Non avrei mai pensato di vivere qui…

 

Raramente ci ho pensato, ma la vita è sostanzialmente composta da 3 elementi:

  1. Passato: ciò che siamo stati ieri
  2. Presente: ciò che siamo oggi
  3. Futuro: ciò che saremo domani

Il primo lo possiamo solo ricordare, il secondo lo possiamo solo vivere, il terzo lo possiamo solo immaginare.

Quelle che avete appena letto sono le mie conclusioni dopo aver letto la notizia sul romano Francesco Galati, cervello in fuga in terra londinese da ormai quattro anni, ma che non sa se in futuro sarà ancora in terra straniera, perché la lontananza da casa si fa sentire.

Ho scelto di postare il video perché mettere una fotografia di Francesco avrebbe dato un che di funereo a questo testo.  Invece ho pensato che sentire la sua storia dalla sua viva voce potesse essere una testimonianza . Francesco, invece, sta vivendo: gettandosi in una nuova avventura, nel 2012, lo ha fatto sicuramente con entusiasmo e con fiducia nel futuro, soprattutto lavorativo.

Sicuramente con l’età, ma anche per altri motivi, cambiano le nostre prospettive e le nostre priorità. La penna di Elisa Murgese, che ha scritto l’articolo che potete leggere sul sito de Il Fatto Quotidiano fa notare i contro dell’emigrazione, un po’ come quella che hanno patito i nostri avi, sia pure affrontando problemi diversi.

Per questo trovo insensato progettare un futuro a lungo termine: l’immaginazione è sicuramente un’arma potente, ma dobbiamo sempre confrontarci con gli altri e con il mondo esterno…ciò che noi comunemente chiamiamo realtà.

Non so se ci avete mai pensato, comunque occorre considerare anche il fatto che le persone evolvono. Non sto parlando di semplice età anagrafica ma anche

  • Gusti
  • Necessità
  • Opinioni

evolvono con il tempo per motivi pratici, ma non solo: di certo, un ragazzino di quindici anni non ha le stesse necessità di suo padre. Con il passare degli anni, accumuliamo esperienze che ci possono far nascere la necessità di cambiare strada: ci avete mai pensato?

These are the days…

 

Certe volte la vita è proprio strana: ci accade una cosa che influenzerà il nostro futuro,solo che in quel momento non lo sappiamo.

Leggendo il  testo di These are the days of our lifes,magari mentre la si sta ascoltando, è questo il messaggio che ho percepito e che l’ultima delle dieci storie della vita di Freddie Mercuy raccontata su Rolling Stone  per ricordarne l’anniversario della morte lascia trasparire come se fossimo noi stessi vicini al cantante durante quei momenti.

Non è necessario che sia una tragedia come l’AIDS a far sì che accada tuttociò: potrebbe essere qualcosa di infinitamente più bello.

Di certo, sapere come e quando è stato girato questo video dà una diversa connotazione al tutto.

Anche noi persone attuali, comuni mortali che non possiamo essere di certo paragonati all’immortale Freddie Mercury, saranno capitato eventi di ogni tipo, belli e brutti:

  • La morte di un caro
  • La conoscenza di nuove persone
  • La visione di un film

Un esempio personale è quello che ci vuole per spiegarvi meglio questo articolo, anche se in modo generico: le cose migliori che mi hanno effettivamente cambiato la vita sono state quelle che ho preso inizialmente più alla leggera, come questo blog. Da semplice modo per sfogare la mia fame di scrivere nella speranza che qualcuno mi leggesse, è diventata una necessità per comprendere me stesso…e spero anche far sì che gli altri mi comprendano.

Bologna, ricca eredità all’amica, ma deve accudire la gatta

Gatta su un tavolo con una zucca - Immagine da Pixabay
Gatta su un tavolo con una zucca – Immagine da Pixabay

Come ho specificato nella didascalia, l’immagine raffigurante una gatta di oggi proviene da Pixabay, perché avrei potuto prendere una qualsiasi fotografia di un gatto per commentare la notizia pubblicata oggi sul sito de La Repubblica

Bologna, 350mila euro e una casa di lusso in eredità all’amica: “Ma devi accudire la mia gatta”

Il titolo è già esplicativo, ma l’articolo va ovviamente più a fondo: l’ereditiera, amica della defunta, avrà diritto all’utilizzo della somma e dell’immobile fino alla morte dell’animale. Se la gatta sopravviverà all’anziana donna, sarà una persona indicata da quest’ultima a beneficiare di quanto stabilito. Gli eredi hanno tentato una causa, ma il testamento è stato giudicato legittimo dal tribunale.

