Sono le persone che hanno sofferto a fare del loro meglio per rendere felici le altre persone

Immagine dal web
Sono le persone che hanno sofferto a fare del loro meglio per rendere felici le altre persone. Perché sanno cosa significa stare male e non vogliono che nessun altro si senta in quel modo

Oggi la pagina Facebook Sole Nero ha condiviso una frase di Robin Williams, attore che mi è sempre piaciuto molto

Sono le persone che hanno sofferto a fare del loro meglio per rendere felici le altre persone. Perché sanno cosa significa stare male e non vogliono che nessun altro si senta in quel modo

Di certo, il buon Robin sapeva il significato della parola soffrire, altrimenti non si spiegherebbero né la sua esperienza con la droga, né la sua morte.

Anche il suo ritratto usato come immagine di sfondo rimanda alla sofferenza: il volto è corrucciato, l’espressione degli occhi quasi assente ed è vestito di una semplice polo nera, il colore della morte.

Credo che la sua sofferenza abbia in qualche modo influito sulla sua decisione di diventare attore comico: far ridere gli altri è un modo sia per dispensare felicità, sia per non sentire il proprio dolore.

Avrete sicuramente notato che certi miei articoli incitano all’ottimismo ed alla vita: non è solo perché la psicanalisi serve anche a questo, ma è anche perché so come può essere dura in certe occasioni che cerco di vedere (quasi sempre il lato positivo della questione).

Se una persona vi dà un consiglio ottimista, vi suggerisco di seguirlo: questa persona sa quanto può essere dura in determinate occasioni.

 

Che poi noi single siamo meravigliosi…

Che poi noi single siamo meravigliosi
Che poi noi single siamo meravigliosi, perché ci lamentiamo di essere single e poi mandiamo fanculo chiunque provi ad avvicinarsi. Miti

Vedere la frase di oggi proposta dalla pagina Facebook Hello vodka, goodbye dignity  mi ha fatto venire in mente tante discussioni avute con i miei genitori

Che poi noi single siamo meravigliosi, perché ci lamentiamo di essere single e poi mandiamo fanculo chiunque provi ad avvicinarsi. Miti

Ovviamente, la vita di un single è diversa da quella di un ammogliato e non si riduce ad una fantozziana sfida calcistica di tanto in tanto.

La differenza è anche pratica: escludendo chi è separato, un single non può immaginare come sia la vita di un ammogliato, mentre un ammogliato può immaginare la vita di un single, oppure ricordare come era la sua vita da single.

Di certo, entrambe le vite hanno vantaggi e svantaggi: a volte vediamo solo i primi, altre volte solo i secondi.

Se i single mandano al diavolo chiunque provi ad avvicinarsi, significa che il loro tipo di vita non gli dispiace tanto, dopotutto.

Ciò non significa che siamo asociali, significa solo che vogliamo essere capiti di più. Rispettate i nostri spazi e saremo i migliori amici di sempre.

 

Fintissimi – Finalmenty perfetty

Il finto cartellone pubblicitario affisso lunedì 25 settembre a Torino
Fintissimi – Finalmenty perfetty

Qualche tempo fa, grazie al documentario  Exit Through the Gift Shop conobbi l’opera del famoso artista Banksy.

Mai avrei potuto immaginare che potesse esistere in Italia un artista che si è largamente ispirato a lui, fino a quando non ho letto la notizia su La Stampa

Caccia al misterioso autore del falso manifesto pubblicitario torinese

Un writer non meglio identificato, il 25 settembre scorso, ha affisso un finto cartellone pubblicitario in una zona molto trafficata di Torino. Prendendo palesemente in giro una nota pubblicità di un’altrettanto nota marca di intimo, creando il pay-off

Finalmenty perfetty

Forse qualcuno avrà potuto ammirare l’opera dal vero, ma basta l’immagine  che ho postato all’inizio dell’articolo per suscitare le ilarità del caso…o, forse, può aiutare a pensare?

Possiamo sicuramente dire che sia un’opera satirica, come le vignette che si leggono sui giornali.

