Troppo presto per questo passo? Ma noi ci amiamo

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Nicolò e Giorgio, i neo-sposi

È di oggi la notizia proposta dal quotidiano La Repubblica

Niccolò e Giorgio, gli sposi gay più giovani d’Italia: “Troppo presto per questo passo? Ma noi ci amiamo”

Francamente, non credo sia una notizia degna di un quotidiano, ma non certo per colpa del giornalista Gabriele Guccione, autore dell’articolola colpa è  della società italiana.

Non trovo per nulla strano che in un Paese in cui

  1. I matrimoni omosessuali sono ancora poco accettati
  2. Ci si sposa sempre più tardi

un fatto del genere meriti spazio sui giornali, perché siamo così benpensanti che non accettiamo il modo di vivere altrui, se diverso dal nostro.

Non sono necessarie notizie di cronaca, per rendersene conto, ma basta porci una semplice domanda

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo criticato qualcuno?

Sicuramente, è passato molto meno tempo di quanto immaginiamo, ma non ce ne rendiamo conto.

La famosa Chanel da fitness

La famosa Chanel da Fitness
Camminata veloce with Chanel bag… DAI!!!!

Due giorni fa, come riportano L’Huffington Post e altri quotidiani, Daniela Santanché ha pubblicato sul suo profilo Instagram l’immagine che vedete.

La frase con cui ha postato l’immagine stessa è la stata la seguente

Camminata veloce with Chanel bag… DAI!!!!

scatenando le ire di vari utenti che non riescono ad arrivare a fine mese, tanto che una dei suoi follower ha commentato

La famosa CHANEL da fitness

Sarebbe troppo semplice sostenere che ognuno è libero di

  • Vestirsi come gli pare
  • Pubblicare ciò che gli pare
  • Commentare come gli pare

ma  la vita individuale non dovrebbe essere messa in piazza con tanta ostentazione.

Vorrei porre una semplice domanda alle donne: quante di voi hanno fatto una passeggiata in centro con a tracolla la borsa preferita, magari di marca? Di certo, fra di voi c’è qualcuno che avrà fatto anche  un selfie, ricevendo commenti di vario tipo dai vostri amici virtuali e non, ma la cosa è finita lì.

La posa quasi da passerella, la qualità della fotografia e altri dettagli mi fanno sospettare che lo scatto sia stato studiato a tavolino dagli addetti stampa della politica.

Aggiungere la marca mi ricorda tanto quelle vignette in cui il principino George saluta noi comuni mortali chiamandoci poveri. Un conto però, è una semplice (auto) ironia sulle condizioni sociali attuali, un altro conto è mostrare il proprio benessere economico in pubblico.

Questi signori che ci governano non dovrebbero dimenticarlo mai.

Bandiera a mezz'asta sulla Casa Bianca

Vignetta di ElleKappa
Bandiera a mezz’asta sulla Casa Bianca

Mentre sto scrivendo, si contano ancora i morti di quella che è già stata rinominata La strage di Las Vegas.

Ad ElleKappa è bastato venire a conoscenza della notizia per disegnare una vignetta: del resto, se l’avesse pubblicata fra qualche giorno, l’effetto non sarebbe stato così dirompente, chi si occupa di satira lo sa bene.

Il disegno rappresenta un tetto famoso con una bandiera americana sostenuta da un fucile.

La frase è esplicativa

Bandiera a mezz’asta sulla Casa Bianca

La satira è come un liquore dolce: quando lo gusti ti fa ridere e ti piace, poi ti scalda come un fuoco quando arriva nello stomaco, facendoti venire voglia di urlare.

Qualunque aspetto della vita ha grossomodo questa caratteristica: mentre stiamo vivendo una certa situazione siamo presi da un determinato stato d’animo, il suo ricordo ne genera un altro.

Non ho ancora capito se sia più giusto:

  1. Reagire d’istinto
  2. Aspettare e meditare

in ogni caso. Di certo, entrambe sono reazioni umane comprensibili.

Consiglio di assecondare il proprio carattere e di rispettare le opinioni altrui, in questo come in altri casi. Non esiste un modo univoco per reagire ad uno stesso evento.

 

Fintissimi – Finalmenty perfetty

Il finto cartellone pubblicitario affisso lunedì 25 settembre a Torino
Fintissimi – Finalmenty perfetty

Qualche tempo fa, grazie al documentario  Exit Through the Gift Shop conobbi l’opera del famoso artista Banksy.

