Amore che prendi…

Uno dei temi che mi ha appassionato di più durante i miei studi Universitari è la Piramide di Maslow, a cui avevo accennato a marzo scorso. L’amore è uno di questi bisogni: io ne parlo frequentemente.

Mi spiace che i Nomadi non abbiano realizzato un video per Amore che prendi amore che dai: sarebbe stato interessante vedere come avrebbero reso la canzone in immagini.

Il testo parla di persone, comuni e importanti, accostandole all’amore: non si parla di sentimenti in una coppia, in cui l’amore reciproco dovrebbe essere scontato.

La domanda che mi sono posto ascoltando questa canzone è stata forse un po’ troppo filosofica per un brano musicale

Quale altro tipo d’amore potrebbe esserci?

Non mi andava di prendere spunto da un vocabolario e cercare tutti i significati del termine: ho preferito ragionare con la mia testa e mi sono ricordato che, quando parlai di una canzone di Emma Marrone, avevo praticamente già risposto.

Ne approfitto, perciò, per ampliare il concetto: proviamo amore ogni giorno, verso molte persone contemporaneamente ed in modo diverso per ognuna di esse.

Il problema, se così posso chiamarlo, è che non ce ne rendiamo pienamente conto, dandolo quasi per scontato.

Decadanza

 

Essendo molto appassionato dei Nomadi, non mi sono sorpreso se ieri sera youtube mi ha proposto in home page il nuovo video del singolo Decadanza: definirlo una riflessione sulla società odierna è dire poco!

È la prima volta che mi capita di vedere un videoclip in cui le immagini vanno in una direzione opposta al testo del brano. Le immagini che scorrono riportano ad un’atmosfera festosa, come si capisce fin dall’introduzione .

Basta leggere le parole della canzone ed ascoltare quelle pronunciate dal parroco all’inizio del video per capire che Beppe Carletti e soci stanno accusando la società attuale.

Del resto, è quello che fa ogni singola persona: si conforma alla società attuale, pur criticandola. Una singola persona non può certo cambiare il mondo, a meno che non riscuota successo in un qualunque campo, ma se nessuno fa nulla il mondo non cambierà: lapalissiano, ma poco considerato.

Ci dimentichiamo spesso un fatto: tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge è consentito. Allora, anziché conformarsi ad uno standard che ci sta stretto, forse è meglio cominciare a vivere come vogliamo….sempre rispettando tutti, ovviamente.

 

Contro

 

Oggi non scriverò l’articolo previsto, ma cambierò argomento: negli ultimi giorni ho riflettuto molto. Come descrivermi veramente? Tanti si sono fatti opinioni sul mio conto, spesso conoscendomi poco, forse perché anche io mi sono fatto conoscere poco…o forse perché anche io mi conosco poco.

Quali siano i miei gusti musicali non è certo un mistero: basta girare sul blog per capirlo. Qualcuno dice che io sia

  • Affidabile
  • Empatico
  • Corretto

Non so se sia vero. L’unica mia certezza è quella di essere una persona Contro.

Contro cosa è facile intuirlo: sono contro le ingiustizie perpetrate nei confronti del prossimo. Spiegare meglio questo concetto non è altrettanto semplice: qualsiasi frase non renderebbe l’idea. Forse è proprio questo il significato profondo della mia ansia: non riuscire a spiegare al mio interlocutore di turno le mie ragioni.

Tutti commettiamo errori: anche io ne ho fatti. Se ho mancato di riguardo a qualcuno, chiedo scusa: non era mia intenzione. Non pretendete, però, che io non venga ferito quando qualcuno mi manca di rispetto: del resto, sono una persona come voi.

So di essere troppo rigido nei miei comportamenti: sto facendo il possibile per rendermi più umano.

Di fondo, però, resterò sempre una persona contro.

Canzone del bambino nel vento

 

Come scrivevo sul mio nuovo blogoggi è la giornata della memoria. 

Scegliere la canzone di cui parlare è stato semplice:  ho scelto Canzone del bambino nel vento, meglio nota come Auschwitz. Per i miei gusti musicali, preferisco la versione live dei Nomadi che vi propongo anzichè quella dell’Equipe 84.

Mi piace questa versione perchè si sente distintamente il pubblico ripetere il ritornello della canzone.

