Quando soffia il vento del cambiamento…

Proverbio cinese
Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

Non è passato molto tempo da quando parlai di un aforisma condiviso dalla pagina Facebook di efficacemente.com. Oggi devo ripetermi

La frase che – in pratica – traduce un proverbio cinese recita

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

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Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

Mèlanie Bernet e Marito nella Foto pubblicata da "L'Huffington Post"
Mèlanie Berliet e Marito nella Foto pubblicata da “L’Huffington Post”

Dato lo mio status di single incallito, non dovrebbe stupirvi che questa mattina la mia attenzione sia stata catturata da una notizia pubblicata da L‘Huffington Post intitolata

Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

In cui Mèlanie Berliet, che vedete ritratta nell’immagine insieme al marito, racconta pro e contro di una vita di coppia ai single.

In pratica, la giornalista racconta al proprio pubblico, fra cui ci sarà un esercito di single ambosessi, uno spicchio della vita che conosceranno solo in futuro e solo se lo vorranno.

Diciamoci la verità: è un esercizio che facciamo tutti immaginando ciò che non abbiamo.

Qualcuno di noi avrà sicuramente immaginato come potrebbe essere vivere come

  • Un milionario
  • Un astronauta
  • Un politico importante

A volte realizzeremo questo sogno, altre volte rimarrà tale. Solo i secondi, però, potranno dire di aver provato pregi e difetti di un modo di vivere solamente immaginato tempo prima. Vorrei farvi una domanda

Secondo voi, perché non realizziamo veramente i nostri sogni ?

Qualunque sia la vostra risposta, sarà ben accetta: io non l’ho ancora trovata!

Negli anni '90 andava di moda lo squillo

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Negli anni ’90 andava di moda lo squillo…

 

La frase di stasera, proveniente dalla pagina Facebook Viva gli anni ’90, probabilmente la capirà solo chi ha cominciato ad usare un cellulare nel secolo scorso, specialmente se allora era un giovane studente universitario o un giovane disoccupato

Negli anni 90 andava di moda lo squillo. Non importa avesse o non avesse significato, ci si faceva squilli. Era l’elemento a metà fra il messaggio e la chiamata, con un senso inspiegabile. Forse perchè 3/4 di ragazzi con il cellulare rasentava lo 0 nel credito, un messaggio costava, lo squillo era gratis.

Principalmente voleva dire “Ti sto pensando”, non di certo stava per “Richiamami”.

La chiamata persa non esisteva, se non quella di mamma e papà. Ci si faceva squilli, all’infinito.                                                                                                                                                           Ti penso, ti penso anche io. Ti penso ancora,                                                                         anche io ti penso ancora

E così via, per tutto il giorno, 

Tutti i giorni

 

Ho riportato tutto il testo perché sembra quasi una poesia postmoderna, venata di un senso di nostalgia.

Internet, i social network ed i piani tariffari a minuti hanno reso desueta questa pratica, che mi ricorda un bacio virtuale quando ancora la virtualità era ancora di là da venire.

Per chi non avesse vissuto quell’epoca telefonica, eccovi alcuni elementi ulteriori:

  • Un SMS costava circa 200 lire, poco più di dieci centesimi
  • La tariffa minima per una chiamata era dello stesso importo: non esistevano i piani a minuti e si pagava lo scatto alla risposta
  • Solo i manager potevano permettersi dei cellulari con il browser…e anche la navigazione era molto costosa
  • Anche navigare su internet con PC e modem aveva dei costi

Non eravamo tirchi, né poveri: semplicemente l’unico modo gratuito per comunicare con una persona era incontrarla di persona….squilli a parte.

Potrei fare un elenco sterminato di altri motivi: ogni elemento ha contribuito a rendere la comunicazione così come la conosciamo oggi.

Non che sia tutto negativo, ma mi manca tanto il contatto umano. Sembra che internet, anzichè unire come ci aveva promesso, ci ha diviso: siamo sempre più distanti

 

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l'anima che la indossa

Aforisma di Edvania Paes
Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

Oggi ho trovato sulla pagina Facebook Ghiandola Pineale – Il terzo occhio un aforisma di Edvania Paes, un’utente come noi

Tanto più resisentente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa

La frase mi sembra così chiara che è superfluo perdersi in spiegazioni approfondite. La prima associazione che mi è venuta in mente è il verso di una canzone degli Stadio, ma non quella che postai a febbraio.

Un verso della canzone che ricordo recita

Io gioco a fare il duro, ma ti giuro sono buono sai
a volte piango ancora, non ci crederai

Trovo che siano due modi diversi per esprimere lo stesso concettonon lo pensate anche voi?

La società moderna richiede, specialmente agli uomini, di non piangere mai, salvo rari casi. Dobbiamo affrontare ciò che ci riserva la vita con coraggio e determinazione.

Ogni mattina,  al lavoro, cerchiamo di sfoggiare il nostro sorriso migliore: è sufficiente osservare le facce sulla metropolitana milanese che la persona media non è felice. Cosa ci manca? Sicuramente il primo pensiero va al denaro…ma credo sia una scusa per celare il nostro bisogno più profondo.

Abbiamo bisogno di serenità. Purtroppo, siamo troppo presi dai nostri pensieri per condividere vis à vis  le nostre vite con il prossimo: preferiamo farlo nell’anonimato del web.

