Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere…

 

AyrtonSenna
Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è nescessario anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

Sappiamo tutti che oggi è la festa dei lavoratorifesta dei lavoratori. Scrivere un articolo a riguardo sarebbe stato scialbo.  Ho pensato a quelle categorie di lavoratori che, spesso, vengono accusate di essere dei privilegiati:

  • Cantanti
  • Attori
  • Sportivi

Il destino ha voluto che proprio il 1 maggio di tredici anni fa morisse Ayrton Senna: non importa se qualcuno lo considerasse un ricco sportivo, io lo considero prima di tutto un uomo morto facendo il proprio lavoro

Che Senna avesse ancora dei sogni, lo si capisce dalla sua frase

Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è nescessario anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

Mi domando

 Cosa avrebbe potuto sognare una persona che era l’idolo delle folle del tempo?

Sicuramente aveva un sogno relativo all’automobilismo: era il sogno di raggiungere un nuovo traguardo che lo faceva andare ancora più forte degli altri.

Arrivati ad una certa età, ben lontana dalla vecchiaia, la vita ed i genitori ci hanno insegnato che bisogna essere pratici, non sognatori. Credo che sia l’insegnamento più sbagliato che una persona possa ricevere in vita sua.

Se non abbiamo più sogni, non abbiamo più desideri e ci limitiamo a sopravvivere.

Le persone perfette non bevono, non mentono, non tradiscono, non litigano, non si lamentano e non esistono

 

Frase di Paulo Coelho
Le persone perfette non bevono, non mentono, non tradiscono, non litigano, non si lamentano e non esistono

Secondo la frase  di Paulo Coelho

Le persone perfette non bevono, non mentono, non tradiscono, non litigano, non si lamentano e non esistono

eppure tante persone credono di essere perfette.

Basterebbe un semplice esperimento per smontare questa convinzione. Immaginate delle persone che credono di essere perfette che dialogano fra loro: ognuno esprimerà dei concetti e compirà determinate azioni.

Se la perfezione esistesse realmente, queste persone agirebbero quasi all’unisono e si troverebbero assolutamente d’accordo l’uno con l’altro.Politicamente parlando, sarebbero dei rappresentanti ideali e vivremmo in una sorta di Stato monopartitico. Dobbiamo inoltre supporre che, in passato, queste stesse persone non abbiano mai

  • Bevuto
  • Mentito
  • Tradito
  • Litigato

 

In pratica, conosciamo tante persone che noi reputiamo perfette, forse perché hanno delle caratteristiche che ci piacciono. Comunque riconosciamo in queste persone qualche difetto. Non parliamo, poi, delle persone con un eccesso di autostima che crede di fare tutto nel modo corretto. Ironia della sorte, basta seguire un loro ragionamento per capire che non sempre hanno ragione.

Fortunatamente, in mezzo a tanti difetti, ho un dono: riesco a riconoscere le caratteristiche di queste persone dopo aver dialogato con loro meno di quindici minuti. Vorrei regalare ad ognuno di voi questa capacità, ma non è possibile.

 

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male…

Frase di Martin Kole
Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perchè facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo, il potere di scegliere.

Oggi ho scoperto la pagina Facebook YouFlame, che ha proposto la frase di J. Martin Kole

Nessuno ci fa del male. Siamo noi che ci facciamo del male perchè facciamo cattivo uso del grande potere che abbiamo, il potere di scegliere.

Lo sfondo dell’immagine è volutamente astratto: come si può rappresentare graficamente il potere di scegliere? Di certo non con uno scettro e una corona, o con qualsiasi altro oggetto sia simbolo di potere.

Il potere può fare paura: forse è per questo che lo associamo spesso a dittatori ed io non riesca a trovare una rappresentazione grafica che sia convincente e rasserenante allo stesso tempo.

