Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

Foto da "Il Giorno"
Ivano Tenni nella cucina del suo ristorante di Tirano (SO)

Pur vivendo a Milano da tanto tempo, non rinnegherò mai le mie origini valtellinesi. Quando ho letto su internet la notizia

Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

ho sorriso per la gioia. Il ristoratore Ivano Tenni di Tirano ha offerto un pranzo natalizio ai meno fortunati.

Sarebbe stato facile – in questo caso – cogliere l’occasione per farsi un po’ di pubblicità, ma Tenni non l’ha fatto: come si legge nell’articolo de Il Giorno, non ha voluto dire il nome dei ristoranti di cui è proprietario.

In questo periodo siamo circondati da:

  • Buonismo pubblicitario
  • Consumismo
  • Crisi economico-politica

Cos’hanno in comune queste cose? E cosa c’entrano con la notizia? Il nesso è presto trovato: sono tutte faccende pratichea loro modo cerebrali. La notizia ci  ricorda che abbiamo anche un cuore…ogni tanto, dobbiamo ricordarci di usarlo.

Tutti i giorni al centro commerciale per giocare con la console. Il gesto dei commessi commuove il web

https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WE_hh-Sw5Kl0b3ab

 

Questa mattina, mentre scorrevo le notizie sul mio smartphone, il mio sguardo è stato attratto da un articolo de Il fatto quotidiano intitolato

Tutti i giorni al centro commerciale per giocare con la console. Il gesto dei commessi commuove il web

Pochi minuti fa, ho guardato il video: nonostante il pessimo audio e le difficoltà nel comprendere l’accento americano, le intenzioni dei commessi si capiscono benissimo.

Non lo trovo un gesto pietoso, nel senso dispregiativo del termine: lo trovo un gesto umano…ed i gesti umani non sono mai brutti, se fatti con il cuore.

Dove sta la notizia, allora? Questi gesti stanno diventando sempre più rari, per questo fanno notizia. Spero che nella vita non vi sia mai capitato nulla di male, ma immagino che vi sarà capitato di pensare ogni tanto

Se solo ci fosse qualcuno disposto ad aiutarmi

Non mi sorprende se negli ultimi anni avete avuto sempre più difficoltà a trovare un aiuto: ci stiamo inaridendo, che è peggio che impoverirsi.

Ora che siamo sotto Natale, spero vogliate usre questo periodo per fare allenamento di Buone Azioni.

I giocatori infortunati non partiti in lacrime negli spogliatoi

 

doloregiocatorichapecoense
I giocatori in lacrime negli spogliatoi. Immagine durissima

Questo non è un blog di notizie, ma alcuni fatti sono talmente scioccanti che è impossibile non parlarne.

La passione per la fotografia mi ha insegnato che – a volte – un’immagine vale più di mille parole.

La notizia della caduta dell’aereo che trasportava i giocatori del Chapecoense non necessita di parole: necessita di silenzio.

Parlare di una tragedia – per quanto grave – lontana nel tempo, è relativamente semplice. Non credo che avrei scritto lo stesso articolo sulla morte di Simoncelli cinque anni fa. Parlare di una tragedia a poche ore dall’evento richiede freddezza e lucidità: io non sono nè freddo, nè lucido.

Sono solo un uomo che ha bisogno di elaborare un lutto particolare. Fino a pochi giorni fa, le persone che vedete nell’immagine scherzavano con i loro compagni con il sano cameratismo che contraddistingue ogni sport di squadra.

Ho deciso di rimanere in silenzio anche per loro: per questo, il post di stasera è sconclusionato.

Dinner with papaw tonight

Il nonno invita i nipoti per cena, ma resta solo (o quasi)
Dinner with papaw tonight….he made 12 burgers for all 6 grandkids and I’m the onlly one who showed. Love him

Nonostante mi occupi soprattutto di immagini, frasi e video, ogni tanto mi capita di scovare su internet notizie interessanti sull’uso dei social network, come quella che ho scovato questa mattina e vi propongo stasera, anche se RDS l’ha pubblicata il 21 marzo scorso.

Il 17 marzo scorso, un nonno dell’Oklahoma aveva invitato i suoi dodici nipoti per una cena a base di hamburger. Solo la studentessa e giocatrice di softball Kesley Harmon ha risposto all’appellopostando su Twitter la foto che vedete e che ritrae l’anziano parente intento a mangiare da solo il suo hamburger con il seguente commento

Dinner with papaw tonight….he made 12 burgers for all 6 grandkids and I’m the onlly one who showed. Love him

 

La traduzione sarebbe la seguente

Cena con nonno stasera: ha preparato 12 hamburger per tutti e sei i nipoti ed io sono la sola ad essermi presentata. Lo amo

 

 

Non voglio ironizzare troppo sulla cultura americana, ma vi immaginate fare una cosa del genere in Italia? I cugini di Kesley sarebbero stati diseredati seduta stante…altro che retwittare il post oltre centosettantottomila volte, com è effettivamente avvenuto!

In generale, però, questa notizia è commovente: dietro gli account che usiamo, batte ancora un cuore, ma spesso non lo vogliamo mostrare.

Una maestra a Messi: "Se lasci, i miei alunni penseranno che chi non vince è un fallito"

 

LeoMessiImmagineAFPRepubblica
Immagine dell’Agenzia AFP scelta dal quotidiano La Repubblica a corredo dell’articolo

La notizia pubblicata dal quotidiano La Repubblica merita assolutamente di essere condivisa

 

Una maestra a Messi: “Se lasci, i miei alunni penseranno che chi non vince è un fallito”

In breve: il calciatore argentino Lionel Messi aveva preannunciato il proprio ritiro dopo aver perso la terza finale di Coppa America con la propria nazionale.

La connazionale del calciatore Yohana Fucks, maestra elementare, ha scritto alla stella del Barcellona chiedendo di tornare sui propri passi.

Da bambino, avrei voluto proprio una maestra così, che capisse l’importanza di avere anche degli idoli come punto di riferimento…purtroppo, non è stato così, ma non tutte le maestre sono come la mia.