Parafrasando un vecchio proverbio, si potrebbe dire

L’animale è il più fedele amico dell’uomo

Le persone non sono state prese in considerazione: suppongo che ai parenti spetti la cosiddetta legittima. Non ho altri elementi per commentare ulteriormente la vicenda, ma una supposizione mi sembra corretta: se la donna non ha considerato i legittimi eredi testamentari da mortai legittimi eredi testamentari forse non hanno considerato sufficientemente la donna da viva

Basterebbe molto poco per considerare chi ci sta attorno, ma spesso pecchiamo di egocentrismo. Come direbbe Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea

Perché?

Credo sia giunto il momento di andare più a fondo e non limitarsi a rispondere che non ci ascoltiamo abbastanza. Siamo talmente egocentrici che, spesso

  1. Consideriamo il nostro punto di vista quasi scontato
  2. Non pensiamo che gli altri possano avere opinioni diverse
  3. Restiamo spiazzati quando scopriamo che, in realtà, è proprio il contrario

Aggiungerei un punto ulteriore, almeno per il caso raccontato: tra le altre cose, diamo per scontata anche la legge.

Cosa ci potrebbe insegnare questa storia? Forse, a calarsi maggiormente nei panni altrui.

Vorrei farvi un esempio personale: spesso ho ricevuto notizie da persone che – credendo di conoscermi bene – pensavano di farmi un favore. Ovviamente, si sbagliavano…Ma sarebbe bastato molto poco, come qualche domanda in più e maggiore chiarezza, per evitare tanti problemi.

Ho lasciato Eros per colpa della setta….


ITALIAN POP SINGER EROS RAMAZZOTTI WITH GIRLFRIEND MICHELLE HUNZIKER IN ROME.
Primo piano di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti il giorno delle nozze

Trovo tragicamente comico che l’Huffington Post abbia pubblicato una notizia sulla fine del matrimonio fra Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti a poche ore della celebrazione americana di Halloween.

Il motivo risiede nel titolo scelto

Ho lasciato Eros per colpa della setta. Lo amavo tantissimo, mi dissero che era negativo per me

Vi invito a leggere tutto il testo dell’articolo della testata prima di proseguire nella lettura del mio post, altrimenti non capirete di cosa stia parlando.

Se fossi Francesco Alberoni, avrei una teoria ben strutturata per descrivere sociologicamente e psicologicamente la faccenda; non lo sono, perciò dovete accontentarvi della mia esperienza di vita.

Vista dall’esterno e da quanto possa capire, la situazione in quel periodo era piuttosto stressante, specie considerando che Michelle aveva ventuno anni:

  1. Sposata con uno dei cantanti più famosi d’Italia
  2. In piena carriera televisiva
  3. Madre di una bambina di meno di due anni

Non voglio scadere nel gossip, sto solo cercando i mettere in fila i fatti per porvi una domanda

Come vi sareste sentiti al posto suo?

Raggiunta una certa età, ci richiedono di essere maturi, ma nessuno ci insegna veramente a vivere: certo, ci danno delle regole, ma la cosa finisce lì. Noi, novelli Marty McFly, raramente possiamo fare degli esperimenti per provare a vivere e non abbiamo Doc Brown al nostro fianco: qualcuno di buono e paterno che ci spieghi cosa ha provato ai suoi tempi in situazioni simili alle nostre.