Per come lo intende la frase, il potere è qualcosa di quasi magico. Non possiamo definirla una peculiarità che qualcuno ha ed altri no. tutti possiamo scegliere

Putroppo, spesso ci facciamo condizionare dall’ambiente:

  • I consigli di chi ci sta vicino
  • Le nostre paure
  • Le nostre esperienze passate

Tutte cose nel momento in cui valutiamo una scelta, soprattutto se non siamo molto convinti di cosa sia meglio per noi.

Tirare la moneta, in questi casi, affidarsi alla sorte può essere un modo solo per levarsi dalla testa una preoccupazione ed un peso dal cuore.Occorre una strategia: un modo che ci può aiutare a fare la scelta giusta.

Personalmente, quando devo prendere una decisione ascolto vari pareri (sono umano, ogni tanto faccio anch’io degli errori), poi…faccio una passeggiata, seguita da una doccia. Durante il tempo di queste attività, valuto pro e contro di ogni scelta. In genere, le opzioni si riducono a due domande

  1. Cosa accadrebbe se scegliessi di fare questa cosa?
  2. Cosa accadrebbe se scegliessi di non farla?

La risposta al secondo quesito è quasi scontata: tutto rimarrebbe come prima. Una scelta ragionevole, se siamo soddisfatti del nostro status quo…. fino al prossimo momento in cui dovremo effettuare una scelta. Per quanto riguarda la prima domanda, si può solo fantasticare sul nostro futuro, basandoci sugli elementi che abbiamo. Ma non sorprendetevi se poi il futuro non andrà come previsto.

Negli anni '90 andava di moda lo squillo

Anni90SquilloPensareRichiamareTuttiGiorni
Negli anni ’90 andava di moda lo squillo…

 

La frase di stasera, proveniente dalla pagina Facebook Viva gli anni ’90, probabilmente la capirà solo chi ha cominciato ad usare un cellulare nel secolo scorso, specialmente se allora era un giovane studente universitario o un giovane disoccupato

Negli anni 90 andava di moda lo squillo. Non importa avesse o non avesse significato, ci si faceva squilli. Era l’elemento a metà fra il messaggio e la chiamata, con un senso inspiegabile. Forse perchè 3/4 di ragazzi con il cellulare rasentava lo 0 nel credito, un messaggio costava, lo squillo era gratis.

Principalmente voleva dire “Ti sto pensando”, non di certo stava per “Richiamami”.

La chiamata persa non esisteva, se non quella di mamma e papà. Ci si faceva squilli, all’infinito.                                                                                                                                                           Ti penso, ti penso anche io. Ti penso ancora,                                                                         anche io ti penso ancora

E così via, per tutto il giorno, 

Tutti i giorni

 

Ho riportato tutto il testo perché sembra quasi una poesia postmoderna, venata di un senso di nostalgia.

Internet, i social network ed i piani tariffari a minuti hanno reso desueta questa pratica, che mi ricorda un bacio virtuale quando ancora la virtualità era ancora di là da venire.

Per chi non avesse vissuto quell’epoca telefonica, eccovi alcuni elementi ulteriori:

  • Un SMS costava circa 200 lire, poco più di dieci centesimi
  • La tariffa minima per una chiamata era dello stesso importo: non esistevano i piani a minuti e si pagava lo scatto alla risposta
  • Solo i manager potevano permettersi dei cellulari con il browser…e anche la navigazione era molto costosa
  • Anche navigare su internet con PC e modem aveva dei costi

Non eravamo tirchi, né poveri: semplicemente l’unico modo gratuito per comunicare con una persona era incontrarla di persona….squilli a parte.

Potrei fare un elenco sterminato di altri motivi: ogni elemento ha contribuito a rendere la comunicazione così come la conosciamo oggi.

Non che sia tutto negativo, ma mi manca tanto il contatto umano. Sembra che internet, anzichè unire come ci aveva promesso, ci ha diviso: siamo sempre più distanti

 

Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

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Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

Poche ore fa, la mia amica Tamara ha condiviso sulla sua pagina Facebook un immagine dalla pagina Quello che le ragazze non dicono.

