Avevi ragione te

 

Le canzoni di Francesco Gabbani sono strane: in superficie appaiono scritte semplicemente per divertire qualche minuto (i più maligni potrebbero dire che sono scritte per fare soldi). Tuttavia, se vi prendete un attimo in più per riascoltarla bene, anche in Avevi ragione te, potreste leggervi qualcosa di interessante.

Non ho contato tutti i cantanti menzionati nel testo, ma Francesco ha ragione quando fa notare a sua madre

Guarda quanti ce n’è

Per capire bene questo brano credo, sia necessario un esperimento: ascoltate un brano e immediatamente dopo ascoltatene una cover. Il testo rimarrà pressochè identico, salvo qualche parola, ma le differenze ci saranno comunque:

  • Tonalità
  • Accompagnamento
  • Ritmo

Solo per citare qualche esempio.

Cosa ci insegna questo brano, che è solo un elenco di artisti e poco altro? Se è vero che siamo qualche miliardo sulla terra, ognuno fa le cose a suo modo: le tagliatelle di mia madre sono ottime, ma mio padre le fa meglio.

A volte, Consolata mi passa dei testi da rivedere: lei sa scrivere molto bene, ma il suo stile è diverso dal mio. Alcune volte, invidio Angelica per il suo modo di scrivere in modo scanzonato, mentre io sarei capace di trovare la serietà anche in un film di Fantozzi.

Gli aneddoti potrebbero continuare all’infinito, ma su un punto saremo tutti d’accordo: ognuno ha il suo modo di rapportarsi con la vita….ed è sempre quello corretto.

Pachidermi e pappagalli

Una cosa che detesto delle persone è la scarsa propensione ad approfondire certe tematiche, fermandosi alla prima cosa che si legge, spesso su internet.

Mi sembra che ci si informi quasi esclusivamente su internet: il luogo dell’informazione per eccellenza, ma anche di bufale colossali, spesso lanciate da siti che non sono testate giornalistiche.

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Occidentali's Karma

 

Sanremo è appena finito: potevo forse non parlare della canzone vincitrice?

Qualcuno potrebbe dire che Occidentali’s Karma è semplicemente un brano orecchiabile: ad un primo ascolto, ciò è sicuramente vero.

La prima senzazione che ho avuto riascoltando  su yoil brano di Francesco Gabbani è stato il ricordo di ciò che disse una volta mio padre.

Stavamo ascoltando un Compact-Disc di Enzo Jannacci, in cui era inserita la famosa Ho visto un re. Ricordo ancora le parole di mio padre, che cito testualmente, mentre sghignazzavo

Questo testo è una bella tirata per il culo

Il testo di Jannacci ha quasi cinquant’anni, ma il paragone con quello di Gabbani è presto fatto: il primo parla dei problemi delle classi sociali, il secondo dei problemi dell’individuo.

I tempi sono sicuramente cambiati nel corso degli anni, ma il bisogno dell’uomo di eleversi in una posizione sociale migliore di quella che sta vivendo no. La domanda potrebbe sembrare retorica, ma in realtà è una speranza

Quando ci accontenteremo di ciò che abbiamo e ciò che siamo?

A quanto pare, questi tempi non sono ancora arrivati.