Quando affermo che è necessario ascoltarsi di più, mi riferisco anche a questo:

  1. Ascoltare chi è più giovane di noi
  2. Cercare di calarsi nei suoi timori, nelle sue aspettative e nelle sue domande
  3. Dire la verità in un linguaggio comprensibile e – soprattutto – mantenendo la calma

Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

Mèlanie Bernet e Marito nella Foto pubblicata da "L'Huffington Post"
Mèlanie Berliet e Marito nella Foto pubblicata da “L’Huffington Post”

Dato lo mio status di single incallito, non dovrebbe stupirvi che questa mattina la mia attenzione sia stata catturata da una notizia pubblicata da L‘Huffington Post intitolata

Resta single finché non trovi una persona che capisca che l’amore non è il regno dei sogni

In cui Mèlanie Berliet, che vedete ritratta nell’immagine insieme al marito, racconta pro e contro di una vita di coppia ai single.

In pratica, la giornalista racconta al proprio pubblico, fra cui ci sarà un esercito di single ambosessi, uno spicchio della vita che conosceranno solo in futuro e solo se lo vorranno.

Diciamoci la verità: è un esercizio che facciamo tutti immaginando ciò che non abbiamo.

Qualcuno di noi avrà sicuramente immaginato come potrebbe essere vivere come

  • Un milionario
  • Un astronauta
  • Un politico importante

A volte realizzeremo questo sogno, altre volte rimarrà tale. Solo i secondi, però, potranno dire di aver provato pregi e difetti di un modo di vivere solamente immaginato tempo prima. Vorrei farvi una domanda

Secondo voi, perché non realizziamo veramente i nostri sogni ?

Qualunque sia la vostra risposta, sarà ben accetta: io non l’ho ancora trovata!

Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno….

Immagine dal sito "Curiosando s'impara"
Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno: 3 anni dopo loro vedono un cartello alla stessa finestra

Ho sempre avuto un rapporto speciale con i treni: quando ero piccolo, li guardavo passare dalla finestra della mia camera, sognando il giorno in cui sarei salito anche io su un treno…Come faceva forse la piccola Rio, protagonista della notizia letta poco fa Curiosando si impara

Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno, tre anni dopo vedono un cartello sulla stessa finestra

Il cartello oggetto del titolo riportava una frase scritta dal padre, molto esplicativa nella sua brevità

Lei ha cominciato la scuola

Questa storia mi ricorda molto il percorso verso il lavoro ogni mattina sui mezzi pubblici di Milano. Solitamente, ci dirigiamo al lavoro più o meno sempre alla stessa ora: così facendo, incontriamo sempre le stesse persone e gli stessi volti.

Sono persone con cui trascorriamo qualche minuto seduti fianco a fianco, ma di cui non conosciamo nulla: fingiamo di non vederli, eppure sono vicini a noi.

Sarebbe bello che ci interessassimo più delle vite altrui, come hanno fatto i macchinisti di quel treno…ma abbiamo troppa paura degli altri per farlo.

Adesso la Campania dovrebbe chiedere un referendum per l'autonomia…

Frase di Ravine
Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

Le reazioni – anche satiriche – sul referendum che ha coinvolto Lombardia e Veneto lo scorso week-end non si sono fatte attendere.

Questa mattina ho trovato sulla pagina Facebook Kotiomkin  la frase

Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

In questo blog parlo raramente di politica: lo faccio quando, a mio parere, l’argomento della votazione mi ha colpito particolarmente, come accadde ai tempi della Brexit.

Noto alcuni punti in comune in due eventi così distanti geograficamente

  • La paura dell’altro
  • Un istinto di conservazione di massa
  • La paura di ciò che percepiamo come diverso o non conosciuto

Dovrebbe essere così semplice per tutte le persone capire che basterebbe essere un po’ più aperti alle opinioni altrui per evitare la maggior parte di questi confronti in cui si rischia di non avere nessun vincitore e molti sconfitti: una guerra combattuta a suon di schede, elettorali o referendarie, anziché con le armi propriamente dette.

La frase di oggi è  volutamente provocatoria, ovviamente, ma nasconde una verità di fondo abbastanza palese. Per capire il punto di vista altrui occorrerebbe calarsi nei panni altrui. Non essendo praticamente possibile, si dovrebbe sopperire con uno sforzo di comunicazione ed uno di immaginazione.

Vi siete mai chiesti come sia la vita di una persona che conoscete? Sicuramente sì, ma non vi siete mai soffermati troppo su questa domanda. Fate questo sforzo, ogni tanto: non so se cambierete idea, ma sicuramente capirete un po’ di più del punto di vista altrui.