Se si trattasse di un qualsiasi altro brano, il fatto potrebbe passare inosservato. Tuttavia, come scrivevo il primo marzo scorso

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Perciò, con Auschwitz, il discorso è diverso:

  1. il pubblico canta una tragedia che – forse – non ha vissuto, ma che conosce bene.
  2. Non a caso, il video propone l’incipit  di Se questo è un uomo.
  3. Le fotografie proposte sono eloquenti

Per questo parlare del brano è difficile, soprattutto a livello emotivo: le parole sono chiare, ma colpiscono come un pugno allo sterno. Un pugno allo stomaco – forse – fa più male, ma il dolore passa in fretta: un pugno allo sterno, potrebbe anche perforare il cuore.

 

 

Lo specchio ti riflette…

 

Il video di stasera, in cui i Nomadi collaborano con il cantante degli Jarabe de Palo è adatto ad ampliare il concetto che ho cominciato ieri.

Il testo – a differenza di altre canzoni dello stesso gruppo – può risultare un po’criptico. Non è solo per  i versi in spagnolo (comunque comprensibili), ma anche – e soprattutto – per il significato della canzone.

Putroppo, certe persone non devono celare solo il proprio carattere, ma anche il modo in cui si mantegono e vivono:

  • Il ladro
  • La prostituta
  • Un nostro collega

Non siamo comprendiamo che ognuno ha i suoi problemi e – anzi – ci offendiamo se qualcuno ci ha offeso o non compreso i nostriMotivazioni di un comportamento scorbutico potrebbe essere problemi di varia natura, non necessariamente la stronzaggine.

Se riuscissimo  – come suggerisce la canzone – ad ampliare il nostro modo di vedere le cose, ci sarebbe più comprensione.

 

Tempo che se ne va….

 

Oggi devo rimangiarmi una frase detta tempo fa

Nelle canzoni, ciò che conta veramente è il messaggio

Mi rendo conto di essere stato troppo razionale, in un certo senso.

A volte, una canzone racconta semplicemente una storia: Tempo che se ne va è una storia semplice, di quelle che si raccontano ai bambini per farli addormentare.

Forse è proprio l’assenza del messaggio ad essere il suo punto di forza: permette alle emozioni di seguire un percorso libero, non prestabilito. Saranno le emozioni a dare un significato al testo.

In questo modo, la canzone avrà un significato diverso per ogni ascoltatore.

Forse è proprio questo che dobbiamo ricordarci nella vita: lo stesso evento avrà un significato diverso per ognuno di noi. Purtroppo, conformisti ed individualisti come siamo,  cerchiamo di convincere gli altri che la nostra visione del mondo sia la sola ed unica corretta.

Lo so: scritto così, il concetto sembra semplice…Ma avete mai provato a metterlo in pratica?

 

Fuori

Vorrei farvi una domanda: quante volte vi hanno detto di essere fuoriIo, ormai, non le conto più. Fino a pochi anni fa, mi offendevo ogni volta che me lo dicevano, perché pensavo: “Se per lui sono fuori, significa che sono matto, diverso o stupido!” e non sapevo come ribattere.

La mia psicanalista sta impiegando un bel po’ di tempo per sradicare questo pensiero dalla mia testa. Questa canzone dei Nomadi è un bel toccasana per la mia autostima quando si affaccia questo pensiero.

Penso a varie persone che ho conosciuto. Potrei parlare lungamente di ognuno di loro ma, alla fine, si possono ridurre le mie conoscenze a tre categorie:

  • Conformisti: avete presente le persone che seguono per filo e per segno le regole? I conformisti sono loro! Se ci fossero solo loro, non ci sarebbero reati di qualunque tipo, ma non conosceremmo il progresso. Un tempo facevo parte anch’io di questa categoria: fortunatamente, ne sto uscendo.
  • Pazzi cattivi: non sto parlando di persone clinicamente disturbate .Per loro provo rispetto e compassione: sono state sfortunate e devono subire molte ingiustizie dalla vita. Parlo di quei pazzi che hanno reso questo mondo un posto peggiore: dittatori, violentiladri ricchi (ricordate  Tangentopoli? Prima o poi, li avrebbero presi, ma loro hanno continuato imperterriti) e via discorrendo
  • Pazzi buoni: loro sono quelli che, citando Steve Jobs, fanno progredire l’umanità.

Nonostante ciò che dicono gli altri, io mi sento un conformista,  spero di riuscire a diventare un Pazzo buono, un giorno o l’altro.