Forse è per questo che mi piace: è compito della satira prendere in giro il modo di vivere attuale con l’intento di far pensare chi le guarda e legge.

Io non so cosa ci leggiate voi, ma per me il messaggio è chiaro: stiamo solo fingendo di essere perfetti.

Sto bene da solo, ma non sono un solitario…

Frase di Agostino Degas
Sto bene da solo, ma non sono un solitario. Cerco gli altri per scelta, non per timore della solitudine. E scelgo con chi stare. Perché siamo fatti per stare con pochi.

Ammetto di aver scelto di cosa parlare oggi basandomi sull’immagine di sfondo: dovrebbe essere la Stazione Centrale di Milano, con cui ho un legame particolare, essendo la mia stazione di riferimento.

Solo successivamente ho scoperto che la frase è di Agostino Degas

Sto bene da solo, ma non sono un solitario. Cerco gli altri per scelta, non per timore della solitudine. E scelgo con chi stare. Perché siamo fatti per stare con pochi.

Un concetto che avrei potuto scrivere io stesso: è più semplice vedermi da solo o in compagnia di una singola persona, piuttosto che in mezzo ad un gruppo numeroso.

Nulla contro i gruppi, ovviamente, però è difficile che un incontro con molte persone contemporaneamente possa far nascere un rapporto solido. Per conoscersi occorre

  • Parlare
  • Fare esperienze
  • Stare in silenzio

letteralmente a tu per tu…a volte, anche solo con noi stessi.

Per spiegare meglio questo concetto, devo fare un esempio: immaginate di essere al ristorante in compagnia di una numerosa tavolata. Ora provate ad immaginare la stessa situazione, ma in compagnia di una sola persona, quella che più vi piace.

A questo punto, vorrei porvi una domanda

In quale di queste due situazioni avrete maggiori occasioni per conoscere meglio gli altri e farvi conoscere?

Ovviamente, non sto parlando di quantità, ma di qualità. Del resto, anche nel passato ogni gruppo era diviso in più sottogruppi, se così possiamo chiamarli: i villaggi erano divisi in famiglie, ognuna composta da un numero ristretto di individui.

 

Come la chiami? Libertà o solitudine?

Frase condivisa dalla pagina Facebook "Sole Nero"
E quando la mattina non ti sveglia nessuno E quando la sera non ti aspetta nessuno E quando puoi fare quello che vuoi Come la chiami? Libertà o solitudine?

Oggi sarebbe stato troppo semplice scrivere a proposito della fine dell’estate: sarebbe bastato copiare ed incollare l’articolo che scrissi il 30 agosto dell’anno scorso.

Continua a leggere Come la chiami? Libertà o solitudine?

Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario

Frase di Charles Bukowski
Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario. Ho la mia follia, io vivo in un’altra dimensione e non ho tempo per le cose che non hanno un’anima

Il bello di Facebook e di internet in generale è che ognuno può dire ciò che vuole: è ciò che faccio io in questo blog. L’altra faccia della medaglia è che trovo alcune cose ripetivive.

Ho trovato la frase di Charles Bukowski in almeno ottanta siti diversi, senza contare le condivisioni dei Social Network

Capiscimi, io non sono come un mondo ordinario. Ho la mia follia, io vivo in un’altra dimensione e non ho tempo per le cose che non hanno un’anima

Considerando il contenuto del messaggio e quanto è stato condiviso, il vecchio Charles si starà rivoltando nella tomba: sicuramente preferirebbe che la gente mettesse un po’ di originalità nei suoi contenuti.

Sicuramente, condividere contenuti su internet è cosa buona è giusta: ci permette di conoscere  cose di cui, in tempi pre-Google, siamo sempre rimasti all’oscuro. Il tutto, però, ha un difetto non di poco conto: come dice Bukowski, non ha un’anima.

