Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno….

Immagine dal sito "Curiosando s'impara"
Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno: 3 anni dopo loro vedono un cartello alla stessa finestra

Ho sempre avuto un rapporto speciale con i treni: quando ero piccolo, li guardavo passare dalla finestra della mia camera, sognando il giorno in cui sarei salito anche io su un treno…Come faceva forse la piccola Rio, protagonista della notizia letta poco fa Curiosando si impara

Una bimba saluta tutti i giorni i macchinisti del treno, tre anni dopo vedono un cartello sulla stessa finestra

Il cartello oggetto del titolo riportava una frase scritta dal padre, molto esplicativa nella sua brevità

Lei ha cominciato la scuola

Questa storia mi ricorda molto il percorso verso il lavoro ogni mattina sui mezzi pubblici di Milano. Solitamente, ci dirigiamo al lavoro più o meno sempre alla stessa ora: così facendo, incontriamo sempre le stesse persone e gli stessi volti.

Sono persone con cui trascorriamo qualche minuto seduti fianco a fianco, ma di cui non conosciamo nulla: fingiamo di non vederli, eppure sono vicini a noi.

Sarebbe bello che ci interessassimo più delle vite altrui, come hanno fatto i macchinisti di quel treno…ma abbiamo troppa paura degli altri per farlo.

Adesso la Campania dovrebbe chiedere un referendum per l'autonomia…

Frase di Ravine
Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

Le reazioni – anche satiriche – sul referendum che ha coinvolto Lombardia e Veneto lo scorso week-end non si sono fatte attendere.

Questa mattina ho trovato sulla pagina Facebook Kotiomkin  la frase

Adesso La Campania dovrebbe chiedere un referendum per l’autonomia dai rifiuti tossici di Lombardia e Veneto

In questo blog parlo raramente di politica: lo faccio quando, a mio parere, l’argomento della votazione mi ha colpito particolarmente, come accadde ai tempi della Brexit.

Noto alcuni punti in comune in due eventi così distanti geograficamente

  • La paura dell’altro
  • Un istinto di conservazione di massa
  • La paura di ciò che percepiamo come diverso o non conosciuto

Dovrebbe essere così semplice per tutte le persone capire che basterebbe essere un po’ più aperti alle opinioni altrui per evitare la maggior parte di questi confronti in cui si rischia di non avere nessun vincitore e molti sconfitti: una guerra combattuta a suon di schede, elettorali o referendarie, anziché con le armi propriamente dette.

La frase di oggi è  volutamente provocatoria, ovviamente, ma nasconde una verità di fondo abbastanza palese. Per capire il punto di vista altrui occorrerebbe calarsi nei panni altrui. Non essendo praticamente possibile, si dovrebbe sopperire con uno sforzo di comunicazione ed uno di immaginazione.

Vi siete mai chiesti come sia la vita di una persona che conoscete? Sicuramente sì, ma non vi siete mai soffermati troppo su questa domanda. Fate questo sforzo, ogni tanto: non so se cambierete idea, ma sicuramente capirete un po’ di più del punto di vista altrui.

Elio e le Storie Tese, addio alla 'migliore band italiana di tutti i tempi'

Ritratto in bianco e nero di "Elio e le Storie Tese"
Ritratto in bianco e nero di “Elio e le Storie Tese”

La notizia l’hanno data i giornali già da ieri: Elio e le Storie Tese si separeranno il 19 dicembre prossimo, dopo il loro ultimo concerto al Forum di Assago.

L’unica cosa che trovo di giusto in tutto questo è il luogo: un concerto d’addio ad Assago farà finire tutto proprio dove tutto e cominciato, nel milanese. Nutro ancora qualche speranza che si tratti solo di uno scherzo ben orchestrato ma, al contempo, mi sto preparando ad elaborare questa sorta di lutto.

La vita ci porta anche a questo: a prepararci ad un lutto preannunciato, aspettando con triste ansia il momento.

La domanda sorge spontanea

Cosa ci rimarrà dopo?

La risposta è pazzescamente semplice: ci rimarrà il ricordo. Ogni tanto, tireremo fuori un lettore MP3, un compact – disc o un vinile e le nostre risate saranno un po’ più amare, magari pensando

Ma quanto erano bravi

La stessa cosa accade per i defunti: quando anche una persona poco gradevole ci lascia, siamo propensi a ricordare i momenti belli che abbiamo trascorso insieme. Non importa se siano stati pochi: l’importante è che ci siano stati.

Poiché ognuno ha i suoi gusti, non mi aspetto che a tutti siano piaciuti gli Elii, ma mi piacerebbe concludere con una loro citazione questo post

Per prendere in giro chi non sa suonare la chitarra, bisogna saperla suonare!

Lo so: il post di oggi è strano, ma spero possiate capirlo comunque.

 

Bologna, niente affitto allo studente nero: “Hanno detto che è perché sono straniero. Ma sono italiano”

Testo del post Facebook del padre di Josef
Il testo del post scritto dal padre di Josef sul suo profilo Facebook

Il lunedì è sempre una giornata un po’ particolare, lo sappiamo: è il giorno in cui più sentiamo la mancanza di tempo libero e siamo di malumore. A peggiorare la questione, a volte arrivano certe notizie come quella pubblicata da Il fatto quotidiano.

