Cominci a guarire …

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Cominci a guarire quando lasci andare le sofferenze del passato, perdoni chi ti ha fatto male e impari a perdonare te stessa per gli errori che hai fatto

Non so chi abbia pronunciato la frase di stasera, nè chi l’abbia condivisa sulla pagina Facebook Ghiandola Pineale – Il terzo occhio

Cominci a guarire quando lasci andare le sofferenze del passato, perdoni chi ti ha fatto male e impari a perdonare te stessa per gli errori che hai fatto

Non importa che la frase sia declinata al femminile: riguarda uomini e donne indistintamente. Siamo esseri umani, perciò imperfetti.

I tre concetti elencati sono sicuramente capitati a tutti noi:

  • Soffriamo
  • Qualcuno ci fa del male
  • Commettiamo errori

Vorremmo che non ci capitasse mai nessuna delle tre cose ma, a volte, succede. Può accadere anche che la stessa cosa capiti più volte: a chi non è mai capitato di fare ripetutamente lo stesso errore? Chi non si è mai sentito vessato continuamente da qualcuno? Chi non ha mai sofferto?

In questo, dovremmo essere tutti un po’ come i campioni olimpici: possono cadere o commettere un errore…ma non per questo smettono di inseguire il sogno della medaglia d’oro.

Sbaglio spesso modi e tempi, ma in fondo è tutto indicativo

Frase dell'utente Tumblr Nico92
Sbaglio spesso modi e tempi ma in fondo è tutto indicativo

Ho sempre amato i giochi di parole, la Street Art e le collaborazioni fra artisti.

Un murales su cui è scritto

Sbaglio spesso modi e tempi ma in fondo è tutto indicativo

raggruppa queste mie tre passioni tutte insieme.

Prima di tutto, devo fare i complimenti a Roth’n’roll per:

  • Il disegno
  • le parole
  • lo pseudonimo

Vorrei solo domandargli se devo intendere Roth come attore, come scrittore  oppure – appunto – come un gioco di parole: l’assonanza con rotto mi pare evidente.

Se la prima parte della frase è molto chiara, la seconda parte nasconde (ma è poi così tanto nascosto?) un secondo gioco di parole: basta consultare il vocabolario per sapere quanti significati può avere la parola indicativo.

Le possibili interpretazioni non mancano: lascio a voi decidere quale sia corretta.

Tutto questo nasconde anche un insegnamento di vita: le decisioni altrui possono apparirci giuste o sbagliate, ma siamo condizionati dalla nostra esperienza, non da quella degli altri, quindi….che ne sappiamo?

Questa è un'epoca in cui tutto viene messo in vista sulla finestra, per occultare il vuoto della stanza

Immagine dalla pagina Facebook "Open your mind"
Questa è un’epoca in cui tutto viene messo in vista sulla finestra, per occultare il vuoto della stanza

Se c’è una cosa di cui mi sono sempre lamentato, è la tendenza delle persone a sfoggiare con insistenza gli oggetti che posseggono:

  • L’ultimo modello di Iphone
  • Il vestito firmato appena comprato in via Montenapoleone
  • La macchina nuova di zecca

Ma non siamo in crisi? Certamente: siamo in crisi economica, ma ancor di più siamo in crisi di valori.

La frase di stasera, pronunciata dall’attuale Dalai Lama, sembra avvalorare la mia ipotesi

Questa è un’epoca in cui tutto viene messo in vista sulla finestra, per occultare il vuoto della stanza

Giusto ieri ho avuto la prova concreta della situazione: sono stato portato al pronto soccorso a causa di una caduta sul ghiaccio. Mentre ero sdraiato a terra, cercando faticosamente di rialzarmi, mi sono passate accanto alcune persone: l’unica che mi ha prestato soccorso allertando la Municipale è stato un settantenne. Persone più giovani non mi hanno nemmeno notato: forse avevano paura che avessi inventato un nuovo tipo di truffa per sottrarre loro il giubbotto firmato.