Vorrei farvi una domanda: se poteste scegliere, preferireste

  1. Un menù da pochi euro in un Fast-food
  2. Un pasto in un ristorante a conduzione famigliare

Non voglio fare pubblicità ad una cena in famiglia: voglio solo farvi notare quanto siamo circondati da cose senz’anima.

Fossero solo gli oggetti a non aver anima, il problema sarebbe anche limitato: purtroppo, esistono anche persone senz’anima. Trovo abbastanza difficile riconoscerle: è possibile farlo solo dopo averle frequentate per un po’.

 

I veri amici afferrano quasi tutto in un istante

Fotografia di due amiche abbracciate con frase di Banana Yoshimoto
I veri amici afferrano quasi tutto in un istante. Fanno a gara a capirsi e vivono in un mondo senza menzogne

Su un vocabolario è impossibile trovare la definizione di una frase, anche se composta da due sole parole ravvicinate come veri amici.

Banana Yoshimoto sembra riuscire dove il vocabolario fallisce con un aforisma:

I veri amici afferrano quasi tutto in un istante. Fanno a gara a capirsi e vivono in un mondo senza menzogne

e pazienza se l’aforisma è stato usato per la pubblicità della Firestone: resta comunque vero.

L’immagine, del resto, rimarca il concetto: ci vuole un istante per abbracciare qualcuno…e pazienza se, in questo caso, il tutto è stato probabilmente predisposto su un set fotografico.

Del resto, la pubblicità utilizza i sogni e i desideri delle persone per comunicare un messaggio di vendita….ma un’amicizia vera e reale non è – forse – il sogno di molti?

Due amici  non hanno bisogno di definirsi tali l’uno con l’altro: lo sono e basta! Avete forse bisogno di dire al vostro responsabile

Tu sei il mio capo!

Assolutamente no! In amicizia è la stessa cosa…che poi Facebook abbia svilito il significato del termine, siamo tutti d’accordo.

Se volete un consiglio, appena una persona dice con voi

Tu sei mio amico!

Drizzate le antenne: forse sta mentendo…più a sè stesso che a voi, ma ciò non toglie che stia dicendo una bugia anche a voi!

Perché mettere un'ipoteca sulla propria felicità futura, quando si può essere felici e soddisfatti nell'immediato?

Fotografia della Marina di San Vincenzo
Fotografia della Marina di San Vincenzo postata da Angelica sulla sua pagina Facebook

Ho parlato così tanto della mia amica Angelica che mi sembra giusto fare un piccolo strappo alla regola: oggi non parlerò di personaggi famosi, video o immagini firmati, ma di un suo post su Facebook.

Riportare tutto il testo  nell’articolo sarebbe stato troppo lungo, perciò ho preferito caricarlo come documento che potete scaricare a questo link. Come da titolo dell’attuale articolo, però, credo che la frase centrale del suo discorso sia

Perché mettere un’ipoteca sulla propria felicità futura, quando si può essere felici e soddisfatti nell’immediato?

Gege (così la chiamiamo in amicizia), ha centrato due punti molto importanti:

  1. A volte ci dimentichiamo dei nostri bisogni primari
  2. Un nostro desiderio potrebbe essere facilmente ralizzabile

Se avete fame, non penserete al vostro desiderio di costruirvi una famiglia con la vostra amata: dovete prima pensare al vostro corpo.

 Immaginiamo che il vostro desiderio sia quello di diventare uno scrittore ma che siate bloccati dall’eventuale biasimo o critica distruttiva di qualcuno.

Senza voler scomodare per l’ennesima volta Steve Jobs, la domande che dovete fare a voi stessi in questi casi sono due

  1. Mi sto divertendo?
  2. Sto danneggiando qualcuno?

Se la risposta è affermativa nel primo caso, negativa nel secondo, procedete pure (l’esempio del nipote di Angelica non c’entra: i bambini sono bambini); viceversa, dovrete trovare un’altra strada verso la felicità: non potete essere veramente felici se avete fatto del male al vostro prossimo.

