Mandateli quei messaggi che vi fanno paura…

Immagine dalla pagina Facebook di Marco Furfaro
Mandateli quei messaggi che vi fanno paura,spingete ‘invia’ e buttatevi. Fumate perché tanto prima o poi morirete tutti. Baciatele le labbra che volete baciare. Prendeteli quei cazzo di treni e di aerei. Vivete perché la vita è una!

Non è mia abitudine condividere materiale a cui potrebbe essere associato un significato politico. Questa sera, però, ho trovato questa bella immagine postata da Marco Furfaro e non ho saputo resistere.

Sinceramente, non riesco a capire se si tratti di un’elaborazione grafica o di una fotografia di un muro: quello che importa, però, è la frase

Mandateli quei messaggi che vi fanno paura, schiacciate “invia” e buttatevi; fumate se volete, perché tanto prima o poi moriremo tutti; baciatele le labbra che volete baciare; prendeteli quei cazzo di treni, di aerei. Vivete, perché la vita è una.

Chi ha realizzato il tutto, ha volontariamente omesso il vaffanculo con cui inizia la frase originale: probabilmente, se fosse stata scritta da Bukowski,  il buon Charles avrebbe avuto qualcosa da ridire sulla censura di una parola che lui considerava quasi un aggettivo rafforzativo.

Il concetto, però, è comunque chiaro senza ricorrere al torpiloquio: abbiamo paura di vivere come vorremmo veramente. La questione potrebbe essere analizzata a livello psicoanalitico, ma richiederebbe anni. I sociologi direbbero che dobbiamo comunque vivere all’interno della società. I filosofi si inventerebbero motivazioni che non riesco nemmeno ad immaginare.

Perchè accade tutto questo? Semplicemente, vogliamo essere accettati e – per raggiungere questo obiettivo – cerchiamo di conformarci al volere della società, dimenticandoci che spesso è proprio l’anticonformismo che fa evolvere la società stessa.

La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Frase di Piero Angela
La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Oggi il sito del quotidiano La Repubblica ci ha ricordato che è il compleanno di Piero Angela. Quale modo migliore – nel mio piccolo – per fargli gli auguri, se non cerebrarlo con una sua frase?

La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande

Data l’immagine televisiva di questo personaggio (che mi ricorda lo stereotipo anglosassone) è difficile associare ad Angela la parola creatività: forse la vedremo più adatta a Mozart o ad un qualsiasi umorista satirico.

Angela stesso risponde a questo nostro dubbio: occorre farsi domande

Un esempio pratico mi serve per spiegarmi meglio: immaginate di leggere un qualsiasi mio articolo e poi domandatevi

Cosa avrebbe scritto Matteo se…?

Completate la frase come meglio credete, ma la risposta è una sola: avrei scritto qualcosa di diverso, così come diverso sarebbe stato un articolo di Consolata sullo stesso argomento.

È la regola numero uno della vitanon dare mai niente per scontato.

 

 

Ho commesso il peggiore dei peccati…

Frase di Jorge Luis Borges
Ho commesso il peggiore dei peccati che possa commettere un uomo. Non sono stato felice.

La differenza fra peccati veniali peccati mortali dovrebbe essere nota anche ai non credenti, ma non credo che molti sappiano stilare un elenco in  ordine di gravità all’interno di questi due gruppi.

Non credo che ne sia stato in grado nemmeno Jorge Luis Borges. Tuttavia, lui è riuscito a individuare il peggior peccato del mondo, coniando l’aforisma

Ho commesso il peggiore dei peccati che possa commettere un uomo. Non sono stato felice.

Non so se Borges e John Lennon si siano mai incontrati, ma credo sarebbero andati d’accordo.i

Ognuno ha il suo concetto di felicità, su questo non ci sono dubbi. Alcuni di questi sono aleatori (quante persone hanno vinto un milione di euro o più al superenalotto?), altri impossibili (quante persone sono riuscite a volare usando solo il proprio corpo?).

