Chi ha ali, è difficile da imprigionare

Tweet di Francesca Spotone sulle ali delle persone
Chi ha ali…è difficile da imprigionare

Quando ho visto l’immagine oggetto del tweet di Francesca Spotone, presa dalla pagina Facebook Pensieri rubati, mi sono chiesto se l’autore o la retwittatrice abbiano mai visto il film Le ali della vita.

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Qui abitava Angelo Fiocchi

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Pietra d’inciampo dedicata ad Angelo Fiocchi sfregiata dai vandali

Per celebrare il Giorno della Memoria, avevo deciso di scrivere un post in tema il prossimo 27 gennaio: a causa della notizia che riportano tutti i giornali sono costretto ad anticipare il tutto.

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La mattina quando ti svegli ricorda che

La mattina quando ti svegli ricorda sempre che tu sei la persona più importante della tua vita. Abbine cura!
La mattina quando ti svegli ricorda sempre che tu sei la persona più importante della tua vita. Abbine cura!

Stamattina mi sono svegliato con una generica preoccupazione del futuro. Dopo aver letto la frase di Stephen Littleword, mi sono accorto di aver commesso un errore macroscopico

La mattina quando ti svegli ricorda sempre che tu sei la persona più importante della tua vita. Abbine cura!

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Amore che prendi…

Uno dei temi che mi ha appassionato di più durante i miei studi Universitari è la Piramide di Maslow, a cui avevo accennato a marzo scorso. L’amore è uno di questi bisogni: io ne parlo frequentemente.

Mi spiace che i Nomadi non abbiano realizzato un video per Amore che prendi amore che dai: sarebbe stato interessante vedere come avrebbero reso la canzone in immagini.

Il testo parla di persone, comuni e importanti, accostandole all’amore: non si parla di sentimenti in una coppia, in cui l’amore reciproco dovrebbe essere scontato.

La domanda che mi sono posto ascoltando questa canzone è stata forse un po’ troppo filosofica per un brano musicale

Quale altro tipo d’amore potrebbe esserci?

Non mi andava di prendere spunto da un vocabolario e cercare tutti i significati del termine: ho preferito ragionare con la mia testa e mi sono ricordato che, quando parlai di una canzone di Emma Marrone, avevo praticamente già risposto.

Ne approfitto, perciò, per ampliare il concetto: proviamo amore ogni giorno, verso molte persone contemporaneamente ed in modo diverso per ognuna di esse.

Il problema, se così posso chiamarlo, è che non ce ne rendiamo pienamente conto, dandolo quasi per scontato.

November Rain

Novembre è un mese che non mi è mai piaciuto: a parte la ricorrenza dei morti, non ci sono festività particolari, le giornate sono brevi e fredde nonostante i cambiamenti climatici. Sembra quasi un periodo di attesa verso il Natale, che preannuncia tempi migliori.

Nemmeno i Guns’n’Roses non mi sono mai piaciuti particolarmente.

November Rain è l’unica canzone che riesce a farmi apprezzare sia novembre che i Gun’s’Roses. Nonostante non sia mai stato realmente innamorato, parla molto di solitudine e di fine dei rapporti tra persone.

In amicizia ed in amore, mi sono sempre calato nei panni della persona che, a mio giudizio, si è sentito veramente tradito (che – poi – la mia opinione sia corretta è un altro discorso).  Non è un caso che in psicanalisi si indichi la fine di un qualsiasi rapporto con il termine lutto.

A volte è difficile superare tutto questo, però dobbiamo trovare il coraggio di farlo. Può essere utile porsi una domanda

Cosa mi resta, adesso?

La risposta può essere diversa per tutti. Per quanto mi riguarda, mi resta sempre

  • Il ricordo
  • L’esperienza
  • Le vicende che mi hanno visto coinvolto con quella persona

Non hai mai notato quanta tristezza c’è negli occhi di chi ride e scherza sempre?

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Non hai mai notato quanta tristezza c’è negli occhi di chi ride e scherza sempre?

Quando ho trovato la frase

Non hai mai notato quanta tristezza c’è negli occhi di chi ride e scherza sempre?

sulla pagina Facebook Una pioggia di te, pensavo si trattasse di un contributo originale, per poi scoprire che circola su internet almeno da due anni.

Il motivo del successo di questo concetto è semplice: è profondamente vero. Anche se i problemi ci tartassano non lasciandoci dormire di notte, raramente la gente è più interessata a risolvere i propri problemi che ascoltare i nostri.

Poichè siamo persone e, in quanto tali, animali sociali, ecco che ogni mattina – preparandoci per andare al lavoro – senza rendercene conto ci stiamo preparando a recitare una parte: quella della persona

  • Di successo
  • Senza problemi
  • Allegra

Che la gente vorrebbe frequentare: una recita in cui siamo attori e spettatori contemporaneamente.  Consapevoli che ognuno vive in un modo diverso, siamo arrivati a pensare che nessuno si interessi di noi e che – pertanto – siamo liberi di fare ciò che ci pare, apparendo possibilmente sempre vincenti.