Mai avrei potuto immaginare che potesse esistere in Italia un artista che si è largamente ispirato a lui, fino a quando non ho letto la notizia su La Stampa

Caccia al misterioso autore del falso manifesto pubblicitario torinese

Un writer non meglio identificato, il 25 settembre scorso, ha affisso un finto cartellone pubblicitario in una zona molto trafficata di Torino. Prendendo palesemente in giro una nota pubblicità di un’altrettanto nota marca di intimo, creando il pay-off

Finalmenty perfetty

Forse qualcuno avrà potuto ammirare l’opera dal vero, ma basta l’immagine  che ho postato all’inizio dell’articolo per suscitare le ilarità del caso…o, forse, può aiutare a pensare?

Possiamo sicuramente dire che sia un’opera satirica, come le vignette che si leggono sui giornali.

Forse è per questo che mi piace: è compito della satira prendere in giro il modo di vivere attuale con l’intento di far pensare chi le guarda e legge.

Io non so cosa ci leggiate voi, ma per me il messaggio è chiaro: stiamo solo fingendo di essere perfetti.

#Giustizia per #AldoNaro

RitrattoAldoNaro
Ritratto di Aldo Naro

Oggi voglio condividere con voi

  • Una notizia
  • Un hashtag
  • Una campagna

che ho trovato sulla pagina Facebook Sole Nero.

La notizia risale ad ormai due anni fa, quando Aldo Naro fu massacrato di botte a Palermo.

Per fare giustizia, sono stati lanciati l’hashtag e la  campagna #Giustizia per #AldoNaro, di cui ho estratto il testo su questo file: come richiesto nella campagna, vi invito a condividerlo quanto più potete.

Giustamente, potreste domandarvi

Ma perché fai tutto questo? Non l’hai mai fatto in oltre un anno di blog!

Ammetto che preferirei non rispondervi, più che altro per timidezza, ma la domanda è legittima,  perciò mi sembra doveroso farlo.

Parlare o scrivere su un blog è relativamente semplice: ognuno ha le sue idee ed è giusto che io le esprima

Con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione

come previsto dalla nostra Costituzione.

Passare dalla teoria alla pratica è molto più difficile di quanto non si creda: ho parlato così tanto spesso di come vivere la vita che non ho mai trovato il modo per dimostrarvelo.

Questa mi sembra l’occasione giusta.

 

 

Il fascino delle donne dell'Est

Grafica proposta a "Parliamone Sabato" di Paola Perego su Rai Uno
I motivi per scegliere una fidanzata dell’Est

Nelle ultime ore, i giornali stanno dando molto rilievo al sondaggio proposto da Paola Perego durante l’ultima puntata di Parliamone sabato

I motivi per scegliere una fidanzata dell’Est

Un programma che non ho mai visto, nè mai vedrò…perchè proprio questo servizio ne ha decretato la chiusura.

Non voglio nè commentare in senso stretto i sei punti citati, nè giudicare la chiusura del programma: non avendo visto la puntata, ne posso semplicemente prendere atto.

Stando al video disponibile sul sito di La Repubblica, mi sembra  che Paola Perego abbia pronunciato alcune parole che darebbero tutto un altro senso alla vicenda

Io su internet ho trovato…

Ammesso che questa pagina internet esista, ora è impossibile trovarla: è letteralmente eclissata dalla notizia che ha creato tanto scompiglio.

Sarebbe bastato che la Perego avesse citato la fonte da cui ha preso questi dati…e la notizia sarebbe passata inosservata: una delle tante pagine razziste che popolano internet.

Eccovi un semplice esempio di come confondiamo internet con la vita reale.

Introduzione lunga, conclusione breve, solo ipotesi ma mai una conferma. I dettagli sono importanti

letteracorrettadaexfidanzato
La lettera corretta di Nick Lutz

Questa sera vorrei scrivere un post diverso dal solito, anche se prendo spunto da una notizia apparsa sull’Huffington post.

L’articolo ha il titolo

L’ex fidanzata gli scrive per scusarsi, lui gliela rispedisce indietro dopo averle corretto tutti gli errori grammaticali

Riassumendo brevemente i fatti: Nick Lutz e la sua fidanzata si lasciano. Anche se è stata la compagna a decidere di troncare la relazione, è la donna a scrivere una lettera di scuse a Nick...non viceversa. Nick, forse ancora deluso, non risponde alla lettera…ma la corregge nel contenuto e nella forma,  vestendo i panni di un professore di lettere, attribuendo – infine – una sufficienza striminzita al componimento.

Una notizia del genere può suscitare ilarità ad una lettura superficiale…ma cerchiamo di mantenere la calma. Non è lecito domandarsi

Perchè Nick non ha considerato il gesto della ragazza?

