Passato: sarebbe più facile se lo lasciassi andare

Passato:  meglio lasciarlo andare
Il passato: sarebbe più facile se lo lasciassi andare

Anche nei momenti in cui sembra non pensiamo al passato, questo ci influenza sempre e comunque. Questo sembra il significato della vignetta proposta oggi dalla pagina Facebook Viaggio interiore.

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Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato

Frase del Partito Unico di "1984" di George Orwell
Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato

Oggi ricorre il sessantottesimo anniversario della pubblicazione di 1984 di George Orwell, come ci ricorda la pagina Facebook de La Repubblica.

Un romanzo scritto nel nostro passato per immaginare un nostro possibile futuro, perciò trovo azzeccata la scelta della frase

Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato

La mia amica Francesca riderà per la mia scelta: dice sempre che sono un maniaco del controllo!

Lo ammetto: sono una persona e, come tale, imperfetta! A volte, devo ricordarmi di essere – appunto – un essere vivente e non un partito totalitario, per giunta inventato (per quanto ben descriva certi partiti totalitari dell’epoca).

Tante volte mi sono domandato, come tanti altri maniaci del controllo

Perché controllo tutto, nonostante non mi piaccia farlo? 

La risposta sembra risuonare beffardamente in V per Vendetta

Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso

La paura può avere diverse forme. Nel mio caso, ha tre facce:

  • Paura di non essere accettato
  • Paura del futuro
  • Paura di non essere amato

La frase di oggi mi fa riflettere: si può forse controllare il passato? La risposta può essere diversa, a seconda del significato che diamo al verbo controllare.

Il passato ci può insegnare a non ripetere più lo stesso errore, ma nel presente nuove circostanze, sempre diverse, mi fanno temere di cadere nello stesso errore.

La frase  ha una certa circolaritàcontrollando il passato, controllo indirettamente anche il futuro. Non posso sapere cosa mi accadrà domani, ma posso essere sicuro di non essere impreparato…..o forse sto solo controllando il mio pensiero?

 

Il soffrire passa. L'aver sofferto non passa mai.

Frase di Fëdor Dostoevskij
Il soffrire passa. L’aver sofferto non passa mai.

La frase di stasera è talmente semplice e lineare che trovo difficile aggiungere qualcosa, anche se è stata pronunciata da Fëdor Dostoevskij

Il soffrire passa. L’aver sofferto non passa mai.

Il passato non può essere dimenticato, soprattutto se abbiamo sofferto: Dostoevskij lo sapeva bene, considerando che fu prima condannato a morte e poi graziato all’ultimo minuto.

Parafrasando una battuta de L’attimo fuggente, potremmo dire

Il passato è uno zaino incollato sulla schiena

Io stesso mi sforzo di pensare positivamente al futuro….Ma sono una persona come tante altre che, pertanto, deve fare i conti con il proprio passato.  A volte è stato pesante, altre volte più leggero…Ma non posso dimenticarlo.

Questo è un concetto che teniamo ben presente quando parliamo di noi stessi, ma mai quando parliamo degli altri. La maggior parte della gente cerca di presentarsi a noi tranquilla, posata e con la faccia di chi ha trascorso un’esistenza relativamente serena.

Forse è vero, ma forse può essere anche una bugia che il nostro interlocutore racconta a sè stesso. Quando incontro persone che mi appaiono troppo tristi, mi domando cosa le abbia fatto soffrire…e, quando incontro persone che mi appaiono troppo allegre, mi faccio la stessa domanda. Qualcosa di non meglio specificato mi fa capire che il mio interlocutore sta celando la sua sofferenza dietro ad una maschera.

Se una persona vi pare troppo serena, state attenti ad altri segnali: con un po’ di esercizio, capirete quanto sta soffrendo o ha sofferto…e, il più delle volte, questa sofferenza è stata insopportabile.

Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente

 

Oggi ero piuttosto triste verso il futuro. Fortunatamente, ho un dono: quando tutto mi appare grigio e senza speranza, mi si affaccia nella testa un pensiero positivo, che diventa la mia ancora di salvezza.

Il pensiero di oggi era una frase del cartone animato Kung Fu Panda.

Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà. C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente

 

La frase riassume il mio modo di vedere le cose in modo pessimistico: a volte mi concentro sul futuro, immaginandolo grigio e cupo, senza pensare a vivere l’oggi.

A volte, mi dimentico che un giorno è fatto di ventiquattro ore: al netto delle normali necessità lavorative e fisiologiche quotidiane, abbiamo comunque un sacco di tempo da riempire come meglio crediamo.

Considero il tempo non solo un dono, ma anche il bene più prezioso che abbiamo.

Sembrerà un concetto preso da uno di quei tanti guru del pensiero positivo che infestano il web, ma è vero.

Quando una persona mi dice di non avere tempo libero sono piuttosto scettico: sarebbe fisiologicamente impossibile riuscire a sopportare lo stress quotidiano senza il giusto riposo fisico e mentale.

La verità è  – piuttosto – un’altra: siamo così presi dai problemi quotidiani che ci dimentichiamo di curare noi stessi, il bene più prezioso che abbiamo.