People have the power

 

Questa mattina mi sono svegliato mentre la radio trasmetteva la canzone che voglio proporvi e mi sono arrabbiato con me stesso domandandomi

Come ho potuto dimenticarmi di loro due?

Loro due sono, ovviamente, la sacerdotessa maudit del rock Patti Smith e la sua canzone People have the power: una figuraccia non da poco, visto che ho sostenuto più volte che ciò che conta nelle canzoni sono il messaggio e le emozioni.

Di emozioni e messaggi il testo ne propone praticamente ad ogni strofa, se non ad ogni riga, parlando di

  • Sogni
  • Gente
  • Potere

solo per citare le tre parole che più colpiscono a prima vista.

Il video, volutamente con il viso di Patti quasi cadaverico, ci mostra gente, famosa e non: sono loro che hanno il potere, siamo noi che abbiamo il potere o, almeno, dovremmo averlo.

Il problema è che molte persone, io incluso, si ostinano a pensare di non poter cambiare il mondo. Di certo, questo è un po’ utopico…Ma perchè non cominciamo a cambiare il nostro mondo?

Troppo presto per questo passo? Ma noi ci amiamo

NicoloGiorgioSposiGayGiovaniLaRepubblica
Nicolò e Giorgio, i neo-sposi

È di oggi la notizia proposta dal quotidiano La Repubblica

Niccolò e Giorgio, gli sposi gay più giovani d’Italia: “Troppo presto per questo passo? Ma noi ci amiamo”

Francamente, non credo sia una notizia degna di un quotidiano, ma non certo per colpa del giornalista Gabriele Guccione, autore dell’articolola colpa è  della società italiana.

Non trovo per nulla strano che in un Paese in cui

  1. I matrimoni omosessuali sono ancora poco accettati
  2. Ci si sposa sempre più tardi

un fatto del genere meriti spazio sui giornali, perché siamo così benpensanti che non accettiamo il modo di vivere altrui, se diverso dal nostro.

Non sono necessarie notizie di cronaca, per rendersene conto, ma basta porci una semplice domanda

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo criticato qualcuno?

Sicuramente, è passato molto meno tempo di quanto immaginiamo, ma non ce ne rendiamo conto.

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Frase dal web
La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Il web ci insegna non è necessario essere dei premi nobel della letteratura per conoscere ed esprimere la verità.

Proprio per questo mi piacciono le frasi anonime: ognuno di noi può dirle. Non avendo abbastanza competenze linguistico-letterarie (o non volendole usare) sono anche più schiette e sincere.  La frase di oggi ne è un esempio

La gente non nasce depressa. Lo diventa a forza di trasformare i vaffanculo in silenzi.

Solo Charles Bukowski usava un linguaggio scurrile nei suoi scritti: per tutti gli altri scrittori, non sarebbe risultato appropriato nemmeno stilisticamente parlando.

Forse è proprio per questo che la letteratura è piena di casi di depressione: gli autori non vengono ascoltati, ma letti! Manca il contatto umano tra autore e scrittore, tra blogger e utente internet, fra amici che debbono accontentarsi del telefono per sentirsi!

Non essere ascoltati può generare rabbia: non sfogare la rabbia può essere molto pericoloso.

Il problema nasce da vari fattori:

  • Ci vediamo sempre meno
  • Chattiamo sempre di più
  • Ci ascoltiamo sempre meno
  • Parliamo sempre di più

Avete notato che vogliamo parlare tutti, ma nessuno ascolta il prossimo? Lo facciamo perché siamo così convinti delle nostre ragioni che….non ascoltiamo quelle altrui, costringendo il nostro interlocutore a tenersi dentro un vaffanculo che non riesce a venir fuori perché è sempre più percepito come un offesa, non come un modo forse un po’ troppo sanguigno per far capire al prossimo che siamo tutti uguali e tutte le opinioni devono essere rispettate.

