I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

Frase di Matt Baker
I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

 

Oggi, grazie alla pagina Facebook Informazione Liberaho conosciuto Matt Baker: ma si riferisce all’artista o al presentatore? Questo ci dimostra che internet ha ancora molta strada da fare per arrivare a sostituire tutto il sapere umano.

In ogni caso, la frase è molto interessante

I have a very intelligent mind but a god damn stupid heart

La traduzione letterale non sarebbe necessaria, ma in italiano suonerebbe più o meno

Ho una mente molto intelligente, ma un cuore maledettamente stupido

quasi a rimarcare il concetto che espressi il 20 settembre scorso. Il problema è sempre lo stesso: ascoltiamo più il nostro cervello che il nostro cuore.

Certo, c’è anche chi si fa guidare dal proprio istinto, ma non credo che – in questo caso – si possa parlare di ascolto.

Voglio farvi un esempio pratico: siete in casa con la radio accesa mentre state lavando i piatti. Un lavoro che non richiede una grossa concentrazione, ma probabilmente vi assicurerete che le stoviglie siano ben pulite ed asciugate, mentre – nello stesso tempo – non sapreste dirmi quale canzone stanno strasmettendo. Ecco il tipico caso di ascolto del cervello e non del cuore.

Il nostro cuore non è stupido: siamo noi che, stupidamente, non abbiamo studiato il suo linguaggio.

Se ho parlato di cuore e non di istinti il motivo è semplice: a volte confondiamo le due cose. Non credo nei colpi di fulmine: in questo caso, preferisco parlare di infatuazione La famosa scappatella ci può stare ma, se una cosa dura da tempo, forse è meglio chiamarlo amore, non credete?

C’è un piccolo esercizio che vorrei proporvi: quando credete di essere innamorati o – più semplicemente – vi siete emozionati per una qualsiasi cosa durante la giornata,  prima di addormentarvi, prendetevi qualche minuto. Ripercorrete l’accaduto con la mente e domandatevi

Cosa ho sentito in quel momento?

Saprete senz’altro distinguere amoree infatuazione.

 

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

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Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Mi chiedo spesso

Come giudicheranno gli storici il nostro mondo attuale?

Sinceramente, non vedo chi o cosa potrebbe essere tramandato ai posteri. Sembriamo così preoccupati di noi stessi che non ci rendiamo conto di chi ci circonda.

L’immagine proposta dalla pagina Facebook Metteteci una pietra sopra ma anche no rende bene l’idea. Lo scheletro fossilizzato di un uomo intento a farsi un selfie spiega benissimo la frase

Fra 5000 anni gli archeologi troveranno questi resti

Una cosa molto diversa dal futuro immaginato nella saga cinematografica Ritorno al futuro o nel cartone I pronipoti. In entrambi i casi, si nota una certa permanenza di cose che – ai tempi in cui uscirono questi lavori – sembravano dover durare per sempre.Concetti come

  • Famiglia
  • Amici
  • Persone

Sembrano invece essere stati dimenticati, lasciando spazio all’edonismo e all’egocentrismo.

Cosa ci aspettiamo di raggiungere agendo così? Probabilmente, una sorta di soddisfazione. Se è vero che è immediata, è altrettato vera che è effimera. La fotografia potrebbe essere cancellata pochi minuti dopo o disperdersi tra i miliardi di cose postate ogni giorno. L’unica cosa che potrebbe salvarli dall’essere dimenticati è fare il backup del proprio account molto di frequente,a meno che un giorno i server dedicati non vengano dismessi.

Se, invece, collaborassimo più spesso l’uno con l’altro o – più semplicemente – ci parlassimo di più, avremmo qualcosa di bello da tramandare alle prossime generazioni.

 

 

 

Mai trascurare una persona che ti dimostra in tutti i modi di tenerci a te

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Mai trascurare una persona che ti dimostra in tutti i modi di tenerci a te.

Da quale pagina potrà mai venire l’immagine di stasera, se non dalla pagina Facebook amicizia, quella vera?

Era da un po’ di tempo che controllavo la pagina, aspettando una frase che mi colpisse….finalmente, in concomitanza con il closing del Milan, la frase è arrivata

Mai trascurare una persona che ti dimostra in tutti i modi di tenerci a te.

