La lettera d'addio di Michele

Questa sera ho deciso di non condividere nulla, ma di lasciare fluire liberamente i miei pensieri dopo aver letto su l’Huffington Post la notizia intitolata

La lettera d’addio di Michele, trentenne precario che si è tolto la vita. “Appartengo a una generazione perduta”

Leggendo il testo e considerando il gesto fatto, Michele è un ragazzo che si è arreso.

Il verbo  arrendersi, per avere un significato concreto, deve essere declinato e inserito in una frase: come potete leggere dalla letteraMichele era stufo di non ottenere risposte.

Immagino cosa potrebbero dire molti di noi:

  • I credenti avrebbero suggerito a Michele di rivolgersi alla fede
  • Le persone più razionali avrebbero consigliato un terapeuta
  • Le persone un po’ più aperte avrebbero consigliato a Michele di parlare di più

Tutti suggerimenti sensati, senza ombra di dubbio, ma con un difetto: mancano d’amore.

Per capire la lettera di Michele, bisogna prestare attenzione alla frase

Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca

Michele parlava di ricerca scientifica, ma non occorre uno scienziato per capire che la sua era una ricerca emotiva.

Possiamo dire che Michele è stato ucciso da questa società individualista. Non ci vuole molto a capire che la società è composta da singoli individui.

Vi faccio una domanda

Noi cosa siamo?

Singoli individui, appunto, pertanto….Michele lo abbiamo ucciso noi!

 

Lettera a Marco Simoncelli – Ciao Sic

 

Ci sono trasmissioni radiotelevisive che ci trasmettono ilarità: tra le più famose in Italia c’è sicuramente Lo zoo di 105.  Alcuni considerano questi programmi demenziali, quindi da evitare per la loro stupidità: io non sono d’accordo.

Dietro un microfono, lo schermo di un computer, il mirino di una macchina fotografica o qualsiasi altro oggetto vogliate voi, c’è comunque una personaI conduttori  gli ascoltatori dello zoo lo hanno dimostrato in special modo il 24 ottobre 2011, dedicando l’apertura alla morte di Marco Simoncelli.

Il mio discorso non riguarda solo la gente di spettacolo, ma tutti noi. A volte, ci concentriamo su un singolo aspetto di una persona, giudicandolo:

  • Alto
  • Magro
  • Scorbutico
  • Solare

Potrei continuare l’elenco all’infinito. Il problema è che spesso ci dimentichiamo che ogni persona è a suo modo complessa e non siamo con lei ventiquattro ore al giorno.Forse, dovremmo imparare tutti a frequentarci un po’ di più.