Fra questi due estremi, c’è una quantità di possibilità che non si possono elencare. Non sono il tipo abituato a concludere un post dicendo

Perciò, alzate il culo da quella sedia e agite!

Sono, piuttosto, il tipo di persona che vi invita a meditare: stasera, prima di dormire, provate a elencare i vostri desideri. Spero per voi che riuscirete ad immaginarne qualcuno che non solo si possa realizzare, ma che si possa realizzare con poco sforzo.

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l'anima che la indossa

Aforisma di Edvania Paes
Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

Oggi ho trovato sulla pagina Facebook Ghiandola Pineale – Il terzo occhio un aforisma di Edvania Paes, un’utente come noi

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

La frase mi sembra così chiara che è superfluo perdersi in spiegazioni approfondite. La prima associazione che mi è venuta in mente è il verso di una canzone degli Stadio, ma non quella che postai a febbraio.

Un verso della canzone che ricordo recita

Io gioco a fare il duro, ma ti giuro sono buono sai
a volte piango ancora, non ci crederai

Trovo che siano due modi diversi per esprimere lo stesso concettonon lo pensate anche voi?

La società moderna richiede, specialmente agli uomini, di non piangere mai, salvo rari casi. Dobbiamo affrontare ciò che ci riserva la vita con coraggio e determinazione.

Ogni mattina,  al lavoro, cerchiamo di sfoggiare il nostro sorriso migliore: è sufficiente osservare le facce sulla metropolitana milanese che la persona media non è felice. Cosa ci manca? Sicuramente il primo pensiero va al denaro…ma credo sia una scusa per celare il nostro bisogno più profondo.

Abbiamo bisogno di serenità. Purtroppo, siamo troppo presi dai nostri pensieri per condividere vis à vis  le nostre vite con il prossimo: preferiamo farlo nell’anonimato del web.

Io non so cosa blocca il prossimo dal condividere con l’altro non solo le gioie, ma anche i dolori:

  • Forse la preoccupazione di essere giudicato
  • Forse il pensiero che anche il prossimo ha le proprie preoccupazioni
  • Forse non riusciamo ad esternarle in modo comprensibile

Volete sapere la verità? Credo che siano tutte scuse: non credo che la bocca serva solo a mangiare tre volte al giorno. Per molte ore resterebbe inutilizzata. Se una cosa non va bene, ditela.

Prevengo già una critica: le persone con cui dialogate tutti i giorni non son vostri amici….Ma come potrebbero diventarlo se voi non parlate?

Se non riesci ad "adattarti" in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste

Se non riesci ad "adattarti" in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste
Se non riesci ad “adattarti” in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste

Ognuno di noi rappresenta una minuscola frazione di tutta l’umanità: impossibile che il mondo come lo conosciamo vada bene per tutti. 

Possiamo percorrere tre strade:

  1. Fingere che vada bene così
  2. Protestare a parole ma – in fin dei conti – adattarsi
  3. Dire ciò che non ci sta bene

La frase di stasera consiglia apertamente la terza via

Se non riesci ad “adattarti” in questo mondo, probabilmente stai facendo le cose giuste

suggerendo un modo di vivere anticonformista. Sinceramente, non sono completamente d’accordo su questo punto.

Tutti gli eventi storici che hanno cambiato il mondo sono spesso stati scatenati da una singola persona, ma questa persona ha trovato degli alleati, condividendo le proprie idee. Se non l’avessero fatto, probabilmente sarebbero passati per pazzi, criminali…o entrambe le cose.

Se penso a qualsiasi evento storico importante, mi viene in mente la figura di un leader che ha saputo convincere delle proprie idee e coinvolgere nella rivoluzione tutti gli altri, che potremmo definire la massa.

L’alternativa – non molto piacevole – è una diagnosi di sindrome da adattamento.

