La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi

Frase di Audrey Hepburn
La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Che ci crediate o no, conosco di persona la modella che presta il volto alla campagna pubblicitaria della ditta IBC :a meno che la modella non mi dia il suo permesso, non vi rivelerò il suo nome nemmeno sotto tortura, perché tengo molto alla privacy di tutti.

Sinceramente, sull’immagine non c’è nulla da dire: un bel ritratto di una bella ragazza, ovvero ciò che ci vuole per una pubblicità cartacea ben fatta.

La frase usata come payoff merita sicuramente qualche riga in più, anche solo per il fatto che è stata pronunciata da Audrey Hepburn.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.  

Come direbbe il proverbio

Anche l’occhio vuole la sua parte

e deve essere stato semplice per Audrey pronunciarla, dato che la sua bellezza trascendeva gli occhi.

Più degli occhi, comunque importanti, per stabilire un legame con una persona si dovrebbe guardare al suo cuore, ovviamente in senso metaforico, perché è la sede dei sentimenti.

Il problema è che sempre meno persone si aprono spontaneamente agli altri: forse per paura di essere feriti, un po’ meno per il timore di ferire il prossimo. In altre parole, siamo sempre più egoisti.

La soluzione continuo a ripeterla da tempo: aprirsi di più, che non significa solo dire agli altri i propri problemi, ma anche ascoltare quelli altrui e considerare il proprio interlocutore come persona.

 

 

Il peggiore tradimento che potete fare a voi stessi è non fare ciò per cui vi brillano gli occhi.

Immagine della Pagina Facebook di uno psicoterapeuta
Il peggiore tradimento che potete fare a voi stessi è non fare ciò per cui vi brillano gli occhi.

Se pensiamo al tradimento, immaginiamo di:

  • Avere un’amante
  • Sparlare di un nostro amico
  • Non mantenere le promesse

Non immaginiamo mai che possiamo fare qualcosa che possa nuocere a noi stessi.Lo psicoterapeuta che ha postato questa frase sulla sua pagina Facebook non sembra essere d’accordo con il concetto di tradimento comunemente inteso

Il peggiore tradimento che potete fare a voi stessi è non fare ciò per cui vi brillano gli occhi.

Ricordate quando, a scuola, gli insegnanti notavano una vostra predisposizione per una certa materia? Immagino che voi stessi vi sentivate a vostro agio ad affrontare le prove di quella materia.

Se siete stati fortunati, avete potuto utilizzare il vostro sapere anche nel lavoro, viceversa avete dovuto accantonare quella vostra passione o relegarla al tempo libero.

Ma perchè rinunciare ad essere felici? Anche se occorrerà tempo, potete trasformare gradualmente ciò che è un hobby piacevole, che vi fa brillare gli occhi, in una professione (o, quantomeno, in un modo per arrotondare lo stipendio).

Certamente, non dovete fare tutto in una volta sola: dovrete togliere la ruggine a quella vostra passione. Gli occhi, gradualmente, torneranno a brillare come quando eravate bambini.

Gli occhi sono inutili quando la mente è cieca

Gli occhi sono inutili quando la mente è cieca
Gli occhi sono inutili quando la mente è cieca

La sagoma di un volto umano tratteggiata con una sottile linea bianca su sfondo nero fa da cornice alla frase di stasera

Gli occhi sono inutili quando la mente è cieca

Non sappiamo nulla di quel volto: non ci sono segni di riconoscimento. Sappiamo molto, però, dei suoi pensieriimprigionati in un modo di pensare poco propenso al confronto con gli altri. A cosa serve osservare il mondo esterno se si pensa in questo modo?

Anche io ho commesso questo errore in passato: avevo preso per oro colato le regole che avevo assimilato in trentasette anni di vita.

Fortunatamente, sono accadute due cose:

  1. Ad un certo punto, le regole che mi ero dato io stesso cominciarono a non andarmi più bene
  2. Ho capito che il mio modo di pensare non solo non era l’unico valido, ma mi stava conducendo all’autodistruzione

La mia mente si stava accecando, tutto mi scorreva di fronte agli occhi senza che lo osservassi veramente. Al cuore, perciò, mancò per lungo tempo il nutrimento: qualcosa proveniente dal mondo esterno che facesse nascere un’emozione.

L’errore più grande che possiamo fare è di essere puro pensiero: abbiamo anche un corpo, perciò dobbiamo sfruttarlo.