ad avvicinarsi, significa che il loro tipo di vita non gli dispiace tanto, dopotutto.

Ciò non significa che siamo asociali, significa solo che vogliamo essere capiti di più. Rispettate i nostri spazi e saremo i migliori amici di sempre.

 

Come la chiami? Libertà o solitudine?

Frase condivisa dalla pagina Facebook "Sole Nero"
E quando la mattina non ti sveglia nessuno E quando la sera non ti aspetta nessuno E quando puoi fare quello che vuoi Come la chiami? Libertà o solitudine?

Oggi sarebbe stato troppo semplice scrivere a proposito della fine dell’estate: sarebbe bastato copiare ed incollare l’articolo che scrissi il 30 agosto dell’anno scorso.

Continua a leggere Come la chiami? Libertà o solitudine?

Perché mettere un'ipoteca sulla propria felicità futura, quando si può essere felici e soddisfatti nell'immediato?

Fotografia della Marina di San Vincenzo
Fotografia della Marina di San Vincenzo postata da Angelica sulla sua pagina Facebook

Ho parlato così tanto della mia amica Angelica che mi sembra giusto fare un piccolo strappo alla regola: oggi non parlerò di personaggi famosi, video o immagini firmati, ma di un suo post su Facebook.

Riportare tutto il testo  nell’articolo sarebbe stato troppo lungo, perciò ho preferito caricarlo come documento che potete scaricare a questo link. Come da titolo dell’attuale articolo, però, credo che la frase centrale del suo discorso sia

Perché mettere un’ipoteca sulla propria felicità futura, quando si può essere felici e soddisfatti nell’immediato?

Gege (così la chiamiamo in amicizia), ha centrato due punti molto importanti:

  1. A volte ci dimentichiamo dei nostri bisogni primari
  2. Un nostro desiderio potrebbe essere facilmente ralizzabile

Se avete fame, non penserete al vostro desiderio di costruirvi una famiglia con la vostra amata: dovete prima pensare al vostro corpo.

 Immaginiamo che il vostro desiderio sia quello di diventare uno scrittore ma che siate bloccati dall’eventuale biasimo o critica distruttiva di qualcuno.

Senza voler scomodare per l’ennesima volta Steve Jobs, la domande che dovete fare a voi stessi in questi casi sono due

  1. Mi sto divertendo?
  2. Sto danneggiando qualcuno?

Se la risposta è affermativa nel primo caso, negativa nel secondo, procedete pure (l’esempio del nipote di Angelica non c’entra: i bambini sono bambini); viceversa, dovrete trovare un’altra strada verso la felicità: non potete essere veramente felici se avete fatto del male al vostro prossimo.

 

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

5000AnniArcheologiResti
Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Mi chiedo spesso

Come giudicheranno gli storici il nostro mondo attuale?

Sinceramente, non vedo chi o cosa potrebbe essere tramandato ai posteri. Sembriamo così preoccupati di noi stessi che non ci rendiamo conto di chi ci circonda.

L’immagine proposta dalla pagina Facebook Metteteci una pietra sopra ma anche no rende bene l’idea. Lo scheletro fossilizzato di un uomo intento a farsi un selfie spiega benissimo la frase

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Una cosa molto diversa dal futuro immaginato nella saga cinematografica Ritorno al futuro o nel cartone I pronipoti. In entrambi i casi, si nota una certa permanenza di cose che – ai tempi in cui uscirono questi lavori – sembravano dover durare per sempre.Concetti come

  • Famiglia
  • Amici
  • Persone

Sembrano invece essere stati dimenticati, lasciando spazio all’edonismo e all’egocentrismo.

Cosa ci aspettiamo di raggiungere agendo così? Probabilmente, una sorta di soddisfazione. Se è vero che è immediata, è altrettato vera che è effimera. La fotografia potrebbe essere cancellata pochi minuti dopo o disperdersi tra i miliardi di cose postate ogni giorno. L’unica cosa che potrebbe salvarli dall’essere dimenticati è fare il backup del proprio account molto di frequente,a meno che un giorno i server dedicati non vengano dismessi.

Se, invece, collaborassimo più spesso l’uno con l’altro o – più semplicemente – ci parlassimo di più, avremmo qualcosa di bello da tramandare alle prossime generazioni.

 

 

 

Il bene o il male che fai torna sempre indietro

Il video che da tempo propone la pagina Facebook MI PIACE la buona educazione e condiviso da Avanti a testa alta  la buona mi ha sempre commosso per la sua bontà e semplicità. Racconta la storia di un uomo che regala alla bambina di una famiglia povera una torta che la piccola voleva, perchè anni prima lui si era trovato nella stessa situazione.

Il titolo del video non ha certo bisogno di un mio commento:

Il bene o il male che fai torna sempre indietro

è già esplicativo si suo.

Per quanto riguarda il male non vorrei parlarne, ma devo. Tralasciando dittatori e qualche altro psicopatico che prova piacere nel fare del male, chi fa del male lo fa per vendicarsi di un torto subito. Un’alternativa molto più pratica, produttiva e razionale della vendetta sarebbe ascoltarsi di più: purtroppo, siamo così convinti delle nostre idee che – spesso – ascoltiamo con le orecchie ma non con il cuore ed il cervello. Anche io ho commesso tante volte questo errore in passato: dovrò prendere esempio da tante persone che mi circondano per non farlo più.

Il bene  dovrebbe essere, invece, un modo per far progredire l’umanità. Se penso ad uno scienziato qualsiasi, a parte qualche psicopatico di cui sopra, hanno sempre avuto come obiettivo il progredire dell’umanità: anche se non sempre ci sono riusciti, ci hanno provato.

Sul tornare indietro il discorso è più complesso: magari occorrerà aspettare anni e ricordare eventi passati per avere la prova che ciò sia avvenuto. Magari due eventi sembreranno slegati fra loro ma, andando a scavare, si potranno unire i puntini, per dirla con Steve Jobs.

Mi piacerebbe portarvi qualche esempio, ma non posso farlo per due motivi:

  1. Sembrerebbe che mi stia pavoneggiando
  2. Non sempre riconosco i miei atti di bontà nel momento in cui li compio.

La finta perfezione

Mi scuso con chi vorrà vedere il video di stasera: non sono riuscito a trovare una versione migliore su youtube. Se volete vederlo meglio, vi consiglio di visitare la pagina Facebook Linfa vitale.

Il titolo è molto esplicativo

La finta perfezione

Le immagini che scorrono ci mostrano utenti dei Social Network intenti a mostrarsi al meglio della loro forma, ma ciò che non vediamo mostrerebbe un’altra realtà.

Se, un tempo, questo giochetto era buono per un servizio su un rotocalco femminile (e per vendere più cosmetici), ora sembriamo tutti presi dalla smania di mostrarci in forma smagliante. Io e pochi altri sembriamo sempre pronti per andare a dormire, piuttosto che prepararci nei minimi dettagli anche quando andiamo in ufficio.

Stiamo forse tutti aspirando ad una carriera in passerella? Non credo: data l’età media italiana, molta gente sarebbe  fuori quota, oltre che fuori forma.

Anche se è giusto mostrarsi al meglio delle proprie possibiità ed un bell’aspetto aiuta sicuramente a fare colpo, ciò che conta è ciò che siamo realmente: una persona dotata di un minimo di spirito critico vi smaschererà dopo poco tempo. Un modo per vedere come sia una persona nella vita di tutti i giorni c’è, ma lo usiamo poco: andiamo a trovarlo d’improvviso a casa sua, anche solo per farci offrire un caffè…ma mi raccomando: non mettetevi in tiro.