Ammettere di avere sbagliato è un pregio che pochi hanno

AmmettereSbagliPregioPochi
Ammettere di avere sbagliato è un pregio che pochi hanno

 

Trovo ironico l’accostamento fra la frase di stasera e la pagina Facebook che l’ha condivisa, cioè Notizie Shock.

Ammettere di avere sbagliato è un pregio che pochi hanno

Sembra quasi il titolo in prima pagina di un giornale scandalistico, non trovate? Viene quasi da domandarsi

Dov’è la notizia?

La notizia è semplice: siamo umani, perciò esseri imperfetti, nelle grandi e nelle piccole cose. Detta in questi termini, sembra una scoperta scientifica: invece, è semplicemente una cosa lapalissiana.

Purtroppo, stiamo vivendo in una società in cui tutti credono di avere ragione, perciò…chi vuole prendersi il torto?

Se volete, me lo prendo io, per tutte le mie colpe: credo che tutti gli errori possano essere – se non risolti – almeno chiariti con il dialogo. Occorre solo un po’ di tempo:

  • Per calmarsi
  • Per discutere
  • Per confrontarsi

Io sono disposto a metterci tutto il tempo necessario, chiedendo scusa per ogni mio sbaglio.

Cosa mi manca? Sinceramente, mi manca la controparte: so che c’è troppa gente arrabbiata a causa mia, perciò non mi vogliono parlare.

Music connecting people

Immagine da Facebook
Music Connecting people

Mi sono innamorato subito dell’immagine di stasera: un pittogramma raffigurante un uomo e una donna, le cui teste sono sostituite da note musicali e la scritta

Music conecting people

a richiamare (o a sbeffeggiare? Non lo so, ditemelo voi) un noto produttore di cellulari finlandese.

Scrivendo di musica, si rischia di scatenare le classiche fazioni:

  • Beatles contro. Rolling Stones
  • Claudio Villa contro Gianni Morandi
  • Paisiello contro Rossini

ed alimentare il contrasto anzichè ridurlo. La frase di oggi, invece, mira addirittura ad annullare il contrasto: la musica può creare unione! Basta ricordarsi qualche scena di epoca passata per rendersene conto: non era forse il canto ad unire le mondine? E che dire degli alpini?

Forse, isolati dalle cuffie e spaventati – economicamente parlando –  dall’alto costo di certi concerti, molte persone hanno perso il gusto di ascoltare musica insieme.

Credo che questo sia il primo passo da compiere per riuscire a creare nuovi rapporti sociali: la musica – come un qualsiasi hobby, del resto – unisce…non delude e non divide mai.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto
La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

 

Per chi non l’avesse capito, adoro Charles Bukowski: è la seconda volta che dedico un post ad un aforisma quest’autore.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto

Gli artisti in generale sono dei grandi osservatori del mondo esterno, in modo diverso dagli studiosi:

  • Gli studiosi si basano su meri dati e osservazioni scientifiche
  • Gli artisti vanno alla ricerca di cose meno tangibili e visibili

Entrambe le categorie osservano il mondo che le circonda. E’ proprio osservando il mondo che si scoprono cose nuove e se ne realizzano tante altre.

Mi sono spesso chiesto

Perché i personaggi dei libri di Bukowski sono così realistici tanto da apparire dannatamente umani?

La risposta che mi sono dato è

Perché sono ispirati a persone realmente esistenti

La gente comune mi sembra poco interessata a ciò che la circonda e molto interessata a ciò che proviene dal proprio interno: una specie di epidemia di egocentrismo che ha contagiato un po’ tutti.

Questa epidemia ha fatto morire l’interesse per l’altro, considerato come una specie minacciosa per la nostra incolumità, aumentato l’ego in maniera smisurata, logorato i rapporti umani.

Fortunatamente, il nostro corpo è dotato dei tre strumenti che servono per guarire:

  1. Occhi per osservare
  2. Cuore per provare sentimenti
  3. Cervello per capire

Dobbiamo solo allenarli di più…