Un bambino che presta ad una sua coetanea infreddolita qualcosa per cui coprirsi: quale immagine migliore per descrivere il fatto che l’amicizia è fatta anche – e soprattutto – di piccoli gesti?

Molti di questi gesti non possono essere raffigurati: come si può  rappresentare dei concetti – chiave dell’amicizia come

  • Capirsi…
  • …Allontanarsi…
  • …Per poi riavvicinarsi

I tre esempi fatti mi servono per riassumere ancor prima di raccontarlo un fatto realmente accaduto fra me e Paola.

Stavo attraversando un periodo abbastanza scuro della mia vita: Paola non era a conoscenza di tutto questo ed un giorno mi chiamò come se nulla fosse. Risposi al telefono, ma non la feci nemmeno parlare. Dopo aver interrotto bruscamente la telefonata, bloccai tutti i suoi contatti. Perché mi comportai così? Semplicemente, ero invidioso di lei, perché mi sembrava le stesse andando tutto bene, che io stessi soffrendo e che nessuno mi aiutasse.

Non occorse molto tempo per sentire la sua mancanza: sbloccai il contatto, la chiamai. Non ricordo molto di quanto ci dicemmo. Ricordo, però, i nostri rispettivi toni: Paola arrabbiata da me ed altrettanto delusa da me, io ero triste per averle fatto un torto ingiusto e perché sentivo la sua mancanza.

Non è stato solo un gesto doveroso, ma un gesto per far capire a Paola l’amicizia che provavo per lei: me ne resi conto solo dopo averla persa…che ci volete fare?

Sono certo che anche voi avete molti gesti con cui dimostrare la vostra amicizia nei confronti di qualcuno…ma tutti siamo presi dagli impegni e non ce ne rendiamo conto.

 

Attenti al cane: ha sentimenti

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
Attenti al cane: ha sentimenti

Il cane che vedete nell’immagine di stasera non è mio…ma assomiglia moltissimo al mio.

Anche la frase che campeggia sul cartello mi fa notare una certa somiglianza

Attenti al cane: ha sentimenti

Quando torno a casa dopo una settimana di lavoro, Kia (questo il nome della mia cucciola) non sta più nella pelle dalla gioia…e pazienza se ogni volta mi sporca i pantaloni saltandomi addosso.

Sembra che mostrare sentimenti, per le persone, sia molto più difficile che per altri mammiferi: l’evoluzione non è stata favorevole, in questo senso. Quante volte, per pudicizia, ci limitiamo ad un abbraccio alla nostra amata, anziché darle un bacio appassionato? Quante volte, per educazione, tratteniamo la rabbia?

Giustamente, obietterete che

non sempre è il momento opportuno: ciò che ci distingue dagli altri animali è la razionalità

Concordo con voi, ci mancherebbe altro: tuttavia, dovremmo sfruttare i momenti della giornata in cui ci è possibile esternare i sentimenti.

Sono più di quanti possiate immaginare in realtà: forse lo fate tutti i giorni, ma non ve ne rendete conto.

  • Oltre a mantenervi in forma, andate in palestra per sfogare la rabbia
  • La sessualità non è limitata alla riproduzione, lo sappiamo bene
  • Ci piacciono le barzellette e le battute perchè abbiamo bisogno di ridere

Se ci fate caso, però, sono tutti momenti controllati: perchè non riusciamo ad essere più spontanei?

Tutto quello che vive è sacro

Frase di John Steinbeck
Tutto quello che vive è sacro

Pur apprezzando molto la letteratura americana, ammetto la mia ignoranza: non ho mai letto un romanzo di John Steinbeck. Questo è un bene: mi permette di parlarne a ruota libera, come se la frase di stasera l’avesse pronunciata una persona qualsiasi.

Tutto quello che vive è sacro

Credo che la prima persona da cui ho sentito pronunciare queste parole sia stata la mia amica Francesca: perchè?