A voi la scelta, signori…

Il rispetto se non lo dai…non lo pretendere

foglio di carta
Il rispetto se non lo dai…Non lo pretendere

Un semplice foglio di carta, di quelli che spesso usiamo per segnare la lista della spesa, è stato posto su un cuscino di prezioso tessuto rosso, quasi fosse un gioiello.

Quale frase potrà mai essere così preziosa per ottenere un trattamento così rispettoso?

Il rispetto se non lo dai..non lo pretendere

Un concetto semplice a parole, molto meno nei fatti. ll rispetto è trattato allo stesso modo della libertà: siamo così affamati di rispetto ma lo teniamo così poco in considerazione che abbiamo dovuto scomodare la giurisprudenza per proteggere una cosa che dovrebbe essere naturale.

La storia ci insegna che l’umanità ha tenuto poco conto del rispetto: è dai tempi di Caino e Abele che le persone si scannano a vicenda.

Ma da cosa deriva tutto questo? Le risposte possono essere molteplici:

  • Convinzioni troppo radicate
  • Incapacità di ascoltare il prossimo
  • Carattere irruento
  • Chiusura mentale

Personalmente, credo che non teniamo conto che tutte le persone sono imperfette: non lo sono io, non lo siete voi! Non solo: ognuno di noi ha avuto un percorso di vita diverso dagli altri: ciò che per me è scontato, per voi può essere difficile…e viceversa.

Un esempio pratico e reale può spiegare meglio questo concetto. Circa un anno e mezzo fa, ebbi una sorta di litigio con Paola: ero convinto che lei non mi ascoltasse. In preda ad attacco d’ansia da campionato mondiale, le urlai al telefono tutta la mia frustrazione. Per un po’ non ci sentimmo. Quando l’incazzatura mi passò, le telefonai scusandomi.

Quali furono i miei errori? Furono quattro:

  1. Ero convinto di avere ragione
  2. Non l’avevo ascoltata
  3. Mi comportai in modo irruento (non la feci parlare)
  4. Ero troppo preso dai miei pensieri

Come potevo pretendere che lei mi ascoltasse? Se mi fossi spiegato subito, non sarei giunto a quel punto.

 

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile
Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Per un banale errore di salvataggio, non ricordo da quale pagina Facebook ho preso l’immagine di stasera: poco male, visto che è una frase che potrebbe dire ciascuno di noi.

Non si perde nulla a perdere ciò che è inutile

Ma cosa è effettivamente inutile? La lista è più difficile di quanto non possa sembrare in apparenza. A parte vecchi quotidiani, è difficile separarsi da qualcosa, ancor più difficile separarsi da qualcuno.

Tutti noi abbiamo in casa non solo soprammobili, ma anche altri oggetti che non usiamo più, ma che conserviamo quasi fossero degli importanti promemoria. Capita a tutti, prima o poi, di fare pulizia in casa: quanti dubbi avete avuto prima di gettare nell’immondizia quella cartolina spedita da un vostro conoscente nel 1987?

Parlando sopratutto di rapporti umani,spesso non ci rendiamo conto di quanto il nostro carattere possa essere inconciliabile con quello di un altro fino a quando non l’abbiamo frequentato per un po’ di tempo, a volte anche anni. è valido per le amicizie, ancor di più per le relazioni sentimentali.

Separarsi da una persona è molto doloroso, anche se ci ha fatto del male: a volte, però, è necessario. Il nostro animo non è il bidone dell’immondizia, ma la nostra casa: ogni tanto, bisogna pulirlo.

Chiuso per ferie

Chiuso per ferie fino al 28 agosto
Chiuso per ferie

Oggi scrivo il post per questo blog con qualche ora di anticipo:  come potete vedere dall’immagine scelta, anche per me è giunto il momento  di andare in vacanza.

Per le prossime due settimane avrò difficoltà a scrivere articoli: il computer di casa dei miei è obsoleto e non supporta wordpress. Dal 22 al 26 agosto, inoltre, sarò a Berlino: anche se l’hotel che ho prenotato mi garantisce la connessione wi-fi, per motivi di bagaglio non potrò portare con me il tablet. Chi ha provato ad usare l’app  per scrivere un post sul proprio smartphone, sa quanto possa risultare frustrante.