Cosa mi ha insegnato questa storia? La società moderna vorrebbe che ce la cavassimo da soli…ma, se nessuno ci aiuta, non faremo molta strada. Anzi…Rischierremmo di cadere!

La felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che conosco

Immagine dalla pagina Facebook "Le foto che hanno segnato un'epoca"
La felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che conosco

Quando vedo una fotografia di Life, non capisco letteralmente più nulla. Oggi, per esempio, la foto che vedete pubblicata mi ha tratto in inganno.

Ero convinto che la frase

La felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che conosco

 

fosse stata pronunciata da Albert Einstein, perchè era stata riportata come didascalia della foto stessa.

Fortunatamente, interenet mi ha ricordato che è stata pronunciata da Ernest Hemingway che, comunque, non era certo uno stupido.

Sembra quasi che intelligenza e tristezza vadano a braccetto fra loro. Forse è questo il motivo per il quale spesso rispondiamo ad una persona che dice qualcosa di spiritoso

Dai, non fare lo stupido!

riprendendolo magari mentre stiamo soffocando una risata.

Credo sia dettato da una questione sociologicaaccostiamo il nero al lutto ed alla serietà, mentre un colore come il giallo è accostato all’allegria ed alla spensieratezza….Putroppo, con il tempo, abbiamo fatto un po’ di confusione. Ma chi l’ha scritto che una persona seria non può essere anche una persona gioviale? Non è così!

Fortuna vuole che ho anche un esempio da proporvi: la mia amica Angelica…l’ho sempre vista con il sorriso sulle labbra ed ha un Q.I. superiore alla media. Forse senza volerlo, Angelica applica alla perfezione la teoria secondo cui la maggior parte della nostra comunicazione è non verbale…Forse dovremmo essere tutti un po’ più angelici.

Mandateli quei messaggi che vi fanno paura…

Immagine dalla pagina Facebook di Marco Furfaro
Mandateli quei messaggi che vi fanno paura,spingete ‘invia’ e buttatevi. Fumate perché tanto prima o poi morirete tutti. Baciatele le labbra che volete baciare. Prendeteli quei cazzo di treni e di aerei. Vivete perché la vita è una!

Non è mia abitudine condividere materiale a cui potrebbe essere associato un significato politico. Questa sera, però, ho trovato questa bella immagine postata da Marco Furfaro e non ho saputo resistere.

Sinceramente, non riesco a capire se si tratti di un’elaborazione grafica o di una fotografia di un muro: quello che importa, però, è la frase

Mandateli quei messaggi che vi fanno paura, schiacciate “invia” e buttatevi; fumate se volete, perché tanto prima o poi moriremo tutti; baciatele le labbra che volete baciare; prendeteli quei cazzo di treni, di aerei. Vivete, perché la vita è una.

Chi ha realizzato il tutto, ha volontariamente omesso il vaffanculo con cui inizia la frase originale: probabilmente, se fosse stata scritta da Bukowski,  il buon Charles avrebbe avuto qualcosa da ridire sulla censura di una parola che lui considerava quasi un aggettivo rafforzativo.

Il concetto, però, è comunque chiaro senza ricorrere al torpiloquio: abbiamo paura di vivere come vorremmo veramente. La questione potrebbe essere analizzata a livello psicoanalitico, ma richiederebbe anni. I sociologi direbbero che dobbiamo comunque vivere all’interno della società. I filosofi si inventerebbero motivazioni che non riesco nemmeno ad immaginare.

Perchè accade tutto questo? Semplicemente, vogliamo essere accettati e – per raggiungere questo obiettivo – cerchiamo di conformarci al volere della società, dimenticandoci che spesso è proprio l’anticonformismo che fa evolvere la società stessa.

La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Frase di Piero Angela
La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Oggi il sito del quotidiano La Repubblica ci ha ricordato che è il compleanno di Piero Angela. Quale modo migliore – nel mio piccolo – per fargli gli auguri, se non cerebrarlo con una sua frase?

