E’ morto il sergente Hartman

Quando ho letto la notizia della morte di Ronald Lee Ermey, il Sergente Hartman di Full Metal Jacket, è come se l’articolo di oggi fosse già dentro di me. Devo solo battere i tasti per trasferire il tutto dal dentro al fuori.

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Questo pensiero è per tutte le persone…

Pensiero di Pasqua dalla pagina Facebook "I battiti del cuore"
Questo pensiero è per tutte le persone che hanno un pezzetto del proprio cuore lassù, nel cielo. Che questa Pasqua possa portare un po’ di serenità e di pace nella vostra vita

Domenica prossima sarà Pasqua, una ricorrenza che la pagina Facebook I battiti del cuore ha voluto celebrare con un pensiero speciale, scrivendo la frase

Questo pensiero è per tutte le persone che hanno un pezzetto del proprio cuore lassù, nel cielo. Che questa Pasqua possa portare un po’ di serenità e di pace nella vostra vita

L’immagine, per quanto semplice, è molto parlante:

  • Il cielo come sfondo
  • Un cuore
  • Una colomba con un ramoscello di Ulivo nel becco

Mi conoscete: non credo che pensiate mi fermi qui, perciò mi immagino che vi stiate ponendo la domanda

Ma cosa ci comunica, al di là del ricordo?

Una cosa molto semplice, secondo me: non occorrono grossi pensieri per poter vivere un ricordo. Forse qualcuno pensa che occorre fare qualcosa di particolare per poter vivere nel cuore delle persone.

Queste persone stanno commettendo un errore: un conto è trovare il proprio nome scritto sui libri di storia, un conto è trovarlo in fondo al cuore di qualcuno che ci ama e che amiamo a nostra volta.

Sicuramente i nomi di Giuseppe Garibaldi o di Giuseppe Mazzini vi ricorderanno che è anche grazie a loro che esiste l’Italia.Ognuno di noi, però, ha anche dei nomi che hanno fatto sì che la propria storia personale abbia preso una determinata direzione.

Come Garibaldi e Mazzini, alcuni di questi personaggi della vostra storia personale non potranno festeggiare con voi la Pasqua. Normale che la cosa vi rattristi, ma c’è una cosa che può riuscire a contrastare la tristezza.

Questa cosa è il ricordo: l’insieme degli aneddoti che solo voi conoscete, a meno che non vogliate raccontarli di vostra spontanea volontà, e che vi faranno sentire meno lontani chi non c’è più.

Addio a Fabrizio Frizzi e Cesare Cucchi

Un tweet di addio a Fabrizio Frizzi
Tweet postato dall’utente Punto Lettura sulla morte di Fabrizio Frizzi

Ci sono persone di cui non siamo amici, ma di cui potremmo definirci tali e a cui sembra impossibile dover dire addio.

Queste persone ci tengono compagnia durante le serate trascorse a casa guardando la televisione o tutte le mattine dietro la cassa di una pasticceria, non importa se attendiamo l’ora di entrare in ufficio o l’inizio della messa. Due di queste persone ci hanno lasciato nelle ultime quarantotto ore. Continua a leggere Addio a Fabrizio Frizzi e Cesare Cucchi

In morte della neodeputata Rosy Guarnieri

Rosy Guarnieri e Matteo Salvini su Twitter
Rosalia “Rosy” Guarnieri in un ritratto con Matteo Salvini postato su Twitter

Matteo Salvini l’ha definita malattia bastarda, la cronaca la chiama male incurabile, io la chiamo morte: in ogni caso, stiamo parlando di quella cosa che ci ha portato via la sessantaseienne Rosalia Rosy Guarnieri, neoeletta alla Camera dei Deputati in quota Lega Nord.

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Incidente nell’azienda Lamina di Milano

Foto aerea della Lamina, Azienda in cui è accaduto l'incidente
Foto Aerea della Lamina ripresa dal sito aziendale

Milano è una metropoli: impossibile conoscere tutte le persone che vi abitano e ancor meno tutte le persone che vi lavorano, la maggior parte dei quali pendolari, per non parlare delle aziende che hanno la sede all’ombra della Madonnina. Purtroppo, deve accadere qualcosa di grave, come un incidente sul luogo di lavoro affinché una persona sia ricordata, almeno per qualche tempo.

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Ti ho vissuta sempre come un sogno…

Giuliano a Dolores: "Ti ho vissuta come un sogno"
Ritratto in e nero di Dolores O’Riordan e Giuliano Sangiorgi che si abbracciano

Il post di oggi è difficile da scrivere, perché riguarda la morte di Dolores O’Riordan: vorrei solo che fosse un brutto sogno. Scrivere della morte è già difficile, scriverne a caldo ancor di più: si rischia di essere asettici o banali.