Ci rivedremo – se lo vorrete – domenica 28 agosto. Non preoccupatevi: non starò con le mani in mano. Grazie allo smartphone, riuscirò a recuperare da internet tanto di quel materiale che – probabilmente – qualcosa finirà nel dimenticatoio. Se sarò fortunato, forse riuscirò anche a fare qualche buono scatto da proporvi prossimamente.

Tra di voi ci sarà qualcuno che starà scherzando nello stesso modo in cui gli ascoltatori di Radiofreccia sbeffeggiavano la chiusura della radio nell’omonimo film.

Ci sono solo due differenze:

  1. Quella era finzione, questa è realtà…anche se un po’ virtuale.
  2. Questo blog non ha bisogno di finanziamenti per tenersi in piedi…ed ha meno di diciotto anni.

 

L'amicizia è come un ponte…

L'amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.
L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente

 

Il disegno a matita di un libro fa da cornice alla frase di oggi

L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.

Rispetto a quella del 29 luglio scorso, però, l’autore (in questo caso, sarebbe meglio dire l’autrice) è una nostra contemporanea, Giorgia Stella, amministratrice della pagina Facebook, Gli Ostacoli del cuore.

Il disegno che fa da cornice a questa frase mi ricorda un diario scolastico, di quelli in cui alle medie e le superiori – anzichè i compiti della settimana – annotavano frasi adolescenziali.

A tutte le età, ma soprattutto durante l’adolescenza, siamo portati a pensare che un’amicizia non finirà mai. Anche se è più difficile che termini un’amicizia che un amor piuttosto che un amore, dobbiamo fare i conti con l’eventualità che anche l’amicizia finisca.

Lasciate che vi ponga delle domande:

  • Avevate amici tra i vostri compagni di scuola?
  • Pensavate che la vostra amicizia non potesse finire mai?
  • Da quanto tempo non li vedete?

Sono provocatorio, lo so, perchè credo che l’amicizia – come i ponti – non solo vada costruita, ma debba essere mantenuta periodicamente. Smartphone e Social Network avrebbero dovuto aiutarci in questo. Putroppo, usiamo questi strumenti nel modo sbagliato: facciamo tutto, tranne che comunicare.

Vi propongo un piccolo esperimento: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare per ogni nominativo presente quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che vi siete sentiti. Se vi sembra passato troppo tempo, mandate un messaggio o provate a chiamare. Se non ricevete risposta, cancellate il numero: non era vera amicizia.

 

 

Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati

Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro, cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati
Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro, cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati

Il bello di internet è che ognuno di noi può far conoscere a tutti i propri pensieri in tutto il mondo. Questo blog ne è un esempio: oggi è stato visitato anche da un finlandese e da un tedesco.

Anche la frase di stasera  lo è: Juan Felipe Gabanhia non è così noto da meritarsi una biografia su internet, come dimostra una ricerca con Google.

 

Ciò non toglie che la frase di stasera sia molto interessante

Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chieder loro cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati

Da piccoli abbiamo immaginato una vita adulta totalmente diversa da quella che – poi – è stata la vita reale.

Dei bambini tutti apprezzano sicuramente

  • L’innocenza
  • La schiettezza
  • La sincerità

Tutte doti che possono mettere una persona letteralmente con le spalle al muro, soprattutto se unite ad una visione del mondo molto semplice, come quella di un bambino, appunto.

Mi immagino al tempo delle elementari ed incontrare me stesso a 37 anni: curioso come sono, sarei capace di domandare tuttociò che mi sarebbe capitato in oltre un quarto di secolo e di come sarebbe cambiato il mondo in generale.

Da piccolo, bastava poco a commuovermi ed ancora oggi le lacrime altrui mi turbano profondamente. Credo che vedermi piangere sarebbe terapeutico: le lacrime mi scuotono come un temporale.