 

Tutti maestri di vita, finché non arriva l’interrogazione

Frase sui maestri di vita dalla pagina Facebook "Sole nero"
Tutti maestri di vita, finché non arriva l’interrogazione a sorpresa

Anche se non mi piacciono i cosiddetti maestri, oggi ho deciso di rischiare, perché l’immagine pubblicata sulla pagina Facebook Sole nero è veramente bella.

Il primo piano di una donna in penombra invita tutti noi a stare zitti con il classico gesto del dito indice sulle labbra, mentre la frase recita

Tutti maestri di vita….finché non arriva l’interrogazione a sorpresa!

Anche io parlo di vita, ma non faccio parte della categoria dei maestri. Non conosco certo tutto ciò che potrebbe accadermi in futuro e non è detto che lo accetti con facilità. Io parlo solo di ciò che ho già affrontato, ovviamente secondo il mio punto di vista. Altri, invece, pretendono di voler insegnare agli altri come comportarsi, anche quando non hanno mai affrontato una questione anche solo simile a quella che ci angustia.

La differenza può essere spiegata con un un semplice esempio: quando io parlo delle mie sedute psicanalitiche, lo faccio secondo il mio punto di vista, ben sapendo che

  1. I miei problemi sono diversi dai vostri
  2. Non tutti vanno in analisi
  3. Molto dipende anche dalla tecnica usata dallo specialista
  4. Specialista a parte, nessuno è presente nella stanza durante le sedute

Non parlerò mai di esperienze che non ho vissuto in prima persona….eppure c’è gente che lo fa! In questi casi, il tempo ha giocato spesso a mio favore. Certi maestri si sono ritrovati in una situazione che non hanno mai affrontato. Le loro certezze si sono sciolte come neve al sole, fino ad arrivare a chiedermi consiglio.

Possiamo sbagliare anche in situazioni che abbiamo già vissuto:come in un remake di un film, cambiando i protagonisti e le ambientazioni, cambierà il risultato finale. Anche se la trama sarà la stessa, potremmo valutare questo spettacolo che è la vita solo dopo averlo vissuto.

Noi invece anche volendo non ci possiamo fermare all'apparenza: dobbiamo andare oltre

IlColoreNascostoDelleCose
Noi invece anche volendo non ci possiamo fermare all’apparenza: dobbiamo andare oltre

Ieri sera sono andato al cinema a vedere il film Il colore nascosto delle cose: non ne farò una recensione, anche perchè il mio amico Alex è ben più competente di me in materia.

Mi ha colpito molto la frase pronunciata da Valeria Golino in una scena

Noi invece anche volendo non ci possiamo fermare all’apparenza: dobbiamo andare oltre

Il noi della battuta è riferita alla condizione di non vedente, a cui Emma (il personaggio interpretato dalla Golino) reagisce con tenacia e caparbietà.  Una condizione che, a mio parere, riguarda in senso metaforico anche molte persone che in realtà ci vedono benissimo. Sono tutti coloro che hanno dei limiti, qualunque essi siano, ma cercano di superarli o compensarli in qualche modo.

Io, per esempio, sono una persona ansiosa, ma cerco di compensare questo mio difetto con la riflessività e l’empatia (che poi non riesca a farmi capire è, ovviamente, un altro discorso). Se fossi stato l’esatto contrario, forse mi sarei iscritto ad un corso di paracadutismo, anzichè scrivere un blog.Ho preso solo il mio caso, che è quello che conosco meglio, ma vi invito a portare anche la vostra testimonianza.

 Trovo che l’empatia sia un bellissimo pregio, se usato correttamente (io sto ancora imparando): come nel caso dei non vedenti, le persone empatiche non si fermano all’apparenza, ma vanno oltre. Comunque sia, sostenere che esistano brutti pregi è un vero e proprio ossimoro: ogni pregio è bello a suo modo.

Ciò che ho appena scritto può aiutarci a relazionarci bene con il prossimo: ogni persona che conosciamo ha pregi e difetti. Come dice Valeria Golino, non dobbiamo fermarci all’apparenza (dei difetti) e andare oltre, scovando la bellezza (nascosta) dei pregi.