De André una volta disse a Villaggio

Fotografia da Corriere.it
Paolo Villaggio e Fabrizio De Andrè in compagnia durante una cena

Anche i cosiddetti VIP hanno la loro vita privata e certe vicende che li riguardano emergono solo dopo che sono morti, passando spesso inosservate agli occhi dei più.

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Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

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Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

Oggi l’attore Rocco Papaleo ha condiviso sulla propria pagina Facebook una vignetta di Massimo Cavezzali, in cui il personaggio sembra aver raggiunto un grosso risultato, tanto da esclamare

Ho smesso di combattere i miei difetti. Sono passato dalla loro parte!

La tempistica di pubblicazione mi sembra praticamente perfetta, visto che cade a poche ore dalla morte di Paolo Villaggio, l’attore che (forse più di tutti) ha messo in luce i difetti di un intera classe sociale: debole con i forti, ma ansiosa di riscattarsi.

Parlando di singole persone

  • Chi non è mai stato criticato per i propri difetti?
  • Chi non ha mai criticato i difetti altrui?

Lo facciamo tutti, io compreso, forse per malcelata invidia. Quale che sia il motivo di fondo, è una cosa che ci fa sprecare tempo ed energie per migliorarci.

Non so voi, ma io, dopo aver litigato con qualcuno, mi sento stanco ed avvilito, come se avessi impiegato tutte le mie energie a difendere le mie ragioni. Qualcuno potrebbe dire che è stata semplicemente legittima difesa: a prima vista, posso dare loro ragione.

Andando a fondo, mi rendo conto che manca un componente fondamentale: tutta la storia. Il passato ci ha reso ciò che siamo: dobbiamo tenerne conto, ma non credo che le nostre vicissitudini personali siano d’interesse per chi ci ha criticato. Anzi, difficilmente saranno comprese.

Ho imparato che l’unico modo per vivere è accettare i propri difetti.

 

 

 

Fantozzi e il biliardo

Questa mattina avevo già pubblicato lo spoiler dell’articolo che avrei scritto oggi sulla mia pagina Facebook, quando l’ANSA ha rilanciato la notizia della morte di Paolo Villaggio.

Il modo migliore di omaggiarlo è parlare della mia scena preferita di uno dei suoi tanti film con protagonista il ragionier Ugo Fantozzi: quella della mitica partita a biliardo contro il Direttore  della Megaditta Conte  Diego Catellani.

Chi non ha mai sognato di battere il proprio capo in uno sport in cui quest’ultimo dice di eccellere, magari facendo un colpo che possa ricordare un triplo filotto reale ritornato con pallino?

Credo tanti di noi….Pazienza, poi, se ciò avrà ripercussioni. Se è vero che tutti hanno diritto al proprio quarto d’ora di celebrità, è anche vero che tutti noi abbiamo diritto di essere rispettati come persone.

La saga di Fantozzi ha più di un punto in comune con la vita reale: spesso cerchiamo la rivalsa dalle frustrazioni del lavoro in un hobby o in uno sport.

Questo è l‘errore che commettiamo più frequentemente: già il Barone De Coubertin ci ha insegnato che

L’importante non è vincere, ma partecipare

Eppure tutti noi ci comportiamo come un qualsiasi Fantozzi:

  • Agognando ad una posizione sociale più elevata
  • Volendo eccellere in un campo
  • Conquistando la Signorina Silvani dei nostri sogni

Quello che non abbiamo ancora capito è che ogni persona è unica ed irripetibile: perché ci sforziamo così tanto di emulare gli altri, anziché vivere la nostra vita?