Ciò che è importante, in questo caso, è il testo

Ti chiedono se ti sei laureato, sposato, se hai avuto figli, come se la vita fosse la lista della spesa

l’immagine in sé ci comunica solamente che si trova su un sito da ragazze.

Le parole  rivelano un insieme di domande quasi di circostanza, come se – superata una certa età –  certe condizioni di vita siano acquisite:

  • Se non ti laurei in tempo, non ti laureerai mai
  • Se non ti sposi entro i trent’anni, sarai single o convivente a vita
  • Se non avrai figli entro lo stesso termine, non avrai una discendenza

Che sorpresa riceviamo quando veniamo a sapere che una persona ha cambiato la sua condizione dopo la fatidica soglia!

Non credo sia il caso di farvi un esempio personale: una cosa del genere sarà capitata sicuramente a molti di voi.

In questo caso, però, vorrei chiedervi

Perché restiamo convinti che la nostra vita non possa cambiare mai?

 

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori…

Frase di Marilyn Monroe
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare.

Nel corso della vità si incontrano molte persone, ognuna delle quali ha una diversa opinione su di noi. In linea generale, possiamo riassumerle in tre categorie:

  • Le persone che credono di essere inferiori a noi
  • Le persone che credono di essere come noi
  • Le persone che credono di essere superiori a noi

A questo ultimo gruppo, Marilyn Monroe dedicò la sua frase

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare.

Conosciamo tutti la tragica fine di Marilyn…ma pensiamo a quanto accadde negli anni precedenti: una delle dive più osannate dalla folla tanto da essere ricordata tutt’0ggi.  Una situazione del genere, potrebbe portare molti di noi alla folle condizione di pensare veramente

Sono il migliore!

Mi spiace deludervi: pochissimi di noi finiranno nei libri di storia! La maggior parte sarà ricordata sicuramente dai propri famigliari…fin quando loro saranno in vita. Cosa accadrà dopo? Ve lo lascio immaginare.

Sapendo che un giorno dovremo morire, non è forse giunto il momento di dedicare il tempo che ci resta per migliorarci? Come dice Marilyn,

Si può sempre fare

 

Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente…

Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire, sei vicino al cielo.
Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire, sei vicino al cielo.

Apprezzo molto i cantanti rock: pochi giorni fa, parlai di una frase di Janis Joplin, oggi parlerò di una frase di un altro appartenente al Club 27, Jimi Hendrix.

Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire, sei vicino al cielo

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Chi fonda il suo argomento su toni minacciosi e perentori mostra di avere ben deboli ragioni

Frase di Michel de Montaigne
Chi fonda il suo argomento su toni minacciosi e perentori mostra di avere ben deboli ragioni

Non sono una persona a cui piace litigare, né offendere. Ben sapendo che non sono tutti così, mi trovo spesso in difficoltà di fronte a chi si dimostra astioso o – più semplicemente – più sanguigno di me.

Sinceramente, vorrei ricordarmi più spesso la frase di  Michel de Montaigne

Chi fonda il suo argomento su toni minacciosi e perentori mostra di avere ben deboli ragioni

Perché ci arrabbiamo? I motivi possono essere diversi:

  • Ci siamo sentiti offesi
  • Crediamo di non essere stati compresi
  • Le nostre ragioni non sono condivise

Nei primi due casi, esistono soluzioni alternative all’arrabbiatura abbastanza semplici:

  1. Dire apertamente che ci sentiamo offesi, spiegando il perché
  2. Cercare di spiegarsi in altre parole

Per quanto riguarda il terzo punto, la questione è diversa: ognuno di noi ha la propria opinione personale su un determinato argomento. Ciò accade perché ogni percorso di vita è differente. Sicuramente abbiamo incontrato sul nostro cammino persone che ne sapevano più di noi su un determinato argomento. Spesso, però, restiamo ancorati al passato, forse perché ci da maggiore sicurezza.

L’esempio personale è questo blog: se Consolata non mi avesse spronato, non lo avrei mai aperto. Come potrete intuire, non c’è stato alcun tono perentorio. Sicuramente ha usato argomenti molto convincenti dimostrandomi di avere ragione…ma non si è certo arrabbiata.