Lo stesso Nick sembra rispondere che – invece – lo ha fatto, affermando

Introduzione lunga, conclusione breve, solo ipotesi ma mai una conferma. I dettagli sono importanti

In realtà, è solo un escamotage per non confrontarsi con la ragazza. Io, al suo posto, avrei quantomeno concesso un incontro chiarificatore: non accade forse così alla consegna di ogni tema? Invece, Nick non lo ha concesso.

Siamo umani: tutti sbagliamo…che è come dire che nessuno è depositario della verità assoluta. Chiudersi nelle proprie convinzioni  non favorisce di certo nè il dialogo, nè il progredire dell’umanità.

La lettera d'addio di Michele

Questa sera ho deciso di non condividere nulla, ma di lasciare fluire liberamente i miei pensieri dopo aver letto su l’Huffington Post la notizia intitolata

La lettera d’addio di Michele, trentenne precario che si è tolto la vita. “Appartengo a una generazione perduta”

Leggendo il testo e considerando il gesto fatto, Michele è un ragazzo che si è arreso.

Il verbo  arrendersi, per avere un significato concreto, deve essere declinato e inserito in una frase: come potete leggere dalla letteraMichele era stufo di non ottenere risposte.

Immagino cosa potrebbero dire molti di noi:

  • I credenti avrebbero suggerito a Michele di rivolgersi alla fede
  • Le persone più razionali avrebbero consigliato un terapeuta
  • Le persone un po’ più aperte avrebbero consigliato a Michele di parlare di più

Tutti suggerimenti sensati, senza ombra di dubbio, ma con un difetto: mancano d’amore.

Per capire la lettera di Michele, bisogna prestare attenzione alla frase

Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca

Michele parlava di ricerca scientifica, ma non occorre uno scienziato per capire che la sua era una ricerca emotiva.

Possiamo dire che Michele è stato ucciso da questa società individualista. Non ci vuole molto a capire che la società è composta da singoli individui.

Vi faccio una domanda

Noi cosa siamo?

Singoli individui, appunto, pertanto….Michele lo abbiamo ucciso noi!

 

5 rituali mattutini (difficili da seguire) che ti cambiano la vita

 

Alzarsi presto al mattino
5 rituali mattutini (difficili da seguire) che ti cambiano la vita

Fino a poco tempo fa, seguivo sempre una routine che mi portava più danni che utili:

  1. Riuscivo a rilassarmi solo dopo aver portato a termine tutti i compiti della giornata
  2. Andavo a letto solo quando non riuscivo più a seguire il film in televisione
  3. La mattina, non riuscivo ad alzarmi dal letto quando suonava la sveglia

Ero troppo schiavo delle mie abitudini dannose, questo è ovvio: tuttavia, siamo così abituati al nostro tran tran quotidiano che non immaginiamo altra vita possibile. Un giorno, mi resi conto di quanto certe mie abitudini mi stessero condizionando l’esistenza. Così, presi una decisione: avrei dormito otto ore per notteanche se dovevo ancora lavare i piatti della cena. I benefici si fecero sentire subito.

Diventare schiavi delle proprie abitudini è un errore che facciamo tutti.

Il video proposto da Business Insider Italia elenca

5 rituali mattutini (difficili da seguire) che ti cambiano la vita

Cosa c’entra tutto questo con un blog che parla di aforismi e frasi? Apparentemente nulla ma, se mi leggete spesso, vi accorgerete che parlo spesso di vita.

Molti di noi vogliono cambiare la propria vita, dimenticandosi di un fatto fondamentale: occorre partire dalle piccole cose e procedere un passo alla volta. 

Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

Foto da "Il Giorno"
Ivano Tenni nella cucina del suo ristorante di Tirano (SO)

Pur vivendo a Milano da tanto tempo, non rinnegherò mai le mie origini valtellinesi. Quando ho letto su internet la notizia

Natale, candele ai tavoli e menu da favola. Gli invitati? I poveri e i disoccupati

ho sorriso per la gioia. Il ristoratore Ivano Tenni di Tirano ha offerto un pranzo natalizio ai meno fortunati.

Sarebbe stato facile – in questo caso – cogliere l’occasione per farsi un po’ di pubblicità, ma Tenni non l’ha fatto: come si legge nell’articolo de Il Giorno, non ha voluto dire il nome dei ristoranti di cui è proprietario.

In questo periodo siamo circondati da:

  • Buonismo pubblicitario
  • Consumismo
  • Crisi economico-politica

Cos’hanno in comune queste cose? E cosa c’entrano con la notizia? Il nesso è presto trovato: sono tutte faccende pratichea loro modo cerebrali. La notizia ci  ricorda che abbiamo anche un cuore…ogni tanto, dobbiamo ricordarci di usarlo.