La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Data l’immagine televisiva di questo personaggio (che mi ricorda lo stereotipo anglosassone) è difficile associare ad Angela la parola creatività: forse la vedremo più adatta a Mozart o ad un qualsiasi umorista satirico.

Angela stesso risponde a questo nostro dubbio: occorre farsi domande

Un esempio pratico mi serve per spiegarmi meglio: immaginate di leggere un qualsiasi mio articolo e poi domandatevi

Cosa avrebbe scritto Matteo se…?

Completate la frase come meglio credete, ma la risposta è una sola: avrei scritto qualcosa di diverso, così come diverso sarebbe stato un articolo di Consolata sullo stesso argomento.

È la regola numero uno della vitanon dare mai niente per scontato.

 

 

Ho commesso il peggiore dei peccati…

Frase di Jorge Luis Borges
Ho commesso il peggiore dei peccati che possa commettere un uomo. Non sono stato felice.

La differenza fra peccati veniali peccati mortali dovrebbe essere nota anche ai non credenti, ma non credo che molti sappiano stilare un elenco in  ordine di gravità all’interno di questi due gruppi.

Non credo che ne sia stato in grado nemmeno Jorge Luis Borges. Tuttavia, lui è riuscito a individuare il peggior peccato del mondo, coniando l’aforisma

Ho commesso il peggiore dei peccati che possa commettere un uomo. Non sono stato felice.

Non so se Borges e John Lennon si siano mai incontrati, ma credo sarebbero andati d’accordo.i

Ognuno ha il suo concetto di felicità, su questo non ci sono dubbi. Alcuni di questi sono aleatori (quante persone hanno vinto un milione di euro o più al superenalotto?), altri impossibili (quante persone sono riuscite a volare usando solo il proprio corpo?).

Fra questi due estremi, c’è una quantità di possibilità che non si possono elencare. Non sono il tipo abituato a concludere un post dicendo

Perciò, alzate il culo da quella sedia e agite!

Sono, piuttosto, il tipo di persona che vi invita a meditare: stasera, prima di dormire, provate a elencare i vostri desideri. Spero per voi che riuscirete ad immaginarne qualcuno che non solo si possa realizzare, ma che si possa realizzare con poco sforzo.

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l'anima che la indossa

Aforisma di Edvania Paes
Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

Oggi ho trovato sulla pagina Facebook Ghiandola Pineale – Il terzo occhio un aforisma di Edvania Paes, un’utente come noi

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

La frase mi sembra così chiara che è superfluo perdersi in spiegazioni approfondite. La prima associazione che mi è venuta in mente è il verso di una canzone degli Stadio, ma non quella che postai a febbraio.

Un verso della canzone che ricordo recita

Io gioco a fare il duro, ma ti giuro sono buono sai
a volte piango ancora, non ci crederai

Trovo che siano due modi diversi per esprimere lo stesso concettonon lo pensate anche voi?

La società moderna richiede, specialmente agli uomini, di non piangere mai, salvo rari casi. Dobbiamo affrontare ciò che ci riserva la vita con coraggio e determinazione.

Ogni mattina,  al lavoro, cerchiamo di sfoggiare il nostro sorriso migliore: è sufficiente osservare le facce sulla metropolitana milanese che la persona media non è felice. Cosa ci manca? Sicuramente il primo pensiero va al denaro…ma credo sia una scusa per celare il nostro bisogno più profondo.

Abbiamo bisogno di serenità. Purtroppo, siamo troppo presi dai nostri pensieri per condividere vis à vis  le nostre vite con il prossimo: preferiamo farlo nell’anonimato del web.