Elio e le Storie Tese, addio alla 'migliore band italiana di tutti i tempi'

Ritratto in bianco e nero di "Elio e le Storie Tese"
Ritratto in bianco e nero di “Elio e le Storie Tese”

La notizia l’hanno data i giornali già da ieri: Elio e le Storie Tese si separeranno il 19 dicembre prossimo, dopo il loro ultimo concerto al Forum di Assago.

L’unica cosa che trovo di giusto in tutto questo è il luogo: un concerto d’addio ad Assago farà finire tutto proprio dove tutto e cominciato, nel milanese. Nutro ancora qualche speranza che si tratti solo di uno scherzo ben orchestrato ma, al contempo, mi sto preparando ad elaborare questa sorta di lutto.

La vita ci porta anche a questo: a prepararci ad un lutto preannunciato, aspettando con triste ansia il momento.

La domanda sorge spontanea

Cosa ci rimarrà dopo?

La risposta è pazzescamente semplice: ci rimarrà il ricordo. Ogni tanto, tireremo fuori un lettore MP3, un compact – disc o un vinile e le nostre risate saranno un po’ più amare, magari pensando

Ma quanto erano bravi

La stessa cosa accade per i defunti: quando anche una persona poco gradevole ci lascia, siamo propensi a ricordare i momenti belli che abbiamo trascorso insieme. Non importa se siano stati pochi: l’importante è che ci siano stati.

Poiché ognuno ha i suoi gusti, non mi aspetto che a tutti siano piaciuti gli Elii, ma mi piacerebbe concludere con una loro citazione questo post

Per prendere in giro chi non sa suonare la chitarra, bisogna saperla suonare!

Lo so: il post di oggi è strano, ma spero possiate capirlo comunque.

 

Bologna, niente affitto allo studente nero: “Hanno detto che è perché sono straniero. Ma sono italiano”

Testo del post Facebook del padre di Josef
Il testo del post scritto dal padre di Josef sul suo profilo Facebook

Il lunedì è sempre una giornata un po’ particolare, lo sappiamo: è il giorno in cui più sentiamo la mancanza di tempo libero e siamo di malumore. A peggiorare la questione, a volte arrivano certe notizie come quella pubblicata da Il fatto quotidiano.

Anche se potete leggere il testo dell’articolo sul sito, riassumo la vicenda: due studenti emiliani trovano finalmente un alloggio in condivisione a Bologna. Al momento della firma del contratto, la società proprietaria dell’immobile si tira indietro perché…uno dei ragazzi è nero: poco importa che sia cittadino italiano, come riportano i documenti.

Il commento scritto su Facebook da uno dei genitori coinvolto nella vicenda vale più di altre parole

Mio figlio mi ha appena telefonato, è a Bologna ed è affranto. Questa mattina era felice, aveva infatti trovato, dopo tante ricerche, un appartamento a Bologna. Lui e Josef, suo amico da una decina di anni, hanno deciso di condividere l’appartamento, si sono dati un budget e mi hanno pure chiesto di aiutarli a trovare qualche lavoretto, durante i loro week end a Ravenna, per tentare di essere indipendenti. Mi ha chiamato, aveva la voce bassa, biascicava le parole ed ho sentito dirgli una cosa devastante.
All’appuntamento per gli accordi, con l’affittuario, si sono visti respingere e liquidare in meno di cinque minuti, perché il suo amico ( e da adesso è anche mio figlio) Josef è “negro”. Non ho altro da aggiungere, per il momento, se non che andrò molto presto a Bologna

Per citare le parole del genitore, anche io non avrei altro da aggiungere, perché la notizia si commenta da sola.

Parlare genericamente di razzismo sarebbe troppo semplice e ripetitivo, perciò farò un’altra considerazione.

Personalmente, anziché la religione o il colore della pelle, considero le persone in quanto tali: a volte mi risultano gradevoli, altre meno. Per fortuna siamo tutti diversi ed anche io ho i miei difetti.

Questo mio comportamento  richiede solo 

  • Un po’ di curiosità
  • La volontà di conoscere le persone
  • La curiosità di conoscere le loro storie

Io non sono perfetto ma, in questo caso, vorrei che tanta gente ragionasse come me.