La domanda è meno retorica di quanto non possa sembrare. Se tutti considerassero la vita sacra

  1. Non esisterebbero gli omicidi
  2. Ringrazieremmo un’entità superiore per i nostri pasti
  3. Rispetteremmo le decisioni altrui, considerandole di pari dignità delle nostre

Invece, siamo circondati da una solitudine che noi stessi abbiamo contribuito a creare: è comunemente chiamato egoismo. Io stesso sono caduto in questo errore molte volte: recentemente mi è capitato con Francesca. Ogni volta mi sono scusato: non per mera educazione, ma perché ogni volta è stata una vera e propria lezione di vita.

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Tatuaggio con bambino e cuore in mano
So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Oggi sulla pagina Facebook amore è poesia ho trovato l’immagine di un insolito tatuaggio. Come potete vedere, raffigura un bambino a braccia tese, che regge con le mani un cuore. Altri cuori completano la figura.

Il tutto è completato dalla frase

So che non è molto…ma è tutto ciò che ho

Come hanno commentato già molti miei contatti, non è certo poco. Il problema è proprio questo: prestiamo troppa attenzione al gesto in sè e troppa poca attenzione al significato emotivo di quel gesto. Faccio un piccolo esempio, calzante con il periodo che stiamo vivendo. Fra quattro giorni, quando scarterete i regali di Natale, forse troverete sotto l’albero qualcosa che non sarà di vostro gradimento.

Posso immaginare la delusione che proverete: non importa che non siate più bambini. Considerate, però, che la persona ha pensato a voi: vi ha fatto un regalo che riteneva di vostro gradimento.

Non penso che i regali siano fatti semplicemente per mantenere un usanza: si fanno solo se si vogliono fare. Escludendo questa ipotesi, si giunge a due sole possibili conclusioni:

  1. La persona che vi ha fatto il regalo vi conosce poco
  2. Voi non vi siete aperti abbastanza con questa persona

Ci vuole poco a smontare la prima ipotesi: generalmente, non siamo portati a regalare qualcosa a persone appena conosciute (anche se sarebbe bello, devo ammetterlo).

Dunque, resta in piedi solo la seconda ipotesi: cosa intendete fare?

In case of war break glass

Immagine dalla pagina Facebook "Informazione Libera"
In case of war break glass

L’immagine di oggi mi piace soprattutto perchè è un fotomontaggio molto diretto: non so quale utente della pagina Facebook Informazione Libera abbia avuto questa idea, ma debbo farglii complimenti.

Se pensiamo alla colomba con un ramocsello d’ulivo, pensiamo alla pace, se pensiamo ad una teca su cui è scritto

In case of war break glass 

ovvero

In caso di guerra rompere il vetro

Pensiamo – appunto – alla guerra: solo Lev Tolstoj  è stato capace di tanto.

Putroppo, far scoppiare la guerra è molto più semplice che far scoppiare la pace…ma il vetro è una buona metafora: la guerra divide le nazioni così come il vetro divide l’interno dall’esterno. Se abbiamo bisogno di aria fresca possiamo solo aprire la finestra…ma se la finestra è bloccata? Dobbiamo rompere il vetro?

La risposta è – ovviamente – no: rischiate di farvi male. Abbiamo varie alternative:

  • Provare a scardinare la finestra con i giusti attrezzi
  • Collaborare per aprire la finestra

Non vi ricorda un po’ una mediazione? A me sì….

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l'anima che la indossa

Aforisma di Edvania Paes
Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

Oggi ho trovato sulla pagina Facebook Ghiandola Pineale – Il terzo occhio un aforisma di Edvania Paes, un’utente come noi

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

La frase mi sembra così chiara che è superfluo perdersi in spiegazioni approfondite. La prima associazione che mi è venuta in mente è il verso di una canzone degli Stadio, ma non quella che postai a febbraio.

Un verso della canzone che ricordo recita

Io gioco a fare il duro, ma ti giuro sono buono sai
a volte piango ancora, non ci crederai

Trovo che siano due modi diversi per esprimere lo stesso concettonon lo pensate anche voi?

La società moderna richiede, specialmente agli uomini, di non piangere mai, salvo rari casi. Dobbiamo affrontare ciò che ci riserva la vita con coraggio e determinazione.