Io non so cosa blocca il prossimo dal condividere con l’altro non solo le gioie, ma anche i dolori:

  • Forse la preoccupazione di essere giudicato
  • Forse il pensiero che anche il prossimo ha le proprie preoccupazioni
  • Forse non riusciamo ad esternarle in modo comprensibile

Volete sapere la verità? Credo che siano tutte scuse: non credo che la bocca serva solo a mangiare tre volte al giorno. Per molte ore resterebbe inutilizzata. Se una cosa non va bene, ditela.

Prevengo già una critica: le persone con cui dialogate tutti i giorni non son vostri amici….Ma come potrebbero diventarlo se voi non parlate?

Se non riesci ad "adattarti" in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste

Se non riesci ad "adattarti" in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste
Se non riesci ad “adattarti” in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste

Ognuno di noi rappresenta una minuscola frazione di tutta l’umanità: impossibile che il mondo come lo conosciamo vada bene per tutti. 

Possiamo percorrere tre strade:

  1. Fingere che vada bene così
  2. Protestare a parole ma – in fin dei conti – adattarsi
  3. Dire ciò che non ci sta bene

La frase di stasera consiglia apertamente la terza via

Se non riesci ad “adattarti” in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste

suggerendo un modo di vivere anticonformista. Sinceramente, non sono completamente d’accordo su questo punto.

Tutti gli eventi storici che hanno cambiato il mondo sono spesso stati scatenati da una singola persona, ma questa persona ha trovato degli alleati, condividendo le proprie idee. Se non l’avessero fatto, probabilmente sarebbero passati per pazzi, criminali…o entrambe le cose.

Se penso a qualsiasi evento storico importante, mi viene in mente la figura di un leader che ha saputo convincere delle proprie idee e coinvolgere nella rivoluzione tutti gli altri, che potremmo definire la massa.

L’alternativa – non molto piacevole – è una diagnosi di sindrome da adattamento.

A voi la scelta, signori…

Il rispetto se non lo dai…non lo pretendere

foglio di carta
Il rispetto se non lo dai…Non lo pretendere

Un semplice foglio di carta, di quelli che spesso usiamo per segnare la lista della spesa, è stato posto su un cuscino di prezioso tessuto rosso, quasi fosse un gioiello.

Quale frase potrà mai essere così preziosa per ottenere un trattamento così rispettoso?

Il rispetto se non lo dai..non lo pretendere

Un concetto semplice a parole, molto meno nei fatti. ll rispetto è trattato allo stesso modo della libertà: siamo così affamati di rispetto ma lo teniamo così poco in considerazione che abbiamo dovuto scomodare la giurisprudenza per proteggere una cosa che dovrebbe essere naturale.

La storia ci insegna che l’umanità ha tenuto poco conto del rispetto: è dai tempi di Caino e Abele che le persone si scannano a vicenda.

Ma da cosa deriva tutto questo? Le risposte possono essere molteplici:

  • Convinzioni troppo radicate
  • Incapacità di ascoltare il prossimo
  • Carattere irruento
  • Chiusura mentale

Personalmente, credo che non teniamo conto che tutte le persone sono imperfette: non lo sono io, non lo siete voi! Non solo: ognuno di noi ha avuto un percorso di vita diverso dagli altri: ciò che per me è scontato, per voi può essere difficile…e viceversa.

Un esempio pratico e reale può spiegare meglio questo concetto. Circa un anno e mezzo fa, ebbi una sorta di litigio con Paola: ero convinto che lei non mi ascoltasse. In preda ad attacco d’ansia da campionato mondiale, le urlai al telefono tutta la mia frustrazione. Per un po’ non ci sentimmo. Quando l’incazzatura mi passò, le telefonai scusandomi.

Quali furono i miei errori? Furono quattro:

  1. Ero convinto di avere ragione
  2. Non l’avevo ascoltata
  3. Mi comportai in modo irruento (non la feci parlare)
  4. Ero troppo preso dai miei pensieri

Come potevo pretendere che lei mi ascoltasse? Se mi fossi spiegato subito, non sarei giunto a quel punto.