Ho provato rancore, ma mi stava male addosso

Frase di Marisa Licenza
Ho provato rancore, ma mi stava male addosso, così ho preferito lasciarlo agli altri e vestirmi di elegante indifferenza

Oggi la pagina Facebook di Today.it ha condiviso una frase di Marisa Licenza

Ho provato rancore, ma mi stava male addosso, così ho preferito lasciarlo agli altri e vestirmi di elegante indifferenza

Ogni persona ha il suo carattere: non sempre due caratteri sono compatibili fra loro. Gli eventi della vita, poi, possono modificare psicologicamente gli individui.

Questo è il motivo di fondo per cui due persone che, fino a poco tempo prima, si definivano amiche, si allontanano: l’eventuale litigio da cui hanno cominciato il reciproco allontanamento è solo la scusa che entrambi cercavano per porre fine ad un rapporto ormai logoro.

Non è detto che il rapporto sia destinato a terminare definitvamente: è cessato quel tipo di rapporto, ma l’amicizia può ricominciare basandosi su nuovi presuppposti. Occorre un po’ di tempo ad entrambe le parti per riprendere le energie e capire come è meglio continuare.

Nel periodo di allontanamento, ci si trova ad affrontare il lutto per la perdita dell’amicizia.

La rabbia e il rancore fanno parte di questo processo.

L’ultima fase introduce all’indifferenza. A mio parere, ciò può significare due cose ben distinte:

  1. Fingere che quest’amicizia non sia mai esistita
  2. Fingere che il litigio non sia mai esistito, riallacciando i rapporti…appunto ripartendo da zero

Personalmente, preferisco la seconda opzione, anche se non dipende solo da noi, purtroppo.

Che fatica dimostrare un'indifferenza che non si prova

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Che fatica dimostrare un’indifferenza che non si prova

Oggi la pagina Facebook Una pioggia di te ha condiviso la frase di una certa Arianna

Che fatica dimostrare un’indifferenza che non si prova

Trovo che l’immagine usata per lo sfondo sia appropriata: alberi sempreverdi sotto il gelo invernale….Quale migliore metafora per indicare che – anche quando dimostriamo freddezza – siamo comunque vivi?

La metafora può andare persino oltre: superare l’inverno non è cosa semplice, né per le piante, né per gli animali, né per gli esseri umani.

A livello emotivo, la cosa può risultare ancora più difficile: quante volte fingiamo di stare bene, ma in realtà stiamo reprimendo le nostre emozioni? Io lo faccio infinite volte perché:

  • L’ufficio non è il luogo adatto
  • Vivendo solo, a casa non saprei con chi sfogarmi
  • Le rare volte che esco a divertirmi, non è il momento adatto

Lo ammetto: è stata una strategia perdente! Ansia e depressione mi hanno aggredito.

Una cosa che richiederei all’umanità, cioè a tutte le persone, è quella di dedicarsi almeno venti minuti al giorno ad ascoltare il prossimo ed altrettanti ad ascoltare sé stessi. Probabilmente, non risolveremmo le guerre, ma di sicuro sarebbe una piccola rivoluzione nei rapporti interpersonali.

Purtroppo, sembra che la maggior parte della gente abbia deciso di curare il proprio corpo, non il proprio spirito.

Non sono questioni religiose come potrebbe sembrare a prima vista. La realtà è molto più semplice. Non vogliamo rispondere ad una semplice domanda

Cosa sto provando in questo momento?

Sia nel momento in cui siamo noi a stare male, sia quando (grazie all’empatia) vediamo qualcuno di afflitto. Se lo facessimo staremmo tutti meglio: purtroppo, siamo sempre più egoisti e sordi…anche verso noi stessi.