Tra le migliaia di frasi trovate su Facebook spicca quella di Giuliano Sangiorgi

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Il cuoco e la legge del buon cuoco

Primo Piano del cuoco Gualtiero Marchesi
Primo Piano dello chef Gualtiero Marchesi

Sembra strano dover parlare di una morte del cuoco Gualtiero Marchesi in un periodo come questo. Del resto, il legame fra vita e morte resta indissolubile: credo che sia questo il primo messaggio che ci ha lasciato la notizia della scomparsa  del primo cuoco di una certa fama che io ricordi.

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Fantozzi e il biliardo

Questa mattina avevo già pubblicato lo spoiler dell’articolo che avrei scritto oggi sulla mia pagina Facebook, quando l’ANSA ha rilanciato la notizia della morte di Paolo Villaggio.

Il modo migliore di omaggiarlo è parlare della mia scena preferita di uno dei suoi tanti film con protagonista il ragionier Ugo Fantozzi: quella della mitica partita a biliardo contro il Direttore  della Megaditta Conte  Diego Catellani.

Chi non ha mai sognato di battere il proprio capo in uno sport in cui quest’ultimo dice di eccellere, magari facendo un colpo che possa ricordare un triplo filotto reale ritornato con pallino?

Credo tanti di noi….Pazienza, poi, se ciò avrà ripercussioni. Se è vero che tutti hanno diritto al proprio quarto d’ora di celebrità, è anche vero che tutti noi abbiamo diritto di essere rispettati come persone.

La saga di Fantozzi ha più di un punto in comune con la vita reale: spesso cerchiamo la rivalsa dalle frustrazioni del lavoro in un hobby o in uno sport.

Questo è l‘errore che commettiamo più frequentemente: già il Barone De Coubertin ci ha insegnato che

L’importante non è vincere, ma partecipare

Eppure tutti noi ci comportiamo come un qualsiasi Fantozzi:

  • Agognando ad una posizione sociale più elevata
  • Volendo eccellere in un campo
  • Conquistando la Signorina Silvani dei nostri sogni

Quello che non abbiamo ancora capito è che ogni persona è unica ed irripetibile: perché ci sforziamo così tanto di emulare gli altri, anziché vivere la nostra vita?

La morte di Erin Moran

Ritratto di Erin Moran da "Huffington Post"
Ritratto di Erin Moran

Ci sono persone che non abbiamo mai incontrato per strada, ma che sono entrate nelle nostre case tutti i giorni grazie alla televisione: una di queste era Erin Moran, meglio nota per essere stata la Jonie Cunningam nel telefilm Happy Days.

Così come entrano, queste persone escono dalle nostre case con una logica televisiva: come cantavano i QueenThe show must go on.

Noi spettatori raramente ci chiediamo

Ma che fine ha fatto…?

Fino a quando non leggiamo la notizia della morte del personaggio in questione. Questa è la sorte toccata ad Erin, morta  oggi in povertà.

Lo spettacolo è anche questo: dimentichiamo i nostri idoli perché ce ne vengono proposti sempre di nuovi. Purtroppo, applichiamo questa logica alla vita di tutti i giorni.

Quante persone conosciamo e frequentiamo per lavoro o per piacere mediamente nel corso della vita? Non ho trovato statistiche a riguardo, ma non ci vuole molto a capire che sono centinaia e che con ognuna di esse abbiamo trascorso molti momenti, belli o brutti che siano.

Le persone comuni non sono certo ricordate spesso nei notiziari: se abbiamo perso contatti con una persona, possiamo

  • Chiedere ai conoscenti se hanno notizie
  • Telefonare
  • Fare una ricerca su internet

In questo modo, faremo capire a queste persone che sono importanti per noi. Allora, cosa aspettate a scrivere quella mail o a usare quel telefono?

'A livella

 

Pur non potendomi definire cattolico, non mi sembrava giusto far passare la ricorrenza dei defunti senza parlarne. Scavando nella memoria, mi sono ricordato della poesia A livella.

Chi meglio del suo stesso autore, il principe della risata Totò, può declamare il testo con la giusta intonazione, conferendole un tono a volte drammatico e a volte nel simpatico dialetto napoletano, senza scadere nel comico?

In modo molto più prosaico, spesso si constata (e, altrettanto spesso si nega) un fatto

Tutti dobbiamo morire

Anche io sono spaventato dalla morte, ma c’è una cosa che trovo ancora più ingiusta: una volta morti, i defunti sono spesso omaggiati anche da persone che non si sono fatte vedere da vive…soprattutto nel momento del bisogno.

La vita ci porta a dover fronteggiare prima le difficoltàpoi la morte stessa: alla seconda non c’è rimedio, ma alle prime sì. Pertanto, vorrei che – durante la vita di qualcuno – ci siano le stesse persone che partecipano alla cerimonia funebre.