Perché non possiamo prendere tutti esempio da chi si comporta così?

Perché là dove non c’è guarigione possa esserci almeno un po’ di comunione. E così facendo, ogni figlio può rimediare agli “sbagli” del Padre

Frase di Padre Alberto Caccaro
Perché là dove non c’è guarigione possa esserci almeno un po’ di comunione. E così facendo, ogni figlio può rimediare agli “sbagli” del Padre

La frase di stasera è stata postata sul proprio profilo Facebook da un collega. Per garantire la sua privacy, ne ho coperto il nome. Ogni tanto, per fortuna, anche le persone che frequento di persona dicono cose sensate:

Perché là dove non c’è guarigione possa esserci almeno un po’ di comunione. E così facendo, ogni figlio può rimediare agli “sbagli” del Padre

Anche senza aver mai sentito parlare di padre Alberto Caccaro o essere credenti se ne possono apprezzare le parole, anche se la lettera maiuscola fa intuire facilmente a quale Padre si riferisca.

Il virgolettato può far sorridere dato che…quel Padre non sbaglia mai. Qualcuno lo chiama fato, qualcun altro destino, altri ancora fede…ma non è il caso di fare il pignolo, come mi ha accusato ironicamente di essere la mia amica Angelica.

Qualunque sia la vostra parola preferita per definire tutto questo, il concetto è sempre il medesimo: al mondo non siamo soli…ma ci comportiamo come se lo fossimo putroppo.

Trovo amaramente ironico che l’aiuto sia la cosa che più chiediamo a questo mondo…e quella che siamo disposti a dare.

Chiedere aiuto è visto come segno di debolezza, dare aiuto richiede tempo…ma non vi sentite forse meglio quando aiutate qualcuno o avete risolto un problema grazie all’aiuto cdei qualcuno?

Più che di sbagli, nel caso del Padre, dovremmo parlare di segnali che ci indicano una strada:

  • Se abbiamo bisogno di aiuto, bisogna chiederlo
  • Se possiamo dare una mano, dobbiamo darla

Non credo che il diavolo c’entri molto, in questi casi: c’entra più l’indifferenza della società odierna.

 

 

 

Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare.

Frase di Chuck Palaniuk
Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare.

Immaginate di avere, fin dalla nascita e costantemente, tutto ciò che avete desiderato dalla vita: sarebbe bellissimo, non credete?

La frase di Chuck Palahniuk contraddice questa tesi

Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare.

Cosa che, tra l’altro, era già stata a suo modo comprovata dalla Piramide di Maslow: i bisogni cambiano col tempo e con l’età, perciò è impossibile che un bambino di cinque anni – per quanto precoce – abbia gli stessi bisogni di un adulto di quarantadue.

Per questo credo che l’agognata autorealizzazione sia una chimera. Per sentirsi realizzati dovremmo

  1. Fermare il tempo
  2. Accontentarsi di ciò che abbiamo
  3. Non avere ulteriori desideri

Se ci pensate bene, questo modo di vivere è ben presente anche…nei fumetti di Walt Disney: Zio Paperone è sempre impegnato ad accumulare nuove ricchezze o a difendere ciò che ha accumulato finora dalla Banda Bassotti o da Amelia.

Anche se sto parlando di un personaggio dei fumetti, perciò fantastico, stiamo parlando di qualcosa scaturito dalla mente di un genio che ha analizzato con i suoi occhi la realtà umana.

Nonostante l’esempio, questo post non vuole essere un elogio alla ricchezza materiale, ma alla ricchezza di passione: quella cosa che, anche non parlando d’amore, sentiamo quando ci sentiamo bene. Se si affacciano il pessimismo o – peggio ancora – ansia e depressione, smettiamo di lottare per i nostri desideri ed invidiamo gli altri per ciò che hanno e che noi non otterremo mai…E credetemi: so esattamente di cosa sto parlando.