Anche se potete leggere il testo dell’articolo sul sito, riassumo la vicenda: due studenti emiliani trovano finalmente un alloggio in condivisione a Bologna. Al momento della firma del contratto, la società proprietaria dell’immobile si tira indietro perché…uno dei ragazzi è nero: poco importa che sia cittadino italiano, come riportano i documenti.

Il commento scritto su Facebook da uno dei genitori coinvolto nella vicenda vale più di altre parole

Mio figlio mi ha appena telefonato, è a Bologna ed è affranto. Questa mattina era felice, aveva infatti trovato, dopo tante ricerche, un appartamento a Bologna. Lui e Josef, suo amico da una decina di anni, hanno deciso di condividere l’appartamento, si sono dati un budget e mi hanno pure chiesto di aiutarli a trovare qualche lavoretto, durante i loro week end a Ravenna, per tentare di essere indipendenti. Mi ha chiamato, aveva la voce bassa, biascicava le parole ed ho sentito dirgli una cosa devastante.
All’appuntamento per gli accordi, con l’affittuario, si sono visti respingere e liquidare in meno di cinque minuti, perché il suo amico ( e da adesso è anche mio figlio) Josef è “negro”. Non ho altro da aggiungere, per il momento, se non che andrò molto presto a Bologna

Per citare le parole del genitore, anche io non avrei altro da aggiungere, perché la notizia si commenta da sola.

Parlare genericamente di razzismo sarebbe troppo semplice e ripetitivo, perciò farò un’altra considerazione.

Personalmente, anziché la religione o il colore della pelle, considero le persone in quanto tali: a volte mi risultano gradevoli, altre meno. Per fortuna siamo tutti diversi ed anche io ho i miei difetti.

Questo mio comportamento  richiede solo 

  • Un po’ di curiosità
  • La volontà di conoscere le persone
  • La curiosità di conoscere le loro storie

Io non sono perfetto ma, in questo caso, vorrei che tanta gente ragionasse come me.

 

 

Troppo presto per questo passo? Ma noi ci amiamo

NicoloGiorgioSposiGayGiovaniLaRepubblica
Nicolò e Giorgio, i neo-sposi

È di oggi la notizia proposta dal quotidiano La Repubblica

Niccolò e Giorgio, gli sposi gay più giovani d’Italia: “Troppo presto per questo passo? Ma noi ci amiamo”

Francamente, non credo sia una notizia degna di un quotidiano, ma non certo per colpa del giornalista Gabriele Guccione, autore dell’articolola colpa è  della società italiana.

Non trovo per nulla strano che in un Paese in cui

  1. I matrimoni omosessuali sono ancora poco accettati
  2. Ci si sposa sempre più tardi

un fatto del genere meriti spazio sui giornali, perché siamo così benpensanti che non accettiamo il modo di vivere altrui, se diverso dal nostro.

Non sono necessarie notizie di cronaca, per rendersene conto, ma basta porci una semplice domanda

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo criticato qualcuno?

Sicuramente, è passato molto meno tempo di quanto immaginiamo, ma non ce ne rendiamo conto.

La famosa Chanel da fitness

La famosa Chanel da Fitness
Camminata veloce with Chanel bag… DAI!!!!

Due giorni fa, come riportano L’Huffington Post e altri quotidiani, Daniela Santanché ha pubblicato sul suo profilo Instagram l’immagine che vedete.

La frase con cui ha postato l’immagine stessa è la stata la seguente

Camminata veloce with Chanel bag… DAI!!!!

scatenando le ire di vari utenti che non riescono ad arrivare a fine mese, tanto che una dei suoi follower ha commentato

La famosa CHANEL da fitness

Sarebbe troppo semplice sostenere che ognuno è libero di

  • Vestirsi come gli pare
  • Pubblicare ciò che gli pare
  • Commentare come gli pare

ma  la vita individuale non dovrebbe essere messa in piazza con tanta ostentazione.

Vorrei porre una semplice domanda alle donne: quante di voi hanno fatto una passeggiata in centro con a tracolla la borsa preferita, magari di marca? Di certo, fra di voi c’è qualcuno che avrà fatto anche  un selfie, ricevendo commenti di vario tipo dai vostri amici virtuali e non, ma la cosa è finita lì.

La posa quasi da passerella, la qualità della fotografia e altri dettagli mi fanno sospettare che lo scatto sia stato studiato a tavolino dagli addetti stampa della politica.

Aggiungere la marca mi ricorda tanto quelle vignette in cui il principino George saluta noi comuni mortali chiamandoci poveri. Un conto però, è una semplice (auto) ironia sulle condizioni sociali attuali, un altro conto è mostrare il proprio benessere economico in pubblico.

Questi signori che ci governano non dovrebbero dimenticarlo mai.

Bandiera a mezz'asta sulla Casa Bianca

Vignetta di ElleKappa
Bandiera a mezz’asta sulla Casa Bianca

Mentre sto scrivendo, si contano ancora i morti di quella che è già stata rinominata La strage di Las Vegas.