Ogni mattina,  al lavoro, cerchiamo di sfoggiare il nostro sorriso migliore: è sufficiente osservare le facce sulla metropolitana milanese che la persona media non è felice. Cosa ci manca? Sicuramente il primo pensiero va al denaro…ma credo sia una scusa per celare il nostro bisogno più profondo.

Abbiamo bisogno di serenità. Purtroppo, siamo troppo presi dai nostri pensieri per condividere vis à vis  le nostre vite con il prossimo: preferiamo farlo nell’anonimato del web.

Io non so cosa blocca il prossimo dal condividere con l’altro non solo le gioie, ma anche i dolori:

  • Forse la preoccupazione di essere giudicato
  • Forse il pensiero che anche il prossimo ha le proprie preoccupazioni
  • Forse non riusciamo ad esternarle in modo comprensibile

Volete sapere la verità? Credo che siano tutte scuse: non credo che la bocca serva solo a mangiare tre volte al giorno. Per molte ore resterebbe inutilizzata. Se una cosa non va bene, ditela.

Prevengo già una critica: le persone con cui dialogate tutti i giorni non son vostri amici….Ma come potrebbero diventarlo se voi non parlate?

Giornata mondiale contro l'Aids

 

Il fiocco rosso simbolo dell'AIDS tra le mani di una donna
Oggi è la giornata mondiale contro l’AIDS

Ci sono ricorrenze che aspetti con ansia, come il Natale, ed altre che non vorrebbero arrivassero mai:

L’elenco è troppo lungo, meglio ricordare solo la ricorrenza di oggi: la giornata mondiale contro l’AIDS.

Rispetto alle altre ricorrenze citate, questa giornata ha una particolarità: ci ricorda che stiamo affrontando un problema risolvibile, ma di cui non siamo ancora venuti a capo.

Non sono la persona più indicata per dare suggerimenti: non ho sufficienti competenze in medicina…ma mi fido dei medici e della capacità dell’umanità nel fronteggiare un problema, quando si presenta.

Cosa può fare una singola persona in questi casi? Sicuramente tre cose:

  1. Informarsi di più
  2. Non dare credito a ipotesi alternative
  3. Aiutare chi è in difficoltà

Può sembrare poco, ma è sicuramente un passo in avanti: vi immaginate cosa possono fare oltre sette miliardi di passi in avanti?

L'amicizia è come un ponte…

L'amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.
L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente

 

Il disegno a matita di un libro fa da cornice alla frase di oggi

L’amicizia è come un ponte: unisce se ha basi solide, ma crolla se costruito con materiale scadente.

Rispetto a quella del 29 luglio scorso, però, l’autore (in questo caso, sarebbe meglio dire l’autrice) è una nostra contemporanea, Giorgia Stella, amministratrice della pagina Facebook, Gli Ostacoli del cuore.

Il disegno che fa da cornice a questa frase mi ricorda un diario scolastico, di quelli in cui alle medie e le superiori – anzichè i compiti della settimana – annotavano frasi adolescenziali.

A tutte le età, ma soprattutto durante l’adolescenza, siamo portati a pensare che un’amicizia non finirà mai. Anche se è più difficile che termini un’amicizia che un amor piuttosto che un amore, dobbiamo fare i conti con l’eventualità che anche l’amicizia finisca.

Lasciate che vi ponga delle domande:

  • Avevate amici tra i vostri compagni di scuola?
  • Pensavate che la vostra amicizia non potesse finire mai?
  • Da quanto tempo non li vedete?

Sono provocatorio, lo so, perchè credo che l’amicizia – come i ponti – non solo vada costruita, ma debba essere mantenuta periodicamente. Smartphone e Social Network avrebbero dovuto aiutarci in questo. Putroppo, usiamo questi strumenti nel modo sbagliato: facciamo tutto, tranne che comunicare.

Vi propongo un piccolo esperimento: scorrete la rubrica del vostro cellulare e cercate di ricordare per ogni nominativo presente quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che vi siete sentiti. Se vi sembra passato troppo tempo, mandate un messaggio o provate a chiamare. Se non ricevete risposta, cancellate il numero: non era vera amicizia.