Guardando il cielo

 

Non parlo spesso di canzoni perché richiedono un certo periodo di meditazione sia per apprezzarle, sia per comprenderne il reale significato, aldilà dell’accompagnamento musicale.

Pensando ad Arisa, poi, mi risulta particolarmente difficile: non perché non apprezzi la cantante ma, nella mia testa, è come se fosse l’autrice adatta per trascorrere un momento spensierato…fino a quando non ho ascoltato Guardando il cielo.

Un testo che parla di quanto ci stiamo abituando a vivere disorientati, ancor più rimarcato in un video con pochi riferimenti geografici…che sono poi i riferimenti che abbiamo visivamente presenti nella nostra vita.

Forse è proprio questo il significato del titolo: occorre guardare il cielo per trovare un punto di riferimento. Dai tempi di Galileo, sappiamo che il cielo non si muove, ma siamo noi a farlo!

Una metafora che è abbastanza chiara: nella vita abbiamo bisogno di certezze. Putroppo, l’unica certezza – a volte – sembra essere la morte.

Occorre fermarsi un attimo a porsi una domanda:

Cosa c’è di buono e stabile nella mia vita?

Forse non è semplice ma, pensandoci bene, qualcosa verrà in mente di sicuro. Quelle sono le cose che dobbiamo conservare. Il resto è solo di passaggio: forse non siamo ancora pronti ma, un giorno, faremo un po’ di pulizia ed abbandoneremo ciò che ci fa male.

Vi faccio un esempio personale: circa un anno fa, conobbi una persona che mise in dubbio l’efficacia della psicoanalisi e, perciò, tutto il lavoro che tuttora sto facendo su di me.  Non ci volle molto tempo perché lei mi ponesse subdolamente davanti ad una scelta

O me o la psicoanalisi 

Inutile dirvi quale è stata la mia scelta: alle diciotto ho appuntamento con la dottoressa!