Pieraccioni e le cinquanta sfumature

Locandina del film "Il ciclone"
Locandina del film “Il ciclone”

In genere – lo sapete bene – quando parlo di Facebook lo faccio tramite immagini e frasi tratte da pagine pubbliche, non da profili personali. Oggi, però, il post di Leonardo Pieraccioni è troppo succoso per non poterne parlare. Lo riporto di seguito, esattamente com’è Continua a leggere Pieraccioni e le cinquanta sfumature

Ligabue racconta l’album “Made in Italy” sul set

Prima di scrivere questo articolo, mi sono premurato di ascoltare l’album Made in Italy in ordine di traccia: solo in questo modo si può apprezzare completamente il lavoro di Luciano Ligabue. Del resto, come dice lo stesso cantautore, questo non è un album, è una storia

Il video dell’intervista rivela una cosa interessante: l’album non era nato immediatamente con l’intenzione di farne un film. Invece, lo sarà, è vedrà tra i protagonisti Stefano Accorsi (che ha già lavorato con il Liga ai tempi di Radiofreccia) e Kasia Smutniak.

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Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che…

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato
Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Questa mattina mi sono risvegliato con in testa solo una cosa l’immagine della locandina del film Gothika del 2003 con Halle Berry, Robert Downey Jr. e Penelope Cruz.

Acquistai il DVD del film perchè attratto dalla frase sulla locandina, che potete leggere sotto il braccio sinistro della Berry

Solo perchè qualcuno è morto, non vuol dire che se ne sia andato

Se unite l’immagine alla frase, forse vi verrà in mente qualche altra associazione mentale oltre alla morte. Personalmente, penso all’angoscia e alla solitudine che si prova quando non ci sentiamo capiti…e non è necessario essere pazzi come nel film che ho citato.

Se pensate che il non essere capiti dalla maggioranza delle persone equivale, se non ad essere pazzi, quantomeno ad avere problemi psicologici, vi sbagliate di grosso!

Se è vero che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, per usare un modo di dire che può non piacere ma che rende l’idea, è anche vero che ognuno di noi valuta il mondo secondo il proprio vissuto. Chi ha avuto una vita grama in passato, è molto probabile che valuti il proprio presente ed il proprio futuro con un’ottica più negativa di chi ha avuto più fortuna.

Questo può portare

  • Litigi
  • Rotture
  • Incomprensioni

In qualsiasi rapporto abbiate intessuto in passato, amicizia inclusa. Pensate ad una persona che incita l’altra a vedere le cose con maggiore positività: è solo un consiglio, ma probabilmente il ricevente del messaggio non si sentirà compreso.

A volte mi domando

Si possono sistemare le cose in questi casi?

Non ho ancora trovato una risposta definitiva: di certo, come nella frase che vi ho proposto, possiamo considerare morta (psicologiamente parlando,ovvio) un nostro amico passato, ma non è come se non ci fosse mai stato.

L'arringa

Quando ho scelto di proporvi come video una scena di Scent of a Woman, non mi ricordavo di avervi già proposto un monologo di Al Pacino.

Le due scene, se confrontate fra loro, sono complementari l’unica con l’altra:

  • Nella prima c’è un discorso d’attacco a favore di un gruppo
  • Nella seconda c’è un’arringa difensiva a favore di un singolo

Questo confronto sembra quasi una metafora della vita: a volte siamo difesi da una persona, altre volte quella stessa persona ci sprona ad attaccare.

Il paragone, altrettanto calzante, con il Professor Keating è fin troppo scontato: una persona matura può essere insegnante per i più giovani, anche senza essere di ruolo. Qualsiasi sia la vostra età, dovreste ricordarvi sempre che i più giovani vedono i più anziani come guida, perciò devono dare l’esempio.

La ricerca della felicità

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La ricerca della felicità

Solo in un caso precedente ho proposto una locandina parlando di un film. Anche in questo caso, lo faccio perché è difficile proporre una scena emblematica a proposito di La ricerca della felicità.

Forse la chiave di tutto sta proprio nella frase che è anche il titolo del film stesso.

A differenza del protagonista del film interpretato da Will Smith, le persone spesso non sanno quale sia per loro il significato della parola felicità. Certo, lo sanno spiegare in termini di vocabolario ma, se chiedessimo a venti persone un esempio di ciò che loro intendono con felicità, nel migliore dei casi otterremo venti risposte diverse, nel peggiore una sola risposta

Non lo so!

Non è difficile capire i motivi

  1. Non siamo mai contenti di ciò che siamo o di ciò che abbiamo
  2. Prendiamo a riferimento le vite altrui come esempi di felicità
  3. Consideriamo la felicità un breve momento che interrompe l’infelicità, quasi fosse uno spazio pubblicitario durante il film che viviamo in prima persona

Una cosa che mi colpisce sempre di questa pellicola tratta da una storia vera, e che dovremmo prendere ad esempio, è che il protagonista ha ben chiaro fin dal principio il suo scopo finale.

Non sempre nella nostra vita abbiamo questa fortuna: credo sia per questo motivo che spesso ci sembra di girare a vuoto, ma non è mai così. Credo fosse questo che intendeva Steve Jobs parlando a Stanford.

Sicuramente, è ciò che intendo io quando parlo di ascoltarsi di più: dobbiamo trovare il nostro scopo finale.

Una scomoda verità

Locandina del documentario "Una scomoda verità"
Locandina del documentario “Una scomoda verità”

Oggi mi sono reso conto di aver commesso un errore nei vari articoli di questo blog: ho sempre parlato di vita, ma non ho mai parlato dell’ambiente che ci circonda.

I due fattori sono strettamente collegati fra loro:  non possiamo essere sani in un ambiente malato, non possiamo pretendere che l’ambiente guarisca se noi non siamo sani. 

Mentre Al Gore spiega bene nel film Una scomoda verità cosa possiamo fare per contrastare il riscaldamento globale e quali ne siano state le cause, lascia in secondo piano lascia in sospeso una domanda

Cosa possiamo fare per l’ambiente?

La risposta è pazzescamente semplice: amarlo e rispettarlo di più.

Qualcuno potrebbe sostenere che non dipende dalle singole persone: siamo oltre sette miliardi sulla terra, quasi che un singolo individuo non possa cambiare nulla.

Ricordo sempre una frase di Steve Jobs, in questi casi

Mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Questa domanda può essere fatta sia per la vita che per l’ambiente: di certo è più semplice trovare qualcosa da modificare per non danneggiare l’ambiente…più difficile è modificare anche parzialmente il proprio stile di vita, ma possiamo riuscirci.