Putroppo, stiamo recitando e, quando la sera ci togliamo il trucco di scena, dobbiamo fare i conti con quella parte di vita che abbiamo deciso di non affrontare. Guardandoci allo specchio, molti di noi vedrebbero riflessa un’immagine tenebrosa, come quella rappresentata.

La soluzione sarebbe ovvia: smetttere di recitare, ma chi vuole farlo veramente?

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito

 

Immagine dalla pagina Facebook "Non siamo soli"
La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Come ho detto in vari post, sto affrontando un percorso psicoanalitico. La pubblicità trovata oggi sulla pagina Facebook Non siamo soli non poteva lasciarmi indifferente.

Non so chi siano l’uomo e la donna raffigurati in questa immagine in bianco e nero: di sicuro, hanno optato per una resa monocromatica che ben descrive il grigiore che vivono le persone depresse.

Il giallo della parola depressione richiama sicuramente un messaggio di speranza.

La frase è sicuramente altrettanto descrittiva

La depressione è una sabbia mobile che risucchia chi ne è colpito. Fuori c’è un mondo di fantasmi e ombre inafferrabili. Dentro c’è un nulla che rende ciechi e sordi.

Le persone che si trovano a convivere con gente depressa non sa che fare, a seconda dei casi:

  • Sa che deve consultare subito uno specialista
  • Spera che sia una fase passeggera
  • Non si rende conto del cambiamento di chi soffre
  • Cerca di scuotere a suo modo chi soffre

Il brutto di questa malattia è che spesso persino chi ne soffre sa motivare il motivo per cui si senta così. Sa solo che è diventato cieco e sordo, per riprendere il messaggio. A poco servono gli sproni e le parole di chi gli sta accanto: occorre una terapia più mirata.

Non sto parlando solo di una cura farmacologica o psicologica: sto parlando di quell’empatia e di quella conoscenza del prossimo che dovrebbero avere tutti nel mondo, ma di cui pochi sono dotati.

Non so se ho ragione ma, secondo me e come ripeto da tempoascoltarsi reciprocamente di più sarebbe una buona cura, ma siamo troppo presi da noi stessi per renderci conto che non siamo soli.

 

 

Se era grande quello che hai superato, sarà immenso quello che raggiungerai.

Frase anonima
Se era grande quello che hai superato, sarà immenso quello che raggiungerai.

Oggi ho commesso un errore: salvando l’immagine di cui parlare, non ho memorizzato la pagina Facebook che l’ha pubblicata. Chi la riconoscesse, è pregato di farsi vivo.

La frase l’immagine sono complementari

Se era grande quello che hai superato, sarà immenso quello che raggiungerai.

Trovo che la nebbia sia una buona metafora del futuro: qualcosa che non vediamo ed è più o meno distante dal presente.

Conosciamo bene il nostro passato e stiamo vivendo il presente: sappiamo cosa abbiamo attraversato, sappiamo cosa stiamo attraversando, ma non sapremo cosa attraverseremo in futuro.

Ogni tanto, mi domando

Ma come ho fatto a superare tutto questo?

e mi faccio i complimenti da solo! Nel momento in cui stiamo vivendo un determinato evento faticoso, ci sembra insuperabile…ma tutto passa e ci rende più forte.

Non dimentichiamoci, poi, di una cosa: non siamo mai soli. A volte, una mano ci arriverà dalle persone che abbiamo al fianco.

 

Quante volte pensano che tu non ti accorga di niente, e invece sei solo educato

Frase di Ginevra Cardinal
Quante volte pensano che tu non ti accorga di niente, e invece sei solo educato

Oggi  la pagina Facebook Perle di saggezza ha condiviso una frase di Ginevra Cardinal che mi rappresenta molto

Quante volte pensano che tu non ti accorga di niente, e invece sei solo educato

In vita mia, ho ingoiato molti rospi. I motivi sono fondamentalmente tre:

  1. Educazione
  2. Carattere
  3. Sensazione di inferiorità

Il fatto che stia parlando di una sensazione non fà sì che l’inferiorità non sia reale: generalmente, le persone più sanguigne hanno facilmente la meglio su di me. L’educazione ed il carattere fanno il resto: odio litigare anche per le cose che considero vitali.

L’alternativa sarebbe pazzescamente semplice: sedersi ad un tavolo e discutere….magari animatamente, ma discutere, non litigare.

Cosa vedono le persone quando discutono con me? Semplicemente un ansioso. Il problema (per loro e per me) è che non sono semplicemente un ansioso: come tutti voi, anche io sono molto complesso, difficilmente etichettabile con un singolo aggettivo.

Per non rompere quel fragile equilibrio che si instaura nei rapporti, lascio correre …fino a quando non mi stufo… e le persone non mi vedranno più.