Ad ElleKappa è bastato venire a conoscenza della notizia per disegnare una vignetta: del resto, se l’avesse pubblicata fra qualche giorno, l’effetto non sarebbe stato così dirompente, chi si occupa di satira lo sa bene.

Il disegno rappresenta un tetto famoso con una bandiera americana sostenuta da un fucile.

La frase è esplicativa

Bandiera a mezz’asta sulla Casa Bianca

La satira è come un liquore dolce: quando lo gusti ti fa ridere e ti piace, poi ti scalda come un fuoco quando arriva nello stomaco, facendoti venire voglia di urlare.

Qualunque aspetto della vita ha grossomodo questa caratteristica: mentre stiamo vivendo una certa situazione siamo presi da un determinato stato d’animo, il suo ricordo ne genera un altro.

Non ho ancora capito se sia più giusto:

  1. Reagire d’istinto
  2. Aspettare e meditare

in ogni caso. Di certo, entrambe sono reazioni umane comprensibili.

Consiglio di assecondare il proprio carattere e di rispettare le opinioni altrui, in questo come in altri casi. Non esiste un modo univoco per reagire ad uno stesso evento.

 

Fintissimi – Finalmenty perfetty

Il finto cartellone pubblicitario affisso lunedì 25 settembre a Torino
Fintissimi – Finalmenty perfetty

Qualche tempo fa, grazie al documentario  Exit Through the Gift Shop conobbi l’opera del famoso artista Banksy.

Mai avrei potuto immaginare che potesse esistere in Italia un artista che si è largamente ispirato a lui, fino a quando non ho letto la notizia su La Stampa

Caccia al misterioso autore del falso manifesto pubblicitario torinese

Un writer non meglio identificato, il 25 settembre scorso, ha affisso un finto cartellone pubblicitario in una zona molto trafficata di Torino. Prendendo palesemente in giro una nota pubblicità di un’altrettanto nota marca di intimo, creando il pay-off

Finalmenty perfetty

Forse qualcuno avrà potuto ammirare l’opera dal vero, ma basta l’immagine  che ho postato all’inizio dell’articolo per suscitare le ilarità del caso…o, forse, può aiutare a pensare?

Possiamo sicuramente dire che sia un’opera satirica, come le vignette che si leggono sui giornali.

Forse è per questo che mi piace: è compito della satira prendere in giro il modo di vivere attuale con l’intento di far pensare chi le guarda e legge.

Io non so cosa ci leggiate voi, ma per me il messaggio è chiaro: stiamo solo fingendo di essere perfetti.

#Giustizia per #AldoNaro

RitrattoAldoNaro
Ritratto di Aldo Naro

Oggi voglio condividere con voi

  • Una notizia
  • Un hashtag
  • Una campagna

che ho trovato sulla pagina Facebook Sole Nero.

La notizia risale ad ormai due anni fa, quando Aldo Naro fu massacrato di botte a Palermo.

Per fare giustizia, sono stati lanciati l’hashtag e la  campagna #Giustizia per #AldoNaro, di cui ho estratto il testo su questo file: come richiesto nella campagna, vi invito a condividerlo quanto più potete.

Giustamente, potreste domandarvi

Ma perché fai tutto questo? Non l’hai mai fatto in oltre un anno di blog!

Ammetto che preferirei non rispondervi, più che altro per timidezza, ma la domanda è legittima,  perciò mi sembra doveroso farlo.

Parlare o scrivere su un blog è relativamente semplice: ognuno ha le sue idee ed è giusto che io le esprima

Con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione

come previsto dalla nostra Costituzione.

Passare dalla teoria alla pratica è molto più difficile di quanto non si creda: ho parlato così tanto spesso di come vivere la vita che non ho mai trovato il modo per dimostrarvelo.

Questa mi sembra l’occasione giusta.

 

 

Il fascino delle donne dell'Est

Grafica proposta a "Parliamone Sabato" di Paola Perego su Rai Uno
I motivi per scegliere una fidanzata dell’Est

Nelle ultime ore, i giornali stanno dando molto rilievo al sondaggio proposto da Paola Perego durante l’ultima puntata di Parliamone sabato

I motivi per scegliere una fidanzata dell’Est

Un programma che non ho mai visto, nè mai vedrò…perchè proprio questo servizio ne ha decretato la chiusura.

Non voglio nè commentare in senso stretto i sei punti citati, nè giudicare la chiusura del programma: non avendo visto la puntata, ne posso semplicemente prendere atto.

Stando al video disponibile sul sito di La Repubblica, mi sembra  che Paola Perego abbia pronunciato alcune parole che darebbero tutto un altro senso alla vicenda

Io su internet ho trovato…

Ammesso che questa pagina internet esista, ora è impossibile trovarla: è letteralmente eclissata dalla notizia che ha creato tanto scompiglio.

Sarebbe bastato che la Perego avesse citato la fonte da cui ha preso questi dati…e la notizia sarebbe passata inosservata: una delle tante pagine razziste che popolano internet.

Eccovi un semplice esempio di come confondiamo internet con la vita reale.