Io non so cosa blocca il prossimo dal condividere con l’altro non solo le gioie, ma anche i dolori:

  • Forse la preoccupazione di essere giudicato
  • Forse il pensiero che anche il prossimo ha le proprie preoccupazioni
  • Forse non riusciamo ad esternarle in modo comprensibile

Volete sapere la verità? Credo che siano tutte scuse: non credo che la bocca serva solo a mangiare tre volte al giorno. Per molte ore resterebbe inutilizzata. Se una cosa non va bene, ditela.

Prevengo già una critica: le persone con cui dialogate tutti i giorni non son vostri amici….Ma come potrebbero diventarlo se voi non parlate?

Il mondo non apprezzerà le milioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l'unica sbagliata

Il mondo non apprezzerà le mlioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l'unica sbagliata
Il mondo non apprezzerà le mlioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l’unica sbagliata

Più che un aforisma, quella di oggi è una storiella. Parla di un’insegnante che volutamente scrive alla lavagna

9 x 1 = 7

Suscitando l’ilarità e, al contempo, dando una lezione di vita ai suoi alunni

Il mondo non apprezzerà le milioni di cose giuste che farete, ma sarà pronto a criticare l’unica sbagliata

 

Facciamo molti errori in ogni occasione:

  • A scuola
  • Sul lavoro
  • Mentre guidiamo in automobile

In tutti questi ambiti esistono delle regole: se è giuto essere ripresi per gli errori commessi, non è giusto essere criticati.

Nessuno commette un errore volontariamente, a meno che non abbia un secondo fine: non possiamo leggere il pensiero di chi ci sta di fronte ed ancora oggi non si conosce l’esatto funzionamento del cervello. Se non c’è stata volontà, perchè criticare l’errore?

La rabbia che proviamo davanti agli imprevisti ed agli errori è una giustificazione: restiamo accecati dall’ira e non vediamo il mondo e le persone che ci stanno intorno: così facendo, ci sfoghiamo ferendo chi ci sta intorno.

Purtroppo, tendiamo anche a dimenticare le cose buone che – in passato  – una persona ha fatto, peggiorando ulteriormente il problema.

Voglio proporvi un esprimento: cercate di ricordare

  1. L’ultima volta in cui qualcuno si è arrabbiato con voi
  2. L’ultima volta in cui voi vi siete arrabbiati con qualcuno

Concentratevi sul vostro stato d’animo in quel momento: non credo vi siate sentiti bene…Quindi, perchè arrabbiarsi?

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti...
Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Il senso della frase di stasera è molto semplice

Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te. Le cose belle piacciono a tutti…

Siamo esseri umani, pertanto imperfetti: abbiamo tutti dei lati del nostro carattere che sono poco gradevoli. Siamo anche perfettibili: ciò non toglie che resterà sempre qualcosa che – nonostante i nostri sforzi – sarà un nostro difetto.

Io, per esempio, sono molto permaloso: se mi fanno notare un difetto, rimango ferito, anche se il mio interlocutore è stato molto gentile con me. Potrei elencarne a bizzeffe sul mio conto, ma non voglio tediarvi. Basta fare una ricerca su internet per scoprire

  • I difetti dei VIP
  • I difetti dei segni zodiacali
  • I difetti del vostro libro preferito

Forse solo gli innamorati non vedono difetti nel loro partner…Eppure ne hanno anche loro. La frase di stasera, però, dimostra che anche gli innamorati percepiscono i difetti.

Un neo può rendere la vostra amata leggermente diversa dalla Venere di Botticelli…eppure l’amate lo stesso.

Il carattere, in questo senso, è ambiguo: una persona irascibile non piace a nessuno, ma potremmo comunque apprezzarne il modo deciso con cui difende le proprie opinioni.

Tuttavia, prima di guardare i difetti altrui, pensate alla frase del monologo di V per Vendetta

Se cercate il colpevole, non c’è che da guardarsi allo specchio

 

 

 

Se c'è una cosa che ho imparato nella vita, è che l'apparenza inganna parecchio

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che l’apparenza inganna parecchio

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Abitando a Milano, ci si rende conto che non esiste un modo migliore di un altro o un modo giusto per vivere.

Spesso ci lasciamo prendere dai pregiudizi e cerchiamo  di instaurare rapporti con persone che (secondo noi) hanno un bell’aspetto e un giusto modo di fare.

Potrei elencare vari aneddoti e modi di dire per smontare queste dicerie, ma la frase di stasera è molto più efficace

Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, e che l’apparenza inganna parecchio

Probabilmente,  la madre della bambina raffigurata mentre riceve un fiore da un punk avrebbe stretto a sé la propria figlia, perché avrebbe giudicato il punk pericoloso.
Così come è vero che persone dall’aspetto o dall’abbigliamento stravagante ci sembrano pericolose, anche persone l’aspetto più classico possono sembrarci degne del più grande rispetto, salvo poi rimanere sorpresi dal loro comportamento.

Io stesso ho conosciuto persone il cui aspetto non rifletteva per nulla il carattere. Questo è accaduto sia in positivo che negativo. Potrei fare 1000 esempi, ma non è farò nessuno. Aggiungo solo che da questo imparato che le persone si conoscono un giorno per volta.